domenica, novembre 08, 2009

L'e-mail del babbo (e sono 28)

Secondo "maggico" appuntamento con la permanenza nello Shandong. tra
una lezione e l'altra, cercando di rimediare agli eccessi italiani con
un'alimentazione morigerata e regolare. Annodando i fazzoletti per
ricordarsi che dare una pulitina alla camera male non farà. Eccoci
qua. Sedetevi bene che mi sa che m'è uscita una cosa un po' lunga.

Iniziamo con il fattore nostalgia o anche l'angolo "qui lo dico e qui
lo nego": quello che mi mancherà di Shijiazhuang. Sembra una vera
mission impossible, eppure a voler essere incontentabili qualcosa di
Shijiazhuang mi mancherà (a parte, ovviamente, gli amici). La prima è
il collegio, che in my humble opinion, se non avesse avuto l'assurda
regola di chiudere ogni santo giorno alle dieci sarebbe stato un posto
molto più vivibile. L'aspetto figoso, se così si può dire del collegio
è che negli stessi due piani vivevano alcuni (molti se ne sono
guardati bene e vivevano altrove) degli insegnanti stranieri, i miei
vicini di stanza erano i miei colleghi che insegnavano spagnolo,
giapponese, inglese, coreano, arabo. Un bell'ambiente, poi
considerando che facevamo lo stesso lavoro c'era sempre un discreto
background di cose da discutere: quanto fossero maligni quelli della
scuola, quanto pigri gli studenti, cosa inventarsi per attirare un
minimo la loro attenzione, gioire assieme dei successi, condividere i
piccoli, grandi incidenti di percorso. Beh questo, nel condominio di
Jinan dove presumibilmente sono l'unico straniero e nel vecchio
(carino, per carità) campus dell'Università dello Shandong dove la
situazione è pressochè simile, un po' mi mancherà. Gli studenti
stranieri stanno all'altro campus che in linea d'aria è poco più di
uno sputo ma chi ci passa mai? Un altro punto è stato che l'essere
oppressivi ha un suo tornaconto: di positivo c'era la sensazione di
essere presi per mano e guidati, qui mi hanno dato un paio di
foglietti con scritto vai qui e vai lì e poco altro. L'anno scorso
almeno la povera Susan s'era occupata di scarrozzarmi all'ospedale a
fare le analisi, è andata a prendere i risultati, forse questo un po'
mi manca (sebbene col metodo fai-da-te ho portato il mio passaporto
all'ufficio martedì e lo ritiro con il visto il prossimo lunedì, a
Shijiazhuang dopo aver consegnato il mio passaporto all'ufficio l'avrò
rivisto un mese dopo).

Il tempo ha tirato un tiro mancino non da poco e non solo qui a Jinan,
il fine settimana scorso la temperatura è calata precipitosamente,
dalle serate in magliette a maniche corte siamo passati a 9 gradi e
minacce di neve, a Pechino e a Shijiazhuang ha effettivamente
nevicato! Qui un paio di giorni di un freddo abbastanza insopportabile
(sono corso a comprare cremine, burridicacai e quant'altro per evitare
di aprire faglie tettonice sulla mia faccia) adesso sembra tornato
tutto alla normalità e possiamo goderci le foglie ingiallire e fa
tutto autumn in new york.
Altrove si è parlato di un atto di manipolazione del tempo (per far
venire un po' di pioggerellina a Beijing), chissà cosa sparano in aria
(argento? così attiriamo le nuvole e ammazziamo vampiri e lupi
mannari?), poi assieme alle nuvole è arrivato anche altro e di qui la
bufera di neve che quasi paralizzava Beijing. Ora questa storia delle
piogge indotte la dicevamo anche quando ho messo piede per la prima
volta in Cina, eravamo in clima di olimpiadi e si diceva che il
governo volesse ripulire i cieli di Pechino con giornate programmate
di pioggia (in effetti tocca dire che in alcuni giorni l'aria faceva
particolarmente schifo, sembrava di stare in mezzo ad una tormenta di
sabbia). Però io a queste cose un po' fanta-politiche ci credo sempre
poco (sebbene napoletano), per me ha un po' la stessa fondatezza della
storia delle scie chimiche. Anche se questa qui nessuno è ancora
andata in giro a sputtanarla quindi magari stavolta è vero, boh.
Comunque l'alone di mistero (specialmente fanta-politico) sui cinese è
sempre cheap'n'chic, il primo posto (in assenza di clamorose sviste)
spetta indubbiamente a: "il mio insegnate-collega-studente-compagno di
classe probabilmente è un informatore/spia del governo". Durante il
mio master abbiamo buttato giù tanti di quei sospetti che manco un
torneo internazionale di Cluedo!

