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giovedì, settembre 04, 2014

I guanti e la gente scema

Nella puntata finale di Fargo, Lester Nygaard (interpretato da Martin Freeman aka Watson) dice alla poliziotta Molly Solverson (Allison Tolman, una faccia nuova): "non so cosa tu abbia contro di me dal primo giorno, ma io non sono quella persona che tu credi, non sono quel mostro". Molly allora risponde con una storia: "C'era questo tizio che correva per prendere un treno - aveva con sé un paio di guanti. Uno di questi gli cade sul binario, ma non se ne accorge. Solo dopo, mentre sta seduto davanti al finestrino si accorge che gli è rimasto solo un guanto. Ma il treno, insomma, sta già lasciando la stazione. Allora cosa decide di fare? Apre il finestrino, e lancia l'altro guanto sul binario. Così chi troverà il primo guanto avrà anche l'altro".

Ho reagito proprio come Lester, pensando: "Eh?" Poi, grazie a internet, ho letto un'interpretazione che mi ha convinto. Ora, senza addentrarci troppo nella trama di Fargo, il gesto del tizio del treno viene definito un "random act of kindness" (gesto di generosità inaspettata, diciamo), ma possiamo anche tirare fuori la teoria dei giochi: che utilità poteva mai avere un solo guanto per quell'uomo? mai quanto quella generata dal sacrificio del guanto che gli restava e lasciare che qualcun altro trovasse il paio completo.

Al mondo ci sono così persone che nell'istante in cui il treno sta partendo riescono a valutare la situazione e reagire in un modo che trascende il proprio interesse personale, persone appunto generose. Mentre altre, come Lester, come me, probabilmente non appartengono a questo genere di persone, non contemplano quasi l'esistenza di questo tipo di persone e non capiranno neanche la storia dell'uomo e del suo paio di guanti.

L'epifania che credo di aver avuto è quella di arrendermi all'evidenza che esistono persone generose ed altre avare, persone sensibili opposte a quelle rudi, incivili e maleducate. Eppure ce ne aveva messo un po' il professore di Psicologia Generale all'università a convincermi che non erano le persone, ma le relazioni ad essere stupide, maleducate, cordiali eccetera. Ne avevo fatto una mezza filosofia di vita e mi ero convinto che in fondo era così: che tutti si sbagliano quando fanno girare le catene di S. Antonio che hanno l'intento di disprezzare gli altri che non meritano la nostra pazienza, la generosità, il buon cuore (resta sempre da chiedersi questi qui a chi si rivolgono dato che si suppone che gli unici che li leggano siano i loro amici). Dentro di me pensavo: figlio mio, che la condividi a fare questa frase scialba e piena di luoghi comuni? non sono quelli che non ripagano la tua generosità gli stronzi. è la vostra relazione che lo è. quell'uomo che a te sembra ingrato e vile per qualcun altro è un leone.

Ammetto però che la parabola di Fargo mi è sembrata convincente: esistono persone generose, contrapposte a persone avare e grette. Persone stupide e incivili, sciocche e superficiali, che probabilmente lo sono davvero e non solo lo sembrano solo ai miei occhi perché la nostra relazione non è partita con il piede giusto. Continuerò a far comunque tesoro dell'insegnamento del prof. Milella e il beneficio del dubbio verrà sempre assicurato prima di giungere a conclusioni affrettate. Però trovavo l'idea che non esistessero persone sceme molto più romantica. Dovrò arrendermi alla realtà.

E quello che più mi dispiace è che io appartengo a quelli che il guanto se lo sarebbero tenuto, pensando magari di trovare un giorno un altro guanto spaiato, manco fossero calzini.

In foto: guanto che ho chiesto in prestito a mia sorella e ho impietosamente gettato per strada davanti casa per farci una foto. mamma mica ha tutti torti quando dice che non sto bene colla testa.

lunedì, gennaio 24, 2011

Mi sono distratto un attimo

Come se mi fossi distatto un attimo. Ma sono sempre stato qui. Da quando sono tornato a Nanchino (Cina) gli aggiornamenti si sono fatti attendere (da chi?) quindi metto in pausa la visione di House, che tanto guardo solo per noia e ripenso a quello che è successo di interessante in questo lungo periodo. La prima cosa che mi viene in mente non ci sarebbe bisogno di scriverla: se leggi questo blog plausibilmente mi conosci, se mi conosci verosimilmente me ne sono già lamentato con te. A Nanchino fa freddo.
Q: Ma come Maio, è il terzo anno che sei in Cina ogni anno un po' più a sud e adesso ti lamenti del freddo?
A: Si, ma qui non esistono i riscaldamenti. Lo scrivo maiuscolo, va', NON ESISTONO I RISCALDAMENTI. Cioè, io la Cina la amo visceralmente (forse, alla luce dei fatti, mica così tanto) ma non esiste che qui fa meno sette, c'è la neve pure dentro le stazioni della metro e qui con un condizionatore GREE che d'estate sei c'hai la calura ti ci fai un po' di venticello per aiutarti a dormire questi pensano che io mi ci posso scaldare la stanza... e a che li alimentate questi condizionatori? a uranio? a pasticche concentrate di glutammato monosodico?
Quindi mi sono armato con disonore di pigiamino da lasciare sotto i pantaloni e borsa d'acqua calda elettrica e via, aspettiamo che passi.

Per il resto a parte il freddo tutto procede non dico allegramente, ma almeno con un certo decoro. Grazie al prof. Xiao ho rimediato il secondo lavoretto durante le vacanze: insegno all'università di farmaceutica (CPU, China Pharmaceutical University) a 14 baldi giovani che progettano di andare in Italia a continuare i loro studi. E' un programma messo in piedi appositamente durante le vacanze. Quindi dopo che l'università è stata abbandonata da quelle svariate migliaia di studenti che la occupavano siamo rimasti noi, in un'auletta del dormitorio per studenti stranieri (lo stesso dove ora, pro tempore, abito) a fare lezione tutti i santi giorni (che significa 7 volte la settimana), 3 ore con me e 3 ore con la mia collega. Ah, ci sono anche altri tre quattro tizi nell'unico sportello della mensa rimasto aperto. Per cui a pranzo posso mangiare riso bianco con rapa e spaghetti di soia... oppure riso bianco con spaghetti di soia e rapa. Deprimente.

Il capodanno cinese incombe. Avrò una settimana di vacanza, qui in Cina mezzo mondo (letteralmente) si sposa, tutti che tornano a casa per festeggiare con la famiglia. Io non ho grandi piani, anzi non ho piani, vediamo se rimedio un last minute a casa di qualcuno. Insomma, almeno un posto dove io possa vedere la tv. Che non la guardo mai, ma al Galà del capodanno cinese un'occhiatina gliela dò. Wang Fei (Faye Wong) dell'anno scorso ancora la ricordo con emozione e piacere. A Capodanno invece sono andato con Angelo + cricca a Xiamen più altre località amene del Fujian ed è stato un viaggio molto bello, cagarella dell'aereo e regole oscene di Wuyishan per cui se non hai una carta d'identità cinese non puoi usare gli internet point a parte.

