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mercoledì, marzo 11, 2015

Intervallo - Quisquilie


Cose che sono successe ma che per evidenti ragioni non sono diventate un post. Evidenti ragioni tipo insignificanza relativa o pigrizia morbosa.In ordine cronologico, dal più al meno recente.

- È uscito hotline miami 2. Costa 15 euro. Lo voglio tanto.
- Ho visto la prima stagione di Mom
- Mi sono iscritto ad un mini-corso di cucina.
- È uscito il film di Spongebob. Fuori dall'acqua. E non l'ho ancora visto.
- Ho installato l'emulatore psp sul tablet con Disgaea 2 e ci ho giocato un numero imbarazzante di ore.
- Ho visto il gala del capodanno cinese in diretta streaming (auguri!). Ho anche catturato qualche immagine qui e lì pensando di farci un post. Poi, beh, passato il capodanno passato la festa.



Una digressione un pochino più lunga la merita il seguente avvenimento.
- Ho fatto un paio di colloqui. Uno (diviso in due) su Skype per i cinesi, un altro invece da queste parti. 

I cinesi hanno detto che i colloqui sono andati bene, e che tempo tre giorni si sarebbero fatti sentire. Ne sono passati sei e l'attesa mi sta snervando. 
Nel frattempo io, che so come creare false aspettative come non ci fosse un domani ho già fatto le seguenti cose: cercato su google l'eventuale presenza di 85°C, Uniqlo, Ikea, Auchan nelle vicinanze. Postato su facebook il fatto che i colloqui fossero andati bene a detta loro. Fantasticato morbosamente sulle spese da fare appena ritornato in Cina (tipo: un set di tre prodotti xiaomi, ovvero, mi4, mi band e xiaomi yi, la action cam simil gopro in vendita dal 17 marzo), cercato appartamenti in affitto su 58同城 (che sarebbe subito.it o kijiji in versione cinese, per intenderci) nei dintorni dell'ufficio e notato con raccapriccio che quegli annunci che mettono le foto del bagno di solito hanno tutti la turca. Cina io ti amo ma senza il water io ti amo un pochino meno.

sabato, giugno 27, 2009

Il punto sui cartoni animati

Beh, non avendo molto da fare qui se non farmi venire l'estrema malinconia della Cina e di quel postaccio che era Shijiazhuang, se non guardare la foto della mia classe che ho come sfondo di desktop e pensare a quanto mi mancheranno un po' tutti (sto esagerando col buonismo, alcuni non mi mancheranno affatto), credo sia decisamente meglio pensare ad altro e quell'altro che mi capita a tiro sono le serie animate, i serial, film, telefilm e altro visionati in questo lasso di tempo.

I primi due a cui non bisogna neanche starci a rimuginare vengono in mente subito.
K-On! un anime fresco fresco di produzione che seguo al passo con l'uscita giapponese, la trama è incentrata su un gruppo di ragazze che vogliono salvare il club di musica leggera della scuola e avviano una band. La realizzazione è un concentrato di gag fessacchiotte, stupiederie varie e quintalate di carinerie. Un indubbio lato positivo è che la sempliciotticità me lo permette di seguire tranquillissimamente in giapponese subbato in cinese. Fotonico. (ops, credo che la prima stagione si sia appena conclusa, ugh!) Di quegli anime che non puoi smettere di guardare, un episodio tira l'altro (lo stesso effetto me l'aveva fatto Code Geass)
Big bang theory. Con un po' di ritardo, dietro consiglio di Nacho e con la complicità di un paio di settimane di nullafacenza causa esami a scuola mi sono mangiato in pochi giorni un paio di stagioni di questa serie super-esilarante. I protagonisti sono dei nerd appassionati di fumetti, fisica, videogiochi, star trek e ogni cosa di socialmente alienante possa mai esistere. Irresistibile.
Beh, poi e' tornato anche sua maestà, Suzumiya, con la sua seconda stagione presentata in modo assolutamente poco conforme come si confà alla regina dell'animazione giapponese (almeno in tempi recenti). Non mi credete? Beh, guardaveti la sigla di apertura su youtube e ditemi se Super driver non è deliziosa.
Ah, in the meanwhile ho visto anche Coraline, bel film, ad essere sinceri (si potrà pur fare il paragone, no?) La sposa cadavere mi era piaciuto di più. Insomma, godibile ma non memorabile. Sull'aereo, tra un pranzetto e l'altro ho visto Watchmen di cui ho capito un'esigua percentuale essendo privo di sottotitoli, diciamo che la maggior parte della mia attenzione era diretta ad osservare il bell'effetto della mascherza indossata da Rorschach. L'altro giorno su Iris avevo iniziato a vedere La locanda della felicità, film di Zhang Yimou che pareva assai promettente, ma alle dieci sono crollato dal sonno e così ne ho visto solo metà, sigh.
Videogames: all'aeroporto di londra non ho potuto far a meno di comprare No more heroes per 7 sterline, mi sembrava un affarone, he he. Sto attualmente giocando a questo, a Guitar Hero: World tour per Wii e ho ripreso Odin Sphere, in attesa che arrivi Dance dance revolution X, eh eh.
Guardando le serie uscite questa stagione in giapponese ce ne sono un altro po' che vorrei recuperarne: Saki (l'anime sul mahjong, imprescindibile!), Ristorante paradiso (è un anime! su un ristorante! a Roma! yuk!) e Eden of the east (boh, la gente ne parla bene, perché non dovrei guardarlo?), e se il tempo proprio mi avanza pure la serie nuova di Full metal alchemist. Ah, sogni nerd.

martedì, luglio 01, 2008

Perdersi e ritrovarsi

Niente, blogger non gliela fa, tra le mie righe forse scrivo cose troppo reazionarie, non saprei, io intanto questo lo scrivo e lo salvo, poi magari lo pubblico pure, io speriamo che me la cavo.

