venerdì, giugno 06, 2014

Lost in translation


Ho lavorato per quattro giorni. Da quando ho lasciato Pompei a metà settembre. C'è stata quella parentesi interessante per cui sembrava che sarei dovuto andare in Cina per quelli dei gelati ma ci ho rimesso solo un mucchio di soldi per i documenti da produrre e il viaggio a Venezia per incontrare i cinesi. Ho iniziato lunedì pomeriggio a Castellammare ed è finita ieri a Positano. Ho fatto l'interprete (per la prima volta). Tempo fa sull'iPod c'avevo fatto incindere "Le langage est source de malentendus" (Le parole sono una fonte di malintesi), una ragione ci sarà.

Comunque per farla breve si sono alternati momenti di terrore puro, momenti in cui mi sentivo gettato in una vasca di squali, momenti di gloria, momenti di vago relax in cui pensavo: vabbè, una pizza gratis, mica male. Un sacco di sole e passeggiate e, grazie a scelte felici di pianificazione per cui all'inizio ci sono stati gli incontri ultratediosi e poi lo svago, sono arrivate le passeggiate a Capri e momenti di grande relax assaggiando vino bianco nella villa di Zeffirelli a Positano. Sicuramente un'esperienza ricca e interessante. Se dovesse ricapitare ci penserei un po'. Mi auguro di aver fatto una buona impressione. Infine, per la prima volta, mi è capitato di ricevere un bigliettino da visita con richiesta di metterci in contatto perché un interprete non è che si trovi tutti i giorni. A soli sei anni dal master. beh, ho aspettato un pochino ma son comunque soddisfazioni.


Continua a leggere...

lunedì, gennaio 20, 2014

Cronaca della richiesta di un visto di lavoro ovvero che mi hai portato a fare a Pechino se non mi vuoi più bene?

20 Gennaio. Secondo il mio calendario di threadless Giornata mondiale per la consapevolezza dei pinguini.
Secondo mia sorella Blue Monday.
Avete presente quegli esperimenti dove i topi nei labirinti trovano il formaggio ma quando lo toccano prendono la scossa? E ci provano un po' di volte ma all'ennesima volta che vengono taserati se ne fanno una ragione? Io sono come quel topo lò, al posto del formaggio ci sono i siti con annunci di lavoro: linkedin, eChinacities e tutta la cumpa. Apro la pagina e ZAPP!!



Da due mesi mi sento con una ditta cinese che vende gelati in franchising per andare a lavorare lì. Sono passato sotto le forche caudine dei documenti da produrre per avere il visto Z, cose già fatte in precedenza (fare il certificato medico mi è costato solo 170 euro questa volta!), cose mai fatte prima come il certificato di casellario giudiziale (niente precedenti penali, yay!).
Adesso siamo ad un punto morto: dalla Cina mi chiedono i documenti originali e dato che gli anni scorsi non li ho mai mandati e mandare persino il passaporto mi sembra ridicolo non so bene come infiocchettare e comunicare a loro questa bella notizia. Un sentito ringraziamento comunque a ufficio visti per la Cina, all'Ambasciata Cinese in Italia, all'Ambasciata Italiana in Cina per avermi detto pressapoco: noi non c'entriamo, si rivolga alla municipalità cinese. Cioè, minchia bravi. Peccato che le e-mail e le telefonate non hanno il feedback sulla qualità del servizio ricevuto. Avrei pigiato sul tasto con la faccina triste ripetutamente e con gusto.

Piove sul bagnato o, come dicono i cinesi, alla neve si aggiunge il gelo (雪上加霜): una settimana fa (dietro comodo preavviso di giorni due) sono andato a Venezia per incontrare futuro boss e futuri colleghi. L'ho fatto con piacere ma la giornata è stata uno strazio. Acquisti di qua, di là, salamelecchi, discorsi, neanche il tempo di pranzare, non c'è stato verso di farmi tornare a Venezia e sono stato in albergo a Mira (ma tutte le mie cose erano a Venezia). Nota a margine: girare Bologna con Yao e Alessandra e Venezia con Gabriele è stato molto piacevole! Grazie cari!

E adesso? Facciamo i choosy? Buttiamo un'occasione che chissà se e quando si ripresenterà? Mi rimetto a guardare gli annunci di lavoro su internet? Faccio cose più utili tipo inventare trapani che fanno fori quadrati? Mah, vedremo! Ci sentiamo i prossimi giorni con qualche recensione di filmetto, libro o serie animata. Ciao!
Immagine presa qui.

