martedì, gennaio 13, 2015

Quando c'è sentimento non c'è mai pentimento

TL;DR: del senno di poi sono piene le fosse! cose che avrei dovuto fare e forse non ho fatto, cose che non avrei dovuto fare e mi hanno fatto solo sprecare tempo!

Il buon senso ci dice che non si fa la spesa al supermercato da affamati. Immagino che lo stesso buon senso ci consiglierebbe di non cercare lavoro quando siamo disoccupati. Leggere gli annunci di lavoro in giro per il web mi deprime ancora più che guardare Studio Aperto a pranzo e credo non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non: "ottimo standing"??!? ma è una parola che esiste? a me viene in mente lo standing committee del Partito Comunista Cinese... c'entrerà qualcosa? sarà ottimo quello standing lì?
oggi però scrivo un'altra cosa, non questa roba qui, ho intenzione di stilare un'inutile lista delle cose che mi sono pentito di aver accettato e soprattutto di quelle che mi son pentito di aver rifiutato. ai ripari!


Nonostante mi consideri "Inattivo" più che "Disoccupato" perché mi scoccio un po' (molto più di un po', a conti fatti) nell'ultimo mese qualche tentativo l'ho fatto: ho mandato cv per expo, per poste, ad un'azienda che voleva fare servizio assistenza tecnica in lingua cinese, ad un annuncio dove si cercava un insegnante di italiano a Xiamen. Ovviamente nessun riscontro, zero.

La madre di tutti i rimorsi è ovviamente la solita: la laurea in scienze della comunicazione, laurea inutile, marea di soldi buttati, considerazione agli occhi altri zero e infine diploma di laurea brutto ma così brutto che non posso manco appenderlo che mi vergogno. Tagliamo corto, passiamo oltre.
Poi c'è Umbria incoming, il mio primo lavoro! mi pento di averlo accettato? sì. motivazioni in sintesi: non ho imparato niente, soldi che non bastano, posto di lavoro orribile. la mia salute mentale ne ha risentito. la cosa positiva è che con il contratto co.co.pro ho avuto uno sconto di 200 eur sul mio primo pc. non tutti i mali vengono per nuocere, diceva l'adagio.
Il master all'università di Perugia! mi pento di averlo fatto? assolutamente no. il giorno della consegna dei diplomi dissi in un incerto inglese: quando ho appreso di questo master ne ho parlato con la prof che mi disse "può essere l'occasione di una vita" e ora che finiamo questo percorso posso solo dire che aveva ragione. ho conosciuto un sacco di persone care. ha segnato sicuramente la svolta nel rendermi la persona che sono oggi: disoccupato e amante della Cina!
Shijiazhuang! il mio primo anno da insegnante in Cina! mi pento di averlo accettato? un pochino! è stato un battesimo di fuoco: io, una classe di 40 e rotti studenti e una lavagna. mi sono esaurito ed è facile dire che non è stata una bellissima esperienza. però beh, riconosco che ho avuto quest'occasione, ci sono stati dei bei momenti ma non lo rifarei neanche morto. 
Jinan, niente da dire, è stata una bella esperienza. un po' strana. ma va be'. ok
Nanchino: ho lasciato la scuola e un po' mi dispiace. lo rifarei, dico lasciare la scuola. Però sono anche contento di aver fatto quell'esperienza. Nanchino quindi è ok, un pezzo del mio cuore è ancora lì. 

