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mercoledì, aprile 12, 2023

Tre lustri fa.

Quando ho aperto questo blog inizialmente si chiamava Bókè, che magari ricorda la parola *pokè* adesso di moda, ma essendo bókè una parola cinese si legge in tutt'altro modo (diciamo: buo-k), la parola che in cinese significava appunto blog, parola che tra ci è rimasta soprattutto nella sua versione micro: microblog, Weibo. 

Rispolvero per un momento il blog dato che sono passati quindici anni dal 12 Aprile 2008, giorno in cui sono atterrato a Shanghai. 
Ieri il mio collega mi ha chiesto di tutto questo tempo in Cina qual è il mio traguardo, a cosa guardo con più soddisfazione. Lui in questo tempo ha messo su famiglia, avuto due figli, dice che ora i figli sono grandicelli, magari troverà il tempo di riprendere il suo sogno e viaggiare per il mondo, e io? boh?

Comunque dato che siamo qui facciamo un riassuntino delle ultime puntate. 
Da quasi due anni vivo a Bengbu, una città piccola nel centro della Cina, sono venuto qui ad insegnare Italiano (e inglese). Mi stava scadendo il permesso di soggiorno a Shanghai e l'alternativa era tornare in Italia o venire qui e mi sono detto perché no?
In realtà con l'alta velocità Bengbu non è poi così lontana da Shanghai (un paio di ore) all'epoca decisi di venire a visitare la scuola, arrivai e gli studenti erano tutti un po' meravigliati un po' sbalorditi e contenti di vedermi, alla mensa si mangiava gratis e quindi mi son detto perché no.

Ho firmato all'epoca un contratto di due anni che tra un po' volgerà al termine quindi toccherà  pensare di nuovo al da farsi, cosa ci riserverà il futuro? : )


lunedì, ottobre 26, 2020

Periodo blu


Eccoci qua, per l'annuale post che riepiloga lo stato della Maiosfera. 

Dall'approdo a Shanghai è passato un anno e mezzo. Ho lavorato per Trip per 13 mesi. Poi è arrivato il covid e yada yada e un doloroso giorno di giugno mi hanno mandato a casa. Per la terza volta, la terza, faccio il piccolo disoccupato in Cina.
Ho pensato di scrivere un nuovo post in un momento di leggero scoramento: la mia domanda per un posto di lavoro dopo due colloqui non è andata a buon fine e mi sembra che gli annunci online che quotidianamente controllo su linkedin, echinacities e qualche altro sito siano particolarmente stagnanti.  
Questa domanda di lavoro è un po' emblematica di tutta la situazione: l'azienda mi sembrava un posto affidabile, il lavoro stesso non mi attirava particolarmente, gli orari di lavoro (dalle due di pomeriggio alle undici di sera) avrebbero comportato una decisiva opera di riadattamento delle proprie abitudini.
Pur non essendone molto convinto certamente non ero nella posizione di poter rifiutare un'opportunità lavorativa ed alla fine hanno deciso loro al mio posto augurandomi di trovare il lavoro che desidero quanto prima.

E quindi si ricomincia da capo: di solito la mattina cerco annunci di lavoro, poi cucino, poi cazzeggio un pochino guardando qualcosa su youtube, la sera magari vado in palestra per una lezione di zumba o una di yoga. 
Recentemente ho letto un manga "The Blue Period" che parla di uno studente e del suo avvicinamento al mondo dell'arte e alla decisione di provare l'ammissione all'Università delle arti di Tokyo. Come sempre in questi casi, che leggi un manga, o guardi l'anime di tutti in campo con Lotti, Mila e Shiro, Hikaru no go e compagnia ti viene la voglia e pensi "cavolo pure io", pure con l'aggravante che quando lo leggi online ci sono i commenti degli aspiranti artisti che dicono: ma questa è para para la mia vita! mi riconosco tantissimo! che bello avere il supporto dei propri genitori e amici! eccetera eccetera.
Ovviamente la cosa muore lì, giusto il tempo di fantasticare di comprare uno di quei corsi formativi online per imparare a fare due disegnini.
Un altro giorno deve iniziare, si riparte.

mercoledì, luglio 03, 2019

魔都 - Sin City


Oggi modificando le informazioni sul mio profilo twitter (@jiraiya) ho notato che c'era un link a questo blog. Ho pensato: facciamo allora che scriviamo un post nuovo. Per lo sfizio di aggiungere le cose che sono accadute negli ultimi 9 mesi. In breve:

Il 2 novembre scorso ho lasciato il lavoro che avevo da Anker dopo 3 anni e mezzo e qualcosina. Il 5 novembre iniziava la mia piccola gita a spasso per posti della Cina che non avevo ancora avuto la fortuna di visitare. Sono stato a Chongqing, a Chengdu, a Lijiang, Dali, Kunming, a Wuhan, a Hangzhou, a Fenghuang, a Tianjin, a Dalian, a Shenyang. Ho fatto tre o quattro lezioni di Italiano.

Verso gennaio ho fatto un colloquio ed ho ricevuto un offerta di lavoro. Dato che erano passati due mesi dal mio ultimo giorno di lavoro non ho potuto effettuare il cambio di permesso di lavoro (possibile solo entro un mese) ma ho dovuto rifare tutte le carte per il visto (Trauma n°1).
Poi mi sono messo a fare dei pacchi e buttare una quantità imbarazzante di roba in vista del fatto che avrei lasciato il mio appartamento a Changsha (Truama n°2).

A fine febbraio è arrivato mio fratello in Cina e ci siamo fatti due settimane a zonzo tra HK, Guangzhou, Shanghai, Pechino. Mi auguro che si sia divertito e mi dispiace che a Nanchino ci abbiano sequestrato il coltellino svizzero a cui lui teneva molto.

Dopo ho accettato il gentile invito di un mio amico a Nanchino che mi ha offerto di stare da lui mentre completavo le pratiche per il lavoro. Tali pratiche hanno preso molto molto più tempo di quanto mi aspettassi e hanno compreso vari eventi traumatici quali più di tre mesi di attesa per il riconoscimento della mia laurea (il master non vale un fico secco in Cina, beh, neanche in Italia, temo), certificati di casellario giudiziale fatti, rifatti, lauree staccate dalle pareti e spedite in fretta e furia con DHL in Cina. Un supplizio.

E quindi a metà maggio sono approdato a Shanghai. Ho preso un appartamento il cui affitto costa più del triplo di quanto costava quello a Changsha al sesto piano senza ascensore. Poi magari parliamo anche di Shanghai.
Intanto beh, un caro saluto!

venerdì, ottobre 12, 2018

L'età adulta - Parte II. La zuppa di pollo avvelenata.

Mi sento stanco.
La signora che dirige il mio dipartimento, Sharon, mi consiglia di farmi degli amici, di trovarmi una fidanzata, la settimana prossima andiamo in gita di due giorni per un'attività di team building mi dice che posso portare qualcuno con me.

