martedì, dicembre 07, 2010

Parliamone

Parliamone. Che tanto qui ispirazione zero ed è un intero pomeriggio che fisso il monitor senza farmi venire uno straccio di idea: il blocco dello scrittore declinato nella sua versione blocco dell'insegnante. Colavo melassa nel mio precedente post e poi dopo poco è scoppiato mezzo "esamigate" e io mi sono ritrovato parzialmente esaurito per preparare gli esami di fine semestre e ai ferri corti con una collega che evidentemente era responsabile delle mie scadenze. Signori della giuria, in mia difesa sappiate che ero arrivato da un paio di settimane e questi mi fanno: non è che ci prepari un attimo i cinque esami (ogni esame due prove) che devi fare a fine semestre? Spero che capirete che mi è preso un coccolone, mi rimetto alla clemenza della corte. Beh, comunque quella roba lì è passata. E io mi sono premiato con un acquistone da quaranta yuan. Due libri ordinati su amazon arrivati oggi (li ho ordinati due giorni fa, eh eh).
Poi veniamo al resto. La vita qui non è malaccio. Ho cambiato camera questo fine settimana, oggi ho anche messo la decorazione natalizia fuori la porta appiccicata con lo scotch del pacco di amazon, e devo dire che, forse complice anche il weekend con temperature superiori alla media mi è sembrato di fare un salto di qualità non indifferente, non mi sembra più di vivere in uno scantinato almeno. Riuscissi anche a cambiare la luce nel bagno (che è un po' pallida e mi deprime) e rimediare un dispenser per l'acqua sarei moderatamente allegro (vabbè, non esageriamo, diciamo non triste). Poi mi si è sfasciato l'hard disk, l'avevo portato in aula per farmi dare i film da Giovanna, mi sono scopiazzato questa marea di film in "lingue minori" (miscuglio non pervenuto di italiano, francese, tedesco), poi durante la lezione del terzo anno un tonfo, lo zaino era volato a terra... dopo un istante ricollego che c'era l'hard disk dentro, continuo a fare lezione come niente fosse e poi arrivato a casa scopro il fattaccio. Il mio ciccio hard disk comprato a Jinan poco prima di tornare in italia già mi ha abbandonato. Tristess.
Comunque la cosa davvero logorante di questa stanza è che la connessione ha brandelli di parvenza di normalità durante il mattino (metto tipo la sveglia alle sette, apro il pc, poi ricado in trance) e da mezzogiorno in poi una specie di lenta agonia. Che tipo manco msn riesco a tenere aperto. Studi non supportati da prove scientifiche teorizzano che dopo mezzanotte si possa anche godere di un servizio più adeguato alle mie nerdose necessità, ma a mezzanotte io è già mezz'ora che mi tengo le palpebre aperte con qualche stecchino, quindi anche no. almeno per adesso. poi magari nelle vacanze ne riparliamo.

Piccolo angolino sentimentale con la storia dell'insegnante di portoghese. Un francese trapiantato in Portogallo. Ci ha raccontato di come suo padre avesse conosciuto sua madre in Portogallo. E poi durante il regime di Salazar (io questo nome non l'avevo mai sentito, quanto sono ignorante da 1 a 10?) lei lascia il portogallo. E va in Francia, e arriva in Francia convinta che l'uomo che cercava in un modo o nell'altro l'avrebbe trovato. E ci dice: mia mamma era così ingenua che pur non avendo contatti pensava che sarebbe bastato andare in Francia per trovarlo. E lei scappando dal Portogallo passò per la Spagna e arrivò in Francia. Nel sud della Francia, dove trovò lavoro, mentre il padre del collega viveva al nord. Beh, dato che il mio collega esiste questa storia ha evidentemente un lieto fine, tramite amicizie portoghesi congiunte, pare. Ecco, come dire, non voglio rovinare l'angolino romantico, ma io sono arivenuto per l'ennesima volta in Cina, quindi tu che sei in ascolto, turati bene le orecchie e non fare lo stronzo. ecco.

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lunedì, novembre 08, 2010

Quanto ci vuole

uhm, per farmi felice basta poco, almeno credo: stamattina colazione con doppia razione di nescafè (2 yuan grosso modo), merendine nuove (una decina) più un bel multicentrum per un compleanno multivitaminico (sessanta e rotti). Diciamo quindi che, col cambio che ci ritroviano, con otto euro ve la cavate. Poi certo, c'è l'essere tornato in Cina e quella sensazione che si prova camminando per strada, anche solo per andare in banca. E poi Angelo che gentilmente mi ospita a casa sua a Nanchino, la cena fuori, il bar per expat, la libreria avanguardia. Queste son cose un po' più difficili da monetizzare, lo ammetto. Ci sono tante cose, cose che voglio tornare a dire, sono tornato in Cina ed oggi è il mio compleanno. Non è facile invecchiare ma, insomma, ci sono anche modi peggiori di invecchiare, no? Bentrovati. Un abbraccio, MA.

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martedì, ottobre 12, 2010

Lezioni (inutili) di cinese

Bisognerà pur farsi vivi ogni tanto, anche se di questi tempi (insomma, siamo a metà ottrobre) mi sarei aspettato di essere già in Cina, o con le valigie in mano, o in un paradiso fiscale a creare società off-shore, la dice lunga che nel post precedente di un mese e mezzo fa già mi lamentavo. Ecco, immaginatevi lo stato d'animo che c'ho adesso. Beh, appurato che se le preghiere di un cane venissero ascoltate pioverebbero ossa dal cielo, scartiamo gli eventuali commenti su quanto mi girino le scatole e parliamo di quelle due o tre cose buone che capitano
La prima è la più eclatante: in poco meno di un mese ho finito di leggere il mio primo libro cinese, da cima a fondo, senza arenarmi, sono felicissimo. Talmente felice che mi sono subito cimentato in un altro libro, Sorgo Rosso. cimentato per poi arenarmi miseramente dopo una pagina perché mi è parso troppo difficile. Beh, comunque non celebriamo le sconfitte, ma i successi, ho terminato di leggere Cronache di un venditore di sangue di Yu Hua (vedi figura). Bel libro, semplice da leggere, bella storia, mi ha emozionato, le sorti del protagonista mi hanno tenuto col fiato sospeso, è un libro toccante.
E' iniziata una nuova stagione per i serial americani ho ricominciato a vedere Grey's anatomy, Desperate Housewives, mi è sembrato natale (seguo anche House, ma con poca convinzione, Nikita, Undercovers, vari e eventuali). Ho visto anche film di un certo spessore (un certo Inception, per caso?), e seguo anche un po' di serie giapponesi: l'ultima della Gainax (che non si smentisce), Panty and Stocking with Garterbelt. L'anime di Bakuman e infine una serie sui robottoni con il regista di Sailor Moon, Star Driver.
Ho aperto una pagina di facebook chiamata Lezioni (inutili) di cinese, venitemi a trovare qui.