A Nanchino feci un colloquio al Crowne, poi non se ne fece nulla. Mi dissero che era perché la mia disponibilità oraria probabilmente non si accordava con la loro richiesta, ho il sospetto che sia colpa del fatto che avevo richiesto una paga orara più alta. me ne pento.
Poi pure con Myefox non se n'è fatto più nulla, sempre per via del vile denaro. inoltre ero abbastanza terrorizzato all'idea di passare da insegnante all'università con 8 mesi di lavoro l'anno con 12 ore di lezioni la settimana a impiegato in azienda 6 giorni la settimana tutta la giornata in ufficio con una settimana di vacanza per il capodanno cinese. le prospettive non erano super eccitanti, insomma. si finiva a lavorare in qualche posto tipo a due ore da Shenzhen. Oggi, con un'offerta del genere prenderei l'aereo domani. sono stato choosy e ho sbagliato. devo piangere me stesso, dice l'adagio. e piangiamo, va'. 
Un paio di anni fa mi contattarono per insegnare a Qufu. Anche qui soldi pochini. E di Qufu avevo quell'impressione che sì, carina, ma in un giorno l'avevi vista tutta. Ho preso l'annuncio e l'ho rigirato sulla mia pagina facebook! Stolto Mario, stolto! Un'altra decisione infelice.
Estate 2013: due mesi a Pompei. È stata una bella esperienza. L'avrei rifatto volentieri anche nel 2014 ma non m'hanno chiamato. E va beh, è andata così.
In tutto l'anno scorso sono riuscito a fare giusto l'interprete per quattro giorni. Avrei dovuto farlo o no? Ancora oggi sono indeciso. facciamo 50 e 50, ci sono stati momenti belli e momenti non altrettanto belli, momenti interessanti e altri meno. forse c'è una morale dietro sulla vita che ti dà i limoni e così via, non saprei. 
Ah, nel 2014 è uscito anche il libro sulla Cina che ho tradotto! Amazon dice che è uscito a Novembre, figo! avete presente come adesso su Amazon ci sono scritti nome dell'autore e del traduttore fianco a fianco quasi come l'avessero scritto a quattro mani? Tipo che ne so: La lingua perduta delle Gru di D. Leavitt e D. Vezzoli? Ecco il mio nome non c'è da nessuna parte. volevo mettere un link per dire: guardate l'ho tradotto io! quegli strafalcioni sono miei! e invece niente. Sob

In conclusione ammetto di essere un bell'impenitente. Per quanto la mia condizione adesso sia piuttosto infelice, non so se sarei riuscito a compiere altre scelte. In effetti il gioco è stato fine a sé stesso, avrò fatto qualche erroretto qui e là, ma non me ne pento. Quello di cui non mi faccio una ragione è com'è che la situazione all'orizzonte sia così grama. Quelli delle poste e dell'expo avranno chiamato giovani belli e rampanti? Com'è che non m'hanno proprio considerato? Quando sono diventato un Paria? boh.
Foto trafugata senza ritegno da Xinhuanet. ; )

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venerdì, gennaio 09, 2015

Miracolo al negozio Namiya - Namiya Zakkaten no Kiseki

Taiwan vs Cina ovvero: trova le differenze!
Autore: Keigo Higashino
Titolo*: ナミヤ雑貨店の奇蹟 (Miracle at Namiya General Store, Jap), 解忧杂货店 (Il negozio che toglie le preoccupazioni, Chn).
Pagine: 291 (385 in Giappone, 352 a Taiwan) Il solito potere di sintesi dei cinesi.
Informazioni gentilmente concesse da Wikipedia.


Trama: Atsuya, Shota e Kohei, tre ladruncoli, trovano rifiugio in un vecchio negozio ormai deserto. Decidono di aspettare lì l'alba per poi fuggire. Durante la notte, però, dalla buca nella saracinesca arriva una lettera indirizzata al signor Namiya, il vecchio proprietario del negozio. L'autrice della lettera, che si firma "il coniglio sulla luna", si trova di fronte ad un grande dilemma e si rivolge al vecchio proprietario per chiedere consiglio. Quella di risolvere le preoccupazioni della gente era infatti un'importante attività parallela che il negozio svolgeva. Dopo qualche discussione i tre ragazzi decidono di provare a rispondere e continuare così il lavoro del signor Namiya.

Higashino è un autore molto prolifico di romanzi gialli. Con questo libro uscito nel 2012 in Giappone ed edito nel 2014 in Cina cambia genere e si butta nel realismo magico che tanto ci piace e tanto va di moda di questi tempi. Un romanzo che è un po' una favola di un omino venuto fuori chissà dove che decide di ascoltare i crucci altrui e mette tutto sè stesso per cercare di trovarvi una soluzione. Nei cinque capitoli si susseguiranno diversi "clienti", cerco di rivelare il meno possibile perché è un libro che a me ha sorpreso molto quindi meglio non anticipari certi dettagli e certe rivelazioni. 