A rivedere col rewind tutto quello che è successo non è che mi vengono in mente cose memorabili. Mi sento colpevole di non aver condiviso tante piccole cose. Il nuovo appartamento all'università e i pannelli solari congelati (=no acqua calda), dormire a casa di Angelo con la luce che proietta le stelle sul soffitto, i fiocchi di neve a Nanchino, il paio di ristoranti italiani in cui sono stato svenandomi. Magari qualcuna mi verrà in mente e la butterò da queste parti più avanti. Ovviamente l'unico episodio di cui ho un'immagine piuttosto ben'impressa e di quando mi sono alzato con un male mai provato in vita mia e ho passato la giornata nell'ospedale della scuola. Di quanto la cosa mi abbia fatto sentire vecchio tutto d'un colpo (la salute che mi gioca brutti scherzetti, devo stare più attento a quello che mangio sennò son dolori (letteralmente) ecc ecc...). Ma anche questo, o almeno la cronaca dell'evento, se mi conoscete lo sapete già da un pezzo.

Ah, improvvisamente mi ricordo un altro motivo per cui i miei aggiornamenti il fatto che col programmino cinese accedere a facebook e blogger sia ultimamente una mezza agonia (qui ormai funziona tutto zoppicando, persino youku a volte mi tradisce... e capirete che le certezze crollano). Vi lascio con una foto di ieri. Un caffè al Costa coffee, macarons e una cover di no surprises dei radiohead, domenica pomeriggio a Nanchino.

domenica, settembre 06, 2009

5 minuti di immaginazione al giorno

Pare che gli argomenti provenienti dalla Cina che tengono banco anche qui ultimamente siano i tumulti nello Xinjiang, cosa farne degli organi dei condannati a morte e qualche pasticcio successo in campi di riabilitazione per ragazzi che dimostrano una forte dipendenza da internet (网络成瘾). Ma quest'introduzione non è che un pallido pretesto per parlare di internet o di qualcosa velatamente collegato ad esso.

Avevo scritto tempo addietro che in Cina fumavo, senza che in effetti ci abbia mai trovato niente di gradevole. In Cina la gente fuma, beve e sputa come turchi, mi sembrava una cosa carina abituarsi alle tradizioni locali. Ho comprato una stecca di 中南海 all'aeroporto per qualcosa come tre euro. Non le ho toccate per un po', mi sentivo un cretino a fumare in casa, dopo un mesetto, adesso, fumo un paio di sigarette al dì. Io non so perché la gente fumi, ma il mio rito della sigaretta a casa è speciale, me ne vado sul balcone col posacenere in vetro colorato, mi accendo una sigaretta e mentre faccio avanti e indietro sul balcone guardo le piante in giardino, il melocotogno con i rami piegati da quei frutti grossi e tozzi, i fili per stendere i panni, la canna fumaria della mia casa. E penso. Cerco di immaginare cosa scrivere nel racconto, provo a rielaborare, senza successo, fatti insoliti o divertenti, universi paralleli, idee romantiche. Penso alla mia giornata, penso alle persone vicine e quelle lontane. Qualche ricordo torna a galla.
Nelle altre 18 ore della giornata che praticamente trascorro davanti al computer non penso a niente o è come se non pensassi a niente, che forse di per sè è qualcosa di impossibile, eppure in quei cinque minuti è come se acquistassi una calma e una lucidità non presente nel resto della giornata. Come se la mente, almeno un po', si aprisse. E, beninteso, io lo benedico il computer, anche non pensare a niente per tutta la giornata è una mano santa per trascorrere il tempo.

venerdì, agosto 28, 2009

Restare è un po' morire...

Al rientro ci sono brutte sorprese tutto sommato prevedibili e altre che mi prendono alla sprovvista. Nella prima rientra l'essere ingrassato dopo la settimana in sicilia (la bilancia segna 71,5, siamo a quota +6,5 chili dal nefasto rientro in Italia) nella seconda la mail che dice: problemi burocratici. stop. imputabili amministrazione cinese. stop. partenza rinviata ottobre. stop. chi diceva che partire è un po' morire non aveva fatto bene i conti coll'insofferenza dello starsene a casa. vedremo di prenderla con filosofia.

Come al solito vorrei fare una sintesi brillante della settimana trascorsa, e verrà fuori il solito pastone. Stringiamo di più, farò una specie di quintessenza del pastone, un dado star di vacanza siciliana. Una settimana senza internet, sono in effetti abbastanza stupito 1) per essere sopravvissuto, 2) per aver trovato qualcuno che si era insospettito per la mia assenza e mi credeva in fin di vita, in stato vegetativo, morto o chessò io. Mancavo da casa di mio zio da un po' di annetti: è stato bello rivederli, io in tutti questi anni non è che abbia messo a segno granché, fortuna che c'era la parentesi cinese che è sempre un brillante argomento di conversazione. E' la distanza che fa il lato buono della famiglia? Chi lo sa, io ogni volta che li rivedo rimango colpito da quanto siano bravi, buoni, belli.
Il passatempo della vacanza il mio libro di letture (汉语阅读教程), un libro di 200 quiz di logica in cinese (ne ho letti una trentina) e un po' di serie animate giapponesi che ho visto, con piacere, negli ultimi giorni.

lunedì, agosto 10, 2009

Quiz di cinese per gente in gamba

Rieccoci ai post di vecchio stampo. Basta frignare come femminucce, orsù. Le autolinee che mi portano a casa hanno registrato un pienone in questi giorni, la partenza prevista è slittata di un paio di giorni, si torna domani. E intanto, sebbene i centri commerciali spuntino come funghi, Perugia si riconferma una città dove trovare un supermercato aperto di domenica è un impresa superiore. Lo è anche tornare a casa dopo le 21:15 grazie alle potenti autolinee apm, ma vabbè, lassamo perde. Ora incrociamo le dita e speriamo che qualche profondo conoscitore della lingua cinese passi da queste parti, che c'è un esercizio del mio libro di cinese che secondo me sfiora il diabolico.