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martedì, agosto 24, 2010

Non avrei dovuto

Contrariamente ad ogni auspicio ma proprio come preventivato l'estate continua a passare in una sorta di stato vegetale. Quasi due mesi sono volati senza che io abbia concluso nulla, fatto alcunchè di rilevante. Mi ritrovo semplicemente più triste e in una peggiore forma fisica. Agosto volge al termine ed adesso subentra uno stato di inutile fibrillazione per le scadenze dietro l'angolo

Ho sempre pensato che non è il caso di dare per certa una nuova partenza per la Cina finchè tutta la burocazia non ha fatto il suo corso, fino all'acquisto del biglietto, al ricevimento dell'agognato visto. E nelle due precedenti esperienze si è sempre verificato puntuale un ritardo fastidioso che mi ha tenuto qui in italia per mai meno di un mese rispetto a quanto preventivato. Ogni anno poi i dettagli cambiano sensibilmente, restando comunque ammantati di mistero, quest'anno però sono sicuramente complice di questo misfatto.
Prima di lasciare Jinan, nei giorni attorno alla data di pubblicazione del precedente post, ho sentito un professore di un università di Nanchino: c'era un posto lì e avrebbero potuto scegliere me. Io ho metaforicamente calato le braghe: l'idea di andare a Nanchino mi eccitava, ci ero stato giusto poco tempo prima e mi era parso un bel posticino. L'inevitabile neo che si è presentato è stato il seguente: di lì a una settimana l'università avrebbe chiuso, mi informa, avrei quindi dovuto inventarmi un metodo alternativo, venire prima con un visto turistico, mi dice. E qui casca l'asino: non ho detto dal primo momento che a me sembrava una storiella ridicola e questo ricorso al sotterfugio mi sembrava un po' triste (tralasciando il fatto che avrei avuto ZERO garanzie), ho detto si vedrò, mi informerò, farò quello che posso. E non conta quanto iniqui fossero i termini dell'accordo: ho dato la mia parola che avrei provveduto a risolvere la questione e per questo c'ho perso la faccia. Oggi è arrivata un'altra mail facente parte dello scambio espistolare a tema "non ho idea di come ottenere il visto" che, nella sua oscura stringatezza, non è che non lasci speranze, ma comunque non getta una buona luce sui probabili sviluppi futuri.

P.S. Un minuto d'odio per quelli della dogana che mi chiamano addirittura illudendomi che il mio pacco (si, proprio quello nominato nel post precedente) sia in arrivo e invece passata una settimana ancora niente, davvero ironico pensare che le mie quattro cianfrusaglie dopo aver fatto tutta questa strada dalla cina adesso si trovano impigliate in chissà quali maglie della burocrazia italiana

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domenica, giugno 27, 2010

E anche questa e' andata

Che caldo che fa a Jinan. L'estate cinese davvero non conosce pietà. Che poi, in pratica, è anche la stagione in cui piove di più: ciclicamente si alternano giornate dove mi sembra di vivere in un forno, poi il cielo si copre, per un giorno o due la minacciosa coltre di nubi ci osserva, poi qualche tuono e improvvisamente giù colla piogga come se la buttassero a secchiate. Io intanto per aver ceduto al peccaminoso piacere dell'aria condizionata in camera mi sono beccato il raffreddore, mi sento l'occhio destro gonfio e ogni tanto mi scende una lacrima. Il mio conto alla rovescia manuale su MSN e QQ segna meno undici giorni al rientro in Italia.

Tramite amici semi-sconosciuti di chat avevo ricevuto un'offerta di lavoro: insegnare per 5 mesi nell'Hubei, a Shiyan. Un posto decisamente "remoto", una città cresciuta in mezzo alle montagne perché lì Mao, il grande timoniere, decise di piazzarci una fabbrica d'auto. Isolata dal resto perché temeva che i russi cattivoni la bombardassero.
Ci ho pensato, se andare o meno, ho chiesto consigli, ho valutato i due percorsi possibili e come comportarmi con banca, poste, biglietti aerei in un caso o nell'altro. E ci penso ancora, ma il tempo è agli sgoccioli e dall'altra parte ancora non hanno tirato fuori uno straccio di contratto. La vedo improbabile come cosa, adesso, mi dispiace ma è anche vero che la voglia di tornare a casa c'è.

Dopo due anni, domenica scorsa, ho ridato l'esame HSK. Questa volta da solo, senza Elisa, Eva e Diego, senza l'autobus a portarci alla sede d'esame perché l'ho fatto all'università, lì dove seguivo le lezioni di cinese. Mi sono iscritto all'esame per una sorta di competizione con me stesso, dubito che mi serva a qualcosa dal punto di vista lavorativo... ma la speranza è l'ultima a morire. Avevo un po' di strizza all'esame perché, dopo la fortuna del sesto livello preso nel 2008, temevo l'eventualità di non superare il punteggio dell'esame precedente, finito l'esame ho avuto un grande senso di sollievo. Mi è sembrato, beh, facile. Più del libro sul quale mi sono preparato, più del livello delle lezioni che seguivo all'università. Mi è sembrato facile un esame che due anni fa ho affrontato con spirito d'avventura, lanciandomi alla cieca sulle domande come un pellerossa nel selvaggio west, arrovellando le meningi e impallidendo davanti alla difficoltà dei brani da ascoltare e quelli da leggere. E questa è la mia grande soddisfazione che un voto numerico non potrà mai sminuire (certo, se prendo meno dell'esame di due anni fa vado a nascondermi in un fosso, ma lo trovo improbabile).