Se me lo chiedete, tra gli svantaggi di partire per conto proprio e
arrivare in terra staniera, rientra quello di patire a volte una
micidiale solitudine. Oltretutto quando sto per conto mio più che
annoiarmi a morte non riesco a fare, sebbene il posto sia nuovo non ho
voglia di perdermi nei meandri della città e visitare i suoi luoghi
ameni, preferisco che ci sia occasione di andarci con qualcuno che
m'accompagna (eh, lo so, voglio la zuppa bella e preparata),
altrimenti è una pizza, dai. Quindi nei primi due giorni mi sono fatto
un giro di quello che c'è qui intorno nel raggio di un centinaio di
metri e mi sono messo l'anima in pace. Come ho detto nel post
precedente c'ho la sala giochi sotto casa, non ho bisogno di indagare
oltre.
Una sola cosa in effetti emerge come puro rito individuale, quello
dove sei stai per conto tuo praticamente è meglio: fare la spesa al
supermercato. E se riesco a vincere la pigrizia devo ammettere che
girare tra i banchi del supermercato è un vero e proprio torbido
piacere. L'ho pensato quando alla ricerca del mascarpone (il Darunfa
ha i savoiardi vicenzi importati dall'Italia ma non il mascarpone... e
io mi chiedo, ma questi a chi li vendono i savoiardi? mai sentito
parlare di marketing? prodotti complementari? boh) e sono andato al
Carrefour per vedere se lì c'era. Esplorare i banchi del supermercato
è una caccia al tesoro alla ricerca nuove sensazioni, nuove merendine
da provare a colazione, prodotti dal gusto quantomai esotico (segnalo
le patatine fritte al gusto mango o mirtillo del darunfa), offerte
irrinunciabili. Mi è inoltre piaciuto l'angolo dove in ogni banco del
Carrefour vengono messi in evidenza i prodotti nuovi o particolari si
chiama qualcosa tipo: hai voglia di cambiare stile di vita? In quello
dei liquori c'erano quelli importati, dove ho di nuovo scoperto che i
prodotti complementari qui proprio non vanno di moda: vendono
bottiglie di gordon's gin (altro caso affascinante di marketing: la
bottiglia da 375ml costa meno della metà di quella da 750ml) e non
l'acqua tonica o la lemon soda... vogliono farmi impazzire, lo so!
Comunque dopo aver girato il Darunfa (origine: taiwan) e il
jialefu/carrefour (francia) quando ho tempo passo al woerma/walmart
(usa) e legou/tesco (uk), spero di trovare tante belle sorprese anche
lì.

Un abbraccio virtuale ai miei poveri lettori, soprattutto ai tre
intrepidi che mi hanno lasciato un commentino... che chissà
se/come/quando riuscirò a pubblicare! Col trucchetto ninja di postare
via mail riesco ancora a scrivere qualcosina, ma pubblicare i commenti
eh eh, sarà un altro paio di maniche! Un abbraccio al babbo che mi ha
mandato un e-mail (che sensazione strana ricevere un e-mail dal babbo)
non sentendomi da un po' di giorni e mostrandosi preoccupato per il
mio stato di salute.
Comunque oggi, se mai la cosa potesse anche solo minimamente
interessarvi è il mio compleanno. Essì, facebook per voi che potete
aprirlo ve l'avrà ricordato, immagino. E' stata tutto sommato una
giornata, bella, interessante, non spettacolare ma rispecchia
abbastanza il trend delle giornate piacevoli vissute a Jinan. Poi
magari in questi giorni ci faccio un piccolo post, che qualche
aneddoto merita. Che dire, sono felice. A presto.

