sabato, luglio 04, 2015

On the road

Avrei voluto scrivere un post su Meituan. Un app che ti segnala le promozioni tipo Groupon. Dopo i soliti due salti mortali per autorizzare e confermare i dati della carta sono riuscito ad avere un app che mi segnala le offerte più vicine a me. Arrivo lì, chiedo conferma, compro l'offerta e prendo il codice di promozione col cellulare. Finora ci ho mangiato tre-quattro volte e ho fatto anche un taglio di capelli a 9.9 rmb (quello precedente me ne era costato 50). Però beh, succedono un po' di cose nuove quindi tocca cambiare gli argomenti da trattare.


Succede che Leo all'inizio di questa settimana, poco prima del momento di chiudere il computer e tornare a casa, mi dice che mi vuole parlare. Il mio periodo di prova è finito e a quanto pare non ho raggiunto gli standard che l'azienda si era prefissata. Non me l'aspettavo sinceramente, forse perché una volta che l'azienda mi ha mandato a HK per fare il permesso di lavoro e conseguente permesso di soggiorno avevo dato per scontato che magari mi tenevano. Però, beh, sul contratto c'è scritto tre mesi di prova, il mio contratto era cominciato il 7 aprile. Quindi niente mi sa che lunedì o martedì sono kaput.

Da martedì ad oggi che è sabato credo di aver attraversato le cinque fasi di elaborazione del lutto. A quanto pare si ricomincia. Bisognerà organizzarsi per vedere quanto tempo posso restare in Cina, cercare un nuovo lavoro, vedere come fare con l'affitto, con le cose che ho comprato e non posso riportare a casa ecc ecc.

Questo lavoro mi piaceva, la ditta mi piaceva, l'ambiente i colleghi, c'era certo anche il senso opprimente che il tempo non bastava mai, che facevo poco e male e tornavo a casa stanco giusto il tempo di fare una doccia e dormire e si ripartiva col giorno successivo. Ce l'ho messa tutta ma non ce l'ho fatta (me la farò tatuare da qualche parte questa frase perché ultimamente credo sia il motto della mia vita).
Adesso provo a pensare a qualche idea per una letterina ai colleghi! Alla prossima!

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sabato, maggio 09, 2015

Non è andata poi così male...

Eccomi qui a Changsha, patria delle "betel nut" (sto da venti minuti e non ho ancora trovato come si dice in italiano). Che sono le gomme da masticare di Changsha, solo che fanno ingiallire i denti e forse fanno venire il cancro, roba da uomini veri, insomma.
Ci eravamo lasciati un po' così l'ultima volta ci ero rimasto un po' di cacca che prima mi volevano e poi pareva non mi volessero più. Comunque poi hanno deciso che mi volevano quindi io sono partito, anche se sto un po' sul chi va là e mi guardo attorno.

Dicevamo Changsha. È strano riapprodare in Cina, o forse è strano essere qui a Changsha, per due anni e mezzo sono stato a Nanchino e mi ero un po' abituato a quella vita lì. Qui mi sembra tutto diverso: il cielo e il tempo atmosferico (mi sento sempre un po' appiccicoso qua), i prezzi sono più cari (se penso a quando a Jinan svoltavo il pranzo con la frittella della signora grassa a 3,5 yuan mi viene da piangere), attraversare la strada è un impresa, fare il caffè è un'impresa, navigare su internet è un'impresa, ripulire l'appartamento dagli scarafaggi è un'impresa... una faticaccia.
Alla fine siamo arrivati qui, ho fatto il mio primo mesetto in azienda. Per ora non ci sono stati eventi particolarmente eclatanti, anche il lavoro è abbastanza diverso da quello che facevo prima. Si comincia alle nove e si finisce alle cinque e mezza, che ultimamente sono le sei e mezza torno a casa e mi butto sul letto e la giornata finisce così. Sto facendo un mucchio di training che faccio fatica a ricordare, l'ambiente e i colleghi sono belli e simpatici, la sedia comoda, il cibo che rifilano a pranzo buono e poi alle quattro c'è anche la merendina.
Ecco, volevo aggiornare il blog per farvi sapere che sono vivo e vegeto e con un lavoro. Baci baci.

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giovedì, marzo 12, 2015

L'offerta di lavoro arriva... e t'incula.

