mercoledì, maggio 28, 2008

Un pranzo di gala

Tristezza... per favore va via, perché tu in casa mia... insomma, abbiamo capito. Alla fine chiuso un giorno di rottura di scatole si volta pagina e ne comincia un altro foriero di interessanti novità. Oggi la voglia di andare a lezione l'ho trovata perché o così o pomì, già studiare il cinese non è certo un pranzo di gala, figurarci se posso permettermi il lusso di saltare le lezioni di lingua. Il pomeriggio era prevista la gita al Tian Tan, tempio del cielo. Qualsiasi cosa sia o rappresenti certo è una specie di monumento simbolo di Pechino, tant'è vero che sta pure sull'immagine di copertina della mia cartina.

Alla fine la giornata era niente male, calda ma non eccessiva (poi il chioschetto cinese presente in ogni dove aiuta sempre da questo punto di vista), eravamo in sei, solito metodo cinese ovvero c'è l'autobus a disposizione solo per l'andata, il ritorno è a discrezione, tian tan in quanto sale monumenti e altra robaccia non è assolutamente questo granchè, ma se lo consideri un bel parchetto non è niente male. Poi abbiamo incontrato anche un po' di italiani, una coppia credo fosse di roma, un altro gruppo veniva da chieti. Io credo che alla fine il po' di sole che ho preso alla grande muraglia, anche se a strisce, mi ha donato un colorito più decente, insomma, in fondo oggi il mio umore era un po' migliore del solito. Come se non bastasse ho anche fatto una foto con una bimba (vedere aggiornamento flickr comodamente qui a fianco) il che basta per dare un senso alla mia permanenza pechinese, poi mi ha anche chiamato il professore di musica spiegandomi il programma dei concerti di oggi e domani, poi accidentalmente il tiantan e la sua porta ad est sono proprio di fronte ad un mercato di corbellerie cinesi varie più uno dedicato ai giocattoli, e scusate se è poco.
In pratica finito di pascolare per il parchetto, ammirare porticati e pagode che sembravano dipinti la settimana scorsa (e forse lo erano), atteso pazientemente che qualcuno facesse incetta di souvenir semiseri, via di giro al mercato dove ogni frivolezza, ogni ciofega diventa realtà. Stavolta c'era Elisabetta e quindi in tre anche l'acquisto di una penna implicava una negoziazione a sangue, l'ultimo acquisto dove io ho comprato il timbro col mio nome (quanto lo volevo), gli altri due baldi giovani invece una penna con laser, degli accendini a forma di libretto rosso di mao, due copie del suddetto libretto in miniatura, delle penne con diecimila gadget tra cui puntatore, luce antifalsificazione, luce svela inchiostro simpatico e altro che non ricordo... insomma, è stata una cosa così lunga è travagliata che la battaglia delle termopili ne esce davvero sminuita da quello che siamo stati in grado di combinare. Alla fine ad orario chiusura e stremati abbiamo anche suggellato il tutto con una foto con la tizia che ci ha venduto tutto, tizia che mi ricordava assai assai tila tequila, per dimensioni, aspetto e anche per il suo inglese un po' così.
Però è stato davvero divertente e mentre attendevamo il cesto di cose fritte miste al kfc non ho potuto fare a meno di timbrare un po' qui un po' lì e smanettare con le altre cose nuove di pacca.

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martedì, maggio 27, 2008

Che Pizza!

Uff, oggi sono di cattivo umore: insomma, non che risponda male alla gente o altro, solo che i pensieri si aggrovigliano e non riesco a fare molto e non ho neanche voglia di uscire o altro. Neanche riesco a studiare perché al pensiero che dovrei far altro mi pare di sottrarre tempo a ciò che dovrei fare, insomma, mutatis mutandis (e più in là di diecimila chilometri) sembra di essere tornato a tre anni fa, quando dove scrivere la tesi e niente e nulla riusciva a passarmi per la testa. Giornate fisse a guardare il monitor, a spulciare su internet, a inventare fantomatiche scalette senza cavare un ragno dal buco.
Manco a farlo apposta questa giornata funebre è dovuta proprio al fatto che tocca scrivere un'altra tesi (o qualcosa che ci assomiglia) più una relazione, che angoscia.

