lunedì, dicembre 22, 2008

Lunedì, penultimo lunedì

Massì, scriviamo anche oggi, che tanto mica li pago. Ieri è iniziato l'inverno, dicono, è infatti a Shijiazhuang c'era (ehm, c'è) un freddo bestiale, specialmente a ora di pranzo perché tirava vento, secondo il meteo di google/yahoo siamo arrivati a -7°. E per il solstizio vanno mangiati i jiaozi, i buonissimi ravioli cinesi, altrimenti durante l'inverno ti si gelano le orecchie!

Io non ci speravo: ieri sono stato tutta la giornata in camera (ho guardato Lars e una ragazza tutta sua), ho studiato un po' di giap, ho ripreso la tavoletta grafica con la voglia di fare qualche disegno. Poi è passato Nacho e siamo andati a cena assieme a Eto-sensei, pensavo che non sarei riuscito nell'impresa perché il ristorante dei jiaozi è un po' lontano e con il freddo che c'era... una vera impresa alla Messner. Ma le tradizioni sono le tradizioni ed i jiaozi ieri li faceva anche il 'nostro' ristorante solito. Menù della serata: jiaozi con vitello e porro, pollo affogato piccante (se avete una traduzione migliore per 水煮鸡片, ditemela) e le solite 酸辣土豆丝, striscioline di patate piccanti che si confermano il mio most favourite chinese dish.
Ma veniamo a stamattina: il lunedì è un inizio blando e piacevole, ho le lezioni il pomeriggio, quindi con calma la mattinata posso organizzarmi. Stamattina mi sono alzato, un po' tardi, verso le otto, ho fatto la doccia poi colazione. Poi mi sono messo sui libri con l'idea di preparare le domande da fare all'esame, così oggi ne discutiamo in classe e gli studenti avranno il tempo di prepararsi, si spera. Ho messo prima i Lali Puna, adesso la colonna sonora do Goodbye Lenin. Manca ancora quasi un'ora all'apertura della mensa, dopo questo post continuerò con la lista delle domande. Poi magari penserò a qualcosa da preparare per la festa di Natale in classe (il 24 sera), devo studiarmi anche una canzone cinese, qui alle feste se non hai il tuo numero di cabaret i cinesi non ti perdonano. Poi, già, l'albergo da prenotare per capodanno a Pechino... e cosa fare a capodanno? mi riprometto sempre di pensarci "più tardi" (il mio gene della pigrizia patologica non si smentisce mai). Buon inizio di settimana, e di inverno, anche a voi. A presto.

domenica, dicembre 21, 2008

Merry Christmas, Mr. Lawrence.

Natale in effetti è alle porte, non che qui gliene freghi molto, ma in pratica significa che le mie vacanze sono in dirittura d'arrivo. Adesso scatta il dilemma: tornare a casa? o prendere al volo l'occasione (gra.. gra... grandi magazzini, scusate la citazione complicata) e sperperare i soldi guadagnati, si spera solo quelli e non di rimettercene altri, fare 24 ore di treno qui, 24 ore di treno lì ed andare verso il sud della Cina? l'idea, devo dirlo, mi tenta molto e allo stesso modo mi terrorizza. Niente di certo, per ora.