Quando ho detto a Sharon che non trovo più interessante il mio lavoro, che non trovo stimolante la vita che sto conducendo in questo momento mi ha detto che devo avere un traguardo, devo pensare a cosa voglio fare e che, stabilito dove voglio arrivare, lei può aiutarmi e darmi i consigli su come arrivarci.

Una mia collega, quando ho saputo che avevo parlato con Sharon ha pensato che sicuramente mi aveva riempito la testa di fesserie, ha detto che le frasi di Sharon sono zuppa di pollo avvelenata (毒鸡汤): un'espressione che indica un discorso che parte che sembra motivazionale e ispirante ma la morale di fondo è invece perversa e stravolta.

Nadine, la mia manager, mi ha chiesto cosa farò. E le ho detto che non lo so.
Le ho detto che non so che fare e, che non avendo altre scelte, scelgo di fare la cosa sbagliata.
Mi ha detto: secondo la mia esperienza quello di cui le persone si pentono è di non aver preso delle decisioni.
E l'ho trovata una frase che un po' mi ha rincuorato.

giovedì, luglio 12, 2018

L'età adulta - Parte I

Dissi a mia madre a proposito della vita in Cina che non mi interessava vivere in Italia perché qua non sai mai cosa accadrà il giorno dopo e invece lo sapevo che a stare in Italia ogni giorno non sarebbe accaduto mai niente.
Passato qualche anno con una certa brutale onestà ho quindi detto a Shirley delle risorse umane che mi rammarica essermi accorto che lavorare qui è diventato quello che mi auguravo di lasciare.
So esattamente cosa accadrà domani. Mi alzo in ritardo, prendo la bici e sono in ufficio, combatto contro la sonnolenza per nove ore davanti al computer, inforco di nuovo la bici e vado in palestra a seguire qualche lezione. E poi a casa di nuovo davanti al pc: il mio supplizio diurno, diventa il mio svago notturno.
Una piccola serie di messaggi, e scusate se questo resta l'unico, sulle cose che sono state.

mercoledì, dicembre 02, 2015

Ciao

Sono ancora intero e alla fine non ci sono finito per strada. stop.
Potremmo anche concluderlo qui il post di oggi.

Continuo a lavorare per Anker (ho un numero abbastanza imbarazzante di batterie in giro per casa), porto sempre al polso un Mi Band che mi conta i passi e le ore di sonno, la bilancia si collega col bluetooth e mi aggiorna sul peso ma questa volta in Cina resto una piccola botte, sarà la vita d'ufficio o il metabolismo rallentato ora che c'ho un età, non saprei.

Uh! Qui sotto parlavo di Hotline Miami 2, a Marzo, non posso crederci sia passato tanto tempo, comunque l'ho comprato due giorni fa e ci sto giocando.

Insomma la vita continua senza grandi sobbalzi. Tra un po' si torna a casa per Natale e non vedo l'ora di riabbracciare Sara.

E insomma così, poi ci risentiamo con calma, tanto grandi aggiornamenti non ne ho e mi faceva piacere riscrivere due righe qui. Un ultimo speciale saluto a mio zio che ci ha lasciati troppo presto e ha lasciato un buco gigantesco nel mio petto. Non mi capacito che non avremo più le nostre chiacchieratine su skype dalla Cina a Catania. Ciao ciao zio Mimmo.

sabato, luglio 04, 2015

On the road

Avrei voluto scrivere un post su Meituan. Un app che ti segnala le promozioni tipo Groupon. Dopo i soliti due salti mortali per autorizzare e confermare i dati della carta sono riuscito ad avere un app che mi segnala le offerte più vicine a me. Arrivo lì, chiedo conferma, compro l'offerta e prendo il codice di promozione col cellulare. Finora ci ho mangiato tre-quattro volte e ho fatto anche un taglio di capelli a 9.9 rmb (quello precedente me ne era costato 50). Però beh, succedono un po' di cose nuove quindi tocca cambiare gli argomenti da trattare.


Succede che Leo all'inizio di questa settimana, poco prima del momento di chiudere il computer e tornare a casa, mi dice che mi vuole parlare. Il mio periodo di prova è finito e a quanto pare non ho raggiunto gli standard che l'azienda si era prefissata. Non me l'aspettavo sinceramente, forse perché una volta che l'azienda mi ha mandato a HK per fare il permesso di lavoro e conseguente permesso di soggiorno avevo dato per scontato che magari mi tenevano. Però, beh, sul contratto c'è scritto tre mesi di prova, il mio contratto era cominciato il 7 aprile. Quindi niente mi sa che lunedì o martedì sono kaput.

Da martedì ad oggi che è sabato credo di aver attraversato le cinque fasi di elaborazione del lutto. A quanto pare si ricomincia. Bisognerà organizzarsi per vedere quanto tempo posso restare in Cina, cercare un nuovo lavoro, vedere come fare con l'affitto, con le cose che ho comprato e non posso riportare a casa ecc ecc.

Questo lavoro mi piaceva, la ditta mi piaceva, l'ambiente i colleghi, c'era certo anche il senso opprimente che il tempo non bastava mai, che facevo poco e male e tornavo a casa stanco giusto il tempo di fare una doccia e dormire e si ripartiva col giorno successivo. Ce l'ho messa tutta ma non ce l'ho fatta (me la farò tatuare da qualche parte questa frase perché ultimamente credo sia il motto della mia vita).
Adesso provo a pensare a qualche idea per una letterina ai colleghi! Alla prossima!

sabato, maggio 09, 2015

Non è andata poi così male...

Eccomi qui a Changsha, patria delle "betel nut" (sto da venti minuti e non ho ancora trovato come si dice in italiano). Che sono le gomme da masticare di Changsha, solo che fanno ingiallire i denti e forse fanno venire il cancro, roba da uomini veri, insomma.
Ci eravamo lasciati un po' così l'ultima volta ci ero rimasto un po' di cacca che prima mi volevano e poi pareva non mi volessero più. Comunque poi hanno deciso che mi volevano quindi io sono partito, anche se sto un po' sul chi va là e mi guardo attorno.