"Complimenti Mario! In due giorni ti invieremo la nostra offerta e gli altri documenti. Facci sapere se hai altre domande."
Dopo un giorno, hanno detto che c'era bisogno di aspettarne qualcun altro. Dopo una settimana gli ho scritto e mi hanno detto che pare che non possano più offrirmi quel lavoro.
E ci avevo creduto perché era da poco passato il capodanno e i cinesi dicono sempre che le aziende assumono ad anno nuovo e pensavo che quest'anno della capra potesse essere un anno un pochino più simpatico dei sue due predecessori. E invece manco per niente.

Quei simpaticoni di Expo mi hanno mandato una mail oggi alle 17:34 per darmi un appuntamento sabato alle 14. C'è anche scritto si prega di confermare entro 48 ore. bah. 
Immagine presa qui. Vi devo un caffè, sorry. 

piccolo aggiornamento, a distanza di qualche giorno.
Ho fatto le ore piccole per giocare a Disgaea, e mi trovo la famigerata offerta di lavoro nella casella di posta.
Non so cosa pensare. 

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mercoledì, marzo 11, 2015

Intervallo - Quisquilie


Cose che sono successe ma che per evidenti ragioni non sono diventate un post. Evidenti ragioni tipo insignificanza relativa o pigrizia morbosa.In ordine cronologico, dal più al meno recente.

- È uscito hotline miami 2. Costa 15 euro. Lo voglio tanto.
- Ho visto la prima stagione di Mom
- Mi sono iscritto ad un mini-corso di cucina.
- È uscito il film di Spongebob. Fuori dall'acqua. E non l'ho ancora visto.
- Ho installato l'emulatore psp sul tablet con Disgaea 2 e ci ho giocato un numero imbarazzante di ore.
- Ho visto il gala del capodanno cinese in diretta streaming (auguri!). Ho anche catturato qualche immagine qui e lì pensando di farci un post. Poi, beh, passato il capodanno passato la festa.



Una digressione un pochino più lunga la merita il seguente avvenimento.
- Ho fatto un paio di colloqui. Uno (diviso in due) su Skype per i cinesi, un altro invece da queste parti. 

I cinesi hanno detto che i colloqui sono andati bene, e che tempo tre giorni si sarebbero fatti sentire. Ne sono passati sei e l'attesa mi sta snervando. 
Nel frattempo io, che so come creare false aspettative come non ci fosse un domani ho già fatto le seguenti cose: cercato su google l'eventuale presenza di 85°C, Uniqlo, Ikea, Auchan nelle vicinanze. Postato su facebook il fatto che i colloqui fossero andati bene a detta loro. Fantasticato morbosamente sulle spese da fare appena ritornato in Cina (tipo: un set di tre prodotti xiaomi, ovvero, mi4, mi band e xiaomi yi, la action cam simil gopro in vendita dal 17 marzo), cercato appartamenti in affitto su 58同城 (che sarebbe subito.it o kijiji in versione cinese, per intenderci) nei dintorni dell'ufficio e notato con raccapriccio che quegli annunci che mettono le foto del bagno di solito hanno tutti la turca. Cina io ti amo ma senza il water io ti amo un pochino meno.

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venerdì, gennaio 30, 2015

Himitsu - La seconda vita di Naoko

Edizione giapponese vs (orripilante) edizione mmerigana

Autore: Keigo Higashino (e chi sennò!)
Titolo: 秘密 (Il segreto, edizione jap e chn), Naoko (ed. inglese), La seconda vita di Naoko. (ed. italiana! ay senor carramba!)
Pagine: 288 (US), 415 (JP), 432 (IT), 343 (CHN).
Come al solito wikipedia in Cinese fa questi paragoni ricchissimi di ameni dettagli. Qui i cinesi si sono tenuti larghini che è stampato abbastanza grosso. Mi chiedo com'è che l'edizione italiana gli sia lievitata fino a diventare un romanzo russo. boh.
Trasposizioni: Il romanzo è del 1998. Ad oggi contiamo un film giapponese (Himitsu, 1999), un remake del film fatto in Francia in inglese (wut?) con protagonista il tizio che faceva Mulder in X-files (Si j'etais toi, 2007), un drama giapponese in nove puntate del 2010.