E quindi un altro rientro, un altro anno passato e l'incertezza di quello che accadrà. Mi sento malinconico all'idea di partire, molto. Riguardo le foto di questi due anni, e penso che l'intensità di questi due anni non è solo una sensazione ma dimostrata dalle foto stesse. Abramo Lincon diceva che ognuno è responsabile per il suo aspetto dopo i 40 anni. Mi piace vedere le differenze sulla mia faccia dopo quest'esperienza (certo, tranne la scomparsa prematura della maggior parte dei miei capelli, sigh).

Altri aggiornamenti ameni in questi ultimi giorni:
Sono uscito col vicino giapponese a mangiare arrosticini, dopo litri di birra siamo andati in camera sua a provare 烧酒 (per gli amici Shochu, a quanto pare), io sono tornato in camera che quasi non mi ricordavo il mio nome, penso di non essere mai stato così male per aver bevuto. Eh, traguardi di cui essere fieri. Il giorno dopo sono andato a fare promozione del corso per studiare in italia (mezzo morto di after-sbronza + raffreddore) era un eventone, si riunivano una marea di università per procacciare studenti, nel suo piccolo è stato emozionante. Poi insomma, c'erano un sacco di genitori coi loro figli a parlare del loro futuro, tra quelli che ricorderò una mamma col figlio che voleva studiare cucina. Sono in corso una marea di intrallazzi tra visti e banca, chissà se ne uscirò fuori... sento l'esaurimento nervoso avvincarsi minacciosamente. Ho avuto un altra offerta di lavoro, sono un po' ottimista e un po' perplesso, come al solito. Stavolta sono anche angosciato per aver chiesto troppi pochi soldi, mi sento un cretino.
Sono stato alla posta a spedire un pacco di 18 chili e ne sono successe di tutti i colori tra le più salienti: dopo aver infilato quella marea di roba e rivoltato il pacco col nastro adesivo da tutte le parti quando vado a spedirlo la collega di fianco fa 'ah, in italia? allora dovete scrivere tutto preciso preciso' a quel punto crisi mistica, e ci siamo messi a inventare quello che più o meno c'era. "Quanto peseranno i libri?" mi chiede la tipa? e io "beh, praticamente tutto il peso è dei libri, il resto pesa quasi niente..." la tipa scrive 10 chili, col risultato che poi ho scoperto che un cuscino pesa un chilo, 2 paia di scarpe tre chili. Non contenti arrivato a casa ricevo una telefonata: sono la signora della posta, volevo sapere ma i soldi della scatola me li hai dati? e io: ehm, si. e lei: ah ok.
And that's China.

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martedì, maggio 18, 2010

Dov'ero io

Ma dov'ero io quando distribuivano il dono della sintesi? o quello dell'eleganza e della chiarezza nella scrittura. o nell'esposizione semplice, logica e diretta? La professoressa di 读写 ha parlato chiaro: quando si scrive ci vuole 论点,论据 e 论证. Tesi, argomentazioni e prove, diremmo noi. A me il risultato viene fuori increscioso a scriverlo in italiano, pensa te in cinese. Io qui per scrivere quattro fatti barbosi in croce ogni volta pare manco che devo incominciare la stesura di un romanzo. E incomincio fogli su fogli di blocco note che poi puntualmente si spiaggiano sul mio desktop rendendo il mio computer agile e scattante come un tapiro zoppo.
Carellata degli eventi occorsi dall'utlimo aggiornamento, dal più recente a ritroso.
Oggi: sono stato a casa aggiornando curriculum su vari siti on-line e sperando che arrivassero i libri ordinati su amazon e invece niente, cicca cicca.
Ieri:ho partecipato al matrimonio di Valentina (o meglio: al banchetto di ringraziamento organizzato dalla famiglia della sposa), la sposa era tanto bellina, i suoi genitori mi fanno tanta simpatia, potenzialmente poteva essere un bell'evento, purtroppo azzoppato dal fatto che quelli al mio tavolo erano morti dentro e tutto il tempo s'è parlato di a quanti mesi mettono i denti i bambini, case, affitti, soldi, lavoro. Non ci fosse stata Chiara con me avrei tentato il suicidio ingoiando una polpetta di carne intera (era grossa come una mela, eh).
Ieri l'altro: gita fuori porta a Qufu con Angela. Non male. Qufu, questo posto in Cina dove ti inseguono per proporti corse in risciò, guide turistiche, matitoni dedicati a confucio (ah, non l'ho detto? Qufu è la città natale di Confucio, a due ore e mezza da qui). Fossi stato una guida turistica avrei organizzato meglio la cosa, invece poi arrivati nel posto più fico (il cimitero) non c'era più tempo se volevamo prendere l'ultimo autobus. Pazienza.
Ancora prima in (improbabile) sintesi: la settimana scorsa sono stato a shijiazhuang, ho rivisto Nacho, yahoo! Mi sono iscritto di nuovo all'HSK, a giugno ci sarà l'esame. Evviva! Ho avuto UNO studente per una settimana... dopodiché ha ben pensato di defilarsi e sparire. ahi...

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sabato, aprile 24, 2010

Valeva la pena di studiare cinese per questo

Vi segnalo questo post su Chinasmack, che è un sito che fa una cosa che io trovo interessante: riporta discussioni in atto su forum cinesi, sempre casi piuttosto singolari o discutibili con tanto di commento da parte dei "netizen" (in inglese... se ci passi sopra col mouse vedi il commento originale in cinese, una cosa scicchissima), quello che farei io se avessi un po' di costanza e soprattutto un cinese migliore. Ma non ce l'ho quindi lo linko e basta.