Sappiate comunque che sono arrivato a metà del libro, lo stavo leggendo sul treno di ritorno da Napoli e davanti alla storia del miracolo del negozio mi sono messo a piangere come un cretino, nel treno, circondato da signore russe impellicciate. 
L'anima del giallista di Higashino la ritroviamo nelle anticipazioni e negli incastri che via via si susseguono delineando un filo rosso che collega tutti gli avvenimenti. 
Di questo libro ho pensato: "cavolo, bisogna farne un film, quanto mi piacerebbe tirarne fuori un film" e "voglio scrivere anch'io", penso che si tratti di un bel complimento da fare ad un libro. 

È un libro che consiglio senza remore. Le storie sono belle, toccanti e interessanti e mi sono ritrovato a raccontarle a mio fratello. Spero che venga pubblicato in Italia prima o poi. Yao, il mio caro amico santo, l'ultima volta che è tornato dalla Cina mi ha portato questo e "Himitsu" (秘密), che con ogni probabilità sarà la mia prossima lettura. 

*piccola nota: 杂货店 è un negozio che vende generi vari (casalinghi, cartoleria), che in inglese viene tradotto con general store, drugstore o che so io. se vi viene in mente una parola intelligente per dirlo in italiano fatemi sapere, draconianamente ho deciso di ignorare la questione e chiamarlo "negozio".

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sabato, novembre 29, 2014

Il quadro mai dipinto, il libro mai scritto


TL;DR: Se uno ti chiede una chiavica di regalo, tu glielo fai?

Ricordo una rubrica, forse su Max, di Asia Argento. Diceva che molte persone le consigliavano Siddharta. Rispondeva che lei l'aveva già letto e elaborato Siddharta, tipo quando aveva 13 anni. E adesso era passata a roba più seria (segue autore di cui non ricordo il nome). Oggi mia sorella se ne esce e mi dice: sai che puoi regalarmi per il mio compleanno? "Il quadro mai dipinto" di Massimo Bisotti.


Anche a me questo famigerato Siddharta l'hanno regalato che avevo 18 anni. L'ho letto quasi cento anni fa, quindi. Lo ricordo malissimo ma nun dubito che sia un bel libro, un libro importante. L'importanza viene dalla sua universalità, un uomo ha tutto, scopre di non avere niente, medita, digiuna, poi fa un figlio. Vado a memoria e senza guardare wikipedia! Qualcosa in cui ritrovarsi, qualche riflessione, a uno facile che scappi durante la lettura. Pensare: ma guarda che stoico questo tipo che non mangia niente... e cose così.
Ora è tipo un pomeriggio intero che mi chiedo, ma dove l'avrà trovato questo libro mia sorella?
Su: libriconsigliatidapersonechetiodiano.com? 
Ovviamente ho fatto quello che fanno tutti: l'ho cercato su amazon. La mia prima impressione è stata: come fa un libro Mondadori ad avere una copertina così brutta? cos'è quello? Osvaldo Paniccia? Un po' di commenti positivi su amazon comunque, magari è una cosa simpatica, mica possiamo dire che un libro è brutto perché il grafico quel giorno era in ferie?
Seconda impressione, ma questo signore qui chi è? Allora faccio quello che fanno tutti: cerco su google il suo nome. Massimo Bisotti. Google, come saprete, sotto il primo risultato suggerisce le immagini relative, e io ci cliccai! Ho aperto il vaso di pandora. Fatelo anche voi.
Sembra di leggere i testi delle canzoni di Biagio Antonacci. Io a questo punto sono disposto a credere che questi libri non siano un'emerita ciofega solo se mi assicurano che le immagini su google sono frutto di una campagna denigratoria nei confronti dell'autore. "Se non si è disposti a pagare meglio non toccare" "Certe persone non si cercano ma non si perdono" "Per quanti passi io abbia fatto ne basterà sempre uno indietro per raggiungerti". Sono sicuramente frasi estrapolate da un contesto in cui stavano benissimo e sembravano cose sensate. 
Io a Giovanna avevo regalato un libro tempo addietro. L'eleganza del riccio. Un libro pieno di haiku e camelie. Gatti con i nomi dei personaggi di Anna Karenina e giapponesi ricchissimi. Un libro che a me era piaciuto un sacco. Come siamo arrivati a questo adesso? Cos'è andato storto?
E soprattutto, devo farmi i fatti miei e farle il regalo che vuole? 