Innanzitutto, com'è noto a tutti hanno annunciato Diablo III. Questo deve spiegare l'atmosfera gioisa e il sentimento di letizia di questi giorni. Otto anni sono passati da Diablo II, praticamente due generazioni di console, ma la suo eco ancora si sente, sono usciti giochi che si inserivano nella sua tradizione come Sacred, o come il più recente Titan Quest, ma Diablo rimane Diablo, ricordo il sordido piacere di vedere il primo episodio solo sul computer d'altri perché il mio all'epoca non riusciva a farlo girare, tanto che ne comprai una versione brutta e trista per psx. Quando uscì il secondo fui più fortunato, per il mio diciottesimo compleanno comprammo un computer nuovo, e fortunatamente questo episodio ci girava. Adesso a prescindere da quando uscirà o meno (è stato annunciato, mica sappiamo quando uscirà) io mi chiedo, quando verrà il giorno avrò un computer abbastanza decente da poterci giocare? Questi si che sono interrogativi, eh. In ogni caso il mondo dei videogiochi non può che gioire di questa notizia. Tremo dall'eccitazione. E adesso torniamo a parlare di Cina che sarebbe il posto in cui mi trovo in questo periodo.

In questi ultimi giorni non mi sentivo un granché: niente o pochissima voglia di uscire, all'idea di partire per andare a Xi'an avrei preferito una mazzata in fronte, trascorro la maggior parte del tempo in camera cullandomi tra insofferenza e noia, come diceva pressapoco una canzone. Non c'è bisogno di grande psicoanalisi per capire dove sta la magagna: i corsi di cinese sono finiti ho molto della tesi/tesina in arretrato, in pratica sto in Cina non so come, se e quando ci tornerò ma mi ritrovo a lavorare col fiato sul collo ad una maledetta tesina e quando non lavoro alla tesina (cioè sempre) gioco col DS a Final Fantasy Tactics Advance 2 o mangio a mensa, o dormo. E manca un mese al mio rientro, sarò per caso venuto in Cina a scrivere maledette tesine in inglese o giocare col ds?
Oggi avevo lezione d'italiano con i due bambini, mi alzo e cerco di preparare qualcosa che possa tornar loro facile, semplice e interessante, altro che la quadratura del cerchio. Poi provo a stamparlo ma la stampante decide pure di incepparsi, tra il combattere con i fogli di carta incastrati, la doccia e altro non ho neanche il tempo di andare a mensa e prendo direttamente l'autobus per andare a casa loro, neanche il tempo è dalla mia parte: pioviggina.
Alla fine quando arrivo ho ancora una mezz'ora di tempo: per non patire la fame, fare rumori di pancino o svenire mentre spiego i verbi, decido che è meglio cercare un fast food o qualcosa che possa assolverne le funzioni. Così mi incammino verso casa dei bimbi e la supero, in cerca di cibo. Mi affaccio per negozi mai visti, frutta e sigarette sembrano andare per la maggiore, non un maidanglao (Mc donald's) o un kendeji (Kentucky fried chicken) nei paraggi. Poi mi fermo ad un punto dove vendono qualche spuntino strano, chiedo cosa c'è dentro a quelle frittelle imbottite e la tipa mi dice 'xiezi', boh, io gli unici xiezi che conosco sono gli scorpioni. Le chiedo cosa sarebbero questi fantomatici xiezi e le con qualche gesti mi dice che sono una cosa tonda e altro che non capisco; non sono ancora convinto, il punto è che questi qui altro non avevano, solo quelle frittelle ripiene, la tizia mi guarda e mi dice che 'sono molto buone', suona un campanello e le dico bene allora dammene una. Una frittella per 7 mao, quanti saranno... 6 centesimi di euro? E cavoli era pure buona, e bollente. La mangio mentre ritorno verso casa dei bimbi, mordendola passo a passo. Poi mi fermo in un negozio che ha un mucchio di prodotti che non si vedono di solito nei paraggi, il caffè per esempio, lavazza e altri tipi e altra cosa import, la pasta divella, la de cecco, roba che di solito troverei solo al jialefu (carrefour), posti grossi insomma. Dev'essere perché in questa zona ci sono molti stranieri, così c'erano i cereali kellogg's, svariati tipi di latte in bricco, cose molto occidentali insomma, anche il frappuccino dello starbucks in bottiglia. Io ho bisogno solo di bere, una cocacola o una bottiglia di acqua assolveranno benissimo al compito, ma la curiosità si chiama Mario e quindi mi sono prima ben benino girato tutto il negozio puntando quelle due tre(cento) cose che avrei voluto comprare. Poi esco soddisfatto, è stata una bella avventura, ci sono ancora milioni di negozi dove devo chiedere cosa ci sarà mai dentro a quelle frittelle e altri dove stupirsi davanti all'assortimento di prodotti, è bello perdersi a Pechino, devo essere arrivato qui per questo, per perdermi e praticare il mio scarso cinese, per chiedere le informazioni e trovare posti nuovi. Per vivere esperienze nuove, stare al collegio è bello e comodo, ma non è davvero vivere, non è davvero emozionante. Mi piace viaggiare in autobus, fare le code guardando le persone e arrivare in posti sconosciuti da poter girare per vedere dietro l'angolo che c'è, guardare le vetrine e le persone che ti invitano a provare/compare qualcosa. Perdendomi per Pechino ho ritrovato me stesso.