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domenica, ottobre 25, 2009

Frignando come un bambino

Sono passate due settimane ma non sarà per nulla facile dimenticare che tutto è iniziato piangendo come un moccioso. Partiti dalle tre e qualcosa da casa per prendere l'aereo alle sette meno un quarto, per arrivare un'oretta prima della partenza, poi al raccordo anulare un'uscita sbagliata e per molti interminabili minuti ho pensato che la frittata era fatta. Un imbarco al volo con cazziatone dell'addetta al check-in, ho salutato tutti in fretta e furia senza neanche il tempo di inumidire gli occhi, prima o fatto la fila, poi mostrando la carta d'imbarco ho supplicato mezzo aeroporto di fiumicino di farmi passare avanti (fino ad una signora che mi ha sfanculato mostrando che anche lei aveva l'imbarco a quell'ora...), sono arrivato al gate che quelli dell'air-china chiamavano il mio nome, poi un altro mezzo casino perché non sapevo dove infilare il bagaglio, mi sono preso qualche altro mezzo cazziatone da qualche cinese stufo di vedermi correre avanti e indietro. Poi la scoperta che in fondo stavo più comodo sugli aerei british airways che non quelli air-china nonostante le mie fanta-aspettative, comunque questo volo aveva il vantaggio non piccolo di essere diretto. Si parte di sera, un cena, film cinese (叶问, carino), chiacchiere coi vicini (signora cinese di wenzhou a sinistra, signore umbro che lavora in cina a destra), sonnellino, film cinese (硬汉, meno carino), colazione e siamo arrivati.

La prima cosa che faccio arrivato è chiamare Wilson che mi dà il benvenuto in Cina. Mi invade una felicità incredibile. Poi avevo un giorno libero a Pechino, mi sistemo nell'albergo, chiamo Costantino chiedendo se ci vogliamo incontrare... dice che più tardi richiamerà. Chiamo anche Nan e ci diamo appuntamento per domani. Torno in albergo e mentre aspetto la chiamata di Costantino crollo dalla stanchezza. Mi risveglio il giorno dopo... scoprendo che la sveglia l'avevo messa con l'ora italiana, quindi sarebbe suonata all'una! Mi vesto in fretta e furia e volo all'ambasciata italiana per un fugace incontro con il mio super indaffarato tutor senior. C'è l'educational expo a Beijing nei prossimi giorni... Uni-Italia è in fermento, eh eh. Poi vedo Nan che mi porta a mangiare un meraviglioso hamburger a sanlitun (10 euro di hamburger... e per fare il confronto io oggi ho mangiato con 60 cent di ravioli), mi dice che tempo una settimana o due verrà a trovarmi a Jinan. In serata il volo per Jinan fa due ore di ritardo, servono il solito tramezzino sull'aereo e girandomi noto che saremo in tre sull'aereo ad averlo preso. Arrivo all'aeroporto di Jinan, c'è la mia collega Valentina ad aspettarmi. Una ragazza di Jinan che ha studiato all'università di Xiamen con un ottimo italiano. L'autista ci porta verso la mia nuova casa.

L'università dello shandong (山东大学, abbreviato in 山大) si trova in una zona molto bella di Jinan è appiccicata ad una cattedrale cattolica e quando arrivo al mio appartamento mi cade a terra la mascella. Bello, grande (45mq), pulito... il confronto con shijiazhuang è davvero impietoso per svariate ragioni: a) vivo per conto mio, addio coprifuoco della cippa. E Jinan di sera è ancora più bella di Jinan di giorno! b) qui intorno c'è di tutto, vivo praticamente sopra un centro commerciale e vicino c'è un supermercato a due piani (大润发) che, per dire, vende pure i frosties. c) il sopra nominato centro commerciale ha al suo interno una sala videogiochi, roba che ci ripenso e c'ho i lacrimoni.

Ho quattro cinque giorni per adattarmi, fare un po' di pratiche, nel fine settimana parto per vedere un paio di posticini scenici: la piazza della città delle fonti (泉城广场, nomignolo di Jinan) e il lago Daming (大明湖), la visita viene interrotta bruscamente dal mal di pancino che mi ha afflitto per i primi giorni di permanenza (adesso va molto meglio) e me ne torno a casa. Qualche giorno dopo un mio nuovo amico mi porta di sera ad un altro parco vicino a dov'ero stato, mi pare si chiami Heihuquan (黑虎泉, fonte della tigre nera). I corsi d'acqua illuminati di sera, la passeggiata tranquilla, le persone che raccoglievano l'acqua alle fonti, in quel momento ho finalmente pensato: capperi però, Jinan è davvero bella.