Dicevamo Changsha. È strano riapprodare in Cina, o forse è strano essere qui a Changsha, per due anni e mezzo sono stato a Nanchino e mi ero un po' abituato a quella vita lì. Qui mi sembra tutto diverso: il cielo e il tempo atmosferico (mi sento sempre un po' appiccicoso qua), i prezzi sono più cari (se penso a quando a Jinan svoltavo il pranzo con la frittella della signora grassa a 3,5 yuan mi viene da piangere), attraversare la strada è un impresa, fare il caffè è un'impresa, navigare su internet è un'impresa, ripulire l'appartamento dagli scarafaggi è un'impresa... una faticaccia.
Alla fine siamo arrivati qui, ho fatto il mio primo mesetto in azienda. Per ora non ci sono stati eventi particolarmente eclatanti, anche il lavoro è abbastanza diverso da quello che facevo prima. Si comincia alle nove e si finisce alle cinque e mezza, che ultimamente sono le sei e mezza torno a casa e mi butto sul letto e la giornata finisce così. Sto facendo un mucchio di training che faccio fatica a ricordare, l'ambiente e i colleghi sono belli e simpatici, la sedia comoda, il cibo che rifilano a pranzo buono e poi alle quattro c'è anche la merendina.
Ecco, volevo aggiornare il blog per farvi sapere che sono vivo e vegeto e con un lavoro. Baci baci.

giovedì, marzo 12, 2015

L'offerta di lavoro arriva... e t'incula.

"Complimenti Mario! In due giorni ti invieremo la nostra offerta e gli altri documenti. Facci sapere se hai altre domande."
Dopo un giorno, hanno detto che c'era bisogno di aspettarne qualcun altro. Dopo una settimana gli ho scritto e mi hanno detto che pare che non possano più offrirmi quel lavoro.
E ci avevo creduto perché era da poco passato il capodanno e i cinesi dicono sempre che le aziende assumono ad anno nuovo e pensavo che quest'anno della capra potesse essere un anno un pochino più simpatico dei sue due predecessori. E invece manco per niente.

Quei simpaticoni di Expo mi hanno mandato una mail oggi alle 17:34 per darmi un appuntamento sabato alle 14. C'è anche scritto si prega di confermare entro 48 ore. bah. 
Immagine presa qui. Vi devo un caffè, sorry. 

piccolo aggiornamento, a distanza di qualche giorno.
Ho fatto le ore piccole per giocare a Disgaea, e mi trovo la famigerata offerta di lavoro nella casella di posta.
Non so cosa pensare. 

mercoledì, marzo 11, 2015

Intervallo - Quisquilie


Cose che sono successe ma che per evidenti ragioni non sono diventate un post. Evidenti ragioni tipo insignificanza relativa o pigrizia morbosa.In ordine cronologico, dal più al meno recente.

- È uscito hotline miami 2. Costa 15 euro. Lo voglio tanto.
- Ho visto la prima stagione di Mom
- Mi sono iscritto ad un mini-corso di cucina.
- È uscito il film di Spongebob. Fuori dall'acqua. E non l'ho ancora visto.
- Ho installato l'emulatore psp sul tablet con Disgaea 2 e ci ho giocato un numero imbarazzante di ore.
- Ho visto il gala del capodanno cinese in diretta streaming (auguri!). Ho anche catturato qualche immagine qui e lì pensando di farci un post. Poi, beh, passato il capodanno passato la festa.



Una digressione un pochino più lunga la merita il seguente avvenimento.
- Ho fatto un paio di colloqui. Uno (diviso in due) su Skype per i cinesi, un altro invece da queste parti. 

I cinesi hanno detto che i colloqui sono andati bene, e che tempo tre giorni si sarebbero fatti sentire. Ne sono passati sei e l'attesa mi sta snervando. 
Nel frattempo io, che so come creare false aspettative come non ci fosse un domani ho già fatto le seguenti cose: cercato su google l'eventuale presenza di 85°C, Uniqlo, Ikea, Auchan nelle vicinanze. Postato su facebook il fatto che i colloqui fossero andati bene a detta loro. Fantasticato morbosamente sulle spese da fare appena ritornato in Cina (tipo: un set di tre prodotti xiaomi, ovvero, mi4, mi band e xiaomi yi, la action cam simil gopro in vendita dal 17 marzo), cercato appartamenti in affitto su 58同城 (che sarebbe subito.it o kijiji in versione cinese, per intenderci) nei dintorni dell'ufficio e notato con raccapriccio che quegli annunci che mettono le foto del bagno di solito hanno tutti la turca. Cina io ti amo ma senza il water io ti amo un pochino meno.

martedì, gennaio 13, 2015

Quando c'è sentimento non c'è mai pentimento

TL;DR: del senno di poi sono piene le fosse! cose che avrei dovuto fare e forse non ho fatto, cose che non avrei dovuto fare e mi hanno fatto solo sprecare tempo!

Il buon senso ci dice che non si fa la spesa al supermercato da affamati. Immagino che lo stesso buon senso ci consiglierebbe di non cercare lavoro quando siamo disoccupati. Leggere gli annunci di lavoro in giro per il web mi deprime ancora più che guardare Studio Aperto a pranzo e credo non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non: "ottimo standing"??!? ma è una parola che esiste? a me viene in mente lo standing committee del Partito Comunista Cinese... c'entrerà qualcosa? sarà ottimo quello standing lì?
oggi però scrivo un'altra cosa, non questa roba qui, ho intenzione di stilare un'inutile lista delle cose che mi sono pentito di aver accettato e soprattutto di quelle che mi son pentito di aver rifiutato. ai ripari!


Nonostante mi consideri "Inattivo" più che "Disoccupato" perché mi scoccio un po' (molto più di un po', a conti fatti) nell'ultimo mese qualche tentativo l'ho fatto: ho mandato cv per expo, per poste, ad un'azienda che voleva fare servizio assistenza tecnica in lingua cinese, ad un annuncio dove si cercava un insegnante di italiano a Xiamen. Ovviamente nessun riscontro, zero.

La madre di tutti i rimorsi è ovviamente la solita: la laurea in scienze della comunicazione, laurea inutile, marea di soldi buttati, considerazione agli occhi altri zero e infine diploma di laurea brutto ma così brutto che non posso manco appenderlo che mi vergogno. Tagliamo corto, passiamo oltre.
Poi c'è Umbria incoming, il mio primo lavoro! mi pento di averlo accettato? sì. motivazioni in sintesi: non ho imparato niente, soldi che non bastano, posto di lavoro orribile. la mia salute mentale ne ha risentito. la cosa positiva è che con il contratto co.co.pro ho avuto uno sconto di 200 eur sul mio primo pc. non tutti i mali vengono per nuocere, diceva l'adagio.
Il master all'università di Perugia! mi pento di averlo fatto? assolutamente no. il giorno della consegna dei diplomi dissi in un incerto inglese: quando ho appreso di questo master ne ho parlato con la prof che mi disse "può essere l'occasione di una vita" e ora che finiamo questo percorso posso solo dire che aveva ragione. ho conosciuto un sacco di persone care. ha segnato sicuramente la svolta nel rendermi la persona che sono oggi: disoccupato e amante della Cina!
Shijiazhuang! il mio primo anno da insegnante in Cina! mi pento di averlo accettato? un pochino! è stato un battesimo di fuoco: io, una classe di 40 e rotti studenti e una lavagna. mi sono esaurito ed è facile dire che non è stata una bellissima esperienza. però beh, riconosco che ho avuto quest'occasione, ci sono stati dei bei momenti ma non lo rifarei neanche morto. 
Jinan, niente da dire, è stata una bella esperienza. un po' strana. ma va be'. ok
Nanchino: ho lasciato la scuola e un po' mi dispiace. lo rifarei, dico lasciare la scuola. Però sono anche contento di aver fatto quell'esperienza. Nanchino quindi è ok, un pezzo del mio cuore è ancora lì. 

