martedì, agosto 24, 2010

Non avrei dovuto

Contrariamente ad ogni auspicio ma proprio come preventivato l'estate continua a passare in una sorta di stato vegetale. Quasi due mesi sono volati senza che io abbia concluso nulla, fatto alcunchè di rilevante. Mi ritrovo semplicemente più triste e in una peggiore forma fisica. Agosto volge al termine ed adesso subentra uno stato di inutile fibrillazione per le scadenze dietro l'angolo

Ho sempre pensato che non è il caso di dare per certa una nuova partenza per la Cina finchè tutta la burocazia non ha fatto il suo corso, fino all'acquisto del biglietto, al ricevimento dell'agognato visto. E nelle due precedenti esperienze si è sempre verificato puntuale un ritardo fastidioso che mi ha tenuto qui in italia per mai meno di un mese rispetto a quanto preventivato. Ogni anno poi i dettagli cambiano sensibilmente, restando comunque ammantati di mistero, quest'anno però sono sicuramente complice di questo misfatto.
Prima di lasciare Jinan, nei giorni attorno alla data di pubblicazione del precedente post, ho sentito un professore di un università di Nanchino: c'era un posto lì e avrebbero potuto scegliere me. Io ho metaforicamente calato le braghe: l'idea di andare a Nanchino mi eccitava, ci ero stato giusto poco tempo prima e mi era parso un bel posticino. L'inevitabile neo che si è presentato è stato il seguente: di lì a una settimana l'università avrebbe chiuso, mi informa, avrei quindi dovuto inventarmi un metodo alternativo, venire prima con un visto turistico, mi dice. E qui casca l'asino: non ho detto dal primo momento che a me sembrava una storiella ridicola e questo ricorso al sotterfugio mi sembrava un po' triste (tralasciando il fatto che avrei avuto ZERO garanzie), ho detto si vedrò, mi informerò, farò quello che posso. E non conta quanto iniqui fossero i termini dell'accordo: ho dato la mia parola che avrei provveduto a risolvere la questione e per questo c'ho perso la faccia. Oggi è arrivata un'altra mail facente parte dello scambio espistolare a tema "non ho idea di come ottenere il visto" che, nella sua oscura stringatezza, non è che non lasci speranze, ma comunque non getta una buona luce sui probabili sviluppi futuri.

P.S. Un minuto d'odio per quelli della dogana che mi chiamano addirittura illudendomi che il mio pacco (si, proprio quello nominato nel post precedente) sia in arrivo e invece passata una settimana ancora niente, davvero ironico pensare che le mie quattro cianfrusaglie dopo aver fatto tutta questa strada dalla cina adesso si trovano impigliate in chissà quali maglie della burocrazia italiana

domenica, giugno 27, 2010

E anche questa e' andata

Che caldo che fa a Jinan. L'estate cinese davvero non conosce pietà. Che poi, in pratica, è anche la stagione in cui piove di più: ciclicamente si alternano giornate dove mi sembra di vivere in un forno, poi il cielo si copre, per un giorno o due la minacciosa coltre di nubi ci osserva, poi qualche tuono e improvvisamente giù colla piogga come se la buttassero a secchiate. Io intanto per aver ceduto al peccaminoso piacere dell'aria condizionata in camera mi sono beccato il raffreddore, mi sento l'occhio destro gonfio e ogni tanto mi scende una lacrima. Il mio conto alla rovescia manuale su MSN e QQ segna meno undici giorni al rientro in Italia.

Tramite amici semi-sconosciuti di chat avevo ricevuto un'offerta di lavoro: insegnare per 5 mesi nell'Hubei, a Shiyan. Un posto decisamente "remoto", una città cresciuta in mezzo alle montagne perché lì Mao, il grande timoniere, decise di piazzarci una fabbrica d'auto. Isolata dal resto perché temeva che i russi cattivoni la bombardassero.
Ci ho pensato, se andare o meno, ho chiesto consigli, ho valutato i due percorsi possibili e come comportarmi con banca, poste, biglietti aerei in un caso o nell'altro. E ci penso ancora, ma il tempo è agli sgoccioli e dall'altra parte ancora non hanno tirato fuori uno straccio di contratto. La vedo improbabile come cosa, adesso, mi dispiace ma è anche vero che la voglia di tornare a casa c'è.

Dopo due anni, domenica scorsa, ho ridato l'esame HSK. Questa volta da solo, senza Elisa, Eva e Diego, senza l'autobus a portarci alla sede d'esame perché l'ho fatto all'università, lì dove seguivo le lezioni di cinese. Mi sono iscritto all'esame per una sorta di competizione con me stesso, dubito che mi serva a qualcosa dal punto di vista lavorativo... ma la speranza è l'ultima a morire. Avevo un po' di strizza all'esame perché, dopo la fortuna del sesto livello preso nel 2008, temevo l'eventualità di non superare il punteggio dell'esame precedente, finito l'esame ho avuto un grande senso di sollievo. Mi è sembrato, beh, facile. Più del libro sul quale mi sono preparato, più del livello delle lezioni che seguivo all'università. Mi è sembrato facile un esame che due anni fa ho affrontato con spirito d'avventura, lanciandomi alla cieca sulle domande come un pellerossa nel selvaggio west, arrovellando le meningi e impallidendo davanti alla difficoltà dei brani da ascoltare e quelli da leggere. E questa è la mia grande soddisfazione che un voto numerico non potrà mai sminuire (certo, se prendo meno dell'esame di due anni fa vado a nascondermi in un fosso, ma lo trovo improbabile).