Ma io col pensiero che devo studiare come un forsennato per il maledetto test di lingua posso mai avere voglia di leggermi la mappazza di due-trecento fotocopie che mi sono portato dall'italia? Uff, pessimismo e fastidio.
A proposito di pizza! qualche giorno fa sono uscito di nuovo con Nan e il programma ha compreso: baretto a guomao con te al latte ghiacciato con del malto sopra (malto? o era qualche altro cereale strano? insomma, qualcosa tipo wheat, oat, che ne so io), beh, un po' strano, nè buono nè cattivo. Poi un posto (a sanlitun? o da quelle parti, comunque) che si chiamava pavillion, che sembrava (e forse era) una sorta di golf club, almeno come me li immagino io, una specie di pub con tavoli e sedie, panche, amache in legno rustico e a terra il pratino, gente stravaccata scalza che tracanna birra e gioca a monopoly, presenza cinesi sotto al 5%, forse, una specie di oasi biologica per i laowai, dato che sulla metro, sugli autobus, nei mercati raramente ne becchi uno! Ho preso un caffè espresso a tre euro (le scarpe che ho comprato ieri al carrefour, per fare un paragone, ne costano otto), poi via verso nuove esaltanti avventure. Abbiamo infatti cenato da Ciro's pomodoro, ristorante italiano a sanlitun, vabbè italiano mica tanto, praticamente una sorta di catena internazionale di ristoranti italiani, senza che in italia ce ne sia per forza uno, insomma. La cosa buffa era che il manager era un tizio di Ischia, non parlava uno straccio di cinese (faceva forse lo gnorry? ai posteri...), ma solo italiano e inglese. Quando l'amico che ha cenato con noi gli ha chiesto il tabasco da mettere sulla carbonara il poveretto c'ha anche provato a passargli prima del peperoncino tritato da mettere a posto di quello che aveva chiesto lui, poi i cinesi devono avegli fatto notare che il cliente è dio e dopo un po' arriva pure colla bottiglietta dell'ottima salsetta. Ah, io avevo la 4 stagioni, che non era malaccio, mi aspettavo chissà quale aberrazione, ma in fondo non era mica peggio di quelle che ho mangiato a Perugia. eheh.
Via, torno ad inventarmi qualche altro modo per perdere tempo, arrivederci. Bacini.
Ah, ieri sono andato al jialefu/carrefour ed ho comprato il dvd di the forbidden kingdom! quasi me ne scordavo! Ovviamente l'ho visto in tempo record (ma è normale che il film è uscito il mese scorso al cinema ed un mese dopo c'è il dvd nel carrefour? ed è normale che il biglietto del cinema costa più o meno sette euro e il dvd uno? UNO?). Comunque il film è bellino, pochi dialoghi molte mazzate, effetti speciali a palate, gli scontri solo belli, la storia un po' insignificante, o forse dovrei dire innocua, e per un target di giovanotti brufolosi (certo, magari la storia avrebbe avuto uno spessore incredibile se avessi avuto un po' di confidenza col mandarino, ma alla fine diligentemente mi sono letto tutta la trama su wikipedia non è che avessi capito chissà quali fischi per fiaschi, anzi). Insomma, non un filmone, nè un filmetto. 6,5 via, sono buono.

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sabato, maggio 24, 2008

Io speriamo che me la cavo... (Si Ma Tai)

Bu dao chang cheng, fei hao han. Dicono i saggi cinesi. Se non sei mai andato alla grande muraglia, non sei poi 'sto grand'uomo. E' una frase che ho persino ritrovato pochi giorni fa a lezione dopo essermici imbattuto praticamente all'inizio dei miei studi, in una delle prime lezioni di 'caratteri cinesi'. Da quel giorno sono passati un po' di annetti e finalmente sono approdato alla grande muraglia. Potrei riassumervi l'esperienza in poche sinteticissime parole ma vabbè, di sabato sera in camera lasciatemi almeno la possibilità di essere un po' inutilmente verboso.

Comunque che io sia ormai diventato un cinese col pedigree c'erano ben pochi dubbi, prima di imbarcarmi nel viaggio di stamane c'aveva già pensato l'iscrizione all'hsk (esame per il livello della lingua) a fare di me un provetto cultore di ciò che di cinese esiste. Qui all'università era apparso un bell'avviso e io non ho potuto resistere, non ho ben chiara la storia che non c'è un livello a cui ti iscrivi (l'esame è uguale per tutti, belli e brutti) ma in pratica ti viene assegnato a seconda del punteggio che prendi, avrò capito male io?
Fatto sta che tra meno di un mese c'è l'esame, e le scadenze mi mettono sempre quel certo non so che, così segnatomi per l'esame, fatta la lezione di arti marziali di pomeriggio sono corso in libreria a raccattare quanto di utile potessi mai trovare per sostenere il suddetto esame. Ovviamente ho dovuto di nuovo flagellare la mia autostima perché anche il livello base mi è sembrato ad una prima occhiata semi-impossibile, quindi beh, incominciamo da quello terra terra dove ci sono tanti disegnini, il resto si vedrà. Speriamo di non fare una figuraccia.