A Nanchino feci un colloquio al Crowne, poi non se ne fece nulla. Mi dissero che era perché la mia disponibilità oraria probabilmente non si accordava con la loro richiesta, ho il sospetto che sia colpa del fatto che avevo richiesto una paga orara più alta. me ne pento.
Poi pure con Myefox non se n'è fatto più nulla, sempre per via del vile denaro. inoltre ero abbastanza terrorizzato all'idea di passare da insegnante all'università con 8 mesi di lavoro l'anno con 12 ore di lezioni la settimana a impiegato in azienda 6 giorni la settimana tutta la giornata in ufficio con una settimana di vacanza per il capodanno cinese. le prospettive non erano super eccitanti, insomma. si finiva a lavorare in qualche posto tipo a due ore da Shenzhen. Oggi, con un'offerta del genere prenderei l'aereo domani. sono stato choosy e ho sbagliato. devo piangere me stesso, dice l'adagio. e piangiamo, va'. 
Un paio di anni fa mi contattarono per insegnare a Qufu. Anche qui soldi pochini. E di Qufu avevo quell'impressione che sì, carina, ma in un giorno l'avevi vista tutta. Ho preso l'annuncio e l'ho rigirato sulla mia pagina facebook! Stolto Mario, stolto! Un'altra decisione infelice.
Estate 2013: due mesi a Pompei. È stata una bella esperienza. L'avrei rifatto volentieri anche nel 2014 ma non m'hanno chiamato. E va beh, è andata così.
In tutto l'anno scorso sono riuscito a fare giusto l'interprete per quattro giorni. Avrei dovuto farlo o no? Ancora oggi sono indeciso. facciamo 50 e 50, ci sono stati momenti belli e momenti non altrettanto belli, momenti interessanti e altri meno. forse c'è una morale dietro sulla vita che ti dà i limoni e così via, non saprei. 
Ah, nel 2014 è uscito anche il libro sulla Cina che ho tradotto! Amazon dice che è uscito a Novembre, figo! avete presente come adesso su Amazon ci sono scritti nome dell'autore e del traduttore fianco a fianco quasi come l'avessero scritto a quattro mani? Tipo che ne so: La lingua perduta delle Gru di D. Leavitt e D. Vezzoli? Ecco il mio nome non c'è da nessuna parte. volevo mettere un link per dire: guardate l'ho tradotto io! quegli strafalcioni sono miei! e invece niente. Sob

In conclusione ammetto di essere un bell'impenitente. Per quanto la mia condizione adesso sia piuttosto infelice, non so se sarei riuscito a compiere altre scelte. In effetti il gioco è stato fine a sé stesso, avrò fatto qualche erroretto qui e là, ma non me ne pento. Quello di cui non mi faccio una ragione è com'è che la situazione all'orizzonte sia così grama. Quelli delle poste e dell'expo avranno chiamato giovani belli e rampanti? Com'è che non m'hanno proprio considerato? Quando sono diventato un Paria? boh.
Foto trafugata senza ritegno da Xinhuanet. ; )

lunedì, novembre 24, 2014

Hashtag, amore e fantasia


TL, DR: Oggi mi è tornata voglia di provare a fare qualcosa col cinese

Le statistiche di blogger sulla mia pagina danno davvero degli strani risultati, che qualcuno legga davvero questi post? Dagli Stati Uniti e dalla Slovenia? Beh, benvenuti! Willkommen!

Tempo fa avevo provato a configurare Google Alarm per ottenere degli aggiornamenti automatici sulla situazione del lavoro in Cina. Io sono così, mi sembra da scemi aprire i soliti siti tutti i giorni e fare sempre le solite ricerche, meglio smanettare un attimino e automatizzare il processo. I feed RSS che li hanno inventati a fare? La cosa comunque è stata un fallimento su tutti i fronti: ho registrato delle nuove ricerche ma non ne è mai uscito fuori nulla, mai un risultato, zero. Chissà dove ho sbagliato. 


Ieri ho visto tre puntata di Shinya Shoukudo (stagione 3 episodi 3, 4 e 5) dedicati rispettivamente a 3) taro e seppie stufati, 4) tenpura di beni shoga e 5) insalata di vermicelli cinesi. Ho scoperto che i vermicelli cinesi, in cinese chiamati 粉丝 fěnsī, in giapponese vengono invece chiamati 春雨 Harusame, praticamente pioggia di primavera. Non è un nome fantastico?! 
In ogni caso ho postato questa scoperta su twitter con l'hashtag #cinese e credo che per via dell'hashtag un simpatico ragazzo siciliano mi ha chiesto un'opinione sui suoi video sul cinese. E confesso che anche a me è venuta una certa qual voglia di fare una cosa del genere. Sembra una cosa carina però mi sa che senza un progetto sensato dietro, l'entusiasmo e gli stimoli potrebbe naufragare ancora prima di nascere. In fondo mi ero promesso di fare una cosa del genere con la mia paginetta facebook sulle lezioni inutili di cinese (ho controllato: l'ho aperta 4 anni fa e ne ho parlato qui)... alla fine però non è che sia molto soddisfatto del risultato, mi sarebbe piaciuto che diventasse uno spazio un pelo più collaborativo. Comunque beh, non è che ho molto altro da fare quindi magari beh. 
In ogni caso, prendendola molto alla larga, ho aggiornato immagine del profilo e di copertina della pagina su facebook (massì, rimettiamo l'indirizzo qua), l'immagine del profilo... che voleva rappresentare uno pseudo logo mi è venuta un po' peggio di come mi aspettassi, in testa a me era molto più cool! è fatto con foto che ho riciclato dai miei album di facebook. ho sfogliato tutti gli album dalla Cina e, oltre al solito magone per i cento chili in meno che pesavo, mi sono sorpreso anche per i molti momenti che non ricordavo. Mal di Cina, mal di Cina a carriole.
Per la copertina ho fatto una foto dei libri che stanno sullo scaffale nella mia stanza, come sono belli i miei libri! Li guardo e sono super soddisfatto di me... peccato solo che sono ancora a pagina 40 di Sorgo Rosso e a questo ritmo lo finirò tra cento anni.

giovedì, agosto 07, 2014

Libri italiani in Cina - Una ricerca su google

Oggi, tra le diecimila ricerche inutili che faccio su google ogni giorno mi sono chiesto come facciano i libri italiani ad arrivare in Cina. Ricerca nata, come al solito, da qualcuno troppo pigro per usare google che su un gruppo di Baidu (chiamato, giustamente, Italiano) chiede consigli sulla letteratura italiana contemporanea. Ho pensato: beh, cento colpi di spazzola in Cina non l'avranno pubblicato. Ma la solitudine dei numeri primi (质数的孤独) sì. Quindi segnamo un attimo quello. E poi? Va dove ti porta il cuore? Non ti muovere?