A presto per la seconda parte di: Mario mette piede in Cina per la terza volta. Vi ricordo che blogger è bloccato, facebook pure, stranamente flickr no, quindi se volete vedere qualche foto le trovate lì. Ciao ciao!

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domenica, settembre 06, 2009

5 minuti di immaginazione al giorno

Pare che gli argomenti provenienti dalla Cina che tengono banco anche qui ultimamente siano i tumulti nello Xinjiang, cosa farne degli organi dei condannati a morte e qualche pasticcio successo in campi di riabilitazione per ragazzi che dimostrano una forte dipendenza da internet (网络成瘾). Ma quest'introduzione non è che un pallido pretesto per parlare di internet o di qualcosa velatamente collegato ad esso.

Avevo scritto tempo addietro che in Cina fumavo, senza che in effetti ci abbia mai trovato niente di gradevole. In Cina la gente fuma, beve e sputa come turchi, mi sembrava una cosa carina abituarsi alle tradizioni locali. Ho comprato una stecca di 中南海 all'aeroporto per qualcosa come tre euro. Non le ho toccate per un po', mi sentivo un cretino a fumare in casa, dopo un mesetto, adesso, fumo un paio di sigarette al dì. Io non so perché la gente fumi, ma il mio rito della sigaretta a casa è speciale, me ne vado sul balcone col posacenere in vetro colorato, mi accendo una sigaretta e mentre faccio avanti e indietro sul balcone guardo le piante in giardino, il melocotogno con i rami piegati da quei frutti grossi e tozzi, i fili per stendere i panni, la canna fumaria della mia casa. E penso. Cerco di immaginare cosa scrivere nel racconto, provo a rielaborare, senza successo, fatti insoliti o divertenti, universi paralleli, idee romantiche. Penso alla mia giornata, penso alle persone vicine e quelle lontane. Qualche ricordo torna a galla.
Nelle altre 18 ore della giornata che praticamente trascorro davanti al computer non penso a niente o è come se non pensassi a niente, che forse di per sè è qualcosa di impossibile, eppure in quei cinque minuti è come se acquistassi una calma e una lucidità non presente nel resto della giornata. Come se la mente, almeno un po', si aprisse. E, beninteso, io lo benedico il computer, anche non pensare a niente per tutta la giornata è una mano santa per trascorrere il tempo.

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martedì, settembre 01, 2009

Chi ha paura del Dalai Lama?

Beh, una riflessione superficiale in cui mi sono imbattuto oggi per caso, ero così distratto dall'odio che i cinesi covano nei confronti dei giapponesi che quando ho suscitato una (internettiana) discussione tirando fuori il Dalai Lama un po' sono rimasto sorpreso. Insomma, niente che non si potesse immaginare, però a guardarlo in foto con quel sorriso che manco la scioglievolezza di lindor (guardare foto), poi ci aggiungi che hai visto il piccolo Buddha di Bertolucci da piccolo e rimani affascinato da quello che vedi, metti che ha pure preso il nobel per la pace e quindi per un attimo non ci pensi che quello che è arrivato a Taiwan per pregare potrebbe essere in fondo il maligno sotto mentite spoglie. Insomma ci rimani male. I cinesi mi sa che non l'hanno visto il film di Bertolucci.

