giovedì, marzo 12, 2015

L'offerta di lavoro arriva... e t'incula.

"Complimenti Mario! In due giorni ti invieremo la nostra offerta e gli altri documenti. Facci sapere se hai altre domande."
Dopo un giorno, hanno detto che c'era bisogno di aspettarne qualcun altro. Dopo una settimana gli ho scritto e mi hanno detto che pare che non possano più offrirmi quel lavoro.
E ci avevo creduto perché era da poco passato il capodanno e i cinesi dicono sempre che le aziende assumono ad anno nuovo e pensavo che quest'anno della capra potesse essere un anno un pochino più simpatico dei sue due predecessori. E invece manco per niente.

Quei simpaticoni di Expo mi hanno mandato una mail oggi alle 17:34 per darmi un appuntamento sabato alle 14. C'è anche scritto si prega di confermare entro 48 ore. bah. 
Immagine presa qui. Vi devo un caffè, sorry. 

piccolo aggiornamento, a distanza di qualche giorno.
Ho fatto le ore piccole per giocare a Disgaea, e mi trovo la famigerata offerta di lavoro nella casella di posta.
Non so cosa pensare. 

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mercoledì, marzo 11, 2015

Intervallo - Quisquilie


Cose che sono successe ma che per evidenti ragioni non sono diventate un post. Evidenti ragioni tipo insignificanza relativa o pigrizia morbosa.In ordine cronologico, dal più al meno recente.

- È uscito hotline miami 2. Costa 15 euro. Lo voglio tanto.
- Ho visto la prima stagione di Mom
- Mi sono iscritto ad un mini-corso di cucina.
- È uscito il film di Spongebob. Fuori dall'acqua. E non l'ho ancora visto.
- Ho installato l'emulatore psp sul tablet con Disgaea 2 e ci ho giocato un numero imbarazzante di ore.
- Ho visto il gala del capodanno cinese in diretta streaming (auguri!). Ho anche catturato qualche immagine qui e lì pensando di farci un post. Poi, beh, passato il capodanno passato la festa.



Una digressione un pochino più lunga la merita il seguente avvenimento.
- Ho fatto un paio di colloqui. Uno (diviso in due) su Skype per i cinesi, un altro invece da queste parti. 

I cinesi hanno detto che i colloqui sono andati bene, e che tempo tre giorni si sarebbero fatti sentire. Ne sono passati sei e l'attesa mi sta snervando. 
Nel frattempo io, che so come creare false aspettative come non ci fosse un domani ho già fatto le seguenti cose: cercato su google l'eventuale presenza di 85°C, Uniqlo, Ikea, Auchan nelle vicinanze. Postato su facebook il fatto che i colloqui fossero andati bene a detta loro. Fantasticato morbosamente sulle spese da fare appena ritornato in Cina (tipo: un set di tre prodotti xiaomi, ovvero, mi4, mi band e xiaomi yi, la action cam simil gopro in vendita dal 17 marzo), cercato appartamenti in affitto su 58同城 (che sarebbe subito.it o kijiji in versione cinese, per intenderci) nei dintorni dell'ufficio e notato con raccapriccio che quegli annunci che mettono le foto del bagno di solito hanno tutti la turca. Cina io ti amo ma senza il water io ti amo un pochino meno.

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venerdì, gennaio 30, 2015

Himitsu - La seconda vita di Naoko

Edizione giapponese vs (orripilante) edizione mmerigana

Autore: Keigo Higashino (e chi sennò!)
Titolo: 秘密 (Il segreto, edizione jap e chn), Naoko (ed. inglese), La seconda vita di Naoko. (ed. italiana! ay senor carramba!)
Pagine: 288 (US), 415 (JP), 432 (IT), 343 (CHN).
Come al solito wikipedia in Cinese fa questi paragoni ricchissimi di ameni dettagli. Qui i cinesi si sono tenuti larghini che è stampato abbastanza grosso. Mi chiedo com'è che l'edizione italiana gli sia lievitata fino a diventare un romanzo russo. boh.
Trasposizioni: Il romanzo è del 1998. Ad oggi contiamo un film giapponese (Himitsu, 1999), un remake del film fatto in Francia in inglese (wut?) con protagonista il tizio che faceva Mulder in X-files (Si j'etais toi, 2007), un drama giapponese in nove puntate del 2010.