Ma parlavamo della muraglia no? Stamattina alle sette e venti più o meno siamo partiti alla volta di Si Ma Tai, che dicono sia un complesso turistico, un punto scenico ma in realtà è una sfida contro la morte! io stamattina sono uscito e nella borsa ho infilato anche una maglia di lana, ho pensato: vuoi mai vedere che lissù farà freddo? e invece c'era un sole assassino, roba che spaccava le pietre, che provavi a bagnarti il cappello per patire meno il caldo e l'acqua non faceva manco in tempo ad arrivare sulla testa che già era bella evaporata.
E' un'esperienza strana, questa della grande muraglia: la vista è incredibile, clamorosa, mozzafiato, il cielo terso, lo scenario magnifico, eppure c'è di assurdo che alla fine diventa quasi una prova di forza, ma io ieri l'avevo letto che fisicamente era abbastanza provante, a 26 anni però non mi aspettavo che due tre volte grondante di sudore di fronte all'ennesimo scalino alto quanto mezza gamba pensassi di tagliare la corda. Quindi si, alla fine sono arrivato al traguardo (c'è un cartello che dice che oltre non si va, altrimenti multone) e sarà una cosa da raccontare ai miei nipotini, ad elisabetta che faceva maniacalmente foto e mi diceva: beh, ma quando ti ricapita? io ho risposto: e meno male che non ricapita!
Per quanto Si Ma Tai paia essere un posto meno 'turistico' di ba da ling (altra zona in cui si visita la muraglia) rimaneva comunque curioso trovarti lungo il percorso chioschetti che vendevano bibite o ghiaccioli a prezzi simili a quelli dell'isola di capri oppure mentre arrivi ad un'ennesima torre di guardia scalando allo stremo delle tue forze e sentendoti Messner ti arriva il vecchietto con tre denti che cerca di rifilarti una maglia con scritto 'ho scalato la grande muraglia'. Ah, alla fine ne ho anche comprata una e mi sta come un guanto, il che non è bene, presumo che la rifilerò come regalo al ritorno in italia, immagino.

PS: il momento più figo, devo un po' vergognarmi ad ammetterlo, è stato quando abbiamo preso la funivia, io ero assolutamente contrario un po' perché si sganciavano quattrini (abbiamo preso anche il trenino ed in effetti quella è stata una rapina) ma soprattutto perché non l'avevo mai presa e mi CAGAVO addosso. insomma, l'han presa tutti, la prendo anche io, mal che vada mi tappo il naso e chiudo gli occhi. così mentre facevo i musi, gli urletti e dicevo: qui mi sa che qualcuno c'è morto... o cose del genere, poi passano quelli che salivano dall'altro lato e mi metto a far loro ciao ciao con la manina. La signora fa: italiani?! e io: SII! e lei: ah, napoli! e io: PURE IOOOOOO! e ho iniziato a ridere come un cretino.

PPS: in libreria abbiamo visto il libro Guore di De Amicis. Si chiamava Guore, davvero. rotfl.

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mercoledì, maggio 21, 2008

aidao. v. lament / mourn sb.'s death

La Cina ci ha riflettuto un pochino, dopo la disgrazia che l'ha attraversata (tranne per il discorso degli aiuti che è stato comunque ultratempestivo), nei piani alti c'avranno rimuginato qualche giorno, poi hanno deciso di rendere pubblico e condividere il dolore attraverso 3 giorni di lutto, dal 19 al 21 maggio. Oggi è quindi l'ultimo di questi tre giorni.

Il primo è stato certamente quello a più forte impatto emotivo: alle 14:28 tutte le attività, lezioni comprese si sono fermate. Qui all'università della tecnologia di pechino ha suonato la sirena per tre lunghi minuti, noi eravamo in classe e ci siamo alzati, al piano terra potevamo vedere dall'alto un centinaio di persone radunate e immobili che lasciavano trascorrere questi minuti di silenzio e di rumore. Poi le attività extrascolastiche a carattere ludico/culturale sono state cancellate e con esse la nostra gita di martedì al TianTan / Tempio del cielo. Oggi avevo un nuovo appuntamento con Nan a Guomao ed ho visto la pista di pattinaggio coperta e mi è ritornato in mente, ah, già, il terzo giorno di "aidao".
Altrimenti per le strade non è che lo diresti, martedì saltata la gita siamo andati (io e Mattia) al mercato dei giocattoli di pechino e tra torme di PSP, Nintendo DS e caterve di gadget di ispirazione anime giapponesi il clima rimaneva comunque abbastanza 'renao', vivace. E' quando accendi la tv, o la radio che ti rendi conto che tutto è fermo, tutto lo spazio è dedicato all'informazione su ciò che è accaduto e continua ad accadere, o quando accedi ai principali siti web cinesi che per l'aidao' hanno tolto i colori dai loro loghi e dalle loro pagine web.
foto: abbracci gratis a xidan.
(cavoli non ho ancora fatto i compiti...)