E quindi un altro rientro, un altro anno passato e l'incertezza di quello che accadrà. Mi sento malinconico all'idea di partire, molto. Riguardo le foto di questi due anni, e penso che l'intensità di questi due anni non è solo una sensazione ma dimostrata dalle foto stesse. Abramo Lincon diceva che ognuno è responsabile per il suo aspetto dopo i 40 anni. Mi piace vedere le differenze sulla mia faccia dopo quest'esperienza (certo, tranne la scomparsa prematura della maggior parte dei miei capelli, sigh).

Altri aggiornamenti ameni in questi ultimi giorni:
Sono uscito col vicino giapponese a mangiare arrosticini, dopo litri di birra siamo andati in camera sua a provare 烧酒 (per gli amici Shochu, a quanto pare), io sono tornato in camera che quasi non mi ricordavo il mio nome, penso di non essere mai stato così male per aver bevuto. Eh, traguardi di cui essere fieri. Il giorno dopo sono andato a fare promozione del corso per studiare in italia (mezzo morto di after-sbronza + raffreddore) era un eventone, si riunivano una marea di università per procacciare studenti, nel suo piccolo è stato emozionante. Poi insomma, c'erano un sacco di genitori coi loro figli a parlare del loro futuro, tra quelli che ricorderò una mamma col figlio che voleva studiare cucina. Sono in corso una marea di intrallazzi tra visti e banca, chissà se ne uscirò fuori... sento l'esaurimento nervoso avvincarsi minacciosamente. Ho avuto un altra offerta di lavoro, sono un po' ottimista e un po' perplesso, come al solito. Stavolta sono anche angosciato per aver chiesto troppi pochi soldi, mi sento un cretino.
Sono stato alla posta a spedire un pacco di 18 chili e ne sono successe di tutti i colori tra le più salienti: dopo aver infilato quella marea di roba e rivoltato il pacco col nastro adesivo da tutte le parti quando vado a spedirlo la collega di fianco fa 'ah, in italia? allora dovete scrivere tutto preciso preciso' a quel punto crisi mistica, e ci siamo messi a inventare quello che più o meno c'era. "Quanto peseranno i libri?" mi chiede la tipa? e io "beh, praticamente tutto il peso è dei libri, il resto pesa quasi niente..." la tipa scrive 10 chili, col risultato che poi ho scoperto che un cuscino pesa un chilo, 2 paia di scarpe tre chili. Non contenti arrivato a casa ricevo una telefonata: sono la signora della posta, volevo sapere ma i soldi della scatola me li hai dati? e io: ehm, si. e lei: ah ok.
And that's China.

martedì, maggio 18, 2010

Dov'ero io

Ma dov'ero io quando distribuivano il dono della sintesi? o quello dell'eleganza e della chiarezza nella scrittura. o nell'esposizione semplice, logica e diretta? La professoressa di 读写 ha parlato chiaro: quando si scrive ci vuole 论点,论据 e 论证. Tesi, argomentazioni e prove, diremmo noi. A me il risultato viene fuori increscioso a scriverlo in italiano, pensa te in cinese. Io qui per scrivere quattro fatti barbosi in croce ogni volta pare manco che devo incominciare la stesura di un romanzo. E incomincio fogli su fogli di blocco note che poi puntualmente si spiaggiano sul mio desktop rendendo il mio computer agile e scattante come un tapiro zoppo.
Carellata degli eventi occorsi dall'utlimo aggiornamento, dal più recente a ritroso.
Oggi: sono stato a casa aggiornando curriculum su vari siti on-line e sperando che arrivassero i libri ordinati su amazon e invece niente, cicca cicca.
Ieri:ho partecipato al matrimonio di Valentina (o meglio: al banchetto di ringraziamento organizzato dalla famiglia della sposa), la sposa era tanto bellina, i suoi genitori mi fanno tanta simpatia, potenzialmente poteva essere un bell'evento, purtroppo azzoppato dal fatto che quelli al mio tavolo erano morti dentro e tutto il tempo s'è parlato di a quanti mesi mettono i denti i bambini, case, affitti, soldi, lavoro. Non ci fosse stata Chiara con me avrei tentato il suicidio ingoiando una polpetta di carne intera (era grossa come una mela, eh).
Ieri l'altro: gita fuori porta a Qufu con Angela. Non male. Qufu, questo posto in Cina dove ti inseguono per proporti corse in risciò, guide turistiche, matitoni dedicati a confucio (ah, non l'ho detto? Qufu è la città natale di Confucio, a due ore e mezza da qui). Fossi stato una guida turistica avrei organizzato meglio la cosa, invece poi arrivati nel posto più fico (il cimitero) non c'era più tempo se volevamo prendere l'ultimo autobus. Pazienza.
Ancora prima in (improbabile) sintesi: la settimana scorsa sono stato a shijiazhuang, ho rivisto Nacho, yahoo! Mi sono iscritto di nuovo all'HSK, a giugno ci sarà l'esame. Evviva! Ho avuto UNO studente per una settimana... dopodiché ha ben pensato di defilarsi e sparire. ahi...