Trama: L'autobus sul quale viaggiano Naoko e Monami, madre e figlia, esce di strada e precipita. Il marito, Heisuke, apprende la notizia alla televisione e accorre in ospedale dove trova moglie e figlia fianco a fianco sul letto, pochi istanti dopo Naoko muore. Monami si risveglia successivamente e rivela a Heisuke qualcosa di incredibile: lei non è Monami ma Naoko.
Ora non vorrei sbagliarmi, ma li ho segnati su douban quindi non dovrei, ma questo è il libro numero dieci che leggo di Higashino! Un giro di applausi per il sottoscritto, grazie!
Incredibile, un libro con un'edizione italiana. Su amazon ci sono persino tre recensioni. Rispetto agli altri che ho letto questo qui è un bestseller! Il libro mi è piaciuto. L'ho trovato molto cupo. Insomma, data la premessa non poteva mica andare a finire bene. Giravo pagina e pensavo: ecco adesso succede il patatrac.
Mi sono anche avvicinato al film (sta pure su youtube), una cosa un po' rischiosa. Brevi considerazioni maturate dopo una ventina di minuti. a) Il protagonista maschile è Kaoru Kobayashi, quello di Shinya Shoukudo, ma una decina di anni prima. Approvato! b) ci dev'essere una legge in giappone che impedisce di assumere liceali nel ruolo di liceali. cioè, nel libro Monami aveva 11 anni, qui sono diventati 16 e ok, l'attrice ne ha 19 (Ryoko Hirosue, vista anche in Okuribito, film giapponese premio oscar) e i suoi compagni di scuola sembrano trentenni vestiti da scolaretti scemi. Ciao ciao aria super pedofila del romanzo. c) nei minuti che ho visto io l'alleggerimento dei toni è impressionante, che è una tragedia ma mi ha fatto anche un po' piacere perché molti dettagli assumono una propria fisicità che nel romanzo non avevo immaginato: l'aria un po' ingenua e simpatica del protagonista, i piatti che stanno a sobbollire in cucina, gli spazi, le luci e i colori. Insomma nella mia testa era tutto il ritratto della disperazione.

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martedì, gennaio 13, 2015

Quando c'è sentimento non c'è mai pentimento

TL;DR: del senno di poi sono piene le fosse! cose che avrei dovuto fare e forse non ho fatto, cose che non avrei dovuto fare e mi hanno fatto solo sprecare tempo!

Il buon senso ci dice che non si fa la spesa al supermercato da affamati. Immagino che lo stesso buon senso ci consiglierebbe di non cercare lavoro quando siamo disoccupati. Leggere gli annunci di lavoro in giro per il web mi deprime ancora più che guardare Studio Aperto a pranzo e credo non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non: "ottimo standing"??!? ma è una parola che esiste? a me viene in mente lo standing committee del Partito Comunista Cinese... c'entrerà qualcosa? sarà ottimo quello standing lì?
oggi però scrivo un'altra cosa, non questa roba qui, ho intenzione di stilare un'inutile lista delle cose che mi sono pentito di aver accettato e soprattutto di quelle che mi son pentito di aver rifiutato. ai ripari!


Nonostante mi consideri "Inattivo" più che "Disoccupato" perché mi scoccio un po' (molto più di un po', a conti fatti) nell'ultimo mese qualche tentativo l'ho fatto: ho mandato cv per expo, per poste, ad un'azienda che voleva fare servizio assistenza tecnica in lingua cinese, ad un annuncio dove si cercava un insegnante di italiano a Xiamen. Ovviamente nessun riscontro, zero.

La madre di tutti i rimorsi è ovviamente la solita: la laurea in scienze della comunicazione, laurea inutile, marea di soldi buttati, considerazione agli occhi altri zero e infine diploma di laurea brutto ma così brutto che non posso manco appenderlo che mi vergogno. Tagliamo corto, passiamo oltre.
Poi c'è Umbria incoming, il mio primo lavoro! mi pento di averlo accettato? sì. motivazioni in sintesi: non ho imparato niente, soldi che non bastano, posto di lavoro orribile. la mia salute mentale ne ha risentito. la cosa positiva è che con il contratto co.co.pro ho avuto uno sconto di 200 eur sul mio primo pc. non tutti i mali vengono per nuocere, diceva l'adagio.
Il master all'università di Perugia! mi pento di averlo fatto? assolutamente no. il giorno della consegna dei diplomi dissi in un incerto inglese: quando ho appreso di questo master ne ho parlato con la prof che mi disse "può essere l'occasione di una vita" e ora che finiamo questo percorso posso solo dire che aveva ragione. ho conosciuto un sacco di persone care. ha segnato sicuramente la svolta nel rendermi la persona che sono oggi: disoccupato e amante della Cina!
Shijiazhuang! il mio primo anno da insegnante in Cina! mi pento di averlo accettato? un pochino! è stato un battesimo di fuoco: io, una classe di 40 e rotti studenti e una lavagna. mi sono esaurito ed è facile dire che non è stata una bellissima esperienza. però beh, riconosco che ho avuto quest'occasione, ci sono stati dei bei momenti ma non lo rifarei neanche morto. 
Jinan, niente da dire, è stata una bella esperienza. un po' strana. ma va be'. ok
Nanchino: ho lasciato la scuola e un po' mi dispiace. lo rifarei, dico lasciare la scuola. Però sono anche contento di aver fatto quell'esperienza. Nanchino quindi è ok, un pezzo del mio cuore è ancora lì. 