Ieri, mentre guardavo un film cinese "夜店" (One night in Supermarket) mi sono imbattuto in una parola cinese che mi ha strappato un sorriso: 方向盘 (fāngxiàngpán), anche detto volante. Il cinese è così... una lingua un po' bastone un po' carota. Dopo aver spulciato 8 lezioni di 汉语口语速成 - 中级篇 (cinese orale accelerato, livello intermedio) e aver visto tanti di quei chengyu - frasi idiomatiche che tutta la vita non mi basta per farmene una ragione ecco che mi ritrovo volante che si dice praticamente disco per la direzione. E invece in italiano è una parola che, boh, che vorrà mai dire? Viene dal francese "volant" dice wikipedia, bella consolazione.
Comunque miei prodi eccoci a noi, veniamo ad uno degli esercizi preso dalla nona lezione del libro sopracitato, uno di quelli più terra-terra in quanto nelle precedenti puntate con l'aiuto di wenlin me l'ero sempre cavata... ma qui no, la difficoltà si è misteriosamente impennata. Orbene ecco l'esercizio, della serie: cerca il termine intruso.
下列没组词语中,有一个与其他几个不同。请把它找出来并说明理由:
1. 种 组 口 支 股
2. 闻 喝 摸 看 听
3. 成瘾 提神 熬夜 助兴 忍受
4. 好心 乱说 闲谈 递增 突变
5. 舶来品 兴奋点 酒文化 心理学 现代化
6. 亲朋好友 少男少女 文人墨客 高低贵贱
Se non hai paura di questa potenza, fatti avanti! (cit.)

venerdì, agosto 07, 2009

L'amara verità

on air: Beirut - Gulag Orkestar
Anche la maledetta, vituperata, osannata, amata, odiata saga di Endless Eight è finita. Ho appena visto l'ultima puntata, adesso la storia può ripartire. Mi ero promesso di mettermi subito a studiare, ma mentre fumavo la mia sigarettina sul terrazzo ho avuto una semi-epifania così vengo un attimo qui su blog a fare il conto coi miei fantasmi. Anche la saga dei miei post sentimental-deprimenti può e deve ebbene avere fine, ci aggiorneremo quando suonerà un'altra musica e intanto vi lascio (per questa parte di post, poi continuamo sotto, come al solito) con un illuminante frase appena letta su facebook: Non esiste salvaguardia contro il senso naturale dell'attrazione (A.C.Swinburne <- io non l'avevo mai sentito, voi si? meno male che c'è wikipedia).
Avevo una certa disistima del mio sentimento, è che mi sembrava principalmente il frutto della noia, del vuoto di vita che il noioserrimo luglio mi aveva regalato. Mi sembrava sostanzialmente un arabesco di pensierini su qualche bel (dolcissimo, meraviglioso, irreale, un po' sbiadito) ricordo. Ma il punto è che questa settimana trascorsa è stata abbastanza figosa. Non trascendentale, non come se avessi vinto la lotteria, ma di quell'ordinarietà piacevole che non può che sembrare straordinaria rispetto a quello che c'è stato prima, anche nei giorni in cui non facevo niente me ne stavo semplicemente a studiare e niente mi tangeva. Poi ho fatto anche molto: ho rivisto i miei coinquilini, cenato con Diego e altri amici, andato ad una sagra demente in un paesino demente con relativa cena ad alto coefficiente alcolico, incontrato un simpatico ragazzo di Shijiazhuang che adesso studia a Perugia e poi andrà a Padova a studiare ingegneria, ho ripreso la Suanlatang al cinese, ho rivisto la prof. Zhai, la prof. Chang, Elisa e Silvio, ho cenato con Alessandro al ristorante giapponese Tokyo, oggi ho ritirato Joint Certificate del master, Laurea (orribile, considerati i tre anni di attesa, sigh), poi siamo andati con Elisa a sondare l'espansione dei negozietti cinesi qui alla stazione. Era questa la vita a cui volevo tornare, cazzo. Non ci voleva tanto a capirlo. Ma comunque mi sei mancato, lo sai? Quindi non è vero manco per idea che è solo la noia, è la noia, è la felicità, la miseria e la tristezza, è la mia vita. Sei un pezzo della mia vita, e quindi mi rode il culo che se ti chiedo se ci incontreremo o meno tu mi rispondi "随缘". E' e sarà così, non posso cancellarti dalla mia vita come non lo farei mai con gli amici che ho rivisto, e non direi mai a loro che il nostro incontro dipende o meno dalle onde del destino, perché io ce la metterò tutta per poterli incontrare ancora. Perché io ce la metterò tutta per rivederti, fanculo il destino.

martedì, agosto 04, 2009

Stasi (o dell'irrazionalità)

Ho rivisto il post chiamato Ahia, datato 10 maggio o giù di lì. Ed è un po' strano che per ricordare i miei pensieri io debba ricorrere a leggermi i post. Il brutto e il bello della tecnologia. Ho compreso quindi che il fenomeno secondo cui ogni tanto mi partono le giornate storte e io mi chiudo in un pianto fatto di singhiozzi silenziosi, facce miserevoli e qualche lacrimuccia è una condizione che perdura da una quantità di tempo che è a)rilevante? b)preoccupante? ( c)estenuante?) Adesso, dopo uno di questi momenti patologici durato mezzo pomeriggio, mi sembra di aver rimesso insieme i pezzettini, quindi posso anche scriverne un po'.

Puoi chiudere con il passato ma il passato non chiude con te. dove lo dicevano? in old boy, mi pare. Cos'è che mi viene da pensare adesso? E' che sostanzialmente i fatti sono noti, le carte in tavola. Eppure qui sta uno degli intoppi che oggi non mi vanno giù. Non c'è un atteggiamento, un unico modus operandi, uno logicamente dovrebbe analizzare i fatti e trarne qualche conclusione, invece io a giorni (ieri, fors'anche ieri l'altro) mi godo il sole che filtra dalla finestra, celebro l'otium in solitudine tra un film e un dialogo del libro di cinese. Aspetto che ogni cosa faccia il suo corso e mi sembra di essermi assestato. Poi patapon, un giorno tutto mi va di traverso, la pelle mi brucia, il cuore mi fa male e penso: maledetto il giorno che t'ho incontrato. oppure: quanto vorrei solo rivederti. oppure: ma non stavo meglio quando stavo e me ne stavo per i fatti miei? (le ho già scritte queste cose?). Insomma, non c'è verso, i fatti son sempre quelli, ma secondo una sorta di bioritmo mi sembrano una fortuna o un fardello, un bel sogno o una maledizione. Per quanto sono convinto che in fondo alla strada ci sia una soluzione, che un giorno ricorderò tutto questo con una certa languidità (ci sono già passato in fondo, vecchio scarpone che sono) mi chiedo se non esista un trucchetto, una scorciatoia per rendermi più agevole il passaggio. E ridendo e scherzando sono tre mesi che io e i miei pensieri ci stiamo giocando questa partita. Li avessi passati ad allenarmi al sudoku magari ero campione provinciale... regionale o chessò.
Intanto sono ancora a Perugia, il post sulle mie vacanze perugine sembrerebbe essere slittato ancora, beh, tanto non si sono ancora concluse, no?

lunedì, agosto 03, 2009

No, no es amor, lo che tu sientes...

on air: Montecarlo new classics vol. 4
Rieccoci. E' iniziato agosto. Tra poco più di un mese si torna in Cina, che non è molto. Che non è poco. Ieri ho provato a scrivere un post, malauguratamente avevo pensato di poter buttare giù almeno una bozza, due idee, un canovaccio, ma mentre facevo altro non è uscito fuori neanche un solo rigo. Trovare il bandolo del groviglio dei miei pensieri è un attività che non mi concede la possibilità di far altro. Quindi non mi resta che star qui, alle nove di mattino di una calda Perugia, dopo una parca colazione, e mettermi a filare.