Tutto nasce dalla frase che ho visto girare come firma su QQ e Xiaonei "台湾…你妈六十大寿…喊你回家吃饭" (Taiwan, tua Mamma compie 60 anni, ti sta chiamando a casa per mangiare), che un po' mi aveva impressionato negativamente perché meme di un fenomeno internettiano recente [un post sul forum cinese di World of Warcraft intitolato "贾君鹏你妈妈喊你回家吃饭" (Jia Junpeng, tua mamma ti sta chiamando a casa per mangiare, qui tutte le informazioni del caso)]. Insomma, io vedo Wilson che ha oggi questa firma su QQ e la butto lì dicendo che in questi giorni c'è il caro Dalai Lama a Taiwan (e sottintendendo tutto il sottointendibile o forse non sottointendendo niente, ma semplicemente in attesa della reazione) e la risposta ovviamente non tarda ad arrivare manifestandosi nella fattispecie in due link a due filmati di tudou: due spezzoni di telegiornale in cui il dalai lama veniva accolto da facinorosi (come direbbero le nostre amate testate italiane) che nel primo gli gridavano contro: "滚回去,滚回去" (una forma molto colorita di "tornatene da dove sei venuto" ) e nel secondo "我们要救灾,不要来添乱" ("Vogliamo portare aiuto, non altri casini" in parole povere, riferendosi alla situazione delicata dopo l'arrivo del tifone Morak). Wilson certo ignorava che un italiano prenderebbe per buono quello che dice un telegiornale forse solo se gli venisse propinato col sistema "Arancia Meccanica", ma tanto sicuramente non c'è arrivato manco quello in Cina. Segue il discorso che il Dalai Lama ha ferito la "famiglia cinese" minacciandone l'integrità più inutilità della visita Taiwanese dato che la maggior parte di quei disgraziati non è Buddista (parole sue, non dati wikipedia) e quindi forse ne faceva a meno delle sue preghierine. Comunque c'è da dire che c'erano in 15mila a Taipei a guardarlo e gente che faceva la fila dalla sera prima per vederlo secondo il Taipei Times. Deciso a fare un campione statistico mi azzardo a chiederlo anche ad Evelyn con la candida domanda (a bruciapelo) "你喜欢达赖喇嘛吗?" (Ti piace il Dalai Lama?) a cui mi sono sentito rispondere, in estrema sintesi, che no, non le piace, e tra le altre cose ciò che spicca è la sua doppiezza di atteggiamento (che tradisce, sempre secondo lei, i principi del buddismo stesso), bello, pacioso e candido nei confronti degli occidentali e di tutt'altra pasta nei confronti dei cinesi. Nel frattempo in attesa che si compia la sorte di quest'altro nemico della Cina, io riprometto di informarmi un po' più in merito (quanto è urticante quando i cinesi attaccano la manfrina di "voi occidentali non sapete una cippa della nostra storia eppure i vostri media... bla bla bla"), comunque per me già il fatto che adesso il partito comunista cinese si vuole mettere a sindacare sulla prossima reincarnazione del dalai lama, memore di papi, antipapi, corsi e ricorsi, non promette nulla di buono...
foto trafugata qui

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lunedì, agosto 31, 2009

Un nuovo punto di vista

Post sugli anime giapponesi, con variazione sul tema. In attesa di ritrovare un mio equilibrio in casa (non sono ancora riuscito a trovare nessun posto che combini una posizione/seduta decente + il segnale della connessione wireless) ho deciso di dedicarmi con profitto alla visione di un po' di cartoni animati. Per dare quel twist di anormalità alla cosa li sto guardando sottotitolati in cinese, senza del serio masochismo non sarei poi io, d'altra parte. Il che aggiunge un nuovo metro di valutazione delle opere, e cioè quanto io possa mai capirne della trama dai sottotitoli e da quelle 5 parole di giapponese che capisco.

Orbene, questa è la lista di quello che passa sugli schermi in questi giorni

Saki (nome jap: 咲-Saki- )(nome chn: 天才麻将少女 - La ragazza prodigio del Mah johng) Puntate viste finora:4
Neanche inizio a elencare gli anime che sto guardando che già confesso di aver barato: di Saki ho letto anche i primi due volumi del manga. Certo avrei capito che si trattava di un anime sul mah johng anche senza questo portentoso aiuto, ma a parte quello poc'altro: cercare di capire regole e combinazioni di quel gioco con i sottotitoli in cinese non è cosa che io possa fare in questa vita, soprattutto quando nessuno scontro terminerà con la combinazione normale, cioè l'unica che conosci tu. Ciò nonostante è un anime che si segue comunque volentieri per le esagerazioni, luoghi comuni, protagoniste dai capelli rosa e seni grandi comprese. Poi non so, a me che questi pescano tessere dal tavolo e generano più scintille ed effetti speciali di qualsiasi super sayan in dragon ball... a me emoziona sempre, non so voi.

