martedì, dicembre 07, 2010

Parliamone

Parliamone. Che tanto qui ispirazione zero ed è un intero pomeriggio che fisso il monitor senza farmi venire uno straccio di idea: il blocco dello scrittore declinato nella sua versione blocco dell'insegnante. Colavo melassa nel mio precedente post e poi dopo poco è scoppiato mezzo "esamigate" e io mi sono ritrovato parzialmente esaurito per preparare gli esami di fine semestre e ai ferri corti con una collega che evidentemente era responsabile delle mie scadenze. Signori della giuria, in mia difesa sappiate che ero arrivato da un paio di settimane e questi mi fanno: non è che ci prepari un attimo i cinque esami (ogni esame due prove) che devi fare a fine semestre? Spero che capirete che mi è preso un coccolone, mi rimetto alla clemenza della corte. Beh, comunque quella roba lì è passata. E io mi sono premiato con un acquistone da quaranta yuan. Due libri ordinati su amazon arrivati oggi (li ho ordinati due giorni fa, eh eh).
Poi veniamo al resto. La vita qui non è malaccio. Ho cambiato camera questo fine settimana, oggi ho anche messo la decorazione natalizia fuori la porta appiccicata con lo scotch del pacco di amazon, e devo dire che, forse complice anche il weekend con temperature superiori alla media mi è sembrato di fare un salto di qualità non indifferente, non mi sembra più di vivere in uno scantinato almeno. Riuscissi anche a cambiare la luce nel bagno (che è un po' pallida e mi deprime) e rimediare un dispenser per l'acqua sarei moderatamente allegro (vabbè, non esageriamo, diciamo non triste). Poi mi si è sfasciato l'hard disk, l'avevo portato in aula per farmi dare i film da Giovanna, mi sono scopiazzato questa marea di film in "lingue minori" (miscuglio non pervenuto di italiano, francese, tedesco), poi durante la lezione del terzo anno un tonfo, lo zaino era volato a terra... dopo un istante ricollego che c'era l'hard disk dentro, continuo a fare lezione come niente fosse e poi arrivato a casa scopro il fattaccio. Il mio ciccio hard disk comprato a Jinan poco prima di tornare in italia già mi ha abbandonato. Tristess.
Comunque la cosa davvero logorante di questa stanza è che la connessione ha brandelli di parvenza di normalità durante il mattino (metto tipo la sveglia alle sette, apro il pc, poi ricado in trance) e da mezzogiorno in poi una specie di lenta agonia. Che tipo manco msn riesco a tenere aperto. Studi non supportati da prove scientifiche teorizzano che dopo mezzanotte si possa anche godere di un servizio più adeguato alle mie nerdose necessità, ma a mezzanotte io è già mezz'ora che mi tengo le palpebre aperte con qualche stecchino, quindi anche no. almeno per adesso. poi magari nelle vacanze ne riparliamo.

Piccolo angolino sentimentale con la storia dell'insegnante di portoghese. Un francese trapiantato in Portogallo. Ci ha raccontato di come suo padre avesse conosciuto sua madre in Portogallo. E poi durante il regime di Salazar (io questo nome non l'avevo mai sentito, quanto sono ignorante da 1 a 10?) lei lascia il portogallo. E va in Francia, e arriva in Francia convinta che l'uomo che cercava in un modo o nell'altro l'avrebbe trovato. E ci dice: mia mamma era così ingenua che pur non avendo contatti pensava che sarebbe bastato andare in Francia per trovarlo. E lei scappando dal Portogallo passò per la Spagna e arrivò in Francia. Nel sud della Francia, dove trovò lavoro, mentre il padre del collega viveva al nord. Beh, dato che il mio collega esiste questa storia ha evidentemente un lieto fine, tramite amicizie portoghesi congiunte, pare. Ecco, come dire, non voglio rovinare l'angolino romantico, ma io sono arivenuto per l'ennesima volta in Cina, quindi tu che sei in ascolto, turati bene le orecchie e non fare lo stronzo. ecco.