Non è facile trovare le parole, non saprei come descrivere il mio stato d'animo, la mia condizione. Mettiamola così, iniziamo da quel poco che so: ci sono persone preoccupate per il proprio futuro. Io non sono uno di quelli, direi che sono moderatamente ottimista, e come potrebbe essere altrimenti? Sono stato in Cina un anno, ci tornerò per altri dieci mesi, la cosa mi rende felice, ed eccitato. Succedono tante cose, è una vita interessante. Non ci avrei mai creduto: partire, lavorare in Cina. Insomma, se questo è accaduto, se ho insegnato italiano, inglese, ho girato un paio di pubblicità, mi sono innamorato di nuovo, ho riso, ho pianto, ho perso dodici chili, ne ho rimessi almeno cinque. Insomma sono fiducioso che qualche buona soluzione si troverà sempre.
Il presente è un covo di pensieri negativi. Mi sento insofferente, indolente, l'unico rifugio e il paradiso artificiale dello studio del cinese. Un'immediata catarsi, passano le ore alla ricerca di un significato di un carattere, trovare la lettura di un altro partendo da un suo componente e sfogliare altrettanti caratteri simili, è qualcosa che faccio con foga, come se ne avessi bisogno quanto l'aria che respiro, voglio migliorare il mio cinese e so che bisogna sudare un giorno intero per fare un passetto in avanti, in questo periodo di malumori, di depressione e di pentimento per tutte le mie scelte sbagliate, vivo seguendo questo mio bisogno fisiologico, questa mia convinzione.
Ok, via i pensieri, largo ai fatti. Sto a Perugia da 4 giorni. E' stata una buona idea (a parte il caldo che non mi ha fatto dormire la prima notte). Ho rivisto i miei amici, ho degli amici, anche se non si direbbe, anche se a stare un mese a casa e uscire mezza volta. Quindi anche se ho nostalgia della cina, anche se a volte mi sento desolato, e paranoico, avvilito quasi quanto stupito dallo scoprirmi debole e ritrovarmi a pensare ossessivamente ad una sola persona. L'ho detto sopra che mi sento ottimista e il futuro riserverà momenti assai migliori, ma cavoli, quanto mi fa male.

mercoledì, luglio 22, 2009

3700

Oggi 22 Luglio o 22/7 è il giorno dell'approssimazione del pi greco, l'ho appreso da yahoo answers, che afferma che 22/7 è una frazione che ci offre una buona approssimazione del rapporto tra una circonferenza e il suo diametro, il sito rilancia proponendo una domanda: in quali circostanze una buona dosa di approsimazione ti ha permesso di uscire da una situazione difficile? la scelta di una domanda bella e complicata in un sito dove l'utente medio chiede cose come: stanotte l'ho fatto senza il preservativo, sono incinta? oppure: oggi metto le scarpe altre bianche col tacco dieci cosa ci abbino? mi sembra coraggiosa, e bella. Gli utenti avrebbero potuto rispondere ad una siffatta domanda con un po' di timore reverenziale, e ambizione, ma non l'hanno fatto. Quello che posso fare io è scrivere questo post alle dieci e mezza di sera dopo un po' di gin lemon, vino e birra quando avrei voglia solo di accasciarmi sul letto perchè auguravi buon giorno dell'approssimazione del pi greco il 23 non sarebbe stata la stessa cosa. A Napoli, dove la sappiamo lunga si dice: Passat'o sant, passat'a fest.

Almalaurea mi dice che 3700 laureati hanno nel proprio curriculum la lingua cinese, erano 3700, erano giovani e forti... mica broccoletti, ho 3699 potenziali concorrenti, che l'H1N1 se li porti via! Questa la prima impressione, ma la seconda è che 3700 sono pochi, la lingua cinese è bella e spero la imparino in tanti. Amo la lingua cinese e adesso che sono lontano dalla Cina se metto su un film appena iniziano a parlare c'ho l'occhio lucido. Forza miei prodi, mettetecela tutta!
Ah, mi sono arrivate le carte (scartoffie, paperwork...) dell'università, ve l'avevo detto? Solo a guardare le foto del campus mi è venuto l'occhio lucido (bis), il posto sembra fighissimo, spero che tutto fili liscio senza intoppi (grande e grosso e credo ancora ai miracoli?) e partire al più presto! Incrociate le dita, accendete un cero, toccate ferro, baciatevi sotto al vischio anche per me! Pure voi, 3699 colleghi sparsi per il mondo, su, ci rivedremo in Cina, vi offro una birra Qingdao/Tsingtao!
Nell'immagine: π

domenica, luglio 19, 2009

Evitando le buche più dure

196° post. wow. Quasi quasi mi scappa una lacrimuccia: non sono mica bruscolini! Ok, stop autocelebrazioni. L'altro giorno siamo andati al mare (si ho aggiunto un altro favoloso hobby al mio carnet! e adesso sono ustionato!) e in macchina abbiamo ascoltato un po' di volte "Per dimenticare" la nuova canzone degli zero assoluto. Un motivetto molto catchy (grazie anche ad una sapiente campionatura), un testo che invita alla partenza per dimenticarsi della persona amata. Roba che la ascolto e giù lacrimoni. Semplice e immediata, pop, ed una situazione descritta in cui in fondo la stragrande maggioranza della popolazione s'è imbattuta almeno qualche volta, un'accozzaglia ben riuscita, mi vergogno ma la sto ascoltando in heavy rotation in questi giorni! Arriva pronto a gettare benzina sul fuoco l'oroscopo dell'internazionale: hai la possibilità di tentare la fuga per la libertà, dice. eh, la fa facile lui. Mi toccherà partire, speriamo di trovare la voglia, le forze e che la bontà e la pazienza dei miei amici non si sia esaurita nel frattempo!