Continua a leggere...

domenica, dicembre 22, 2013

Aggiornamento lettera a Babbo Natale

Seppur assolutamente immune allo spirito del Natale data la lunga permanenza in Italia, ultimamente mi sono prese comunque le fregole per un po' di cose viste tra pubblicità, volantini e l'origine di tutti i mali, cioè taobao. Facciamo un po' una lista.



Nintendo 3ds xl edizione limitata Zelda 


Beh, perché non accaparrarsi un'edizione limitata? Già quella di animal crossing con quei simboletti che fa quasi LV era niente male, ma questa a guardarla sembra un bel lingottone, il color oro pacchiano non è più un'esclusiva dei magnati russi che si comprano il 5s, evviva.

Lo comprerei per giocarci: L'ultimo capitolo di Phoenix Wright, che domande. 
Possibilmente anche: Fire Emblem, Luigi's Mansion
Non l'ho ancora preso perché: a) i giochi costano un mutuo, non è come la 360 che ormai i giochi al mediaworld te li vendono impacchettati a tre alla volta. b) i 3ds sono region locked, ma siamo scemi?


Nokia lumia 920.


Ammetto che gli smartphone sono una bella comodità, quando si sono ciulati il mio primo wildfire e sono tornato al coso da 20 euri che avevo prima mi è sembrato di tornare alla preistoria. 
Lo comprerei perché: a) è giallo. b) mah, sono uscite un sacco di offerte sottocosto dove lo piazzavano a meno di 200 euro e su internet tutti a dire che era un affarone. c) i giochini che vanno sul povero 3,2" del wildfire s sono pochi.
Non l'ho ancora preso perché: a) sono andato in due mediaworld diversi e li avevano esauriti. b) mi hanno ucciso l'entusiasmo facendomi notare che su win8 non ci sono alcune app per fare acchiappanze e uno come fa senza? c) il passaggio ai 4,5" sarà indolore? avrò tasche dei pantaloni così grandi? il mio tozzo pollice opponibile riuscirà a raggiungere comodamente i tasti sullo schermo? chi lo sa...



Playstation Vita 2000 



ok, il nome fa cagare. la Sony non è simpatica quanto la Nintendo. però in fondo si possono sempre avere tutte e due per non scontentare nessuno no? ieri mentre ero a zonzo su taobao mi sono imbattuto in questa riedizione della portatile sony, più sottile e più leggera ma, soprattutto, colorata. Bianca + lime uber alles.
La comprerei per giocarci: Dragon's Crown! (ma com'è che costa ancora un sacco? un altro po' ti tirano dieto GTA5, al mediaworld davano Bioshock Infinite a 20 euri e per questo ancora devo cacciare fuori 40 euri?)
Possibilmente anche: Disgaea 3! cioè Disgaea! boh, gamerankings tiene lassù in alto Tearaway, quindi magari un'occhiatina anche a quello là. Zero escape: virtue's last reward (che è il seguito di 9 hours 9 persons 9 doors, in alternativa anche su 3DS). Gravity Rush sembra carino. E anche Uncharted, visto che Tomb Raider è stato uno dei giochi che ho apprezzato di più sulla 360 e dicheno che è mezzo scopiazzato da Uncharted... 

Non l'ho ancora comprato perché: beh, questa è una scoperta recente per me quindi l'entusiasmo non si è ancora spento. qui non c'è ancora, mi sa. e i giochi su taobao mi sembrano costare un po' meno (anche qui c'è sempre il discorso: sono console portatili, i giochi li vorresti pagare meno e invece costano un accidente) anche se la maggior parte sono in cinese. però insomma, sembra una cosetta carina, se riesco ad approdare in Cina un pensierino alla console lime + dragon's crown + memoria da 8giga per 1650 rmb (ca. 200 euri) mi sa che ce lo faccio.



Continua a leggere...

lunedì, novembre 18, 2013

Dopo la scuola - Houkago

Copertine ed. Jap / ed. Cinese
Ed eccoci qua, a parlare dell'altro libro che ho appena finito. Non è divertente come leggere un libro sulla metro di Nanchino, ma non è male comunque. Un libro che va via come il pane al punto che su facebook la pagina relativa per segnalare che l'ho letto l'ho creata io (e non hanno neanche messo l'immagine della copertina che gli ho mandato, che stanno aspettando questi buzzurri?)