Il post in questione è dedicato alla propaganda sui muri nelle zone rurali. Forse a Pechino che sono più civili di solito si trova in forma di striscioni, ma in zone meno cosmopolite è piuttosto normale imbattersi in questo genere di scritte sui muri. Qui a Jinan da qualche parte le ho viste, per dire. Ora questo qua mi ha fatto una certa tenerezza... c'è scritto (se avete lo stomaco debole tenetevi alla larga, eh, vi ho avvisati): 正确认识正常的生理现象 - 遗精每月遗精一次或稍多没有关系,平时不要玩弄生殖器, che traduco liberamente: Conoscere correttamente i fenomeni fisiologici naturali - le polluzioni notturne. Se capita una volta o poco più al mese non fa nulla, di solito non mettetevi a giocare con i genitali.

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mercoledì, aprile 14, 2010

Yushu, Qinghai

La sfiga, puntuale come sempre, fa si che la notizia di oggi pomeriggio non sia particolarmente fausta.

14 aprile - 16:27
青海玉树今发生7.1级地震,此后余震不断,已致300人遇难,8000多人受伤,大量民房倒塌;目前灾区级需挖掘设备,帐篷,被褥等物资

A Yushu, nel Qinghai, si è verificato un terremoto di magnitudo 7,1, in questo momento continuano a verificarsi scosse di assestamento. Si contano 300 morti e più di 8000 feriti. Una grande quantità di abitazioni private è crollata; adesso sul posto c'è bisogno di attrezzi per scavare, tende, coperte e altri beni.

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Notizie dalla Cina - News in Chinese

Sono approdato per la prima volta in Cina due anni fa, atterrando a Shanghai. E, col tempaccio (=cielo coperto) che mi ha fatto venire voglia di saltare le prime due ore di lezione, cioè grammatica, vi risparmio il post sulle condizioni di vita del (o di questo) laowai in Cina e inauguro una nuova rubrichetta... che sicuramente durerà mezza puntata però, insomma, finché dura fa verdura, meglio di un calcio negli stinchi, no? La rubrica è dedicata alla traduzione delle notizie che arrivano sul mio cellulare, due volte al dì, consideratela una vendetta per un servizio mai richiesto. eh eh. Suddetta rubrica è offerta gentilmente dal sottoscritto che eserciterà un pochino il suo pessimo cinese con il contributo di sua maestà wenlin. Prendete l'analisi e i commenti col beneficio del dubbio, potrei scrivere un mucchio di fesserie. Ed ora veniamo a noi...

14 Aprile, 8:24
首届核安全峰会闭幕,美俄签署消减武器级钚协议,中国恪守不首先使用核武器政策,承诺无条件不对无核武器国家和地区使用或威胁使用核武器

Si è concluso il primo meeting sulla sicurezza nucleare, gli Stati Uniti e la Russia hanno firmato un accordo sulla riduzione di armi al plutonio, la Cina s'impegna a non intraprendere di propria iniziativa strategie di utilizzo di armi nucleari e accetta senza condizioni di non utilizzare o minacciare l'utilizzo di armi nucleari nei confronti di nazioni o regioni non in possesso di tali armi.

Cose interessanti a prescindere dalla notizia di poco interesse:
La parola 峰会 me l'ero persa, ma in effetti cima+riunione=summit, così come ignoravo 签署, la versione bisillabica di 签, firmare. 署 ad una prima occhiata, ma anche ad una seconda, l'avevo preso per 暑 (calore, calura, famoso in 暑假: vacanze estive), hanno anche l'aggravante di essere omofoni.
Termine rognoso del giorno: 武器级钚. A parte il carattere 钚 che indica il plutonio e sfido chiunque a trovarlo familiare, l'espressione sembra tradursi in inglese con weapons-grade plutonium, siccome questa non è una traduzione pagata (e a volte manco le traduzioni pagate pagano... ma questa è un'altra storia) non mi do la pena di cercare l'equivalente in italiano, fiducioso che in futuro non incontrerò armi al plutonio con grande frequenza.
Questo è quanto per questo primo appuntamento, buona giornata!

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domenica, aprile 04, 2010

Relazione semestrale

C'è una vignetta sul sito (impronunciabile) xkcd.com sulla sonda Spirit, mi torna in mente spesso perché rappresenta abbastanza bene come mi sento in questo periodo. Guardate pure. Oggi è Pasqua, dicono (ma anche la ricorrenza dedicata ai morti in cina, pare), stamattina non sapendo bene cosa fare sono andato a fare un giretto alla cattedrale qui sotto e l'ho trovata piena di gente. Sono arrivato sul finale perché c'era una bella fila di persone (bambini compresi) in attesa di ricevere la comunione. Un pezzettino di messa in cinese l'ho sentito però, il mio sporco lavoro l'ho fatto. Aggiungiamo pure che c'era sia l'organo che la banda, davvero non hanno lesinato sugli effetti speciali qui ad hongjialou! complimenti!

Sono passati sei mesi da quando sono arrivato a Jinan, ne rimangono tre. Il 情绪波动 "movimento ondulatorio dei sentimenti" continua feroce: ho nostalgia di casa, panico di lasciare la Cina, mi sento vuoto e preda degli eventi. Le due settimani di lezione di cinese all'università dello Shandong sono state assai interessanti, mi sento un po' (molto) ridicolo a fare lo studentello quando intorno a te tutti avranno sui 22 anni, però a fare 4 ore di lezione al giorno di cinese si sente la differenza. Dopo un po' sentivo sulla pelle che potevo diventare "più bravo", progressi che nei precedenti due anni in cina ad insegnare l'italiano hanno lasciato a desiderare (a dir poco). Certo, le lezioni, pranzare con i compagnucci non è male, ma senza il lavoro non è lo stesso.
Restando in attesa di buone notizie... mi sento impotente. Buona Pasqua.