Ho rivisto Monica, dopo millenni. Anche grazie a facebook. Sono molto contento e, anche se senza patente, dopo un mese qui ho trovato una scusa per prendere la vespetta e uscire per conto mio, uscire di casa, wow.
Film deprimenti a go-go. Senza volerlo ne ho visti a distanza ravvicinati un paio con un tema comune: ex-galeotti che cercano di rifarsi una vita dopo un infanticidio (l'inglese Boy A e il norvegese DeUsynlige/Troubled water), mannaggia a questi muli cinesi.
Il mio cinese dev'essere migliorato, cribbio! Ho ripreso in mano un libro che avevo comprato l'anno scorso quando studiavo a Pechino, l'avevo messo in una delle scatole dei pacchi, accantonato, perché ritenuto difficile da far spavento, ma a riguardarlo non mi sembra più ostrogoto! allora forse non è vero che a stare a shijiazhuang il mio cinese è regredito (sicuramente lo è il mio italiano però, sigh)! gioisci mondo!
Pensavo di mettere un immagine del carro (degli arcani maggiori, la carta dei tarocchi insomma) in questo post avendo come tema il viaggio. Come al solito digito su google alla ricerca della prima immagine da scippare e mi ritrovo questo risultato della ricerca: "Il Carro è l’arcano numero sette, il numero primo più alto". Numero primo più alto? eh? va bene l'esoterismo, il mistero, ma questi che si fumano?
Immagine presa da qui dove evidentemente c'è qualcuno che si mette a fare i tarocchi ispirati ai personaggi Sanrio, wow, stima ai massimi livelli.

giovedì, luglio 16, 2009

Nell'accezione più comune

Arriva un terzo contest per il blog più esaltante, più spumeggiante della blogosfera (dite che non lo è? ma se il PIL è a -5 questi dicono che va tutto bene, anzi, siamo rientrati nelle previsioni e il gradimento è ai massimi europei evidentemente i fatti stanno a zero e l'importante è crederci!) ovvero: trova un passatempo inutile per MAio! Io da quando sono arrivato ho provato: giocare a dance dance revolution sul tappetino, leggere libri inerenti la lingua italiana e/o quella cinese, visionare film che abbiano un punteggio almeno superiore al 7.0 su imdb, scaricare spartiti musicali e provare a strimpellare qualcosa sulla tastiera per poi cedere davanti al primo accordo e alla mia incapacità di muovere le mani e leggere le note dieci volte più velocemente, l'ultimo arrivato stamattina è consultare un libro di anatomia per artisti e mettersi a disegnare qualcosa. In tutti i casi dopo dieci minuti mi rotolavo sul letto dalla noia. Se voi avete idee migliori, di semplice realizzazione, insomma, poco sforzo e grande risultato, lasciatemi un commentino.

Se pensate che debba demoralizzarmi perché nessuno mai partecipa, non vi preoccupate, niente di più lontano dalla realtà! Alessandro Manzoni aveva 25 lettori, il papa ormai l'ascoltano in 4 gatti e ad un concorso di disegno del mio liceo partecipò un unico ragazzo in tutta la scuola (onore a te, ovunque tu sia).
Comunque sto continuando il mio pseudo-sciopero da facebook (il perché sfugge anche a me, in effetti) da quattro giorni, invece di cimentarmi in un più proficuo sciopero della fame.
Aspettando momenti migliori.
Nella foto: due bellissimi cuginetti

domenica, luglio 05, 2009

Endless seven

Ritorniamo ad Haruhi Suzumiya. La 'saga' attualmente in onda si chiama endless eight. Cerchiamo di riassumere la storia in maniera interessante senza che suoni ridicola o assolutamente inutile per chi non guarda i cartoni animati: orbene, le vacanze estive sono iniziate e Haruhi compila una lista di cosa da fare con i suoi amici affinchè esse vengano vissute al massimo e siano indimenticabili. Ma alla fine di quella che sembra una deliziosa estate qualcosa non torna, e tutto riparte dall'inizio, il mondo come lo conosciamo diventa un cerchio chiuso dove non c'è passato ne' futuro ma solo un anello che spazia dal 17 al 30 agosto. Se mi sono espresso decentemente avrete capito che il tema è una sorta di riproposizione del film "ricomincio da capo" dove l'unica persona coscente del loop è la povera Yuki e a lei l'amaro compito di rivelare a Kyon quante volte si e' ripetuto finora il giro: 15499.

Questo e' il mio endless seven. I giorni di luglio sembrano destinati a ripetersi tutti uguali, sveglia la mattina, colazione, internet, nullafacenza. Le persone che vengono a casa, le chiacchiere in chat, tutti gli avvenimenti, sembra un copione già scritto. Ma ciò che è veramente amaro non è questo. Affatto. Da un certo punto di vista trascorrere giorni tranquilli sebbene un po' noiosi e ripetitivi non e' il male ultimo, giusto quel retrogusto amaro dello spendere inutilmente giorni che vorrei impiegare in un modo un pelo più costruttivo. La fregatura sta sempre nei miei pensieri, eh, questi bastardelli, che si ripetono crudeli e paranoici anche loro di giorno in giorno. E non c'è modo di metter loro fine, ecco la fregatura dei giorni tutti uguali, non ho altro a cui pensare, non ho imprevisti, non ho distrazioni. Solo un senso di mancanza lacerante che mi corrode dentro, ed ogni giorno si riazzera, il mio animo è diventato il fegato di Prometeo.

mercoledì, maggio 13, 2009

Non piangete per me, sono già morto

Ultimamente questo è un po' l'angolo posta del cuore, che ci posso fare, sarà la primavera lettori (lettori?) miei. Tenete duro, su, passerà come tutte le cose. Orbene, iniziamo. Vi chiedo e mi chiedo: mi sono mai lamentato di come vanno le cose qui a scuola? Insomma, tenetevi stretti, non dico che devo togliermi qualche sassolino dalla scarpa, però oggi qualche impressione a riguardo ce l'ho e la condividerei volentieri. Vi anticipo che ne è venuta fuori una cosa un po' lunga, mi sono fatto prendere la mano, scusate tanto.