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lunedì, novembre 24, 2014

Hashtag, amore e fantasia


TL, DR: Oggi mi è tornata voglia di provare a fare qualcosa col cinese

Le statistiche di blogger sulla mia pagina danno davvero degli strani risultati, che qualcuno legga davvero questi post? Dagli Stati Uniti e dalla Slovenia? Beh, benvenuti! Willkommen!

Tempo fa avevo provato a configurare Google Alarm per ottenere degli aggiornamenti automatici sulla situazione del lavoro in Cina. Io sono così, mi sembra da scemi aprire i soliti siti tutti i giorni e fare sempre le solite ricerche, meglio smanettare un attimino e automatizzare il processo. I feed RSS che li hanno inventati a fare? La cosa comunque è stata un fallimento su tutti i fronti: ho registrato delle nuove ricerche ma non ne è mai uscito fuori nulla, mai un risultato, zero. Chissà dove ho sbagliato. 


Ieri ho visto tre puntata di Shinya Shoukudo (stagione 3 episodi 3, 4 e 5) dedicati rispettivamente a 3) taro e seppie stufati, 4) tenpura di beni shoga e 5) insalata di vermicelli cinesi. Ho scoperto che i vermicelli cinesi, in cinese chiamati 粉丝 fěnsī, in giapponese vengono invece chiamati 春雨 Harusame, praticamente pioggia di primavera. Non è un nome fantastico?! 
In ogni caso ho postato questa scoperta su twitter con l'hashtag #cinese e credo che per via dell'hashtag un simpatico ragazzo siciliano mi ha chiesto un'opinione sui suoi video sul cinese. E confesso che anche a me è venuta una certa qual voglia di fare una cosa del genere. Sembra una cosa carina però mi sa che senza un progetto sensato dietro, l'entusiasmo e gli stimoli potrebbe naufragare ancora prima di nascere. In fondo mi ero promesso di fare una cosa del genere con la mia paginetta facebook sulle lezioni inutili di cinese (ho controllato: l'ho aperta 4 anni fa e ne ho parlato qui)... alla fine però non è che sia molto soddisfatto del risultato, mi sarebbe piaciuto che diventasse uno spazio un pelo più collaborativo. Comunque beh, non è che ho molto altro da fare quindi magari beh. 
In ogni caso, prendendola molto alla larga, ho aggiornato immagine del profilo e di copertina della pagina su facebook (massì, rimettiamo l'indirizzo qua), l'immagine del profilo... che voleva rappresentare uno pseudo logo mi è venuta un po' peggio di come mi aspettassi, in testa a me era molto più cool! è fatto con foto che ho riciclato dai miei album di facebook. ho sfogliato tutti gli album dalla Cina e, oltre al solito magone per i cento chili in meno che pesavo, mi sono sorpreso anche per i molti momenti che non ricordavo. Mal di Cina, mal di Cina a carriole.
Per la copertina ho fatto una foto dei libri che stanno sullo scaffale nella mia stanza, come sono belli i miei libri! Li guardo e sono super soddisfatto di me... peccato solo che sono ancora a pagina 40 di Sorgo Rosso e a questo ritmo lo finirò tra cento anni.

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domenica, novembre 23, 2014

Bei consigli di merda

TL;DR. È un'abbreviazione molto simpatica che si usa su internet. Sta per Too Long, Didn't Read. Troppo lungo, non ho letto. Serve per fornire al lettore un estrema sintesi di quello che si è scritto in caso non se la senta di sobbarcarsi migliaia e migliaia di caratteri. Ci provo anch'io!
TL;DR: Meglio il buio che certi consigli.