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domenica, marzo 21, 2010

Beiju, tragedia. Naoju, farsa.

21 marzo, domenica mattina, post-colazione. Ieri mi sono voluto premiare con una serata "sushi a prezzo scontato del supermercato" col risultato che adesso trovo macchie di salsa di soia in giro sul tavolo e a terra, la mia stanza sembra messa anche peggio del solito. Le giornata stanno diventando più belle e il mio umore con esse, peccato che toglieranno i riscaldamenti e il mio bagno non avrà più quel teporino invitante, immagino. C'è una foto sulla mia scrivania da qualche giorno, datata 7 gennaio. La foto ricordo della mia classe dello scorso semestre, ci sono io, 12 dei miei studenti, il personale del mio ufficio. E' una foto che mi piace molto: la cosa che non posso fare a meno di notare è che tutti hanno un'aria abbastanza composta, chi un'espressione seria, chi un sorriso accennato... tra tutti spicco io con una faccia da "time of my life" e una risata marpiona.

历史重复,一次悲剧,一次闹剧 è la versione cinese di una citazione attribuita a Carl Marx. La storia si ripete due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa. Ieri ho ri-litigato con Wilson in chat, avevo bevuto mezza bottiglia di vino, ho passato la serata a piangere come una fontana. In questo periodo così umido e desolato mi trovo ad essere rapinato anche dei miei sogni, la situazione non è dissimile dal post di qualche mese fa, di qui l'idea della citazione marxiana. Ma procediamo con ordine. Le vacanze sono passate abbastanza in fretta, finito il periodo di baldoria/mangiatoria delle feste di capodanno è iniziato un periodo un po' teso: aspettare che si delineasse l'attività di questo semestre, che corso fare? quali sarebbero stati i miei studenti? ero un po' nervoso, l'idea di fare un corso facoltativo e non una full-immersion di italiano avrebbe richiesto un approccio diverso. La settimana scorsa è passata la mia collega, ha portato qualche cd, un libro di italiano, e dei ravioli con la "barba del finocchio", abbiamo discusso un po' del programma delle prime lezioni, intruduzione, fonetica, bla bla. Avevo l'orario, le aule, mi dice che probabilmente gli studenti non saranno molti, l'annuncio del corso di italiano è stato messo con ritardo sul sito dell'università.
Giovedi scorso stavo preparando il mio bel powerpoint, ricalcavo un disegnino di S.Francesco, sarebbe stata una presentazione sull'origine della lingua italiana, dall'indoeuropeo, il latino, il volgare... la mia collega mi contatta e mi dice che gli studenti non sono in numero sufficiente per tenere in piedi il corso, niente lezioni.
Riguardo la foto ricordo di qualche mese fa, oggi cosa mi resta? Senza le lezioni come passerò le mie giornate? Sfoglio il libro di cinese ordinato su amazon, guardo un po' di roba nuova che si trova on-line, film, telefilm eccetera. Mi sento svuotato, le giornate non hanno più significato. Non c'è più niente che giustifichi il presente, nè il futuro. Eppure è tutto sommato una bella giornata, fuori è tutto uguale, il tempo scorre lo stesso, che le giornate abbiano o meno uno scopo passano uguali, che abbiamo o meno un obbiettivo, un sogno, un dio macroscopicamente la nostra (mia?) vita non cambia. E' questa la farsa? Sembra un film girato da qualcun altro, posso solo aspettare che qualcuno compia le scelte per me, sono in attesa delle notizie da parte di collega, del mio capo a Pechino, chissà.

Passiamo alle notizie liete: è iniziata la quattordicesima stagione di south park, assolutamente in grande stile. Poi ieri Paolo mi ha raccontato della sua proposta di matrimonio a Chiara, con ristorante, fiori, anello, inginocchiamento e tutto quello di cui c'era bisogno. Ah, che emozione! Congratulazioni! Spero di essere un degno testimone per queste nozze...

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domenica, marzo 14, 2010

White day


Le vacanze sono quasi finite. Si sono protratte in avanti quasi all'inverosimile. E, stranamente, la cosa mi è dispiaciuta solo un pochino pochino. Eravamo rimasti al pre-capodanno, al pre San Valentino, ma in effetti la summa degli eventi doveva ancora arrivare... con il mistico capodanno Cinese. Quest'anno ho collezionato ben tre diverse visite in tre famiglia cinesi. Pre, durante e after capodanno.

Pre-capodanno, casa della famiglia di Yangyang (ex-studente di medicina, attualmente fa praticantato e attende i risultati dell'esame per fare ricerca). Location: campagna appena fuori Jinan.
La vita nella campagna... tutta un'altra cina. Un po' come ti immaginavi la vita nei siheyuan nella Pechino all'epoca di Mao, ma ai giorni nostri. Tre giorni di freddo bestiale e (bambini chiudete gli occhi e non leggete) senza avere il coraggio di andare in bagno perché io quel buco nel terreno non lo uso, no no no. Siamo andati al mercato inter-villaggetto che si tiene due volte alla settimana, ho comprato caramelline gommose e fette di banana essiccata che ho masticato per tre quarti della giornata e un poster coi caratteri del mio nome scritti tutti colorati, con pescetti e uccellini. Il pranzo con famiglia al completo (comprensiva di sorella molto incinta e cognato) è stato molto gradevole. Altra nota di colore il fatto che la famiglia di Yangyang è cristiana... ho passato un serata a cantare canzoncine da chiesa in cinese.

Capodanno, casa della mia collega all'Università dello Shandong. Location: parte nord di Jinan. Scendo al supermercato sotto casa, mi faccio assemblare un bel cestino di frutta e vado. La casa è tutto sommato piccola ma molto carina. La mamma mi rende partecipe della preparazione dei ravioli e anche io maldestramente ne chiudo qualcuno. Poi, insomma, dopo poco si parte col delirio a base di huoguo, ravioli bollenti che mi ustionano. Programma serale su CCTV del capdanno cinese (春晚, per gli amici, o Spring festival gala, se siete esterofili), spolveratina alle bottiglie di 白酒 (un parente molto stretto della grappa, alcolicamente parlando) e serie piuttosto lunga ma incredibilmente soddisfacente di partitone a mah-jong. Alla fine, finito lo show in tv e rimpinzato ben benino lo stomaco mi riaccompagnano a casa verso le due di notte con tanto di busta con provviste per l'indomani.