sabato, aprile 24, 2010

Valeva la pena di studiare cinese per questo

Vi segnalo questo post su Chinasmack, che è un sito che fa una cosa che io trovo interessante: riporta discussioni in atto su forum cinesi, sempre casi piuttosto singolari o discutibili con tanto di commento da parte dei "netizen" (in inglese... se ci passi sopra col mouse vedi il commento originale in cinese, una cosa scicchissima), quello che farei io se avessi un po' di costanza e soprattutto un cinese migliore. Ma non ce l'ho quindi lo linko e basta.

Il post in questione è dedicato alla propaganda sui muri nelle zone rurali. Forse a Pechino che sono più civili di solito si trova in forma di striscioni, ma in zone meno cosmopolite è piuttosto normale imbattersi in questo genere di scritte sui muri. Qui a Jinan da qualche parte le ho viste, per dire. Ora questo qua mi ha fatto una certa tenerezza... c'è scritto (se avete lo stomaco debole tenetevi alla larga, eh, vi ho avvisati): 正确认识正常的生理现象 - 遗精每月遗精一次或稍多没有关系,平时不要玩弄生殖器, che traduco liberamente: Conoscere correttamente i fenomeni fisiologici naturali - le polluzioni notturne. Se capita una volta o poco più al mese non fa nulla, di solito non mettetevi a giocare con i genitali.

mercoledì, aprile 14, 2010

Yushu, Qinghai

La sfiga, puntuale come sempre, fa si che la notizia di oggi pomeriggio non sia particolarmente fausta.

14 aprile - 16:27
青海玉树今发生7.1级地震,此后余震不断,已致300人遇难,8000多人受伤,大量民房倒塌;目前灾区级需挖掘设备,帐篷,被褥等物资

A Yushu, nel Qinghai, si è verificato un terremoto di magnitudo 7,1, in questo momento continuano a verificarsi scosse di assestamento. Si contano 300 morti e più di 8000 feriti. Una grande quantità di abitazioni private è crollata; adesso sul posto c'è bisogno di attrezzi per scavare, tende, coperte e altri beni.

Notizie dalla Cina - News in Chinese

Sono approdato per la prima volta in Cina due anni fa, atterrando a Shanghai. E, col tempaccio (=cielo coperto) che mi ha fatto venire voglia di saltare le prime due ore di lezione, cioè grammatica, vi risparmio il post sulle condizioni di vita del (o di questo) laowai in Cina e inauguro una nuova rubrichetta... che sicuramente durerà mezza puntata però, insomma, finché dura fa verdura, meglio di un calcio negli stinchi, no? La rubrica è dedicata alla traduzione delle notizie che arrivano sul mio cellulare, due volte al dì, consideratela una vendetta per un servizio mai richiesto. eh eh. Suddetta rubrica è offerta gentilmente dal sottoscritto che eserciterà un pochino il suo pessimo cinese con il contributo di sua maestà wenlin. Prendete l'analisi e i commenti col beneficio del dubbio, potrei scrivere un mucchio di fesserie. Ed ora veniamo a noi...

14 Aprile, 8:24
首届核安全峰会闭幕,美俄签署消减武器级钚协议,中国恪守不首先使用核武器政策,承诺无条件不对无核武器国家和地区使用或威胁使用核武器

Si è concluso il primo meeting sulla sicurezza nucleare, gli Stati Uniti e la Russia hanno firmato un accordo sulla riduzione di armi al plutonio, la Cina s'impegna a non intraprendere di propria iniziativa strategie di utilizzo di armi nucleari e accetta senza condizioni di non utilizzare o minacciare l'utilizzo di armi nucleari nei confronti di nazioni o regioni non in possesso di tali armi.

Cose interessanti a prescindere dalla notizia di poco interesse:
La parola 峰会 me l'ero persa, ma in effetti cima+riunione=summit, così come ignoravo 签署, la versione bisillabica di 签, firmare. 署 ad una prima occhiata, ma anche ad una seconda, l'avevo preso per 暑 (calore, calura, famoso in 暑假: vacanze estive), hanno anche l'aggravante di essere omofoni.
Termine rognoso del giorno: 武器级钚. A parte il carattere 钚 che indica il plutonio e sfido chiunque a trovarlo familiare, l'espressione sembra tradursi in inglese con weapons-grade plutonium, siccome questa non è una traduzione pagata (e a volte manco le traduzioni pagate pagano... ma questa è un'altra storia) non mi do la pena di cercare l'equivalente in italiano, fiducioso che in futuro non incontrerò armi al plutonio con grande frequenza.
Questo è quanto per questo primo appuntamento, buona giornata!