lunedì, novembre 08, 2010

Quanto ci vuole

uhm, per farmi felice basta poco, almeno credo: stamattina colazione con doppia razione di nescafè (2 yuan grosso modo), merendine nuove (una decina) più un bel multicentrum per un compleanno multivitaminico (sessanta e rotti). Diciamo quindi che, col cambio che ci ritroviano, con otto euro ve la cavate. Poi certo, c'è l'essere tornato in Cina e quella sensazione che si prova camminando per strada, anche solo per andare in banca. E poi Angelo che gentilmente mi ospita a casa sua a Nanchino, la cena fuori, il bar per expat, la libreria avanguardia. Queste son cose un po' più difficili da monetizzare, lo ammetto. Ci sono tante cose, cose che voglio tornare a dire, sono tornato in Cina ed oggi è il mio compleanno. Non è facile invecchiare ma, insomma, ci sono anche modi peggiori di invecchiare, no? Bentrovati. Un abbraccio, MA.

martedì, ottobre 12, 2010

Lezioni (inutili) di cinese

Bisognerà pur farsi vivi ogni tanto, anche se di questi tempi (insomma, siamo a metà ottrobre) mi sarei aspettato di essere già in Cina, o con le valigie in mano, o in un paradiso fiscale a creare società off-shore, la dice lunga che nel post precedente di un mese e mezzo fa già mi lamentavo. Ecco, immaginatevi lo stato d'animo che c'ho adesso. Beh, appurato che se le preghiere di un cane venissero ascoltate pioverebbero ossa dal cielo, scartiamo gli eventuali commenti su quanto mi girino le scatole e parliamo di quelle due o tre cose buone che capitano
La prima è la più eclatante: in poco meno di un mese ho finito di leggere il mio primo libro cinese, da cima a fondo, senza arenarmi, sono felicissimo. Talmente felice che mi sono subito cimentato in un altro libro, Sorgo Rosso. cimentato per poi arenarmi miseramente dopo una pagina perché mi è parso troppo difficile. Beh, comunque non celebriamo le sconfitte, ma i successi, ho terminato di leggere Cronache di un venditore di sangue di Yu Hua (vedi figura). Bel libro, semplice da leggere, bella storia, mi ha emozionato, le sorti del protagonista mi hanno tenuto col fiato sospeso, è un libro toccante.
E' iniziata una nuova stagione per i serial americani ho ricominciato a vedere Grey's anatomy, Desperate Housewives, mi è sembrato natale (seguo anche House, ma con poca convinzione, Nikita, Undercovers, vari e eventuali). Ho visto anche film di un certo spessore (un certo Inception, per caso?), e seguo anche un po' di serie giapponesi: l'ultima della Gainax (che non si smentisce), Panty and Stocking with Garterbelt. L'anime di Bakuman e infine una serie sui robottoni con il regista di Sailor Moon, Star Driver.
Ho aperto una pagina di facebook chiamata Lezioni (inutili) di cinese, venitemi a trovare qui.

martedì, agosto 24, 2010

Non avrei dovuto

Contrariamente ad ogni auspicio ma proprio come preventivato l'estate continua a passare in una sorta di stato vegetale. Quasi due mesi sono volati senza che io abbia concluso nulla, fatto alcunchè di rilevante. Mi ritrovo semplicemente più triste e in una peggiore forma fisica. Agosto volge al termine ed adesso subentra uno stato di inutile fibrillazione per le scadenze dietro l'angolo

Ho sempre pensato che non è il caso di dare per certa una nuova partenza per la Cina finchè tutta la burocazia non ha fatto il suo corso, fino all'acquisto del biglietto, al ricevimento dell'agognato visto. E nelle due precedenti esperienze si è sempre verificato puntuale un ritardo fastidioso che mi ha tenuto qui in italia per mai meno di un mese rispetto a quanto preventivato. Ogni anno poi i dettagli cambiano sensibilmente, restando comunque ammantati di mistero, quest'anno però sono sicuramente complice di questo misfatto.
Prima di lasciare Jinan, nei giorni attorno alla data di pubblicazione del precedente post, ho sentito un professore di un università di Nanchino: c'era un posto lì e avrebbero potuto scegliere me. Io ho metaforicamente calato le braghe: l'idea di andare a Nanchino mi eccitava, ci ero stato giusto poco tempo prima e mi era parso un bel posticino. L'inevitabile neo che si è presentato è stato il seguente: di lì a una settimana l'università avrebbe chiuso, mi informa, avrei quindi dovuto inventarmi un metodo alternativo, venire prima con un visto turistico, mi dice. E qui casca l'asino: non ho detto dal primo momento che a me sembrava una storiella ridicola e questo ricorso al sotterfugio mi sembrava un po' triste (tralasciando il fatto che avrei avuto ZERO garanzie), ho detto si vedrò, mi informerò, farò quello che posso. E non conta quanto iniqui fossero i termini dell'accordo: ho dato la mia parola che avrei provveduto a risolvere la questione e per questo c'ho perso la faccia. Oggi è arrivata un'altra mail facente parte dello scambio espistolare a tema "non ho idea di come ottenere il visto" che, nella sua oscura stringatezza, non è che non lasci speranze, ma comunque non getta una buona luce sui probabili sviluppi futuri.