Trama: L'autobus sul quale viaggiano Naoko e Monami, madre e figlia, esce di strada e precipita. Il marito, Heisuke, apprende la notizia alla televisione e accorre in ospedale dove trova moglie e figlia fianco a fianco sul letto, pochi istanti dopo Naoko muore. Monami si risveglia successivamente e rivela a Heisuke qualcosa di incredibile: lei non è Monami ma Naoko.
Ora non vorrei sbagliarmi, ma li ho segnati su douban quindi non dovrei, ma questo è il libro numero dieci che leggo di Higashino! Un giro di applausi per il sottoscritto, grazie!
Incredibile, un libro con un'edizione italiana. Su amazon ci sono persino tre recensioni. Rispetto agli altri che ho letto questo qui è un bestseller! Il libro mi è piaciuto. L'ho trovato molto cupo. Insomma, data la premessa non poteva mica andare a finire bene. Giravo pagina e pensavo: ecco adesso succede il patatrac.
Mi sono anche avvicinato al film (sta pure su youtube), una cosa un po' rischiosa. Brevi considerazioni maturate dopo una ventina di minuti. a) Il protagonista maschile è Kaoru Kobayashi, quello di Shinya Shoukudo, ma una decina di anni prima. Approvato! b) ci dev'essere una legge in giappone che impedisce di assumere liceali nel ruolo di liceali. cioè, nel libro Monami aveva 11 anni, qui sono diventati 16 e ok, l'attrice ne ha 19 (Ryoko Hirosue, vista anche in Okuribito, film giapponese premio oscar) e i suoi compagni di scuola sembrano trentenni vestiti da scolaretti scemi. Ciao ciao aria super pedofila del romanzo. c) nei minuti che ho visto io l'alleggerimento dei toni è impressionante, che è una tragedia ma mi ha fatto anche un po' piacere perché molti dettagli assumono una propria fisicità che nel romanzo non avevo immaginato: l'aria un po' ingenua e simpatica del protagonista, i piatti che stanno a sobbollire in cucina, gli spazi, le luci e i colori. Insomma nella mia testa era tutto il ritratto della disperazione.

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martedì, gennaio 13, 2015

Quando c'è sentimento non c'è mai pentimento

TL;DR: del senno di poi sono piene le fosse! cose che avrei dovuto fare e forse non ho fatto, cose che non avrei dovuto fare e mi hanno fatto solo sprecare tempo!

Il buon senso ci dice che non si fa la spesa al supermercato da affamati. Immagino che lo stesso buon senso ci consiglierebbe di non cercare lavoro quando siamo disoccupati. Leggere gli annunci di lavoro in giro per il web mi deprime ancora più che guardare Studio Aperto a pranzo e credo non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non: "ottimo standing"??!? ma è una parola che esiste? a me viene in mente lo standing committee del Partito Comunista Cinese... c'entrerà qualcosa? sarà ottimo quello standing lì?
oggi però scrivo un'altra cosa, non questa roba qui, ho intenzione di stilare un'inutile lista delle cose che mi sono pentito di aver accettato e soprattutto di quelle che mi son pentito di aver rifiutato. ai ripari!


Nonostante mi consideri "Inattivo" più che "Disoccupato" perché mi scoccio un po' (molto più di un po', a conti fatti) nell'ultimo mese qualche tentativo l'ho fatto: ho mandato cv per expo, per poste, ad un'azienda che voleva fare servizio assistenza tecnica in lingua cinese, ad un annuncio dove si cercava un insegnante di italiano a Xiamen. Ovviamente nessun riscontro, zero.