After-capodanno, casa di Wang Dong (che, se non ho capito male, fa il grafico per una società che commercia vini francesi, ma non solo, forse). Location: Longkou, svariati chilometri da Jinan. In preda all'ebbrezza delle due precedenti tappe/famiglie, non ho lasciato che il mio amico me lo chiedesse due vole, e il quarto giorno dell'anno nuovo (ah, prodezze del calendario lunare) sono andato alla stazione degli autobus di Jinan e ho preso l'autobus per Huangcheng (che è il nome del posto che non sono riuscito a trovare neanche sul, solitamente, semi-infallibile google maps) che avevo prenotato il giorno prima a telefono. (wow, ho prenotato un biglietto al telefono, sono un asso), cinque ore e rotte di bus e arrivo. La casa della famiglia di Wand Dong è decisamente un bell'appartamento, non ridicolmente grande, comunque io mi sono ritrovato la mia stanzetta con condizionatore e schermo piatto. Si trova nel mezzo di un complesso residenziale fatto di caseggiati tutti uguali che si estendono a perdita d'occhio, wow. Altri due giorni dove non ho fatto altro che mangiare e guardare la tv (e vedere 20 volte la scena della pattinatrice cinese che vince la medaglia d'oro, vomit), con la povera mamma che le tentava tutte per venire in contro ai miei gusti di ospite occidentale. Momenti salienti: io che giro la zona di nanshan con tempi taoisti e, giusto di fronte, un gigantesco budda in cima alla scalinata all'indomani di una serata alcolica iniziata con un po' di vino a casa di Wang Dong e finita a miriade non identificata di bottiglie di birra che io e un suo amico ci siamo scolati perché alla fine presa una cassa s'è scoperto che nessuno a parte noi due beveva.

Questo è quanto per adesso, i miei studenti sono approdati a Perugia, anche io tra un po' ricomincio con le lezioni. Ci sentiamo a presto e intanto vi lascio con un bel refuso-lapsus freudiano di stamattina su Repubblica.

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lunedì, febbraio 15, 2010

The big stuff happens in an instant

Si, è iniziato lost. Ma noi facciamo finta di niente e citiamo Grey's anatomy per iniziare il post di oggi, tiè. Proprio vero, cara Meredith, pochi istanti fanno la differenza. Questo sostanzialmente è un post riciclato, roba che avrei voluto scrivere e che non ho pubblicato, poi adesso, col capodanno e altra roba interessante in giro, do una sistematina a tutto e mi rimetto al passo, prometto. Ci sono alcuni momenti che avrei voluto condividere, micro-alterazioni della routine quotidiana, piccole interessanti varazioni sul tema della permanenza cinese. Molte si perdono per strada, per mia noia, per incuria. Il supermercato pieno di gente, i ristoranti che sto provando pescati da un sito internet che consulto prima di uscire per il pranzo, la zuppa di capra di uno di questi. Beh, alcune cose sembrano interessanti, poi per pigrizia sbiadiscono e tralascio di riportarle. Uno di questi microeventi però non posso non affidarlo alla capsula del tempo che è questo blog quindi eccomi qui.

Un mio amico di Pechino mi scrive su QQ che ha intenzione di comprare della cioccolata, possibilmente belga per il S.Valentino ormai alle porte, partono nella mia mente flashback di scene di Eternal sunshine of the spotless mind dove Jim Carey dice che S. Valentino è una festa di merda fatta per sentire ancora più di merda le persone sole e bla bla, anche se ovviamente mi rode non avere nessuno che mi regali cioccolata. Cerco un ristorante di ravioli segnalato del sito di cui sopra che non troverò, ma ok, era tanto per fare quattro passi anche se fuori nevica, mentre questa neve piccola piccola rotola sul mio giubbino come fossero palline di polistirolo mi fermo a prendere del riso saltato a 4 yuan, uno dei miei pranzetti d'asporto preferiti. Mentre il riso salta in padella ricevo una telefonata dal corriere, gli avevo dato il numero di palazzo sballato, che fesso, mi dice: non è che stai al 3? e io: ahem, ora che ci penso credo di si... Dopo cinque minuti lo trovo fuori l'ascensore, mi consegna il pacco e torno in camera con scatola e riso.
Dentro una bella confezione dorata di cioccolatini artigianali, di quelli che all'eurochocolate guardavo un po' sognante. Me li manda Xin Xin, sono il suo regalo per l'anno nuovo. Adesso sono sul tavolo e aspetto qualcuno che li condivida con me. Non mi metterò mica a mangiarli da solo... sono troppo belli e troppo importanti. Per adesso ce ne sono tre in meno (ehm, non ho resistito, povero me).

Visto il successo senza precedenti di Wo ju (sono alla puntata 17) ho allargato i miei orizzonti e iniziato a visionare altre serie cinesi! Per adesso ho visto il primo di 奋斗 (fèndòu), una serie su un gruppetto di neolaureati pechinesi alle prese con il lavoro, la vita e l'amore e il primo di 空镜子 (kōng jìngzi), storie d'amore per due sorelle, sempre a Pechino. Mi sono fatto trascinare dall'entusiasmo dopo aver visto questo thread su chinese forums, con consigli, raccomandazioni, livelli di cinese indicato e glossario degli episodi. insomma un lavoro abbastanza commovente.
Comunque siamo agli sgoccioli, l'anno nuovo incombe, la mia collega mi ha invitato a casa sua per festeggiare e io devo trovare qualcosa da comprare per fare non dico bella figura... ecco... non brutta mi basterebbe. Nel frattempo tanti auguri di buon anno in cinese con questa canzone.