A Nanchino feci un colloquio al Crowne, poi non se ne fece nulla. Mi dissero che era perché la mia disponibilità oraria probabilmente non si accordava con la loro richiesta, ho il sospetto che sia colpa del fatto che avevo richiesto una paga orara più alta. me ne pento.
Poi pure con Myefox non se n'è fatto più nulla, sempre per via del vile denaro. inoltre ero abbastanza terrorizzato all'idea di passare da insegnante all'università con 8 mesi di lavoro l'anno con 12 ore di lezioni la settimana a impiegato in azienda 6 giorni la settimana tutta la giornata in ufficio con una settimana di vacanza per il capodanno cinese. le prospettive non erano super eccitanti, insomma. si finiva a lavorare in qualche posto tipo a due ore da Shenzhen. Oggi, con un'offerta del genere prenderei l'aereo domani. sono stato choosy e ho sbagliato. devo piangere me stesso, dice l'adagio. e piangiamo, va'. 
Un paio di anni fa mi contattarono per insegnare a Qufu. Anche qui soldi pochini. E di Qufu avevo quell'impressione che sì, carina, ma in un giorno l'avevi vista tutta. Ho preso l'annuncio e l'ho rigirato sulla mia pagina facebook! Stolto Mario, stolto! Un'altra decisione infelice.
Estate 2013: due mesi a Pompei. È stata una bella esperienza. L'avrei rifatto volentieri anche nel 2014 ma non m'hanno chiamato. E va beh, è andata così.
In tutto l'anno scorso sono riuscito a fare giusto l'interprete per quattro giorni. Avrei dovuto farlo o no? Ancora oggi sono indeciso. facciamo 50 e 50, ci sono stati momenti belli e momenti non altrettanto belli, momenti interessanti e altri meno. forse c'è una morale dietro sulla vita che ti dà i limoni e così via, non saprei. 
Ah, nel 2014 è uscito anche il libro sulla Cina che ho tradotto! Amazon dice che è uscito a Novembre, figo! avete presente come adesso su Amazon ci sono scritti nome dell'autore e del traduttore fianco a fianco quasi come l'avessero scritto a quattro mani? Tipo che ne so: La lingua perduta delle Gru di D. Leavitt e D. Vezzoli? Ecco il mio nome non c'è da nessuna parte. volevo mettere un link per dire: guardate l'ho tradotto io! quegli strafalcioni sono miei! e invece niente. Sob

In conclusione ammetto di essere un bell'impenitente. Per quanto la mia condizione adesso sia piuttosto infelice, non so se sarei riuscito a compiere altre scelte. In effetti il gioco è stato fine a sé stesso, avrò fatto qualche erroretto qui e là, ma non me ne pento. Quello di cui non mi faccio una ragione è com'è che la situazione all'orizzonte sia così grama. Quelli delle poste e dell'expo avranno chiamato giovani belli e rampanti? Com'è che non m'hanno proprio considerato? Quando sono diventato un Paria? boh.
Foto trafugata senza ritegno da Xinhuanet. ; )

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venerdì, gennaio 09, 2015

Miracolo al negozio Namiya - Namiya Zakkaten no Kiseki

Taiwan vs Cina ovvero: trova le differenze!
Autore: Keigo Higashino
Titolo*: ナミヤ雑貨店の奇蹟 (Miracle at Namiya General Store, Jap), 解忧杂货店 (Il negozio che toglie le preoccupazioni, Chn).
Pagine: 291 (385 in Giappone, 352 a Taiwan) Il solito potere di sintesi dei cinesi.
Informazioni gentilmente concesse da Wikipedia.


Trama: Atsuya, Shota e Kohei, tre ladruncoli, trovano rifiugio in un vecchio negozio ormai deserto. Decidono di aspettare lì l'alba per poi fuggire. Durante la notte, però, dalla buca nella saracinesca arriva una lettera indirizzata al signor Namiya, il vecchio proprietario del negozio. L'autrice della lettera, che si firma "il coniglio sulla luna", si trova di fronte ad un grande dilemma e si rivolge al vecchio proprietario per chiedere consiglio. Quella di risolvere le preoccupazioni della gente era infatti un'importante attività parallela che il negozio svolgeva. Dopo qualche discussione i tre ragazzi decidono di provare a rispondere e continuare così il lavoro del signor Namiya.

