sabato, gennaio 23, 2010

10,000 spoons

Ironicamente l'oroscopo di questa settimana mi suggerisce di fare un po' meno di tutto. Beh, insomma, la strada per il successo e' bella che spianata considerato che da una decina di giorni sono in vacanza e sto facendo meno di zero. A ripensarci fa un po' specie anche a me: una decina di giorni sono già passati, niente a che vedere con la condizione simil-"Arbeit macht frei" dell'anno scorso. Prego rivedersi i post vecchi per vedere la condizione miserabile in cui ero piombato, sicuramente ho scritto qualcosa che varrebbe la pena di girarci un film neo-neorealista.

Adesso tocca invetarsi qualcosa da fare. L'idea di prendere un mese così e buttarlo via spiace sempre, però conosco bene i miei polli (cioè me) e so che difficilmente mi darò una mossa. L'unica cosa che ho combinato finora è comprare un paio di quaderni per ripassare i caratteri cinesi (quelli col foglio di carta simil-velina per ricalcarli), per complicarmi la vita ho preso quelli 行书 (xíngshū), simile al nostro corsivo in opposizione a quelli stampati, col risultato che un mucchio di caratteri non li conosco e manco posso andarmeli a cercare perché non si capisce come sono fatti! ah ah, quanto sono perverso. però ci vuole sempre qualcosa per tenere in vita "gli hobby che Mario coltiva inutilmente per pochi giorni e poi puff".
Poi oggi ho sentito di nuovo un mio amico per la palestra... uff, costa il doppio che a Shijiazhuang. 680 renminbi per tre mesi. ma vabbè, non è che io ho un altro modo per buttare via i soldi al momento, la macchina fotografica l'ho comprata l'anno scorso, Diablo III non è ancora uscito quindi l'impellenza di un nuovo pc non c'è. Altre spese all'orizzonte non ce ne sono, che diavolo, investiamoli 'sti 70 euri.
Poi basta, guardo film e telefilm a manetta, mi rotolo sul letto, un paio di volte sono anche uscito a cena. Io un modo più intelligente per far passare questi giorni proprio non sono riuscito a trovarlo. Non resta che seguire i consigli dell'oroscopo: lavorare meno, non impegnarmi troppo, non dare il massimo. Alla prossima settimana!

mercoledì, gennaio 20, 2010

Avatar, la Cina, gli inviati e le campagne.

In questi giorni si parla del ritiro di Avatar dalle sale (non quelle 3d, le 2d, diciamo) della Cina, ritiro che verrà effettuato in anticipo di un paio di settimane rispetto a quanto programmato, pare per fare spazio a Kongzi. Il film con Chow-yun Fat sulla vita di Confucio. Ora ci sono diversi modi di approcciarsi a queste cose, uno è lo stile di Danwei, i fatti, i rumors, i link, gli update (leggete qui). L'altro quello che si trova su L'unità, su Repubblica ecc ecc (leggete qui e qui). Dove i fatti vengono relegati al minimo indispensabile e subito prende piede l'analisi (fanta)politica che non vale neanche la pena di mettersi a leggere tanto è la stessa dalla notte dei tempi.

Ora di certo non verrò io qui a negare che la decisione sia una cretinata, però di fronte ad una verità non dico complessa, ma almeno sfaccettata, leggere tutte queste implicazioni politiche e questi accostamenti ad altre situazioni incresciose che, insomma, si fa davvero fatica a non trovare pretestuali mi dà un po' sui nervi.
Veniamo al dunque. Il fatto che venga ritirato dalle sale 2d e non quelle 3d ha una spiegazione talmente semplice da risultare banale: la Cina (almeno che io sappia) non produce questo genere di film, orbene ci sono tante sale attrezzate per il 3d e avatar continua a spopolare non avrebbe senso toglierlo e invece no, per l'invitato questa è una spiegazione troppo banale e quindi deve attaccare il melodramma, ricordarci che i cinema 3d stanno nelle grandi città e invece in tutte le sterminate campagne cinesi ai poveri contadinelli viene tolta la possibilità di verdersi questa opera che incita alla democrazia, alla ribellione (l'avesse tirato fuori qualche anno prima Cameron e proiettato in Iraq e Afghanistan non ci sarebbero state le guerre... accidenti). Ma dico io, ma da quale pulpito? Facciamo un paragone un po' forzato: io vivo vicino Sorrento e ci sono due cinema in zona. Ora, all'arrivo di un qualsiasi vacanze di natale, quante speranze ci sono che gli altri film rimangano in sala? E davvero vogliamo accostare un film sulla vita di Confucio con quello che ci propinano i Vanzina ogni santo anno? Ma che fortunati i campagnoli cinesi, lasciatemelo dire!
Comunque se devo dire la mia sul film l'essere passato dal Jack di Titanic al Jake di Avatar ha ucciso la metà della poesia del film. Dovrebbero sceglierseli un pelino meglio i nomi di questi protagonisti.

sabato, gennaio 09, 2010

Dwelling MAio

Un altro amico ci ha lasciati: piangiamo assieme la scomparsa di imdb (internet movie database) un sito che consultato un giorno si e l'altro pure. Consultarlo è un po' come guardare i film insieme a qualcun altro. Adesso ho appena finito di vedere La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo (doppietta Eric Bana, ieri ho visto Funny People, love love Eric), avrà fatto piangere anche gli altri? Wikipedia dice che su rottentomatoes non è andato bene, forse rispetto al libro è una mezza sola. Ma senza i commentini random di altri che l'hanno visto come posso saperlo?
Alcuni giorni fa, di notte, il grande firewall della Cina è saltato per qualche ora, così dicono i siti. Cosa tramano nelle alte sfere? Un update, dicono le voci. Così non si sa mai cosa sarà accessibile e cosa no, cosa salterà la prossima volta. Ho appreso del blocco di imdb dal sito danwei (bloccato a sua volta, ma che posso leggere tramite google reader... finché non falceranno pure questo), danwei ha dedicato per l'occasione una bella canzoncina: another one bites the dust.