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domenica, gennaio 31, 2010

Internet

Ho appena finito di vedere la 13esima puntata di 蜗居 (wōjū), e intanto alcuni giorni fa mi è arrivata una mail su hotmail: grazie per essere iscritto ad hotmail da dieci anni. Che magone che mi è venuto. La mia prima casella di posta, all'epoca usavo outlook! i miei 18 anni, internet. Internet, questo luogo proibito (acquistammo un computer con il modem e i miei mi dissero che avrei potuto navigare un'ora a settimana), il cui scopo principale sembrava reperire belle immagini sui nostri videogames e serie animate preferite. Pensare a come sarebbe adesso la mia vita se non ci fosse stata internet è un gioco abbastanza divertente. Sarei sempre finito in Cina? o forse no? Solo? meno solo? con prole? eh eh...

Nel frattempo ne sono arrivati molti altri di indirizzi di posta elettronica, di cui due di lavoro. La grande maggioranza con poco o scarso successo, sono riusciti a sopravvivere con orgoglio solo gmail, hotmail e qq. Nel frattempo ho smesso di giocare con la playstation e ho smesso il liceo. Sono venuti poi l'università, l'adsl, mirc e tante altre belle cose. Ricordo che arrivai a Perugia ai tempi del secondo anno di università e scoprii che i corsi erano stati posticipati di una settimana, in preda alla noia semi-mortale lessi quasi tutto il signore degli anelli. Fu una settimana piuttosto lunga, adesso in un mese e mezzo di vacanza altro che letture (sto a pag.58 del piacere dalla notte dei tempi) è tutta una maratona di film e serial, ogni tanto una capatina al supermercato, e magari quache chiacchierata in chat con gente annoiata come me. Oggi il gesto più coraggioso che ho fatto è stato cercare su internet un ristorante dove poter pranzare, alla fine però non è andata male, dopo una piccola passeggiata sono arrivato ad un locale dove fanno 肉夹馍 (ròujiāmó, il kebab cinese, in pratica) e spaghetti in brodo. Totale pranzo: 10 yuan. Riuscirò ad organizzarmi per andare entro la settimana prossima a Pechino a trovare Sara e Fabiana (e Pina e Nan)? speriamo bene...

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sabato, gennaio 23, 2010

10,000 spoons

Ironicamente l'oroscopo di questa settimana mi suggerisce di fare un po' meno di tutto. Beh, insomma, la strada per il successo e' bella che spianata considerato che da una decina di giorni sono in vacanza e sto facendo meno di zero. A ripensarci fa un po' specie anche a me: una decina di giorni sono già passati, niente a che vedere con la condizione simil-"Arbeit macht frei" dell'anno scorso. Prego rivedersi i post vecchi per vedere la condizione miserabile in cui ero piombato, sicuramente ho scritto qualcosa che varrebbe la pena di girarci un film neo-neorealista.

Adesso tocca invetarsi qualcosa da fare. L'idea di prendere un mese così e buttarlo via spiace sempre, però conosco bene i miei polli (cioè me) e so che difficilmente mi darò una mossa. L'unica cosa che ho combinato finora è comprare un paio di quaderni per ripassare i caratteri cinesi (quelli col foglio di carta simil-velina per ricalcarli), per complicarmi la vita ho preso quelli 行书 (xíngshū), simile al nostro corsivo in opposizione a quelli stampati, col risultato che un mucchio di caratteri non li conosco e manco posso andarmeli a cercare perché non si capisce come sono fatti! ah ah, quanto sono perverso. però ci vuole sempre qualcosa per tenere in vita "gli hobby che Mario coltiva inutilmente per pochi giorni e poi puff".
Poi oggi ho sentito di nuovo un mio amico per la palestra... uff, costa il doppio che a Shijiazhuang. 680 renminbi per tre mesi. ma vabbè, non è che io ho un altro modo per buttare via i soldi al momento, la macchina fotografica l'ho comprata l'anno scorso, Diablo III non è ancora uscito quindi l'impellenza di un nuovo pc non c'è. Altre spese all'orizzonte non ce ne sono, che diavolo, investiamoli 'sti 70 euri.
Poi basta, guardo film e telefilm a manetta, mi rotolo sul letto, un paio di volte sono anche uscito a cena. Io un modo più intelligente per far passare questi giorni proprio non sono riuscito a trovarlo. Non resta che seguire i consigli dell'oroscopo: lavorare meno, non impegnarmi troppo, non dare il massimo. Alla prossima settimana!

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mercoledì, gennaio 20, 2010

Avatar, la Cina, gli inviati e le campagne.

In questi giorni si parla del ritiro di Avatar dalle sale (non quelle 3d, le 2d, diciamo) della Cina, ritiro che verrà effettuato in anticipo di un paio di settimane rispetto a quanto programmato, pare per fare spazio a Kongzi. Il film con Chow-yun Fat sulla vita di Confucio. Ora ci sono diversi modi di approcciarsi a queste cose, uno è lo stile di Danwei, i fatti, i rumors, i link, gli update (leggete qui). L'altro quello che si trova su L'unità, su Repubblica ecc ecc (leggete qui e qui). Dove i fatti vengono relegati al minimo indispensabile e subito prende piede l'analisi (fanta)politica che non vale neanche la pena di mettersi a leggere tanto è la stessa dalla notte dei tempi.