Higashino è un autore molto prolifico di romanzi gialli. Con questo libro uscito nel 2012 in Giappone ed edito nel 2014 in Cina cambia genere e si butta nel realismo magico che tanto ci piace e tanto va di moda di questi tempi. Un romanzo che è un po' una favola di un omino venuto fuori chissà dove che decide di ascoltare i crucci altrui e mette tutto sè stesso per cercare di trovarvi una soluzione. Nei cinque capitoli si susseguiranno diversi "clienti", cerco di rivelare il meno possibile perché è un libro che a me ha sorpreso molto quindi meglio non anticipari certi dettagli e certe rivelazioni. 

Sappiate comunque che sono arrivato a metà del libro, lo stavo leggendo sul treno di ritorno da Napoli e davanti alla storia del miracolo del negozio mi sono messo a piangere come un cretino, nel treno, circondato da signore russe impellicciate. 
L'anima del giallista di Higashino la ritroviamo nelle anticipazioni e negli incastri che via via si susseguono delineando un filo rosso che collega tutti gli avvenimenti. 
Di questo libro ho pensato: "cavolo, bisogna farne un film, quanto mi piacerebbe tirarne fuori un film" e "voglio scrivere anch'io", penso che si tratti di un bel complimento da fare ad un libro. 

È un libro che consiglio senza remore. Le storie sono belle, toccanti e interessanti e mi sono ritrovato a raccontarle a mio fratello. Spero che venga pubblicato in Italia prima o poi. Yao, il mio caro amico santo, l'ultima volta che è tornato dalla Cina mi ha portato questo e "Himitsu" (秘密), che con ogni probabilità sarà la mia prossima lettura. 

*piccola nota: 杂货店 è un negozio che vende generi vari (casalinghi, cartoleria), che in inglese viene tradotto con general store, drugstore o che so io. se vi viene in mente una parola intelligente per dirlo in italiano fatemi sapere, draconianamente ho deciso di ignorare la questione e chiamarlo "negozio".

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sabato, novembre 29, 2014

Il quadro mai dipinto, il libro mai scritto


TL;DR: Se uno ti chiede una chiavica di regalo, tu glielo fai?

Ricordo una rubrica, forse su Max, di Asia Argento. Diceva che molte persone le consigliavano Siddharta. Rispondeva che lei l'aveva già letto e elaborato Siddharta, tipo quando aveva 13 anni. E adesso era passata a roba più seria (segue autore di cui non ricordo il nome). Oggi mia sorella se ne esce e mi dice: sai che puoi regalarmi per il mio compleanno? "Il quadro mai dipinto" di Massimo Bisotti.


Anche a me questo famigerato Siddharta l'hanno regalato che avevo 18 anni. L'ho letto quasi cento anni fa, quindi. Lo ricordo malissimo ma nun dubito che sia un bel libro, un libro importante. L'importanza viene dalla sua universalità, un uomo ha tutto, scopre di non avere niente, medita, digiuna, poi fa un figlio. Vado a memoria e senza guardare wikipedia! Qualcosa in cui ritrovarsi, qualche riflessione, a uno facile che scappi durante la lettura. Pensare: ma guarda che stoico questo tipo che non mangia niente... e cose così.
Ora è tipo un pomeriggio intero che mi chiedo, ma dove l'avrà trovato questo libro mia sorella?
Su: libriconsigliatidapersonechetiodiano.com? 
Ovviamente ho fatto quello che fanno tutti: l'ho cercato su amazon. La mia prima impressione è stata: come fa un libro Mondadori ad avere una copertina così brutta? cos'è quello? Osvaldo Paniccia? Un po' di commenti positivi su amazon comunque, magari è una cosa simpatica, mica possiamo dire che un libro è brutto perché il grafico quel giorno era in ferie?
Seconda impressione, ma questo signore qui chi è? Allora faccio quello che fanno tutti: cerco su google il suo nome. Massimo Bisotti. Google, come saprete, sotto il primo risultato suggerisce le immagini relative, e io ci cliccai! Ho aperto il vaso di pandora. Fatelo anche voi.
Sembra di leggere i testi delle canzoni di Biagio Antonacci. Io a questo punto sono disposto a credere che questi libri non siano un'emerita ciofega solo se mi assicurano che le immagini su google sono frutto di una campagna denigratoria nei confronti dell'autore. "Se non si è disposti a pagare meglio non toccare" "Certe persone non si cercano ma non si perdono" "Per quanti passi io abbia fatto ne basterà sempre uno indietro per raggiungerti". Sono sicuramente frasi estrapolate da un contesto in cui stavano benissimo e sembravano cose sensate. 
Io a Giovanna avevo regalato un libro tempo addietro. L'eleganza del riccio. Un libro pieno di haiku e camelie. Gatti con i nomi dei personaggi di Anna Karenina e giapponesi ricchissimi. Un libro che a me era piaciuto un sacco. Come siamo arrivati a questo adesso? Cos'è andato storto?
E soprattutto, devo farmi i fatti miei e farle il regalo che vuole? 

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