Ho guardato su amazon cinese ma l'entusiasmo è morto presto: nella sezione letteratura è possibile cercare per paese d'origine e la scelta comprende: Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Giappone e Altro. Altro comprende: Germania, Russia, Corea, Spagna, Austria, India. Quindi va be', niente. 
Io poi dato che ho lo strano pallino di leggere libri in cinese ne ho qualcuno, in questi anni in Cina ho acquistato: Io non ho paura (有你我不怕 "quando ci sei non ho paura") di Ammaniti e Mio nonno era un ciliegio. Poi è arrivato anche Il corpo umano. 
Comunque ulteriori ricerche su Google e Wikipedia mi hanno dato l'impressione che se non sei Umberto Eco o Italo Calvino la probabilità di avere un tuo libro in Cina sono piuttosto bassine. Alla fine ho trovato il tag "Italia" su Douban libri e ce n'era qualcun altro. Ho così scoperto che tra la pila di pendoli di Focault e nomi delle rose c'era anche Fai bei sogni (孤独的梦中人 "la solitudine dell'uomo che sogna") di Massimo Gramellini. Baricchi, Faletti non ne ho visti in giro. Ah, ce n'è anche uno che si chiama I cinesi non muoiono mai. 
Mi sembra un campionario piuttosto ristretto. Ce ne sono altri e mi sono sfuggiti? Quali libri bisognerebbe aggiungere a questa magra lista?

venerdì, giugno 06, 2014

Lost in translation


Ho lavorato per quattro giorni. Da quando ho lasciato Pompei a metà settembre. C'è stata quella parentesi interessante per cui sembrava che sarei dovuto andare in Cina per quelli dei gelati ma ci ho rimesso solo un mucchio di soldi per i documenti da produrre e il viaggio a Venezia per incontrare i cinesi. Ho iniziato lunedì pomeriggio a Castellammare ed è finita ieri a Positano. Ho fatto l'interprete (per la prima volta). Tempo fa sull'iPod c'avevo fatto incindere "Le langage est source de malentendus" (Le parole sono una fonte di malintesi), una ragione ci sarà.

Comunque per farla breve si sono alternati momenti di terrore puro, momenti in cui mi sentivo gettato in una vasca di squali, momenti di gloria, momenti di vago relax in cui pensavo: vabbè, una pizza gratis, mica male. Un sacco di sole e passeggiate e, grazie a scelte felici di pianificazione per cui all'inizio ci sono stati gli incontri ultratediosi e poi lo svago, sono arrivate le passeggiate a Capri e momenti di grande relax assaggiando vino bianco nella villa di Zeffirelli a Positano. Sicuramente un'esperienza ricca e interessante. Se dovesse ricapitare ci penserei un po'. Mi auguro di aver fatto una buona impressione. Infine, per la prima volta, mi è capitato di ricevere un bigliettino da visita con richiesta di metterci in contatto perché un interprete non è che si trovi tutti i giorni. A soli sei anni dal master. beh, ho aspettato un pochino ma son comunque soddisfazioni.


lunedì, novembre 18, 2013

Dopo la scuola - Houkago

Copertine ed. Jap / ed. Cinese
Ed eccoci qua, a parlare dell'altro libro che ho appena finito. Non è divertente come leggere un libro sulla metro di Nanchino, ma non è male comunque. Un libro che va via come il pane al punto che su facebook la pagina relativa per segnalare che l'ho letto l'ho creata io (e non hanno neanche messo l'immagine della copertina che gli ho mandato, che stanno aspettando questi buzzurri?)

Autore: Keigo Higashino
Titolo: 放学后 / Houkago
Pagine: 215 (353 l'edizione giapponese, 320 quella di taiwan secondo wikipedia, in cinese semplificato s'è ristretto? boh)


Non edito in Italia. Possibilità di vederlo edito in Italia... boh, bassine. Se qualche editore ci sta facendo un pensierino e vuole una traduzione dal cinese (che non ha assolutamente senso) mi contatti pure.


Trama: Un vaso di gerani cade dalla finestra del terzo piano proprio dove si trovava un istante prima il professor Maejima, insegnante di matematica alla scuola superiore femminile Seika. È solo l'ultimo di alcuni incidenti sospetti e pare che qualcuno lo voglia morto. È possibile che si tratti di una delle studentesse? Si può avere intenti omicidi a quell'età? E da cosa può scaturire quest'odio?

Affrontiamo subito l'elefante in salotto: il mio piacere proibito è leggere libri di un giallista giapponese... in cinese. Colpa di un amico che mi ha consigliato Byakuyakou (白夜行). È strana anche l'idea di ritornare così con grande amore ai gialli, tra i primi libri che io abbia letto ai tempi dei 100 pagine 1000 lire. C'è un'alchimia strana tra un mistero da risolvere e il leggere il libro in cinese, non saprei se perversa o meno, comunque piacevole, quindi eccoci qua. 

Houkago, romanzo di esordio dell'autore, esce nel 1985 e gli vale il premio Edogawa Rampo (se pensate che sia una cosa da poco sappiate che il detective Conan si chiama Conan Edogawa da questo tizio qui, eh). È il primo di una lunga serie di opere, buona parte di cui adattate in film e serie televisive (non questo, però). Come da titolo gran parte della narrazione è ambientata dopo la fine delle lezioni quando le studentesse praticano le attività sportive del proprio club (Maejima è responsabile di quello del tiro con l'arco).

Ho apprezzato l'epilogo con colpi di scena annessi dove, da buon giallo, hanno tirato le fila degli avvenimenti, ciò che colpisce non è la messa in scena del crimine (anche perché questi delitti in una camera chiusa, mon dieu!) ma l'evento da cui nasce la storia, che ovviamente non si può dire perché se non ci arrivate dopo 200 pagine non è lo stesso. 

Come quella precedente anche questa è una recensione che finisce col consigliare un altro libro, a ragion veduta preferisco Byakuyakou, magari dietro grande richiesta di pubblico potrei scrivere una minirecensione anche di quello lì. Di quelli che ci sono in Italia ho letto "La devozione del sospettato X", il libro mi è piaciuto, l'edizione italiana già meno perché si è sbarazzata della devozione nel titolo ed è diventata un misero "Il sospettato X". Ah, il primo libro di Higashino in Italia è uscito per Mondadori e si chiama La filastrocca dell'assassino, nel 2000 costava 5000 lire. Chissà se si trova in giro, mi piacerebbe averlo a titolo di collezionismo (a non più di 5000 lire però, lolz).