Oggi è stata una bella giornata, tutto sommato. Il mercoledì, come tutti i mercoledì, ho quattro ore di lezione il mattino e stop. Come tutti i mercoledì non pranzo alla mensa, ma vado al ristorante con Nacho (oggi piatto freddo di tofu e porro, patate a fette arrosto e pollo piccante (si accettano traduzioni migliori di 麻辣鸡片)), poi a tagliare i capelli assieme. Poi supermercato, palestra, in un bar con Vincenzo a prendere una tazza di caffè Mandheling (l'ho provato perché ne parla B.J. in Soul Eater... eh, motiviazioni profonde!), poi di nuovo supermercato, un altro perchè non avevano il bagnoschiuma che cercavo.
[Altra finestra sui feticismi di Mario: non è la prima volta che mi capita ma mi piace comprare i bagnoschiuma che ho provato in casa di altri/luoghi altri per riportare alla mente le sensazioni provate, i ricordi... l'olfatto è un senso bastardello, ingrato diceva qualcuno. Però in certe circostanze è potentissimo e secondo me una strofinatina di bagnoschiuma batte tutte le madelaine inzuppate di questo mondo]
Poi lezione di cinese con un paio di ragazze che hanno fatto il possibile per farmi capire qualcosa sui nodi tradizionali cinesi, sono partito con l'idea che dei nodi cinesi non me ne fregasse una cippa, ma le simpatiche fanciulle hanno fatto del loro meglio per farmi capire e tutto è proceduto per il meglio.
Una giornata niente male, dove può mai essere andata storta? nella mattina, ovviamente, nelle maledette lezioni della mattina. Io mi sono arreso, manca un mese, mi tappo il naso e vado avanti le lezioni di lingua orale sono lezioni dove IO parlo per due ore e gli altri: fanno i fatti propri, dormono o nella migliore delle ipotesi mi guardano senza proferire parola. Mi sono arreso, certo di intrattenere me stesso raccontandomi cose interessanti. Almeno questo. Questi cinesi (almeno quelli che studiano qui) punto uno: dormono sempre, a qualsiasi ora della giornata, indisturbati, ma come fanno? il martedì io mi alzo alle cinque e mezza, faccio colazione, preparo le lezioni, faccio sei ore di lezione, ne seguo due di giapponese e in effetti un po' cedo... ma tiro uno sbadiglio, per diana, mica mi accascio come corpo morto giace! Punto due, io mi rifiuto di credere che questi qui dopo tanti anni di studio dell'inglese avendo scelto questa lingua come loro indirizzo di studi al college (il che automaticamente implica che hanno studiato più inglese di me!) vogliano ancora e solo fare attività per cerebrolesi, riesci ad attirarli con i giochini più triviali, riprendono un po' di vita se metti su un po' di gioco di ruolo e gli chiedi di fare un dialogo, se provi ad intavolare una discussione... sguardi persi nel nulla (io a colazione prendo un multicentrum, secondo me a loro danno il ritalin!). Ma oggi ce l'ho messa tutta, gliene ho tirata una forte con l'assist del libro che parlava della scelta dei libri nella libreria internazionale a Pechino (ovviamente ci sono solo quelli che hanno ritenuto l'approvazione del governo, scrive testualmente) ho chiesto: insomma, qualcuno decide per voi cosa è giusto o meno che leggiate, che ne pensate? (nessuna risposta, nessun fiato) Visto che tanto il mio è un monologo ho rincarato la dose e detto: una ventina di giorni fa Jackie Chan ha affermato di avere idee contrastanti sul valore della libertà in Cina e ha dichiarato: è meglio che i cinesi siano controllati. A Hong Kong dove c'è più libertà la gente non ne ha fatto un buon uso e quella zona è troppo caotica. Reazioni? zero.
Gli studenti italiani non sono da meno, mi danno lo stesso dolore, non parlano italiano manco a spararli. E ogni volta che anche per dire la parola più cretina del mondo continuano a ricorrere al cinese, ogni volta, muoio dentro. Io mi sono colpevolizzato, assai, neanche poco. E sono tuttora convinto che io abbia una buona fetta di responsabilità sul loro rendimento, però insomma, l'ho capito: non avete voglia e non avete passione e per me non c'è nulla di più deleterio, perchè ho scoperto, forse tardi, l'irragionevole entusiasmo per lo studio della lingua cinese e questa passione mi ha dato tante cose e continua a darmene e la mia sete e la mia voglia di imparare mai cala, anzi lievita all'inasprirsi della battaglia per memorizzare un carattere in più.
Questo è quanto, ciliegina sulla torta il mio futuro incerto e il dramma d'amore che si (mi) sta consumando. Domani con un po' di buona volontà scrivo il discorso che mi ha fatto Nacho nel ristorante, che in fondo anche quello vale la pena. Buonanotte!

lunedì, maggio 11, 2009

Il profumo della vita

Non riesco a pensare, non riesco a non pensare. Mentre sto preparando una lezione o penso al prossimo argomento di conversazione se mi distraggo un attimo tutto scivola via e mi perdo. Basta indugiare un attimo, fissare il muro e la frittata è fatta. La spirale dei miei pensieri è un luogo grigio senza emozioni. Cosa fare? Aspettare che mi passi?

Oggi sono rimasto colpito. Abbastanza. Date le mie condizioni paranormali ho preso spunto da una frase del libro per parlare di ottimismo e pessimismo. Ho citato Winston Churchill "L'ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità". E quando ho chiesto loro se fossero ottimisti, se vedessero il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto non hanno esitato e hanno detto che si, sono ottimisti. Quando ho chiesto loro quando... e perché hanno invece risposto "ogni giorno!". Avrei voluto anche chiedere il segreto per potersi professare ottimisti ogni dì ma poi ho pensato che sono qui per insegnare italiano mica per menare il torrone.

domenica, maggio 10, 2009

Ahia

Uhm, (quasi) imbarazzante. Ho scritto il post precedente in preda ad una foga da confessione che non ha trovato soddisfazione in nessun cinese a portata di mano. Ne ho fatto un caso nazionale ma a riguardarlo mi sembra passato molto più tempo di quanto non ne sia effettivamente trascorso. Per sei mesi non succede niente, e poi tutto avviene in una settimana. Sono una personaccia, ne?

E' stata un'avventura ma per le vacanze del primo maggio sono riuscito a mettere piede a Beijing. Non saprei come descrivere nello specifico quello che è successo, è stata una bella gita: ho dormito, mangiato, rivisto qualche vecchio amico, fatto molte chiacchiere. Ne conserverò a lungo il ricordo. Ciò che mi colpisce, anche se poi non ci penso più di tanto, è che mi ricorda molto quando nel lontano 2000 preparai la borsa e partii per un fine settimana a Milano. Che testa che avevo e, a quanto pare, anche adesso non scherzo.
Qualcosa è cambiato, credo, non so esattamente in che senso. Però adesso se incomincio a rimuginare sul futuro la testa mi si affolla di pensieri e a volte piango. Anche per scrivere questo post sembra che non riesca a mettere due pensieri uno dopo l'altro. Avevo sperato che qualcosa cambiasse, l'avevo desiderato, ma adesso non so dare un nome a questo tumulto che provo dentro. E provo imbarazzo e pena per la mia fragilità. Mi sono innamorato?
P.S. Oggi è la festa della mamma. Auguri Filomenz... : )

martedì, aprile 28, 2009

A letto (con chi?) dopo carosello...

Si può parlare di sesso in questo blog? Il cielo mi fulmini, ovviamente no! Eppure non mi è del tutto chiaro il motivo per cui a pensare di tirar fuori un argomento del genere io per primo sento il desiderio di struzzizzarmi nascondendo la testa sotto qualcosa. Il mondo è strano forte, eh. Si dice che tira più un pelo di... ecc ecc, ed indubbiamente è vero, tutto ammicca, tutto fa riferimento al sesso, le battute sporche fanno ridere generazioni intere, però insomma, io un blog dove uno parla della propria attività sessuale non riesco ad immaginarmelo. Alla fine queste cose pare che ognuno se le tenga per sé. O quando le condivide, di solito lo si fa con tranquillità perché si rientra in un gruppo di aficionados di una certa categoria e non vanno fornite tante spiegazioni preliminari (che so: membri del club del sadomaso, feticisti del calippo, un gruppetto di amici finocchi ecc...).