Ormai sto a Shijiazhuang da due mesi, ma non posso dire di essermi abituato, niente è sempre uguale, ho iniziato con tutta calma, per fortuna, poi gli ultimi periodi sono stati assai intensi, senza il tempo di annoiarmi, infine adesso invece tutto sembra essersi rilassato e improvvisamente pare che non so più come riempire le mie giornate, il fantasma del mese e mezzo di vacanza incombe su di me. ugh!
Ieri in un momento di particolare indisposizione sono uscito e sono andato a comprarei libri per lo studio del giapponese, è stato un momento un po' alla per tutto il resto c'è mastercard. Qualche cinese si è stupito non poco a vedere uno straniero comprare libri per imparare il giapponese, ma in effetti come dargli torto: la mia è di certo una scelta bizzarra. Ma, frequentando una misera lezione di giapponese alla settimana non c'è bisogno di essere dei geni del male per capire che se non studio anche per conto mio è tempo buttato alle ortiche. Sarebbe certo saggio, dato che sono in Cina, togliere baracca e burattini (ieri ho provato ad imparare a chiedere l'ora e rispondere e il mio cervello era sul punto di fondersi!) e dedicare quelle ore allo studio del mandarino. Ma, insomma, almeno provare, per vedere l'effetto che fa.
Insomma questo è il nuovo hobby, da alternare alla visione di film (recentemente visionati: Tekkokinkreet (mi è piaciuto molto), Onora il padre e la madre e Le ali della libertà) e dei 'soliti' manga giapponesi (in corso di lettura il simpaticissimo Detroit Metal City). Per il resto ho anche un libro di cinese non temete e, sempre in cinese, tramite amazon mi è arrivato il mio fantasticissimo 大便书, dabianshu, il libro sulla cacca! Un libro illustrato davvero carino che spiega, più o meno umoristicamente, più o meno scientificamente un po' di cose su ciò che diventa quello che mangiamo dopo circa uhm... 12 ore.
Comunque qui bisognerà lavorare un po' di più sul fattore umano: a parte un paio di giovani volenterosi qui la carenza di amici è abbastanza preoccupante (il prof. Eto ieri al ristorante mi fa: per la prima volta nella mia vita farmi degli amici sembra una cosa faticosa) bisognerà inventarsi qualcosa prima di contemplare l'estrema ratio di farsi crescere la barba e passare il tempo seduto sul tavolino nella posizione del loto, che, insomma, non mi pare il massimo.

domenica, dicembre 07, 2008

Sea of love

Oggi è stata una bella giornata, del resto è domenica: le domeniche sono facili, il casino son gli altri giorni. Comunque la vita di un insegnante è piuttosto ripetitiva, almeno finora: settimana passata nell'angoscia e nello stress per preparare le lezioni, weekend sul cazzeggiante allegrotto. D'ora in poi con gli esami in vista sarà un pochino diverso, ma di questo ne parleremo un'altra volta.

Insomma, oggi mi sono alzato, colazione, spalmatina di cremine comprate ieri al supermercato per idratare la faccina e il musino e non creparmi la pelle come un'opera di Burri. Sono andato dalla signora fuori l'università tutta imbacuccata che, munita di macchina da cucire di non precisata epoca, ripara i vestiti, io mi vergognavo ma l'altro giorno vidi che in pratica cuciva uno stivale, mi avvicinai e le faccio: senta, io ho una maglia aperta da un lato, se gliela porto me la aggiusta? e lei annuisce con forza per rassicurarmi. Vi ho parlato della maglia di qualità insulsa che si è aperta come uno startac appena me la sono messa? no? beh, meglio per voi, anzi, dimentichiamocene tutti. Consegnata la maglia vado dal barbiere, era un po' che volevo tagliarmi i capelli, non tanto perché fossero lunghi ma in quanto l'ultima volta me li son tagliati io e più crescevano più temevo che si notasse che sono tagliati alla cazzo, nei trenta minuti che avrei dovuto aspettare sono andato a farmi un giro in certi vicoli assurdi dove uno straniero non ha mai osato mettere piede (e io non so se lo farò più, eh eh). Poi è stata una giornata placida: ho riguardato Pane e tulipani perché voglio mostrarlo domani ai ragazzi. Ieri mi sono cimentato in uno stupido fotomontaggio poi pubblicato su facebook: ho preso la foto dei diciott'anni di mia sorella e ho aggiunto la mia faccia a quella di tutta la famiglia. Dopo aver provato il primo impercettibile pentimento di essere venuto qui per il freddo che faceva giovedì scorso guardando quella foto ho pensato che, come me, i miei familiari stanno vivendo la loro vita e io non sono con loro in questi momenti. A solo un mese e mezzo dalla mia partenza, ho fatto in fretta! Mi mette nostalgia, ma insomma, quando ho deciso di voler continuare con la Cina sapevo che niente capre e cavoli, niente mogli ubriache e botti piene, però fa un po' male lo stesso. Spero che anche le vostre domeniche siano buone, ne avete il tempo, qui son le nove e io sono nel letto, ma li son le due, hai voglia... Ciao!

venerdì, novembre 21, 2008

Mancanze

Venerdì sera, la settimana è ufficialmente finita, ci aspetta un weekend di noia o di estasi questo ancora non si sa, però questo venerdì è un po' come il sabato del villaggio, shijiazhuang è permeata dalla gioia lieta che il domani non c'è lavoro quindi io me ne strafrego del fatto che devo preparare le lezioni per la settimana prossima e sono alla ricerca di canzoni italiane orecchiabili da insegnare ai miei discepoli.