P.S. Un minuto d'odio per quelli della dogana che mi chiamano addirittura illudendomi che il mio pacco (si, proprio quello nominato nel post precedente) sia in arrivo e invece passata una settimana ancora niente, davvero ironico pensare che le mie quattro cianfrusaglie dopo aver fatto tutta questa strada dalla cina adesso si trovano impigliate in chissà quali maglie della burocrazia italiana

domenica, giugno 27, 2010

E anche questa e' andata

Che caldo che fa a Jinan. L'estate cinese davvero non conosce pietà. Che poi, in pratica, è anche la stagione in cui piove di più: ciclicamente si alternano giornate dove mi sembra di vivere in un forno, poi il cielo si copre, per un giorno o due la minacciosa coltre di nubi ci osserva, poi qualche tuono e improvvisamente giù colla piogga come se la buttassero a secchiate. Io intanto per aver ceduto al peccaminoso piacere dell'aria condizionata in camera mi sono beccato il raffreddore, mi sento l'occhio destro gonfio e ogni tanto mi scende una lacrima. Il mio conto alla rovescia manuale su MSN e QQ segna meno undici giorni al rientro in Italia.

Tramite amici semi-sconosciuti di chat avevo ricevuto un'offerta di lavoro: insegnare per 5 mesi nell'Hubei, a Shiyan. Un posto decisamente "remoto", una città cresciuta in mezzo alle montagne perché lì Mao, il grande timoniere, decise di piazzarci una fabbrica d'auto. Isolata dal resto perché temeva che i russi cattivoni la bombardassero.
Ci ho pensato, se andare o meno, ho chiesto consigli, ho valutato i due percorsi possibili e come comportarmi con banca, poste, biglietti aerei in un caso o nell'altro. E ci penso ancora, ma il tempo è agli sgoccioli e dall'altra parte ancora non hanno tirato fuori uno straccio di contratto. La vedo improbabile come cosa, adesso, mi dispiace ma è anche vero che la voglia di tornare a casa c'è.

Dopo due anni, domenica scorsa, ho ridato l'esame HSK. Questa volta da solo, senza Elisa, Eva e Diego, senza l'autobus a portarci alla sede d'esame perché l'ho fatto all'università, lì dove seguivo le lezioni di cinese. Mi sono iscritto all'esame per una sorta di competizione con me stesso, dubito che mi serva a qualcosa dal punto di vista lavorativo... ma la speranza è l'ultima a morire. Avevo un po' di strizza all'esame perché, dopo la fortuna del sesto livello preso nel 2008, temevo l'eventualità di non superare il punteggio dell'esame precedente, finito l'esame ho avuto un grande senso di sollievo. Mi è sembrato, beh, facile. Più del libro sul quale mi sono preparato, più del livello delle lezioni che seguivo all'università. Mi è sembrato facile un esame che due anni fa ho affrontato con spirito d'avventura, lanciandomi alla cieca sulle domande come un pellerossa nel selvaggio west, arrovellando le meningi e impallidendo davanti alla difficoltà dei brani da ascoltare e quelli da leggere. E questa è la mia grande soddisfazione che un voto numerico non potrà mai sminuire (certo, se prendo meno dell'esame di due anni fa vado a nascondermi in un fosso, ma lo trovo improbabile).

E quindi un altro rientro, un altro anno passato e l'incertezza di quello che accadrà. Mi sento malinconico all'idea di partire, molto. Riguardo le foto di questi due anni, e penso che l'intensità di questi due anni non è solo una sensazione ma dimostrata dalle foto stesse. Abramo Lincon diceva che ognuno è responsabile per il suo aspetto dopo i 40 anni. Mi piace vedere le differenze sulla mia faccia dopo quest'esperienza (certo, tranne la scomparsa prematura della maggior parte dei miei capelli, sigh).