Io non è che volevo parlare di sesso, entrare nei dettagli. Volevo ricordare una giornata, tutto qui. Una giornata speciale e, ohimè, il sesso c'entra. Volevo richiamare le sensazioni di quel giorno, tante e nuove o forse dimenticate, magari mettendole qui, su questo blog bianco e freddo che sembra un tavolo per le autopsie, avrei fatto un po' di luce sui sentimenti che provo perché a guardarli tutti insieme da qui dentro c'è solo un mucchietto di emozioni contraddittorie miste ad una certa ebbrezza. Adesso mi ritrovo un po' felice e un po' triste, perché so che queste giornate sono una tantum, che è a voler essere ottimisti è una benedizione perché non sono costrette a sbiadire con la routine (un po' come il piatto speciale che mangi una volta all'anno, mangialo sempre e vattelapesca se è più speciale), perché siano una maledizione... insomma, neanche c'è bisogno di stare qui a dirlo, no? E tra le tante maledizioni c'è quella voglia di ricordare prima che tutto svanisca come sabbia tra le mani, ma di ricordi ho solo le mie sensazioni: il timore ad uscire da solo di sera, ingannare l'attesa guardando il caffè del McDonald's mentre arrivava il treno, e guardarti e non osare parlare (o non sapere cosa dire?) e poi sedersi vicino a te sul letto con imbarazzo e chiedere: posso stare qui? E intanto ora sono triste, confuso e felice. Spero che ricapiti e non voglio che ricapiti. Anche questa, eh si, è la mia vita.
foto: tutto quello che mi rimane, la foto della cena: riso con cotoletta di maiale al curry. sigh

venerdì, aprile 24, 2009

Luci della ribalta

Le fasi lunari si sono succedute tutte dall'ultimo post. Il mio bioritmo ha fatto praticamente un giro completo: sono stato infelice, triste, depresso, commosso, nevrotico, arrabbiato (notare come in effetti la gamma di emozioni tenda tutta da una certa parte della bilancia), ma ho anche visto, o mi sono illuso di vedere, il mondo più caldo e lucente, più soffice e rosa; ho pensato che, sotto l'effetto psicotropo della nascita di un sentimento speciale per qualcuno, avrei potuto in fondo, non dico sopportare, ma perfino vedere sotto una luce positiva la sconcertante banalità e la mediocrità delle lezioni che mi attendono ogni giorno. E adesso, nuovo giro di ruota nel prossimo mese?

Fortuna che il mese di aprile si conclude con due settimane 'corte' questa per via del festival sportivo qui a scuola (a vederli tutti che si esercitano a marciare come bravi soldatini sono in effetti abbastanza impressionato da quanti studenti abbia questo istituto), la prossima per il primo maggio. E meno male. Aprile è stato un mese un po' dannato: sento l'affanno del contratto che sta per concludersi, penso (non che si sia molto da riflettere a riguardo) che dovrei trovrare al più presto una nuova opportunità finchè sono qui in Cina, opportunità che continua a latitare, sono io che non sono buono o cercare un lavoro è un po' assai difficile?
Ho fatto comunque un po' di escursioni niente male in questo periodo (a Beijing con i vecchi amici per la festa cinese dei defunti, 清明节; nella periferia di Shijiazhuang a raccogliere fragole, far volare aquiloni e visitare vecchi ponti arrugginiti; al giardino botanico a fare foto con i tulipani del colore della mia maglia...). Due giorni fa mi capita una delle esperienze più singolari che ho fatto qui: prima mi chiama Susan dall'ufficio per dirmi che una compagnia mi cercava per una pubblicità e per sapere se ero disponibile. Io pensando che si trattasse di un lavoro di traduzione, volendo fare qualche esperienza nel campo del business mi sono subito mostrato entusiasta. Quando la tizia della compagnia (常宏, Chang Hong, CH per gli amici, design e costruzione di arredo, decorazioni, allestimenti per attività commerciali, forniscono anche Motorola) mi chiama chiedendomi delle foto per sapere se soddisfavo le loro esigenze in effetti le mie certezze vacillano un po'. Beh, comunque alla fine si è trattato di un pomeriggio interessate, dovevo fare il 'cliente straniero' in un video promozionale. Abbiamo girato un po' di scene, chiacchierato del più e del meno con il manager, il team, le ragazze che facevano le modelle (in fondo l'audio non contava, bastava far finta di parlare e gesticolare quindi giù a dire le peggio stupidaggini tipo guardare un computer con un paio di planimetrie a me incomprensibili e chiedere all'impiegata: ti piace l'italia? oppure: la bevi la birra?). Quando poi stavo per andarmene via e salutare tutti un tizio mi chiama in disparte e mi mette in mano 1000 yuan. Per due tre ore di chiacchiere, un quarto del mio sudatissimo stipendio, quasi mi viene da piangere. Dovevo fare l'attore io, sigh. Comunque è stato molto interessante anche perché ho visto una compagnia grande, con un ufficio vero al 26° piano, un mucchio di designer e non la solita cosa da terzo mondo qui, come direbbe la mitica Britni. A presto!

In foto: verdure conservate tipiche di Baoding in vendita al mercato che fanno due giorni a settimana qui vicino.

domenica, marzo 29, 2009

27 cose su di me

1 - Qui in Cina fumo, ma non so neanche perché, non mi piace. In compenso mi piace bere, ma qui non lo faccio.

2 - Mi vergogno molto dei miei denti storti. Vorrei avere un bel sorriso.

3 - Rimpiango la vita dello studente. Forse lo fanno tutti, diciamo che io avrei voluto studiare altro, perché ho scoperto quello che mi piace studiare e a 27 anni suonati mi sa che è tardi.

4 - Sono mancino.

5 - Sono un po' insofferente. Eccitatissimo all'inizio e poi, noia e depressione. Quando vivevo a Perugia avevo trovato una seconda famiglia e mi trovavo una favola. Quattro anni sono passati in un botto, e loro mi mancano molto.

6 - Comunque anche la prima famiglia mi va benissimo, cioè, li adoro. Peccato che vivano in un paese che mi sta "un po'" stretto.

7 - Penso di avere pochi amici. Ma poi qualcuno di loro mi sorprende sempre e allora penso che comunque non me li merito e sono stato fin troppo fortunato.

8 - Ho studiato sassofono per un po' di anni. Avevo 13 anni quando ho iniziato, facevo i capricci e battevo i piedi. Ma adesso mi manca tantissimo, un pezzo di me è andato via.

9 - Ho preso la patente l'anno scorso e non ho mai più guidato la macchina. Non se se/quando mai lo rifarò.

10 - Mi piacciono le patate. Sottili e piccanti in Cina. Il gateau che fa il mio papà. E le crocchette in rosticceria... e ancora e ancora...

11 - A tre anni, più o meno, sono scappato di casa.

12 - Se perdo la connessione ad internet per 5 minuti vado in crisi

13 - Ho una scarsa igiene personale. Credo.

14 - Sogno da più di tre lustri di fare lo scrittore. Ma non scrivo quasi mai. Un po' come sognare di avere i muscoli e non andare mai in palestra, no?