In assenza di un preciso scopo in questa giornata e con la pancia piena della marea di Jiaozi che ho mangiato a pranzo, mentre guardo il computer con faccia un po' da pesce mi è venuta per un attimo la mancanza di un bel long island ice tea, prima di rendere troppo concreta questa fantasia meglio che rimetta mano al blog e scriva il mio appuntamento settimanale (recentemente in cross-posting, prima su 163 e poi su blogger).
Questa settimana è trascorsa abbastanza placida, tranquilla, ho fatto 18 ore (quegli antipaticoni oggi hanno deciso di rifilarmene altre due, next week 20, che pera), ho saltato giapponese per andare alla polizia per le procedure del permesso di soggiorno (devo sganciare anche los quattrinos, sigh), è iniziato il corso di cinese per gli insegnanti pare. Io e Nacho siamo nel gruppo di "quelli che spicciacano un po' cinese" e Eto-sensei, Janus e l'insegnante ucraina di cui adesso mi sfugge il nome in quello per "iniziamo col pinyin e i toni", desaparacidi gli altri prof. magari si faranno vivi più in là.
Cos'altro è successo in questa settimana? uhm, ho incontrato il mio primo scarafaggio, sono a corto di quattrini, ma questa è la storia che si ripete, niente novità. Stasera si esce con le ragazze a cena, Daniela è super-motivata a ballare la bachata, vediamo un po' che ne esce fuori, adesso mi studio qualche video su youtube. Ciao! :)

domenica, novembre 16, 2008

And so the life goes on...

Umh, quanto tempo è passato? una settimana? due? Con questo maledetto blog su 163 è un casino persino capire quando ho scritto l'ultima volta. ah, che faticaccia. Fatto sta che la scuola ha deciso che pagarmi lo stipendio per farmi lavorare dieci ore sia un'eresia, quindi felici e contenti mi chiamano la settimana scorsa per annunciarmi nuove classi in arrivo e l'otto novembre (che è il mio compleanno quindi è difficile dimenticarsi la data) mentre mi faccio la barba bussano alla porta e arriva il mio nuovo orario. 16 ore in più settimanali in quattro classi di inglese commerciale 3! Per farla breve fatte 26 ore questa settimana ieri l'altro sono andato in ufficio a gettare la spugna e chiedere che me ne dessero di meno, la settimana prossima saranno 18, spero così di avere un po' più di tempo da dedicare alla preparazione delle lezioni per gli studenti di italiano e per quelli di inglese idem con patate.

Questa settimana quindi è stata, beh, stressante. Ma nonostante tutto ci sono dei momenti in cui penso che poi le cose non vanno così male e la vita ci regala dei frammenti per cui è facile commuoversi. Ieri per esempio sono tornato in centro, stavolta il gruppo era così formato: io, l'italiano, poi Nacho lo spagnolo, Eto-sensei che insegna giapponese e Janus, filippino che insegna inglese. Siamo andati un po' a zonzo, abbiamo pranzato in un ristorante niente male, poi in giro per mercati dato che Nacho voleva comprarsi delle scarpe. Ovviamente lo stupore di chi ci circondava era massimo a vedere questa delegazione multietnica muoversi per le strade un po' caotiche di Shijiazhuang. Ah, poi sull'autobus una ragazza mi vede e fa: Professore, si sieda (in inglese)! wow, che emozione, la mia carriera raggiunge picchi inaspettati!
Insomma, è una vita un po' strana qui: a volte sento la pressione, lo stress, il freddo sotto la pelle, vado avanti senza realmente poter pensare a nulla ma solo coll'ossesione di aver qualcosa di cui discutere l'indomani a lezione, spesso mi addormento sul letto, davanti al pc, col quaderno e la matita mentre appunto qualcosa da voler dire e/o in classe. Altre volte passeggio per il campus ascoltando Breathe Me di Sia, vado a far lezione o a mensa, l'aria talvolta è pungente, il fiato si condensa in una nuvoletta bianca e talvolta esce un sole capriccioso che invoglia a togliersi la giacca. Penso a come sia incredibile trovarsi in un paese a me totalmente alieno e poi ritrovarsi di domenica giocare in 4 a Mahjong (o Majiang) o a cena con i colleghi o in un ristorante grosso a malapena come la stanza che ho a casa, in Italia, a mangiare degli spaghetti buonissimi dove il personale che ti serve è costituito da un paio di donne in età avanzata coi capelli raccolti da un fazzoletto e un bambino che a occhio e croce non avrà neanche dieci anni.
Alla prossima. Buona giornata.