Io ringrazio il cielo perché nessuno dei miei studenti è mai venuto da me chiedendo un cosiglio lavorativo. Che poi lì a Nanguang mi sembravano tutti abbastanza svegli: molti il quarto anno si davano alla macchia e saltavano qualche lezione per via del lavoro, chi in ditte italiane, chi fa la guida, interpreti, piccole attività, gente in gamba. M'avessero chiesto un consiglio avrei sudato freddo, m'è capitato a volte invece il contrario: dietro indicazione sono andato a un paio di colloqui, uno a Suzhou uno al Crowne Plaza. Qualche volta mi hanno chiesto il curriculum che avrebbero poi mandato a qualcuno. Ogni tanto un'altra mi dice: ma vieni qui a Milano, conosco qualche prof dell'istituto Confucio di Milano, magari ci parliamo e vediamo un po'.

Ringrazio il cielo perché insomma, cosa avrei mai potuto dire loro? Io mica ne so molto di come funziona questa cosa del lavoro. Anche il mio amico Yao ha cercato lavoro appena laureato e io non avevo idea di come aiutarlo. I siti internet di ricerca di lavoro mi sembrano una presa in giro, conoscenze altolocate non ne ho, esperienza... lasciamo perdere. 
Se per internet ho gettato la spugna, ho invece una pur moderata fiducia che a conoscere la gente giusta magari qualcosa spunta fuori. 
Bene, capita che tramite amici, zii e conoscenti ho rimediato due chiacchiere con una persona che bazzica nella mia stessa area (la lingua cinese), ho pensato: beh, un po' di saggezza da chi ne sa più di me non mi farà mica male! 
Invece oltre all'evidenza del fatto che sono uscito alle dieci e mezza di casa, sono tornato alle cinque per dieci minuti di chiacchierata, è successo un fenomeno interessante che provo adesso a sintetizzare. 

Mi ha amareggiato. Mi sono sentito svilito, come se finora non avessi fatto niente. Mi è stato proposto di studiare cinese (ancora? studiare ancora? e poi cinese? studio l'unica cosa che già so?). Non è che io non abbia apprezzato le parole dure: lavoro non ce n'è. uno guarda il curriculum e vede un buco, invece vorrebbe vedere una certa continuità. Io capisco la gentilezza, il favore che un amico ha chiesto, ma che me ne faccio dei consigli inutili? 

Uno su tutti: bisogna essere attivi. Mi piacciono questi consigli vaghi. E io che credevo che bastasse stare fermi come un semaforo (cit.) e mi sarebbe piovuto una lettera d'invito addosso (forse do l'impressione di comportarmi come se fosse così, ma ciò non vuole dire che io queste cose non le sappia!). 
Mi sembrano le promesse di mio padre che nei bei tempi andati mi diceva: un computer nuovo? appena vinciamo al gratta e vinci! Mi sembrano i consigli di mia madre che dice: non ti ridurre all'ultimo momento con gli esami.
Ma serviva che mi facevo due ore tra treno e bus per sentirmi dire cose che già so? Dimmi che lavoro non ce n'è e basta e avrei apprezzato l'onestà, a prescindere dalle due ore di viaggio in un senso e due ore in un altro. 

Ho visto uno sketch di un comico americano che diceva più o meno: ho provato ad appassionarmi al golf ma anche quello giocato ai massimi campionati è di una noia mortale. allora mentre provavo a guardarlo in tv mi sono allontanato dicendo che andavo a stendermi un po'. mi sono messo sul letto e ho spento la luce. e ho capito che il buio è meglio del golf.

Certi consigli sono pessimi, inutili. meglio il buio. meglio starsene a casa sul letto con la luce spenta. Ci sono consigli che a ripensarci non seguirei neanche morto. Uno di quelli, sicuramente dato in buona fede, era quello dei miei che dicevano: concentrati prima sullo studio. poi viene il lavoro. col risultato che ho fatto la vita del poveraccio per tutti i (molti e lunghi) anni dell'università. ma non potevo cercarmi un lavoretto, metterci un pochino in più e patire meno la fame?
Alla fine meglio fare di testa propria, che così resto nella cacca ma almeno so che devo prendermela solo con me stesso.