Ah, già, pare che nel 2010 sia uscito anche un manga, le prime pagine si possono leggere qui (curiosamente nella traduzione inglese, e successivamente in quella italiana, Youko propone a Maejima di andare in Cina invece che a Shinshu, Nagano. boh) 

giovedì, novembre 14, 2013

The seventh day

Volevo scrivere della mia affannosa e infelice ricerca di lavoro. Ma posticipiamo la menata di torrone alla prossima uscita per parlare d'altro un po' come Danny Boyle che gira sempre film di generi diversi (è in playlist il suo ultimo lavoro, Trance). Visto che facebook mi chiede cosa leggo, visto che ho aperto una pagina su anobii e che non sono abbastanza cool per cavalcare la moda del momento e fare un corso di cake design, vi parlo dell'ultimo libro che ho letto. In realtà volevo scrivere di quello che sto leggendo, ma facciamo così,sono ancora a metà e quando lo finisco ne parlo. Eccoci a noi e a Yu Hua e il suo "Il settimo Giorno".


Autore: 余华 / Yu Hua (wikipedia)
Titolo: 第七天 / Il settimo giorno
Pagine: 225 scritte abbastanza larghe
Non ancora edito in Italia. Fosse edito in Italia manco lo leggerei perché i libri in Italia hanno un prezzo che trovo leggermente astronomico (un esempio a caso: Il corpo umano di Paolo Giordano su amazon.it: 16,15 eur. Il corpo umano di Paolo Giordano su amazon.cn: 2,95eur). 

Trama: Yang Fei, che ha lasciato il lavoro per accudire il padre malato e da poco scomparso, muore in un'esplosione in un ristorante. Il giorno dopo si sveglia e trova un messaggio sulla porta da parte delle onoranze funebri che riporta l'appuntamento al forno crematorio. Ma Yang Fei, privo di urna cineraria e di un posto al cimitero, si troverà a vagare tra le anime che restano perché nessuno ha predisposto per loro un luogo di riposo. Nei sette giorni di narrazione Yang Fei incontrerà alcune persone che ha avuto vicino nella vita e che hanno condiviso il suo destino.

Yu Hua, ex dentista (evidentemente fare il dentista in Cina non rende bene quanto in Italia) gode di un primato nel mio cuore: è l'unico scrittore cinese che io abbia letto in cinese. Gli altri tentativi (per esempio Wang Xiaobo, Zhang Ailing) sono un po' naufragati perché li ho trovati più ostili da leggere; una cosa che per me, povero laowai illetterato, fa tantissimo onore a Yu Hua è che scrive come mangia. 

Il settimo giorno è il suo quinto romanzo, pubblicato a sette anni di distanza dal secondo volume di Brothers, segna un certo cambio di registro in quanto la narrazione si sposta dalla Cina della rivoluzione culturale alla Cina odierna. Il risultato è abbastanza spiazzante: ritroviamo in questo libro un patchwork di episodi di cronaca recente cinese cuciti assieme dalla vicinanza alla vita del protagonista tra cui: figli persi e/o abbandonati, social network, vendite di reni, iphone4s, prostituzione, insabbiamenti da parte dei media, ecc.
Anche se il cuore del racconto è il rapporto padre figlio io sono un romanticone e la mia parte preferita è stato l'incontro con Li Qing, l'ex-moglie del protagonista nel secondo giorno. Mi ha ricordato molto il tema di un racconto che avevo intenzione di scrivere tempo fa. Uno seduto, l'altra distesa sul letto dell'ormai ex-appartamento di lui si raccontano quello che è successo dal momento della separazione, quando lei gli disse: io ti amo ancora. e lui rispose: io ti amerò per sempre.

lunedì, luglio 02, 2012

Cavalli buoni, cavalli cattivi

...cavalli così così. Anche oggi, dopo la solita assenza dai teleschermi si inizia con una citazione (non)dotta. Che dà anche il titolo al post, e cioè 好马不吃回头草 che vuol dire pressapoco che un cavallo buono non bruca l'erba che sta dietro. Nel caso il significato non sia immediato (non lo è?) vuol dire che non si torna dietro sulle decisioni prese, non si torna dietro in generale, se vuoi essere un buon cavallo. Altrimenti fai il cattivo cavallo e chissenefrega. L'esempio da manuale è che no, non puoi cercare di riavvicinare le persone che sono state parte della tua vita, perché quella gente lì è erba passata. 
La firma che ho su QQ e che aggiorno ogni giorno pazientemente indica che mancano 5 giorni al rientro in Italia. La cosa strana è che oggi inizio delle nuove lezioni, così, per 5 giorni. Sarebbero potute essere un po' di più ma non mi andava di spostare il volo quindi per ora si fanno queste qui, poi si vedrà. E come al solito rientrare in Italia implica che non ho la più pallida idea di cosa farò dopo, e ogni volta è un dramma. 
Quest'anno è particolarmente travagliato, per ora in due parole temendo di rimanere senza lavoro ho firmato un contratto con la scuola per il nuovo anno, con lo stipendio abbassato, ma che cari, no? Poi il mio collega ha firmato un contratto per le mie stesse ore con una paga leggermente un po' più alta. Al che molto politically correct ho scritto al dipartimento: volete prendermi in giro per il terzo anno di fila? anche no! quindi non so cosa ne sarà di me ma a questo punto l'anno prossimo niente scuola a Nanchino, il che mi mette addosso una grande paura, angoscia ma anche un grande senso di liberazione. Almeno non dovrò inghiottire un po' di grossi rospi pur di continuare ad avere un tetto sotto il quale dormire e un salario per fare un po' di spese. 
La domanda, che ha davvero del ninja inside, che mi è stata fatta da persone diverse (ma dove l'hanno trovata? su yahoo answers?) è: dove ti vedi tra cinque anni? quale scelta lavorativa devi fare affinché tu possa andare in quella direzione? E la risposta, mi dispiace, davvero inevitabile è... ma io che diavolo ne so! Una persona molto cara mi ha detto: rifletti, pensa a cosa vuoi dalla tua carriera. Ora io no, non c'ho bisogno di pensarci: a me della carriera, ora come ora non me ne frega una mazza. Niente del lavoro, ancora meno dei soldi. Non è forse lecito che ognuno abbia le sue priorità? Intendiamoci, certo, ci sono tante cose che mi piacerebbe fare, però appunto, se dovessi fare delle scelte non esiterei neanche un momento. Vorrei stare a Nanchino per stare assieme alla persona che quest'anno ho conosciuto e a cui voglio bene. Cioè, ma a un certo punto chissenefrega che sto qui ad insegnare italiano, a sistemare i piatti al buffet del ristorante di un albergo, a pulire i tombini? Sono ordini di grandezza differenti, secondo me. A che serve avere la carriera se non hai la salute, per dire? Ecco, per me è lo stesso discorso. Ciò dimostra che sono qualcosa di meno? Che non ho ambizione? Non lo so. E se la persona a cui voglio bene mi dice che no, non devo scegliere questo, ma devo pensare alla carriera, allora che si fa? Boh, intanto si chiude un capitolo della vita, pare. Per il resto incrociamo le dita.