Autore: Keigo Higashino
Titolo: 放学后 / Houkago
Pagine: 215 (353 l'edizione giapponese, 320 quella di taiwan secondo wikipedia, in cinese semplificato s'è ristretto? boh)


Non edito in Italia. Possibilità di vederlo edito in Italia... boh, bassine. Se qualche editore ci sta facendo un pensierino e vuole una traduzione dal cinese (che non ha assolutamente senso) mi contatti pure.


Trama: Un vaso di gerani cade dalla finestra del terzo piano proprio dove si trovava un istante prima il professor Maejima, insegnante di matematica alla scuola superiore femminile Seika. È solo l'ultimo di alcuni incidenti sospetti e pare che qualcuno lo voglia morto. È possibile che si tratti di una delle studentesse? Si può avere intenti omicidi a quell'età? E da cosa può scaturire quest'odio?

Affrontiamo subito l'elefante in salotto: il mio piacere proibito è leggere libri di un giallista giapponese... in cinese. Colpa di un amico che mi ha consigliato Byakuyakou (白夜行). È strana anche l'idea di ritornare così con grande amore ai gialli, tra i primi libri che io abbia letto ai tempi dei 100 pagine 1000 lire. C'è un'alchimia strana tra un mistero da risolvere e il leggere il libro in cinese, non saprei se perversa o meno, comunque piacevole, quindi eccoci qua. 

Houkago, romanzo di esordio dell'autore, esce nel 1985 e gli vale il premio Edogawa Rampo (se pensate che sia una cosa da poco sappiate che il detective Conan si chiama Conan Edogawa da questo tizio qui, eh). È il primo di una lunga serie di opere, buona parte di cui adattate in film e serie televisive (non questo, però). Come da titolo gran parte della narrazione è ambientata dopo la fine delle lezioni quando le studentesse praticano le attività sportive del proprio club (Maejima è responsabile di quello del tiro con l'arco).

Ho apprezzato l'epilogo con colpi di scena annessi dove, da buon giallo, hanno tirato le fila degli avvenimenti, ciò che colpisce non è la messa in scena del crimine (anche perché questi delitti in una camera chiusa, mon dieu!) ma l'evento da cui nasce la storia, che ovviamente non si può dire perché se non ci arrivate dopo 200 pagine non è lo stesso. 

Come quella precedente anche questa è una recensione che finisce col consigliare un altro libro, a ragion veduta preferisco Byakuyakou, magari dietro grande richiesta di pubblico potrei scrivere una minirecensione anche di quello lì. Di quelli che ci sono in Italia ho letto "La devozione del sospettato X", il libro mi è piaciuto, l'edizione italiana già meno perché si è sbarazzata della devozione nel titolo ed è diventata un misero "Il sospettato X". Ah, il primo libro di Higashino in Italia è uscito per Mondadori e si chiama La filastrocca dell'assassino, nel 2000 costava 5000 lire. Chissà se si trova in giro, mi piacerebbe averlo a titolo di collezionismo (a non più di 5000 lire però, lolz).

Ah, già, pare che nel 2010 sia uscito anche un manga, le prime pagine si possono leggere qui (curiosamente nella traduzione inglese, e successivamente in quella italiana, Youko propone a Maejima di andare in Cina invece che a Shinshu, Nagano. boh) 

Continua a leggere...

giovedì, novembre 14, 2013

The seventh day

Volevo scrivere della mia affannosa e infelice ricerca di lavoro. Ma posticipiamo la menata di torrone alla prossima uscita per parlare d'altro un po' come Danny Boyle che gira sempre film di generi diversi (è in playlist il suo ultimo lavoro, Trance). Visto che facebook mi chiede cosa leggo, visto che ho aperto una pagina su anobii e che non sono abbastanza cool per cavalcare la moda del momento e fare un corso di cake design, vi parlo dell'ultimo libro che ho letto. In realtà volevo scrivere di quello che sto leggendo, ma facciamo così,sono ancora a metà e quando lo finisco ne parlo. Eccoci a noi e a Yu Hua e il suo "Il settimo Giorno".


Autore: 余华 / Yu Hua (wikipedia)
Titolo: 第七天 / Il settimo giorno
Pagine: 225 scritte abbastanza larghe
Non ancora edito in Italia. Fosse edito in Italia manco lo leggerei perché i libri in Italia hanno un prezzo che trovo leggermente astronomico (un esempio a caso: Il corpo umano di Paolo Giordano su amazon.it: 16,15 eur. Il corpo umano di Paolo Giordano su amazon.cn: 2,95eur). 