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mercoledì, settembre 17, 2014

Un giorno di ordinaria frustrazione

Ora si dà il caso che gravi su di me una grande colpa: sono disoccupato. Ho lasciato la scuola dove insegnavo a Nanchino nell'Agosto del 2012 e da allora questa grave condizione patologica ha continuato ad affliggermi quasi ininterrottamente.
Essere senza lavoro è una cosa poco piacevole, basta aprire la Costituzione che subito comincia dicendo che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, anche chi rimane al primo rigo, come chi del 5 maggio si ricorda solo "Ei fu siccome immobile", ha presente questo concetto. E capisce che qui qualcosa non quadra.


Torniamo a oggi, dove a quasi 33 anni suonati sono stato ripreso perché stavo giocando a Dance Central 3 (e mi stavo anche divertendo, lo confesso), io capisco che non si può ballare davanti al kinect dell'xbox e sembrare uno a cui daresti un lavoro, però sono anche sicuro che stare in ginocchio sui ceci perché sono disoccupato non porterebbe a nulla.

Parallelamente a questo discorso secondo me c'è quello delle aspirazioni. Uno magari sogna di voler fare qualcosa di attinente ai propri studi, o alle proprie aspirazioni. Ma accantoniamolo e ipotizziamo che io farei qualsiasi cosa per il teorema di qualsiasi lavoro è meglio della disoccupazione (cosa secondo mica sempre vera, ma va be', chi sono io per dirlo).
La cosa che mi fa veramente rodere è che, essendo io disoccupato sono colpevole a prescindere. La mia colpa si chiama assume nomi tipo: "non cerco", "non cerco abbastanza", "non chiedo", "non esco a cercare". Alla mia domanda "chiedo a chi?" "cerco dove?" non ho mai ricevuto una risposta.
Io sono sicuro di non aver fatto abbastanza. Riformulando Einstein io sono un pesce, e il lavoro è l'albero da scalare: è evidente che le cose non stanno andando per il verso giusto.
Però sono anche sicuro che anche se non ho fatto "molto", non ho fatto neanche "poco". Ho studiato, ho lavorato, ho fatto cose diverse e interessanti. Mi sono iscritto al collocamento adesso che sono tornato in Italia e il mio curriculum si trova su più di una decina di siti di ricerca di lavoro, dalla camera di commercio italiana in Cina alla domanda per il permesso di vacanza lavoro in Canada. 
Certo, visti i risultati sicuramente non è abbastanza. E in fondo persino io, come i miei, sono convinto che il lavoro lo si trovi se lo si sa cercare. Secondo me, però, spronarmi dicendo "ma tu non cerchi" è una scelta poco felice. Sono sicuro che dare consigli un pochino più mirati produrrebbe risultati maggiormente auspicabili sul lungo termine. 
Ora consideriamo questa cosa. Sono sovrappeso. Eh sì, anche quello. Ora tu ad uno sovrappeso che gli dici? Che è grasso? Che mangia? Questi commenti presuppongono che io non abbia gli occhi, o che non senta il fiatone quando corro, o che non noti che tutti i vestiti che avevo non mi vanno più. Altrimenti forse si farebbe meglio a dare per scontato che so benissimo di essere grasso e a) forse mi sta bene così b) forse vorrei dimagrire ma non ci riesco. 

Ritorniamo al discorso lavoro e osserviamo come l'ipotesi a) non stia in piedi, per le tante possibili argomentazioni tra cui la costituzione. Diamo quindi per scontato che io vorrei trovarlo questo lavoro ma non ci riesco. Quindi che possiamo fare ora: io continuo a cercare a modo mio e probabilmente non lo troverò. Se avete consigli affinché la mia ricerca di lavoro diventi più produttiva, io sono qui per questo, e vi ringrazio infinitamente. Altrimenti, se questi consigli non li avete e volete farmi solo notare ciò che io già so benissimo per conto mio, non dico un po' di pietà, ma una sana indifferenza non sapete quanto mi gioverebbe.

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