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domenica, maggio 18, 2008

mania, autismo, euforia

Domenica dolce domenica, tutto sommato ieri il tempo faceva un po' schifo, sono tornato a casa presto che ero stanco e assonnato, rimasto a casa buono buono a fare i miei compiti mi sono ripromesso che, tempo permettendo, l'indomani avrei fatto i miei bravi giretti. Neanche c'avrei scommesso e invece stamattina il tempo era bello, così mangiato quello che capitava a tiro come colazione sono uscito, meta: fumetti e videogiochi, oh yeah. Beh, è il caso di coltivare vecchie passioni...

Certo, magari per i manga giapponesi la Cina non è proprio il paradiso, qui tocca desteggiarsi. Trovarli non è affatto facile e a fronte delle quintalate di fumetti e libri di illustrazioni che arrivano qui da taiwan (credo) e in maniera piuttosto poco legale, le serie su licenza che ho trovato nella grande libreria posso quasi essere contate sulle dita di una mano, sigh. Fortuna che almeno tra loro figura fruits basket, il primo volume non l'ho trovato, così oggi ho arraffato il 16, che tutto sommato ricordo come uno dei miei preferiti.
Ma prima della libreria dove in preda alla mia solita follia ho comprato un po' di tutto (anche il maestro e margherita in cinese, yuppi! inoltre: libri, dizionari, set per ricalcare i caratteri e avere una specie di calligrafia decente, ecc ecc) è stata la volta di 77th street il centro commerciale vicino alla libreria di xidan. La prima sensazione è stata di delirio ed estasti, c'era la sagra dell'oggettistica cute/inutile, frotte di pelouche, un paio di negozietti che vendevano gadget di anime, un paio che vendevano abiti in stile gothic lolita! Vista la maglia di afro inu poi ho completamente sconnesso il cervello...
Dopo un giro abbastanza approfondito dei piani sotterranei in cui si sviluppa il centro commerciale mi sono mosso alla volta della sala giochi. La sala non è nè grande nè piccola, i gettoni fortunatamente costano uno yuan (meno di dieci cent) di gente ce n'era abbastanza, tutti un po' presi dal loro hobby, di videogames un po' di tutti i tipi, i picchiaduro certo la facevano da padrone con un street fighter (super, champion edition, tre third strike ecc), guilty gear, virtua fighter 4, tekken 5, double dragon, samurai shodown e una quintalata, una marea di cabinati di king of fighters, ai cinesi deve piacergli assai. Ho fatto anche per la prima volta l'esperienza di fare un versus in quei cabinati dove l'avversario ce l'hai di fronte a te, che fico. Poi ovviamente c'era anche dance dance revolution quindi mi sono fatto prendere dalle fregole e c'ho dato dentro di brutto, come al solito ho fatto scena (capirai ero pure l'unico straniero lì in mezzo) e ho scambiato quattro chiacchiere con una ragazza della mongolia, tale Vivian, che parlava un po' di cinese e l'inglese ma che non capiva nè il mio cinese nè il mio inglese, ripensandoci mi chiedo cosa ci saremo mai detti.
Ora, se prendiamo questo che è il sito della sala giochi, vabbè, dicono che taiko no tatsujin è il sesto quando invece è il quinto, e pazienza, ma certo nella foto il cabinato è bello nuovo fiammante, adesso è un catorcio devastato e i tamburi utilizzabili al 20% delle loro funzioni, poveretti, vabbè che una partita non costa neanche 30 centesimi di euro ma a vederli così mi si stringe il cuore! Adesso pianifico di approdare in sala giochi a xin shijie e vedere lì che aria tira (e se hanno un soul calibur, maledetti!)
Comunque estasiato da quanto possa ritrovarmi a casa in compagnia di gente maniaco compulsiva dei videogiochi anche a millemila chilometri di distanza, grondante di sudore, privo di forze, rincorro un gatorade e mi dirigo in libreria a sublimare un po' tra la letteratura...

orco cane qui stanno a trasmettere a reti unificate (e dico unificate: saranno 25 canali su 30 che danno la stessa cosa, hanno anche interrotto la signora delle camelie con sergio muniz su cctv6, sigh) tg, speciali e vari aggiornamenti sulla situazione terremoto con il caro Hu Jintao che visita luoghi, poveribimbi e altri disperati.