Altri aggiornamenti ameni in questi ultimi giorni:
Sono uscito col vicino giapponese a mangiare arrosticini, dopo litri di birra siamo andati in camera sua a provare 烧酒 (per gli amici Shochu, a quanto pare), io sono tornato in camera che quasi non mi ricordavo il mio nome, penso di non essere mai stato così male per aver bevuto. Eh, traguardi di cui essere fieri. Il giorno dopo sono andato a fare promozione del corso per studiare in italia (mezzo morto di after-sbronza + raffreddore) era un eventone, si riunivano una marea di università per procacciare studenti, nel suo piccolo è stato emozionante. Poi insomma, c'erano un sacco di genitori coi loro figli a parlare del loro futuro, tra quelli che ricorderò una mamma col figlio che voleva studiare cucina. Sono in corso una marea di intrallazzi tra visti e banca, chissà se ne uscirò fuori... sento l'esaurimento nervoso avvincarsi minacciosamente. Ho avuto un altra offerta di lavoro, sono un po' ottimista e un po' perplesso, come al solito. Stavolta sono anche angosciato per aver chiesto troppi pochi soldi, mi sento un cretino.
Sono stato alla posta a spedire un pacco di 18 chili e ne sono successe di tutti i colori tra le più salienti: dopo aver infilato quella marea di roba e rivoltato il pacco col nastro adesivo da tutte le parti quando vado a spedirlo la collega di fianco fa 'ah, in italia? allora dovete scrivere tutto preciso preciso' a quel punto crisi mistica, e ci siamo messi a inventare quello che più o meno c'era. "Quanto peseranno i libri?" mi chiede la tipa? e io "beh, praticamente tutto il peso è dei libri, il resto pesa quasi niente..." la tipa scrive 10 chili, col risultato che poi ho scoperto che un cuscino pesa un chilo, 2 paia di scarpe tre chili. Non contenti arrivato a casa ricevo una telefonata: sono la signora della posta, volevo sapere ma i soldi della scatola me li hai dati? e io: ehm, si. e lei: ah ok.
And that's China.

martedì, maggio 18, 2010

Dov'ero io

Ma dov'ero io quando distribuivano il dono della sintesi? o quello dell'eleganza e della chiarezza nella scrittura. o nell'esposizione semplice, logica e diretta? La professoressa di 读写 ha parlato chiaro: quando si scrive ci vuole 论点,论据 e 论证. Tesi, argomentazioni e prove, diremmo noi. A me il risultato viene fuori increscioso a scriverlo in italiano, pensa te in cinese. Io qui per scrivere quattro fatti barbosi in croce ogni volta pare manco che devo incominciare la stesura di un romanzo. E incomincio fogli su fogli di blocco note che poi puntualmente si spiaggiano sul mio desktop rendendo il mio computer agile e scattante come un tapiro zoppo.
Carellata degli eventi occorsi dall'utlimo aggiornamento, dal più recente a ritroso.
Oggi: sono stato a casa aggiornando curriculum su vari siti on-line e sperando che arrivassero i libri ordinati su amazon e invece niente, cicca cicca.
Ieri:ho partecipato al matrimonio di Valentina (o meglio: al banchetto di ringraziamento organizzato dalla famiglia della sposa), la sposa era tanto bellina, i suoi genitori mi fanno tanta simpatia, potenzialmente poteva essere un bell'evento, purtroppo azzoppato dal fatto che quelli al mio tavolo erano morti dentro e tutto il tempo s'è parlato di a quanti mesi mettono i denti i bambini, case, affitti, soldi, lavoro. Non ci fosse stata Chiara con me avrei tentato il suicidio ingoiando una polpetta di carne intera (era grossa come una mela, eh).
Ieri l'altro: gita fuori porta a Qufu con Angela. Non male. Qufu, questo posto in Cina dove ti inseguono per proporti corse in risciò, guide turistiche, matitoni dedicati a confucio (ah, non l'ho detto? Qufu è la città natale di Confucio, a due ore e mezza da qui). Fossi stato una guida turistica avrei organizzato meglio la cosa, invece poi arrivati nel posto più fico (il cimitero) non c'era più tempo se volevamo prendere l'ultimo autobus. Pazienza.
Ancora prima in (improbabile) sintesi: la settimana scorsa sono stato a shijiazhuang, ho rivisto Nacho, yahoo! Mi sono iscritto di nuovo all'HSK, a giugno ci sarà l'esame. Evviva! Ho avuto UNO studente per una settimana... dopodiché ha ben pensato di defilarsi e sparire. ahi...