15 - Sono gay. E non ho ben chiaro a chi l'ho detto e a chi meno. Cioè, io non l'ho mai detto a nessuno. Chissà che effetto fa.

16 - Ho le mani bucate. Credo. Il concetto di risparmio mi è totalmente alieno.

17 - I miei genitori non volevano che mi facessi crescere i capelli. E io portavo i capelli abbastanza lunghi. In certe foto sembro Marzullo. Adesso l'idea di farmi crescere i capelli mi fa orrore. Ma vorrei averne un po' più... di capelli.

18 - Sono agnostico, credo.

19 - Quanto siano caduti in basso Lost, I simpson e Naruto rientrano tra le grandi delusioni della mia vita.

20 - L'esame di solfeggio (avevo 15 anni, credo) è stato il momento in cui sono stato più teso.

21 - Ho paura di volare e quando prendo l'aereo piango. Mi calmo quando mi portano da mangiare.

22 - Penso sempre a lungo qualsiasi cosa mi si chieda.

23 - Mi sono innamorato quando avevo 13 anni e da allora le cose da quel punto di vista hanno preso una brutta piega per me

24 - Abbiamo una casa con un bel giardino ma stento a metterci piede perché odio gli insetti.

25 - Compro le cose perché le ho viste in pubblicità o perchè solo colorate, e quando sono care, avendo studiato economia politica, alla terza volta che ci ripenso decido di comprarle perché anche la rottura di scatole è un costo, almeno mi tolgo quello.

26 - Avrò omesso sicuramente qualcosa di importantissimo, meno male che qui non ho il fornello a gas, se dimenticavo quello aperto ci scappava il morto.

27 - mi riserverò di cambiare la lista. scritti i primi dieci per pensare agli altri ho sudato sette camice. e credo che non siano un granchè (in realtà questo lo sto scrivendo ancora prima di averli pensati! preveggenza!)

lunedì, febbraio 16, 2009

La velocità dei miei pensieri

L'oroscopo dell'internazionale mi incoraggia a fare mie queste parole e magari mandarle alla persona che fa "cantare il mio cuore", ora, appurato che non saprei tradurle in cinese e quindi chiunque faccia cantare il mio cuore non capirebbe, le pubblico sul blog, così sarà facile incontrarle di nuovo un giorno e pensare a, non so, a quando sono cretino, forse. "Appartieni all'amore come le ruote appartengono alla strada, come l'uva appartiene all'esplosione del gusto, come il granturco appartiene ai corvi, come l'ombra appartiene al caldo torrido, come la felicità appartiene ai capricciosi tormenti dell'anima" Ecco, bello, no?

E' stato S.Valentino due giorni fa, una data che ricorderò perché io intelligentemente ho deciso di andare a fare due salti in montagna e dopo millemila scalini oggi le gambe ancora mi fanno male! Per il resto di positivo c'è stato che nello stesso giorno è anche tornato quel maledetto di Nacho, quando mi ha chiamato stavo tornando a casa e mentre stavo sull'autobus ero tutto preso, sorridevo di quella felicità che confina colla cretinaggine. Sono contento che sia tornato, adesso si che la vita è tornata quella di prima.
Oggi ho iniziato di nuovo a fare lezione, io ero un po' agitato, un po' entusiasta, ma come al solito sono stato svogliato nella preparazione della lezione e non ho combinato granchè, aggiungiamo che gli studenti mi sono sembrati letargici esattamente come li avevo lasciati, qui o trovo un metodo per stimolare la loro fantasia o... non so, fate voi. Ma sarò combattivo, giuro.
Il Maiodizionario dei film: dall'ultimo post mi sono dedicato alla visione di discreti pezzi da novanta (pescando a caso tra le nominescion agli oscar) ed ho visto: Rachel getting married, Changeling, Revolutionary road e The reader. E devo dire che, dopo il bellissimo The Hours, Stephen Daldry con The reader mi ha regalato ancora un mucchio di emozioni. Una storia bella, intensa, complessa (nei sentimenti più che negli avvenimenti), mi ha davvero impressionato.

Il titolo è un pensiero non mio, ma è uno spunto di riflessione: la vita scorre così lenta, e i pensieri corrono così veloci, è un bel problema, a volte. Di nuovo in tema di S. Valentino, se passate di qui, guardate questo video.

giovedì, febbraio 12, 2009

Io confesso

Mancano pochi giorni all'inizio delle lezioni, sarà il caso di rimettermi a lavoro e preparare le lezioni. Ugh. Voglia, su, saltami addosso in fretta. Intanto la descrizione di una giornata tipo di vacanza/nullafacenza. Ho messo sull'Ipod I thought I was over that dei Lali Puna, verso le dieci di mattina con un tempo stranamente già primaverile mi incammino per una passeggiata, alla ricerca di un supermercato che, mi han detto, essere poco distante da qui. Poi rientro, verso mezzogiorno e sveglio Eto sensei, che magari ancora dorme e ci mettiamo d'accordo per andare a pranzo.

Ultimamente sarà che non c'è molto altro da fare, ma dopo il pranzo ci diamo alle chiacchiere. Ieri è stato il turno della situazione italiana, la crisi, la politica e quant'altro. Oggi invece la famiglia, i rapporti familiari in Italia, in Cina, in Giappone. Poi ritornando verso il collegio ho introdotto maldestramente un argomento scottante, il fatto che io sia un otaku. E chi (chi?) legge questo blog sicuramente non può ignorare che sono un grande appassionato di fumetti e animazione giapponese. Allora Eto mi chiede cosa ne penso del cosplay, io dico che lo trovo fantastico al che lui mi domanda se l'ho mai fatto... e io in tutta onestà gli dico che no, non mi sono mai vestito da personaggio di anime/manga/videogioco ma qualche volta c'avevo pensato. E lui fa un: ahhhhhhhhh, e poi più nulla. Ma in cuor mio quel silenzio sembra quasi come se gli avessi detto che ho delle fantasie erotiche sui miei parenti più stretti.

A proposito di torbide passioni, ce n'è anche un'altra di cui mi sono ricordato oggi, leggendo che sul live arcade della xbox360 dovrebbe uscire il gioco di Magic the Gathering (Magic l'adunanza). Conoscete Magic? è un fantastico (e bruciasoldi) gioco di carte dove si impersona uno scontro tra maghi che va vinto a furia di creature evocate, incantesimi e artefatti. Per me una droga micidiale: posso giocarci per ore e ore col solo intento di continuare fino a stramazzare al suolo, anche solo contemplare le illustrazioni delle carte mi pare un'attività piacevole e rilassante, sceglierle, costruire un tuo mazzo, provare a cambiare strategia se qualcosa non va nelle tue carte. Una passione un po' nerd, ma cavoli quanto lo adoro... e quanto mi manca! (chissà se qualcuno lo gioca da queste parti... quasi quasi un pensierino...)