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sabato, maggio 17, 2008

Time waits for no one

Ho fatto un po' di pausa che non trovavo niente di abbastanza interessante e abbastanza banale da scrivere, è una sensazione strana, avvertire un po' il vuoto di non aver nulla da raccontare agli altri o a sè stessi. Anche se a volte magari è solo che preso dalla routine non faccio pensieri troppo strani da tradurre sotto forma di post.

Ieri la professoressa ci ha invitati a mangiare huoguo, nella fattispecie un tipo chiamato haidilao. L'huoguo è insieme un pranzo ed un evento e mai avrei potuto farne a meno, anzi trovo quasi criminale aver aspettato così a lungo prima di provarlo. L'huoguo per chi non lo sappia implica che il tavolo al centro ha un buco con un fornello, il gentile personale ci piazza dentro una pentola con del brodo piccante, quando inizia a bollire si infilano i vari ingredienti che una volta cotti poi si ripescano e si mangiano. Nella fattispecie dietro consiglio della prof abbiamo provato: verdurine, funghetti, tofu, patate, carne di capra, trippa di maiale, uova di quaglia, sangue d'anatra (!), spaghetti tirati al momento da un tizio che non sfigurerebbe ai mondiali di atletica leggera e altro che magari dimentico. bello, molto bello. un pelo più caro dei cari zhajiangmian ma assolutamente un'esperienza.
Stamattina invece toccava alla gara di cucina (si fanno i jiaozi! vedi foto) è stata una mattinata interessante, anche divertente, temevo il peggio ma alla fine pasta e ripieno erano belli che preparati. quindi toccava solo stendere la pasta, fare le suppostine, farcirle e chiuderle in maniera artistica. Certo, c'era gente che faceva fogge a dir poco magistrali mentre i nostri chi più chi meno magari erano a malapena commestibili.
Ma su questo potevo anche soprassedere, sa, io magari faccio il gelato o le lasagne, tu i ravioli, il mondo è bello perchè è vario. Poi certo, i giurati che osservavano il mio atroce lavoro, il pranzetto dopo, è stato un bel momento ma certo ciò che ha lasciato il segno più profondo nel mio animo è stato che in mezzo a quei ragazzi provenienti da ogni parte del mondo (quanti saremo stati? 150?) mi sembrava che tutti parlassero un cinese favoloso tranne me. Mentre attendevamo che annunciassero quelli promossi al secondo step della competizione si sono anche messi a fare i quiz in cinese! e io non capivo niente... e mi vergognavo. Sono tornato a casa frustrato e triste, era eccitante sentire parlare un così bel cinese (in realtà nient'affatto melodioso, ma anzi, affascinante per l'evidente commistione con le loro lingue d'origine) ma era avvilente per la mia autostima sentire così lontano da me un tale traguardo. E non costituisce un alibi pensare che magari stanno qui da 4 anni, perché sento che a me questo tempo non è dato, che posso usare al massimo quello prezioso che mi è concesso adesso. Poi sarei certo più utile alla società e di meno peso agli altri se andassi a spaccare pietre da qualche parte. Mi sento sconfitto.

guardando i film che danno su cctv6: ma è mai possibile che su un miliardo quattrocento milioni e rotti di cinesi alla fine i doppiatori di questi film siano sempre i soliti maledetti 3 o 4? uff, la voce delle protagoniste femminili mi dà sui nervi.

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domenica, maggio 11, 2008

la mamma. un mese. 38.1°.

Oggi, 11 maggio, oltre ad essere la festa della mamma (ma in italia non sono neanche le otto, proverò a chiamare a casa un pelo più tardi) è anche trascorso un mese da quando siamo partiti da Perugia alla volta della Cina.
Certo, il mio primo pensiero all'avvenuta comunicazione del misfatto è che ad un mese suonato di permanenza qui il mio cinese fa più schifo di prima. Ad averci quelle grosse zampone degli struzzi mi sa che scaverei una bella buca.

C'è poco altro da dire, ieri abbiamo visitato la ultra-famous città proibita (故宫) , un complesso di 9999.5 stanze di cui per misericordia ne visitiamo giusto una decina, in pratica quelle dove la ressa di gente era maggiore. Non so come mai l'idea del viaggio organizzato è stata più o meno: andiamo col pulmino, vi lasciamo un po' lì a pascolare allo stato brado e poi tagliamo la corda lasciandovi al vostro destino. Almeno rimanendo per conto mio ho potuto accostare l'orecchio ogni qual volta spuntava fuori un gruppo di turisti o una guida che parlava in italiano. Che fico.
Dopo la bella giornata di sole alla città proibita, un pranzo ad un fast food cinese (hehegu, riso con calamari, gamberetti, carote, buono), e un giretto alla libreria di xidan, sono tornato a casa, ho passato una notte buia e tempestosa e stamattina mi sono alzato con 38.1°, alzarsi è un parolone dato che sento la testa pesare quindici chili e per ora preferisco rimanere nel lettuccio. Spero di avere una ripresa record perché domani mi scoccerebbe veramente un sacco perdere le lezioni.
Boh, intanto allego una foto del pranzo di benvenuto giusto per festeggiare questa lieta ricorrenza. Saluti dal vostro catarroso.