Trama: Yang Fei, che ha lasciato il lavoro per accudire il padre malato e da poco scomparso, muore in un'esplosione in un ristorante. Il giorno dopo si sveglia e trova un messaggio sulla porta da parte delle onoranze funebri che riporta l'appuntamento al forno crematorio. Ma Yang Fei, privo di urna cineraria e di un posto al cimitero, si troverà a vagare tra le anime che restano perché nessuno ha predisposto per loro un luogo di riposo. Nei sette giorni di narrazione Yang Fei incontrerà alcune persone che ha avuto vicino nella vita e che hanno condiviso il suo destino.

Yu Hua, ex dentista (evidentemente fare il dentista in Cina non rende bene quanto in Italia) gode di un primato nel mio cuore: è l'unico scrittore cinese che io abbia letto in cinese. Gli altri tentativi (per esempio Wang Xiaobo, Zhang Ailing) sono un po' naufragati perché li ho trovati più ostili da leggere; una cosa che per me, povero laowai illetterato, fa tantissimo onore a Yu Hua è che scrive come mangia. 

Il settimo giorno è il suo quinto romanzo, pubblicato a sette anni di distanza dal secondo volume di Brothers, segna un certo cambio di registro in quanto la narrazione si sposta dalla Cina della rivoluzione culturale alla Cina odierna. Il risultato è abbastanza spiazzante: ritroviamo in questo libro un patchwork di episodi di cronaca recente cinese cuciti assieme dalla vicinanza alla vita del protagonista tra cui: figli persi e/o abbandonati, social network, vendite di reni, iphone4s, prostituzione, insabbiamenti da parte dei media, ecc.
Anche se il cuore del racconto è il rapporto padre figlio io sono un romanticone e la mia parte preferita è stato l'incontro con Li Qing, l'ex-moglie del protagonista nel secondo giorno. Mi ha ricordato molto il tema di un racconto che avevo intenzione di scrivere tempo fa. Uno seduto, l'altra distesa sul letto dell'ormai ex-appartamento di lui si raccontano quello che è successo dal momento della separazione, quando lei gli disse: io ti amo ancora. e lui rispose: io ti amerò per sempre.

Continua a leggere...

sabato, agosto 24, 2013

But if you close your eyes...

Uno degli evidenti ed immediati effetti del nuovo lavoro che mi sono trovato ad affrontare in questi giorni (accoglienza presso gli scavi di Pompei) è l'aver reso il giorno di riposo (uno a settimana) una noia unica, una lunghezza infinita. Una notte al polo nord di niente da fare. La considerazione suggestiva che nasce spontanea è vista la durata flash del contratto (due mesi) cosa bisognerà inventarsi tra poche settimane.

È un'esperienza piacevole per numerosi motivi, non solo perché la quotidiana dose di mezzi pubblici (nonostante il servizio che io mi permetto di reputare da terzo mondo a prezzi da rapina (l'unico di prima fascia costa 1,30, siamo impazziti)), letture, pranzi al sacco, contatti interpersonali ha tolto quella patina di noia dalle giornate ma anche per le sensazioni e le riflessioni che ne sono scaturite. Tra le quali:
- l'ambiente di lavoro è gradevole, non è che si può fare proprio un paragone, ma non posso non ricordare con affetto quel cumulo di grandi stronze che era l'agenzia di viaggi dove ho lavorato per un po'.
- la sensazione iniziale che ho avuto è stata: wow, è fantastico vedere tanta gente. dopo pochi giorni però era tutto un dejà-vu continuo per cui i turisti mi sembravano tutti uguali e pensavo: ma questi qua non son venuti pure ieri?
- le persone che mi dicono che sono "sprecato", secondo me non hanno idea che pure per un lavoretto del genere ci vuole la benedizione della Madonna di Pompei.
- la gente che ama lamentarsi e quelli che protestano contro le regole. gente che risponde evidentemente all'affermazione che ho sentito qualche volta "i turisti diventano stupidi".
- coi turni capito sempre con colleghi diversi e, visto che mi sono arcistufato di leggere il manuale per l'esame di accompagnatore turistico e adesso mi porto i libri in cinese (in questo periodo Storie del Sahara di San Mao), capita sempre che si parla di Cina, il dialogo tipico è: me: mi manca molto, si mangia benissimo. collega: ehmmm...

Continua a leggere...