Eden of the East (nome jap: 東のエデン - Higashi no eden)(nome chn: 东之伊甸 - L'eden dell'est). Puntate viste finora: 3.
Nonostante le organizzazioni segrete, operazioni di brain-washing e attentati terroristici vari, credo di aver capito piuttosto bene cosa sta succedendo nell'arco di questa serie (di 11 episodi, mi pare) o almeno, quello che è successo fino ad adesso. Sono piuttosto curioso di conoscerne il seguito... e vedere se riuscirò a capire come si dipanerà il resto della trama.

Tokyo Magnitude 8.0 (nome jap: 東京マグニチュード8.0)(nome chn: 东京地震8.0, anche qui niente fronzoli nella traduzione, ah ah) Puntate viste finora: 3.
Una serie che mira al realismo, mostrandoci l'ipotesi (ventilata da più di uno studioso, dicheno) in cui Tokyo venga colpita da un terremoto di scala devastante. Essendo i dialoghi piuttosto semplici ("voglio la mamma""non farti calpestare dalla folla che corre""moriremo tutti!"ecc...) è l'anime di cui sicuramente ho più chiaro lo scenario. oh, son soddisfazioni.

Shangri-la (nome jap: シャングリ・ラ)(nome chn: 香格里拉) (in entrambi i casi si legge come il titolo inglese) Puntate viste finora 1.
Qua iniziano (scusate il francesismo) i cazzi amari. Immagino (altro non posso fare) che ci troviamo in una sorta di futuro ipotetico dove l'equilibrio naturale si è spezzato, mi ritrovo svariate fazioni che tramano politicamente qua e là, terroristi, gente che vende ossigeno o non so che altro. Capirci qualcosa sarà un'impresa, mi riservo di chiedere pietosamente aiuto a wikipedia in futuro.

Bakemonogatari (nome jap: 化物語)(nome chn: 化物语) che sarebbe qualcosa tipo: storie di mostri. puntate viste finora: 1
Ahi ahi, anche qui è dura. Pare che ci sia una ragazza affetta da una strana maledizione per cui ha perso quasi tutto il suo peso corporeo (pesa 5 kg) in più la leggiadra fanciulla sembra condividere il mio amore per gli articoli di cancelleria (attacca con una spillatrice...), più vampiri o ex-vampiri, divinità granchio e altro. Lo stile di narrazione + varie trovate grafiche astruse, coraggiose e insolite non aiutano la comprensione. Però il character design mi piace e il sopracitato stile sembra davvero piacevole. Lo guarderò, anche senza capisci quasi nulla, sigh.

com'era tutto facile quando li guardavo sottotitolati in inglese...

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venerdì, agosto 28, 2009

Restare è un po' morire...

Al rientro ci sono brutte sorprese tutto sommato prevedibili e altre che mi prendono alla sprovvista. Nella prima rientra l'essere ingrassato dopo la settimana in sicilia (la bilancia segna 71,5, siamo a quota +6,5 chili dal nefasto rientro in Italia) nella seconda la mail che dice: problemi burocratici. stop. imputabili amministrazione cinese. stop. partenza rinviata ottobre. stop. chi diceva che partire è un po' morire non aveva fatto bene i conti coll'insofferenza dello starsene a casa. vedremo di prenderla con filosofia.

Come al solito vorrei fare una sintesi brillante della settimana trascorsa, e verrà fuori il solito pastone. Stringiamo di più, farò una specie di quintessenza del pastone, un dado star di vacanza siciliana. Una settimana senza internet, sono in effetti abbastanza stupito 1) per essere sopravvissuto, 2) per aver trovato qualcuno che si era insospettito per la mia assenza e mi credeva in fin di vita, in stato vegetativo, morto o chessò io. Mancavo da casa di mio zio da un po' di annetti: è stato bello rivederli, io in tutti questi anni non è che abbia messo a segno granché, fortuna che c'era la parentesi cinese che è sempre un brillante argomento di conversazione. E' la distanza che fa il lato buono della famiglia? Chi lo sa, io ogni volta che li rivedo rimango colpito da quanto siano bravi, buoni, belli.
Il passatempo della vacanza il mio libro di letture (汉语阅读教程), un libro di 200 quiz di logica in cinese (ne ho letti una trentina) e un po' di serie animate giapponesi che ho visto, con piacere, negli ultimi giorni.

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