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mercoledì, maggio 07, 2008

Jing ju: Bottomless cave

Anche se tornati a casa si potrebbe mangiare assieme sento che voglio stare un po' per conto mio e ripensare a quello che ho visto. Come se non potessi adesso volgere il mio pensiero altrove, come se temessi che provando a far altro qualche ricordo, qualche sensazione mi sfugga ma come se non sapessi già che non è facile descrivere a parole quello che ho visto e quello che ho provato: la sorpesa iniziale, il brivido durante lo spettacolo e il disappunto perché è durato troppo poco, finito troppo presto ce ne siamo anche andati subito senza lasciarmi la possibilità di stare lì ad applaudire fino a spellarmi le mani.

Sto parlando come annunciato precedentemente dell'opera di Pechino (京剧 jing ju, per gli amici), e certo il mio lavoro sarebbe molto più semplice se chi mi leggesse avesse anche visto quel film superlativo che è Addio mia concubina, che ruota appunto su tale soggetto. Ed è ripensando anche a quel film che ho trovato incredibile poter assistere al momento del trucco degli attori (foto gentilmente trafugata ad Elisabetta), sistemati in una sala a fianco del palcoscenico a truccarsi da soli con pennelli, ciprie e pomatine dai colori vistosi, ritrovavo i momenti del film nella realtà che stavo osservando, roba da contemplare in apnea. Ogni urletto, ogni brano cantato (fortunatamente mentre parlavano e cantavano a fianco c'era uno schermo luminoso con caratteri e traduzione in inglese), brillava per tecnica e potenza. L'opera (o il medley di opere, piuttosto) a cui abbiamo assistito era un concentrato di canti, danze, balletti e arti marziali davvero spettacolare, temendo forse che il pubblico straniero potesse annoiarsi la durata è stata tutt'altro che generosa, avrei voluto ancora godere della vista di quelle acrobazie e del trionfo di colori in movimento di ogni costume.
Sono davvero un ragazzo fortunato, ho pensato mentre più volte la bellezza dell'opera mi commuoveva.

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martedì, maggio 06, 2008

Mini mani o Money go my home!

Oggi c'è da essere ottimisti, lungi dall'essere tutto sfacciatamente positivo quello che accade qui, devo ammettere che purtroppo non riguarda il sottoscritto che mangia, dorme, fa la pupù e studia cinese. Non me ne vorranno a male gli altri, io mi auguro il loro bene, spero che loro facciano altrettanto. Ogni giorno c'è una scoperta nuova: qualcosa di incredibile si nasconde tra le file dei banchi del supermercato o basta anche spingersi 50 metri più in là rispetto a dove ero arrivato la volta scorsa. Studiare all'estero è una gran pacchia, almeno i primi giorni. Poi magari arriveranno gli esami e saranno uccelli per diabetici.

E' con questo animo che accolgo ogni volta le nuove notizie o le nuove scoperte. E oggi ci hanno anche detto che domani andremo a vedere l'opera di Pechino, come non potrei avere la pelle d'oca dall'eccitazione? Il giorno dopo ancora ci daranno il benvenuto con un pranzo ufficiale (non ho capito ancora quanto, spero dignitosamente ufficiale per renderlo un buon ricordo, niente tarallucci e vino, ma non troppo da dovermi vestire decorosamente), e solo all'idea di mangiare assieme a quelle sagome dei nostri professori di cinese tremo dall'ansia.
Ma in effetti oggi volevo parlare di un'altra cosa, del pranzo! Oggi ho mangiato in un ristorante fotonico a mangiare zhajiangmian (炸酱面) e zhaguangchang (炸灌肠). cosa sono? si fa presto a dirlo, trafugo la prima foto che mi viene a portata di mano, almeno per gli spaghetti e la metto come immagine di questo post. Quella che in foto non si vede chiaramente è la salsetta (zhajiang, la ciotolina sopra, se non erro) che da il nome agli spaghetti: un composto denso, scuro e salato che va aggiunto dopo e mischiato assieme a tutti gli ingredienti. Una vera esperienza e per una miseria! Anche le guangchang, che a dispetto del nome un po' terribile sono pezzetti di amido fritti e mangiati assieme all'aglio, si sono rivelate buonissime. E niente erbette dai sapori sgradevoli o indigesti!
Anche oggi dal vosto corrispondente è tutto! Venite a studiare in cina che è uno spasso (se amate l'aglio)! Il titolo del post è il primo verso di una canzone che Dennis (Zhao Liutao) ha cantato al karaoke, se la musica cinese vi appassiona, vi interessa o volete anche solo conoscerla per starne alla larga qui c'è il link al video su youtube. enjoy!