mercoledì, febbraio 29, 2012

L'insostenibile leggerezza di insegnare italiano

Io ho passato i trenta. E quindi cosa ho scritto e cosa non ho scritto mica me lo ricordo più. Rischio di ripetermi, non si fa. Però è anche vero che repetita iuvant, no? Ma lasciamo parlare i fatti... e parliamo del mio lavoro. Lunedì è arrivata la nuova collega. Arruolata dalla scuola per arginare l'emorragia di insegnanti che abbiamo avuto (ci ha lasciati il nostro grande capo, quello che dava un'aria di dignità alla nostra facoltà). Non le hanno chiesto di fare una marea di ore, domenica mi ha anche chiamato per chiedermi cosa abbiamo fatto lo scorso semestre. Io le ho detto che l'unica materia che ha ereditato da me è quella di scrittura. Quindi le ho accennato brevemente le cose fatte. Poi mi ha chiesto quale fosse il livello della classe.

Ho sentito un certo entusiasmo nel tono di Ines. Mi diceva, che notizie mostro? La neve a Roma? O cose più complesse come la crisi economica? Io poi sono andato in aula lunedì, per vederci dal vivo, per darle il benvenuto. E facciamo un eclissi. Passiamo al giorno dopo quando Bianca mi ha chiesto se sapessi se lei avesse o meno esperienza come insegnante. Bianca pensava di no, perché quest'italiana parlava italiano molto velocemente. Anch'io, ripensandoci, credo di no. E lo credo perché penso che la mia nuova collega si aspettasse di trovare piccole creature bramose di sapere al suo arrivo. Si aspettava che con rara iniziativa gli studenti segnalassero tutti i punti a loro non chiari affinché si svolgesse una sana e armoniosa lezione. Questa è l'impressione che ho avuto. E arriviamo a oggi. Dopo il mio primo giorno di lezione ho perso la voce. Mi sa che non c'ero abituato a parlare e parlare per quattro ore. Speriamo di riavercela domani... altrimenti il cielo non voglia! sarò costretto a far parlare i miei studenti. Ora, saltando di palo in frasca, essendo io nel mezzo di una relazione complicata, non dico appena è cominciata, ma in effetti tipo 5 minuti dopo mi sono guardato attorno e ho visto che non ero nel luogo indicato alla voce luogo di nascita sulla mia carta d'identità. E ho pensato: e adesso come ci resto qui? Per restare in Cina mi serve un lavoro, e non saprei bene dove farmi assumere a Nanchino e non saprei bene quale lavoro potrebbe offrirmi un bel visto lavorativo a Nanchino. Quindi 10 minuti dopo avevo il sinistro sospetto che la cosa più papabile è quella di restare qui un altro anno a insegnare italiano, anche se, non lo nascondo, non mi piace lavorare qui. L'equilibrio a cui sono arrivato in questo periodo è che sono un professore mediocre in una scuola mediocre. Se dico che i miei studenti sono reattivi come mufloni in coma terminale la risposta dell'interlocutore medio è che devo sapermi mettere in discussione, trovare il modo di catturare la loro attenzione, di stimolarli. Ma li guardo pure io i film dove gli insegnanti saltano sui banchi e tutti si emozionano, ma per dirne una oggi la mia collega mi chiede di Enzo, del fatto che non ha passato i miei esami. E io le dico "Cara Francesca, ieri Enzo non è riuscito a tirar fuori la parola sorella, ha detto qualcosa come "mio fratella sposata"". Questi studiano 16 ore a settimana di italiano, e lo so che se fossi un insegnante migliore non saremmo arrivati qui. Però boh, io la soluzione in tasca non ce l'ho. Ad ogni modo, ecco, resta da vedere concluso questo semestre (ed è bello che lo pensi quando ho iniziato le lezioni da un solo giorno) cosa toccherà fare per campare e per rimanere a fianco alla persona a cui vorrei rimanere a fianco in questo momento. 
Boh, Yang Yang a mensa oggi ha detto che per quelli del segno del Gallo (come me) l'anno del Drago porterà grande fortuna. A me finora sembra aver portato solo sfiga (giuro, sono praticamente caduto in depressione il giorno dopo capodanno) ma vabbè, magari si risale la china e finisce col botto! Tanto sperare male non fa, no?

martedì, luglio 05, 2011

E non vi ho ancora parlato del tagliere

Ma io l'avevo scritto un post, giurin giurello. Solo che poi boh, qui tra la connessione che c'ha la scuola e lo pseudo software per aggirare il grande firewall (quelli che hanno un minimo di amor proprio comprano tutti una VPN e si tolgono il pensiero) ho schiacciato "pubblica" ma quelle mie parole staranno vagando disperse per la rete adesso, chissà dove sono finite, sul mio blog sicuramente no.
Sono in metro, di nuovo, che qui fa tanto fresco. Salgo sempre al capolinea che un vantaggio ce l'ha, ci metto mezza giornata per arrivare in centro ma almeno trovo il posto.

La giornata di oggi è stata dedicata a perdere tempo con le banche. Insomma, voi lo sapete no (o forse non lo sapete) che io non ho idea di cosa fare dopo il rientro, no? Cioè tecnicamente prolungherò il contratto con Nanguang... ma sapete quanta voglia ho? Zero. Insomma, rinviando a qui sotto la discussione su cosa fare il punto è tanto passato un mese e mezzo torno qui, c'ho st'urgenza di portarmi gli euri a casa? e per farci che? tanto poi me li riporto in Cina che almeno in Cina c'ho voglia di spendermeli per fare bisboccia.
Ma vabbè ve ne fregherà zero comunque la scuola a occhio e croce ancora mi pagherà giugno e luglio mentre sono via, quindi quando torno qui di fame certo non morirò

Beh, comunque perdere il tempo con le banche ha il suo fascino. Mi piace come tutto riesca a risultare sempre così complicato. Il fatto di essere andato alla banca commerciale ed aver cambiato i soldi al primo colpo costituisce una curiosa eccezione. Infatti poi sono andato alla SPD (Shanghai Pudong Development Bank) e lì al mio arrivo hanno scatenato l'inferno. Uno straniero non può comprare valuta estera. Cioè in pratica se io vado lì con dietro un cinese i soldi me li danno, se non c'ho il cinese dietro cicca cicca. Comunque cercando una soluzione mi hanno intrattenuto per si e no un'ora, io a fare due chiacchiere ci sono rimasto volentieri, tanto fuori pioveva. Comunque alla fine ovviamente NON ho risolto molto o almeno non subito: ho ritirato i soldi dalla SPD e li ho versati alla ICBC e domani cercherò di cambiarli di nuovo nella banca che non mi fa storie. Cioè, a me piace far storie, però alla fine i soldi me li dovete cambiare. Quindi in definitiva non ci siamo.