La madre di tutti i rimorsi è ovviamente la solita: la laurea in scienze della comunicazione, laurea inutile, marea di soldi buttati, considerazione agli occhi altri zero e infine diploma di laurea brutto ma così brutto che non posso manco appenderlo che mi vergogno. Tagliamo corto, passiamo oltre.
Poi c'è Umbria incoming, il mio primo lavoro! mi pento di averlo accettato? sì. motivazioni in sintesi: non ho imparato niente, soldi che non bastano, posto di lavoro orribile. la mia salute mentale ne ha risentito. la cosa positiva è che con il contratto co.co.pro ho avuto uno sconto di 200 eur sul mio primo pc. non tutti i mali vengono per nuocere, diceva l'adagio.
Il master all'università di Perugia! mi pento di averlo fatto? assolutamente no. il giorno della consegna dei diplomi dissi in un incerto inglese: quando ho appreso di questo master ne ho parlato con la prof che mi disse "può essere l'occasione di una vita" e ora che finiamo questo percorso posso solo dire che aveva ragione. ho conosciuto un sacco di persone care. ha segnato sicuramente la svolta nel rendermi la persona che sono oggi: disoccupato e amante della Cina!
Shijiazhuang! il mio primo anno da insegnante in Cina! mi pento di averlo accettato? un pochino! è stato un battesimo di fuoco: io, una classe di 40 e rotti studenti e una lavagna. mi sono esaurito ed è facile dire che non è stata una bellissima esperienza. però beh, riconosco che ho avuto quest'occasione, ci sono stati dei bei momenti ma non lo rifarei neanche morto. 
Jinan, niente da dire, è stata una bella esperienza. un po' strana. ma va be'. ok
Nanchino: ho lasciato la scuola e un po' mi dispiace. lo rifarei, dico lasciare la scuola. Però sono anche contento di aver fatto quell'esperienza. Nanchino quindi è ok, un pezzo del mio cuore è ancora lì. 

A Nanchino feci un colloquio al Crowne, poi non se ne fece nulla. Mi dissero che era perché la mia disponibilità oraria probabilmente non si accordava con la loro richiesta, ho il sospetto che sia colpa del fatto che avevo richiesto una paga orara più alta. me ne pento.
Poi pure con Myefox non se n'è fatto più nulla, sempre per via del vile denaro. inoltre ero abbastanza terrorizzato all'idea di passare da insegnante all'università con 8 mesi di lavoro l'anno con 12 ore di lezioni la settimana a impiegato in azienda 6 giorni la settimana tutta la giornata in ufficio con una settimana di vacanza per il capodanno cinese. le prospettive non erano super eccitanti, insomma. si finiva a lavorare in qualche posto tipo a due ore da Shenzhen. Oggi, con un'offerta del genere prenderei l'aereo domani. sono stato choosy e ho sbagliato. devo piangere me stesso, dice l'adagio. e piangiamo, va'. 
Un paio di anni fa mi contattarono per insegnare a Qufu. Anche qui soldi pochini. E di Qufu avevo quell'impressione che sì, carina, ma in un giorno l'avevi vista tutta. Ho preso l'annuncio e l'ho rigirato sulla mia pagina facebook! Stolto Mario, stolto! Un'altra decisione infelice.
Estate 2013: due mesi a Pompei. È stata una bella esperienza. L'avrei rifatto volentieri anche nel 2014 ma non m'hanno chiamato. E va beh, è andata così.
In tutto l'anno scorso sono riuscito a fare giusto l'interprete per quattro giorni. Avrei dovuto farlo o no? Ancora oggi sono indeciso. facciamo 50 e 50, ci sono stati momenti belli e momenti non altrettanto belli, momenti interessanti e altri meno. forse c'è una morale dietro sulla vita che ti dà i limoni e così via, non saprei. 
Ah, nel 2014 è uscito anche il libro sulla Cina che ho tradotto! Amazon dice che è uscito a Novembre, figo! avete presente come adesso su Amazon ci sono scritti nome dell'autore e del traduttore fianco a fianco quasi come l'avessero scritto a quattro mani? Tipo che ne so: La lingua perduta delle Gru di D. Leavitt e D. Vezzoli? Ecco il mio nome non c'è da nessuna parte. volevo mettere un link per dire: guardate l'ho tradotto io! quegli strafalcioni sono miei! e invece niente. Sob

In conclusione ammetto di essere un bell'impenitente. Per quanto la mia condizione adesso sia piuttosto infelice, non so se sarei riuscito a compiere altre scelte. In effetti il gioco è stato fine a sé stesso, avrò fatto qualche erroretto qui e là, ma non me ne pento. Quello di cui non mi faccio una ragione è com'è che la situazione all'orizzonte sia così grama. Quelli delle poste e dell'expo avranno chiamato giovani belli e rampanti? Com'è che non m'hanno proprio considerato? Quando sono diventato un Paria? boh.
Foto trafugata senza ritegno da Xinhuanet. ; )

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