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lunedì, maggio 05, 2008

A wangfujing... la luna si desta con te...

Alla fine ho poi fatto la conoscenza di wangfujing, la via dove se ti giri all'improvviso senza farci troppo caso ti ritrovi spiedini di scorpioni e cavallucci marini in bella vista, qualcosa di Beijing insomma l'ho anche vista a parte il mio campus. Ma certo non ci sono solo gli scorpioni (benche la loro nauseante vista e lo sfrigolio della frittura in sottofondo certo sono il ricordo che sopravvive più nitido), wangfujing è un'ampia strada (pedonale in buona parte, mi pare) con centri commerciali pieni di marchi strafamosi, chincaglierie cinesi per turisti, piena degli stessi turisti e con una libreria di 6/7 piani che è stato l'obbiettivo della mia visita.

Ho avuto anche il coraggio, arrivato a destinazione, di accorgermi che avevo dimenticato i soldi a casa, li avevo contati con cura prima di uscire e chissà come poi ho dimenticato il portafogli sul computer, che broccolo. Alla fine ho dovuto comprare i libri coi soldi che xin xin mi ha gentilmente prestato, e forse è stato un bene, così ne sono uscito con tre libri e un pacchetto di cartoline invece di svaligiare selvaggiamente tutto. L'acquisto fantastico del momento è stato il libro di alice nel paese delle meraviglie (ailisi qijing manyou), per far capire a xin xin che lo volevo ho iniziato a parlare di un gatto a strisce che rideva... e lei mi ha portato dei fumetti di garfield.
Oggi invece ero in vena di porcherie, così invece di seguire gli altri al mercato del falso o di andare in un'altra libreria che ho puntato alla ricerca di manga giapponesi, ho semplicemente fatto una puntatina al supermercato nel pomeriggio. Mi sono concesso il lusso di una decina di euro di spesa (più o meno quanto costa un pacco di caffè di starbucks), riguardando lo scontrino le cose più care che ho comprato sono il tè istantaneo nestlè e le grucce per i panni, le cose più economiche un paio di brioscine ripiene per la colazione, tra le cose più interessanti, un pacchetto di patatine al gusto di pollo al vino (o pollo e vino rosso? boh) e delle merendine ad un frutto ancora non identificato.
dopo la ricerca sul dizionario. cavoli sono al cocco, con tanto di cocco in figura, ma colla sua buccia verde... e le merendine sono verdi. mi chiedo, perchè verdì? hanno l'aroma della buccia? del cocco non si butta via nulla, a quanto pare.
ho anche preso una crepe che fanno dentro il supermercato appena fuori le casse, è stato davvero gustoso vedere come la facevano e gli strani ingredienti non meglio pervenuti che c'hanno messo, purtroppo tra quelli c'era la fastidiosa erba/spezia che mi lascia il sapore simil saponetta che mi si rinfaccia anche nelle ore a venire, almeno credo che sia una di quelle spezie, sembra prezzemolo... è prezzemolo? mah, sono scettico ma mai dire mai. meglio identificare prima possibile quel letale nemico per poi netraulizzarlo, la prossima volta in cui mi chiederanno se ci voglio tutto potrò rispondere: no grazie, quella cosa verde che sa di sapone oggi non mi va.
Ah, oggi ho anche finito di vedere Ergo Proxy, credevo che non avrei mai avuto il tempo di guardarmi una serie animata, invece magari dopo lezione bevendo il caffè qualcosa ci scappa sempre, comunque questa serie per me rimane una delusione, era partita bene in mezzo s'è affossata e non si è mai più ripresa. Peccato.
In foto: un modello di new bettle decorato in una esibizione a wangfujing.

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venerdì, maggio 02, 2008

Youyi. n. friendship. Ganxie. n. gratitude

Eppure a volte mi sembra di non meritare la felicità che provo, di non meritare le occasioni che mi sono state concesse, di non rigraziare abbastanza chi, in base a non si sa quale malriposta fiducia, mi permette e mi ha permesso di vivere una vita a volte così insopportabilmente gradevole e non ringrazio neanche abbastanza chi, secondo chissà quale strano gusto, mi accorda incodizionatamente la sua amicizia.