Beh, poi che altro, Angelo è in viaggio nello Xinjiang, io sono in metro (l'ho già detto?) per andare a fare la conoscenza di Paolo, mi chiedo se e come fermarmi qualche giorno a Shanghai prima di partire. I miei ipotetici viaggi a Hangzhou e Suzhou sono sfumati, e non parliamo di andare a Pechino o Shenzhen, ahi, (mi spiace, c'ho il sedere pesante, da solo non amo andare in giro, preferisco restare in camera a guardarmi 裸婚时代 (naked wedding) e godermi l'aria condizionata che se metto piede fuori faccio la muta (avete presente Rango?))

Insomma, e adesso resta il dilemma. Cosa fare? Tornare qui? Non vorrei. Ma con l'aria che tira averci un lavoro piuttosto che stare a spasso non è già qualcosa? Angelo dice che se resto almeno non dovrei farmi fregare di nuovo sui soldi. Però ricordo ancora quando ho fatto il colloquio per i signori delle valvole e mi disse che certo, le valvole non promettevano un lavoro entusiasmante ma avrei imparato qualcosa, fatto altro, magari facendo altre esperienze sarebbe stato più facile entrare nel giro, rivendermele, diciamo, queste cose fatte... e se insegno un altro anno che ho accumulato?

Mah, intanto c'ho tre buste del supermercato da infilare nelle valigie, un altro viaggio in banca da fare, altri souvenir da rimediare, torno a dedicarmi al passatempo che mi riesce meglio: rimandare. Qualcosa dovrò pur combinare nelle vacanze a casa. Penserò al mio futuro, cercherò il santo a cui votarmi.

martedì, febbraio 22, 2011

Fuzimiao

Per la seconda volta, l'anno scorso a Jinan non fa testo, stavo in centro e non mi sembrava di vivere fuori dalla grazia divina, la Festa della Lanterne (quindicesimo giorno del primo mese del nuovo anno) segna il graduale ritorno alla vita. Nei giorni prima dell'inizio dei corsi, domani qui a Yaoke e la settimana prossima a Nanguang, le persone a mensa sono aumentate esponenzialmente di giorno in giorno, una settimana fa ci saranno state 3 persone e ieri era quasi difficile trovare un posto a sedere, hanno aperto i negozietti nel campus, ogni viaggio di metropolitana porta vagonate di nuovi studenti che, trolley alla mano, si preparano ad affrontare il nuovo semestre. Ho restituito la chiave della camera 203, in quanto nella mia, la 230, pare che i pannelli solari abbiano iniziato di nuovo a fare il loro lavoro: benvenuta acqua calda. Anche il meteo promette buone cose, non fa più un freddo barbino e sembra che io debba ricorrere non più al condizionatore per mere questioni di sopravvivenza ma giusto per dare quel comfort in più appena svegli o la sera prima di andare a nanna. Si ricomincia.

Dopo la lezione pomeridiana sono andato a fare un giretto al tempio di Confucio, c'ero stato anche il primo giorno dell'anno nuovo ad ammirare la fiumana di gente... anche il giorno dopo la festa della lanterne non ha deluso le aspettative, gente ovunque. Tra quelli che addentavano uno spiedino di carne o un cubeto di tofu puzzolente fritto e quella scattava una foto ricordo si potevano ammirare le lanterne appese qui e lì.
Anche noi abbiamo deciso che il fattore viveri rivestiva una primaria importanza e ci siamo mangiati nell'ordine: palline al gusto pesce, detti "i takoyaki de'noantri" (spesa: yuan 5x2), doppio menù BigMac (巨无霸 per gli amici) al McDonald's (yuan 23x2), spiedini di carne (yuan 10 = 5 spiedini) e assortimento vario di spiedini "malatang" (麻辣烫, sempre per gli aficionados, yuan 20 in totale). Certo, non tutto di fila, ma passeggiando qui e li per Fuzimiao/夫子庙, il famoso tempio di cui sopra. E, dovendo improvvisarmi critico gastronomico, devo dire che sebbene nei giorni scorsi mi era venuto il pruritino fast food (a lezione mi ero messo a parlare del 280, ho controllato il sito italiano e mi piacerebbe provare il 1955... sono rimasto deluso. La scelta degli hamburger è limitata al BigMac e al Doppio cheeseburger, gli altri 4 o 5 sono coscia di pollo, coscia di pollo piccante, petto di pollo, coscia di pollo con salto carpiato ecc ecc. meh. Qualcosa però è cambiato nel frattempo: sarà che la vita a Nanchino è più cara, che una cena da Ciao Italia mi è costata 300erotti yuan, ma una volta consideravo il McDonald's una ladrata, 23 yuan per un menù... eresia! Una volta pensavo che c'avrei mangiato una settimana (l'equazione resta vera al 50% se mi nutro alla mensa) ma, alla fine sarà che queste street food di Nanchino sono un po' fighette, ma con 23 yuan non è che rimedi molto altro. sadness.
A prescindere dal biglietto d'ingresso per il tempio che costava 40 yuan, era una rapina e recava la scritta: festival delle lanterne 2008, a me Fuzimiao piace proprio un sacco: magari un po' troppo tirato a lucido per essere Cina, però ci sono i vicoletti, il tempio, il fiumiciattolo con le barchette illuminate, orde di negozi di chincaglieria e street food, tutto o quasi quello che dalla Cina ho sempre desiderato.
Ho rimediato anche una bancarella che vendeva le calamite per il frigo a forma di animaletti (foto), il sommo gadget che infesta la nostra casa a Napule, 3 per dieci yuan, non si contratta, se provi a dire "ti do dieci yuan ma magari me ne dai quattro" (cosa, che credo avvenga nel 99% dei casi, c'avranno provato tutti, che tanto a prescindere da quanto una cosa costi sarà comunque lo sport nazionale provare a portare a casa qualcosa in più per qualcosa in meno) manco ti rispondono, facendoti perdere un po' il gusto per la sceneggiata napoletana che di solito segue sempre l'avvio di questo magico rituale di corteggiamento cinese. Dopo aver perso minimo dieci minuti a elaborare le combinazioni delle tre che preferivo, fatti altri cinque minuti di strada ho (che deliziosa coincidenza!) trovato altre dieci bancarelle che le vendavano, comprese calamite per il frigo aragostiformi grosse quanto aragoste, ne piazzi una e non solo ti risolve il frigo, ma l'intera cucina! Magica diffusione delle bancarelle, quella che il censis chiamerebbe "macchia di leopardo", stessa cosa per le sigarette: giri dieci tabaccherie e nessuno c'ha le "lesser panda", poi quando finalmente le trovi ti rendi conto che in quel vicolo in cento metri ce l'hanno in tre. meh.