Ora di certo non verrò io qui a negare che la decisione sia una cretinata, però di fronte ad una verità non dico complessa, ma almeno sfaccettata, leggere tutte queste implicazioni politiche e questi accostamenti ad altre situazioni incresciose che, insomma, si fa davvero fatica a non trovare pretestuali mi dà un po' sui nervi.
Veniamo al dunque. Il fatto che venga ritirato dalle sale 2d e non quelle 3d ha una spiegazione talmente semplice da risultare banale: la Cina (almeno che io sappia) non produce questo genere di film, orbene ci sono tante sale attrezzate per il 3d e avatar continua a spopolare non avrebbe senso toglierlo e invece no, per l'invitato questa è una spiegazione troppo banale e quindi deve attaccare il melodramma, ricordarci che i cinema 3d stanno nelle grandi città e invece in tutte le sterminate campagne cinesi ai poveri contadinelli viene tolta la possibilità di verdersi questa opera che incita alla democrazia, alla ribellione (l'avesse tirato fuori qualche anno prima Cameron e proiettato in Iraq e Afghanistan non ci sarebbero state le guerre... accidenti). Ma dico io, ma da quale pulpito? Facciamo un paragone un po' forzato: io vivo vicino Sorrento e ci sono due cinema in zona. Ora, all'arrivo di un qualsiasi vacanze di natale, quante speranze ci sono che gli altri film rimangano in sala? E davvero vogliamo accostare un film sulla vita di Confucio con quello che ci propinano i Vanzina ogni santo anno? Ma che fortunati i campagnoli cinesi, lasciatemelo dire!
Comunque se devo dire la mia sul film l'essere passato dal Jack di Titanic al Jake di Avatar ha ucciso la metà della poesia del film. Dovrebbero sceglierseli un pelino meglio i nomi di questi protagonisti.

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sabato, gennaio 09, 2010

Dwelling MAio

Un altro amico ci ha lasciati: piangiamo assieme la scomparsa di imdb (internet movie database) un sito che consultato un giorno si e l'altro pure. Consultarlo è un po' come guardare i film insieme a qualcun altro. Adesso ho appena finito di vedere La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo (doppietta Eric Bana, ieri ho visto Funny People, love love Eric), avrà fatto piangere anche gli altri? Wikipedia dice che su rottentomatoes non è andato bene, forse rispetto al libro è una mezza sola. Ma senza i commentini random di altri che l'hanno visto come posso saperlo?
Alcuni giorni fa, di notte, il grande firewall della Cina è saltato per qualche ora, così dicono i siti. Cosa tramano nelle alte sfere? Un update, dicono le voci. Così non si sa mai cosa sarà accessibile e cosa no, cosa salterà la prossima volta. Ho appreso del blocco di imdb dal sito danwei (bloccato a sua volta, ma che posso leggere tramite google reader... finché non falceranno pure questo), danwei ha dedicato per l'occasione una bella canzoncina: another one bites the dust.

E' un po' che non aggiorno il blog. Manca solo una settimana alla fine dei corsi. In Italia sono appena finite le feste che qui devono ancora incominciare. Ah, le feste, che periodaccio. Il tempo non scorre mai, gli amici cinesi sono come gli ombrelli che quando ti servono, guai! E io mi sono ritrovato a passare la notte di capodanno da solo, con una bottiglia di birra e una confezione di sushi da due euro. Quindi niente, mi trovo nella mia solita fase PMS (se nn sapete cos'è consultate wikipedia)(inglese), è sabato, l'una, fuori ci sono tre gradi e io non ho granché voglia di uscire, non ho granché voglia di mangiare da solo. Eh eh, eppure questa è la vita che mi sono scelto, non la baratterei ora come ora, mi sembra meglio delle possibili alternative, adesso c'ho il magone, c'ho la tristezza e la nostalgia. C'ho speranze zero che il 2010, iniziato di cacca, possa essere meglio del 2009. Eppure ci sono tante possibilità, come la protagonista del serial cinese che dovrei riprendere prima o poi a guardare. Sicuramente stare a Jinan con 6 milioni di abitanti mi dà più possibilità di Arola che ne conterà duemila nei giorni più affollati. Quindi mi tengo il magone e mi emoziono quando al supermercato mentre compro i baozi la signora a fianco a me mi riconosce e mi dice che abitiamo nello stesso palazzo. Ho provato a fare gli occhi da bambi con i miei studenti, ho chiesto come fare amicizia qui a Jinan che tra un po' mi ritrovo in vacanza, senza niente da fare e solo. Ma loro, nessuna pietà, nessun fiato. E io ho detto: va bene, mi arrendo.

Le vacanze dell'anno nuovo sarebbero state quindi una miseria totale se non fosse arrivata quasi dal nulla la mail di Paolo che mi diceva di essere in procinto di fare un viaggio in Cina. Non vedevo Paolo dal primo anno di università a Perugia, il 2000! E adesso tramite amici di amici ha saputo che vivo in Cina ed è venuto qui a Jinan per alcuni giorni con la fidanzata! Nonostante il freddo micidiale abbiamo passato tre giorni a zonzo ed io grazie a loro ho parlato un mucchio coi cinesi, ho fatto un po' di esperienze nuove. Abbiamo comprato il tabacco e il pigiamone anti-gelo dagli ambulanti, siamo stati al mercato del te, abbiamo mangiato ravioli fritti (3 per uno yuan) sedendoci ad un micro tavolino assieme a un gruppetto di operai. Ciò che è stato figo above all è stata la sensazione di fare l'interprete: negoziare, tradurre le spiegazioni sul tè, sul taglio di capelli. Li ho anche portati in classe a far conoscere i miei studenti, e poi sono ripartiti per Shanghai. Ripensando a loro dopo la loro partenza ho fatto caso che si chiamano Paolo e Francesca. fico no?

Piccola parentesi delle usanze cinesi vs quelle di Maio. Ho scoperto che qui appena alzati ci si lava i denti. Io appena alzato miro alla macchinetta del caffè, alla tazza del latte. Alla bustina del caffè solubile se non ho voglia/tempo di mettermi a fare poi... dopo la colazione, dopo aver preparato sommariamente le idee per la lezione do una ripassatina di dentifricio al tè verde (è una lunga storia, ma se googlate berlusconi e tè verde dovreste trovarla) e di listerine per evitare di esalare alitate al caffellatte durante la lezione. Mi sembra ragionevole no? E invece nein, i miei alunnni dicono che di prima mattina la bocca è zozza (ma di che? boh) e quindi, raus, in bagno prima di mangiare raviolini, roba fritta e zuppa col tofu

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