Ieri c'eravamo già messi d'accordo per ciò che concerne quello che si sarebbe fatto oggi. Siamo andati all'osservatorio antico di pechino, in piena Chang'anjie con (riproduzioni di?) antichi sestanti e altri strumenti di non so quale utilità ma certamente bellissimi a vedersi. Finito quello antico siamo andati al planetario, quello nuovo, tra polvere lunare, e stanze che paiono plance di sottomarini o quelle di star trek, soprattutto tra il pubblico che di media avrà avuto 8 anni e il cinema in 4d tipo che l'ultima volta l'avevo visto a mirabilandia. Alla fine a planetario chiuso e svuotato dal pubblico abbiamo goduto di una proiezione extra riservata a noi (eh, averci le guanxi in cina...) di un documentario sull'origine dei pianeti e della vita e sulla possibilità che ci sia vita altrove, questa roba qui l'hanno fatta gli americani e devo dire che era proprio fotonica, proiettata sul soffitto a cupola della sala era come guardare il cielo... e attraversare le galassie e parlare coi pianeti, e sentirsi soli nello spazio. Prendetemi per fesso, ma io qualche lacrimuccia l'ho pure versata. Finito il momento culturale era l'ora di riempire la pancina.
E' stata la volta del ristorante dello xinjiang (per i non addetti: xinjiang è la regione della cina dove i cinesi sembrano meno cinesi), niente maiale qui, però caspiterina, quanto abbiamo mangiato e quanto era buono quello che abbiamo mangiato. Certi spiedini... e birra a fiumi. Finito il ristorante, non senza ruttare sonoramente, via di karaoke. E c'è da dire che se noi l'abbiamo buttata sul trash spinto (funiculì funicolà) sull'opinabile (la bamba) o sul semplicemente improponibile (bohemian rapsody) quando è toccata ai cinesi hanno esibito brani che accapponavano la pelle per quanto erano belli. Soprattutto Xin Xin che per quanto la supplichi non la smuovi mai a cantare o altro, dopo che ognuno aveva perso la dignità è arrivata ed ha infilato un paio di canzoni toccanti che io volevo semplicemente implorare pietà per aver consumato la sua stessa aria. Però è stato bello è stato tutto sin troppo bello e quindi io ringrazio il cielo, i miei cari e i miei amici e magari domani faccio il mio dovere studiando.

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giovedì, maggio 01, 2008

Wu yi (+ auguri Ale!)

Oggi è festa e mentre in Italia staranno a saltare e fumare ganja al concerto a Roma qui i cinesi si sono un po' riversati per tutte le strade, il caldo è veramente micidiale e le persone sono dappertutto... dovunque. Escono dalle fottute pareti! Oggi che la meta era il mercato di fronte allo zoo di beijing ne abbiamo visti a valanghe, mentre gli stranieri erano praticamente inesistenti.

Prima di prendere la metro Mattia ha intravisto una fiera lungo il fiume (con la gente che pescava, orrore), detto fatto prima di incamminarci verso la nostra meta ci siamo intrattenuti tra chincaglieria, tatuatori, magliette a poco prezzo e gabbiette di animali, alcuni anche a me ancora sconosciuti. Il meglio della fiera vicino casa resta comunque il mercato alimentare al coperto, con tocchi di carne in bella mostra, bilance colme di masse sanguinolente, pezzi di non si sa quale animale appesi ai ganci e penzolanti. Poi pesci e granchi vivi in miriadi di vasche, oppure secchi e salati, o spezie in grande quantità. A me ha fatto una certa impressione ed ho tagliato la corda prima che potevo.
Poi il mercato dei vestiti, stranamente qui non c'era uno straniero manco a pagarlo, a differenza di quello di xiushui che ormai pare fare grandi affari con loro, in quello dello zoo non c'era anima che non fosse cinese. I commercianti non ti trascinavano via a forza e i prezzi partivano da standard ragionevolmente bassi (soprattutto per i piani riservati alle scarpe) senza che uno dovesse uccidersi a contrattare troppo. Certo io ho sempre l'idea che i prezzi per noi siano minimo il doppio di quelli per i clienti con gli occhi a mandorla, e va beh. Comunque ho rimediato un paio di scarpe, due di pantaloni e due maglie a tipo 36 euro.
Stanchi morti e coi piedi fumanti siamo tornati a casa, gli altri adesso sono usciti ma io davvero non gliel'ho fatta, sarà per un'altra volta. Mi dispiace. Buon primo maggio a tutti, e specialmente ad Alessandro, che compie 12 anni. Tanti auguri 'o fra! :D
in foto: acquisti...

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