venerdì, ottobre 31, 2008

Shijiazhuang facts

Eravamo rimasti al mio arrivo a Shijiazhuang, adesso vediamo di passare alla permanenza. Oggi ho concluso la mia prima settimana di lezione, se devo tracciare una linea direi che tutto è andato bene anche se adesso ho 46 compiti da correggere e sono stato abbastanza inutilmente crudele quindi consumerò un bel po' di penna rossa.

Al mio arrivo mi hanno mostrato la mia camera, la 202, una stanza con un letto, tv (che non prende uno straccio di canale), frigo, dispenser dell'acqua, una lavatrice che secondo loro è una lavatrice ma a me sembra tutto fuorché una lavatrice (ancora non ho provato ad utilizzarla, nel prossimo post vi aggiornerò sui tentativi, che sento già vani), poi c'è il bagno, con la doccia che sostanzialmente E' IL bagno (niente vetri, niente tendine, niente) ed è una cosa che detesto ma di cui pian pianino sento che dovrò farmene una ragione. Internet ha funzionato abbastanza decentemente, certo negli standard cinesi, quindi niente blogger, niente siti zozzi, un po' di limitazioni che ti stanno strette e anche a quelle dovrò abituarmici... man man lai, 慢慢来, piano piano, dicono i cinesi, no?
Una settimana di vita è passata in fretta e le cose sono andate benone (a parte la stanza messa un po' maluccio, il che ha fatto credere ai miei genitori, dopo le mie lamentele, che fossi stato rinchiuso in una specie di gulag), anche più di quanto immaginassi. Ho subito fatto amicizia con Nacho, il mio vicino di stanza (204), ha la mia età ed insegna spagnolo, simpatico e solare come si confà ad uno nato nella penisola iberica, essendo approdato qui l'anno scorso assurge ufficialmente a ruolo di life coach: dove fare la spesa, in quali bettole mangiare, quali siti cinesi utilizzare a posto di youtube, et cetera et cetera. A questo piano ho anche conosciuto un giapponese appena arrivato, un tizio simpatico, ci siamo conosciuti a mensa e io ho ovviamente tirato fuori seduta stante il mio lato di manga appassionato/freak e lui penserà adesso che sono un demente.
Tutti comunque sono sconvolti, o almeno sorpresi, mi chiedono: ti sei laureato in inglese? e io: no la mia "specializzazione" è comunicazione (sorvoliamo, please). In risposta parte il commento unanime: perchè io ho conosciuto italiani/ ho sentito dire che gli italiani l'inglese non lo sanno parlare e io, che di certo non amo il mio paese alla follia devo indossare gli ingrati panni del nazionalista e dire: beh, no, dai, adesso ci sono millemila studenti universitari, credo che i giovani di oggi lo sappiano parlare un po' tutti. magari gli adulti meno.
Ho anche conosciuto un paio di ragazze, tramite Nacho, ma essendo il mondo piccolo ho scoperto che una delle due l'avevo già come contatto di msn. Daniela, infatti, ha già studiato italiano, lo parla in un modo che trovo adorabile (con tanto di parolacce) e vuole continuare a studiarlo insieme a me, ovviamente io sono più che ben disposto, in cambio di una manina col mandarino, eh eh eh eh. Evelyn (nome italiano non pervento) invece si è fatta carico di portarmi in giro per il centro di Shijiazhuang, abbiamo mangiato assieme 肉夹馍, rou jia mo, una cosa tipica di Xi'an (che a Xi'an mi ero perso) e mi ha mostrato tutti i maggiori punti di interesse commerciale della zona (dietro mio consiglio, della serie: saltiamo i musei, per quello ci sarà tempo e compriamo le lenzuola, piuttosto!).
Come finale di questo post vi racconto anche che abbiamo girato mezzo mondo perchè volevo comprare una piastra per farmi il caffè in camera, morale della favola, compro una piastra ad induzione (praticamente in Cina son tutte così, almeno quelle che ho visto io, niente fornelletti elettrici) e tornato a casa, preparato tutto il preparabile, scopro che non funziona con la macchinetta moka! sadness!