E' un po' che non aggiorno il blog. Manca solo una settimana alla fine dei corsi. In Italia sono appena finite le feste che qui devono ancora incominciare. Ah, le feste, che periodaccio. Il tempo non scorre mai, gli amici cinesi sono come gli ombrelli che quando ti servono, guai! E io mi sono ritrovato a passare la notte di capodanno da solo, con una bottiglia di birra e una confezione di sushi da due euro. Quindi niente, mi trovo nella mia solita fase PMS (se nn sapete cos'è consultate wikipedia)(inglese), è sabato, l'una, fuori ci sono tre gradi e io non ho granché voglia di uscire, non ho granché voglia di mangiare da solo. Eh eh, eppure questa è la vita che mi sono scelto, non la baratterei ora come ora, mi sembra meglio delle possibili alternative, adesso c'ho il magone, c'ho la tristezza e la nostalgia. C'ho speranze zero che il 2010, iniziato di cacca, possa essere meglio del 2009. Eppure ci sono tante possibilità, come la protagonista del serial cinese che dovrei riprendere prima o poi a guardare. Sicuramente stare a Jinan con 6 milioni di abitanti mi dà più possibilità di Arola che ne conterà duemila nei giorni più affollati. Quindi mi tengo il magone e mi emoziono quando al supermercato mentre compro i baozi la signora a fianco a me mi riconosce e mi dice che abitiamo nello stesso palazzo. Ho provato a fare gli occhi da bambi con i miei studenti, ho chiesto come fare amicizia qui a Jinan che tra un po' mi ritrovo in vacanza, senza niente da fare e solo. Ma loro, nessuna pietà, nessun fiato. E io ho detto: va bene, mi arrendo.

Le vacanze dell'anno nuovo sarebbero state quindi una miseria totale se non fosse arrivata quasi dal nulla la mail di Paolo che mi diceva di essere in procinto di fare un viaggio in Cina. Non vedevo Paolo dal primo anno di università a Perugia, il 2000! E adesso tramite amici di amici ha saputo che vivo in Cina ed è venuto qui a Jinan per alcuni giorni con la fidanzata! Nonostante il freddo micidiale abbiamo passato tre giorni a zonzo ed io grazie a loro ho parlato un mucchio coi cinesi, ho fatto un po' di esperienze nuove. Abbiamo comprato il tabacco e il pigiamone anti-gelo dagli ambulanti, siamo stati al mercato del te, abbiamo mangiato ravioli fritti (3 per uno yuan) sedendoci ad un micro tavolino assieme a un gruppetto di operai. Ciò che è stato figo above all è stata la sensazione di fare l'interprete: negoziare, tradurre le spiegazioni sul tè, sul taglio di capelli. Li ho anche portati in classe a far conoscere i miei studenti, e poi sono ripartiti per Shanghai. Ripensando a loro dopo la loro partenza ho fatto caso che si chiamano Paolo e Francesca. fico no?

Piccola parentesi delle usanze cinesi vs quelle di Maio. Ho scoperto che qui appena alzati ci si lava i denti. Io appena alzato miro alla macchinetta del caffè, alla tazza del latte. Alla bustina del caffè solubile se non ho voglia/tempo di mettermi a fare poi... dopo la colazione, dopo aver preparato sommariamente le idee per la lezione do una ripassatina di dentifricio al tè verde (è una lunga storia, ma se googlate berlusconi e tè verde dovreste trovarla) e di listerine per evitare di esalare alitate al caffellatte durante la lezione. Mi sembra ragionevole no? E invece nein, i miei alunnni dicono che di prima mattina la bocca è zozza (ma di che? boh) e quindi, raus, in bagno prima di mangiare raviolini, roba fritta e zuppa col tofu

domenica, dicembre 20, 2009

Dwelling narrowness

Sono passati più di due mesi da quando sono approdato in Cina, passati in fretta. Domani poi arriva il fantomatico solstizio d'inverno, quello in cui bisogna mangiare jiaozi (se non sapete che i jiaozi sono i ravioli cinesi abbandonate questo blog, infedeli)! E mancano 5 giorni al natale, anche quest'anno senza alberello... "ci starebbe proprio bene un alberello nella mia camera" penso da quando è iniziato dicembre, ma vuoi che gli alberi, e le relative decorazioni, al supermercato sono brutti e tristi, vuoi perché l'idea di mettere l'albero qui per un po' a farmi compagnia e poi doverlo buttare via perché non saprei dove metterlo mi deprime... niet.

Ho scritto l'ultimo post dal tono piuttosto pessimistico e poi più nulla, senza limiti e con poco pudore ho buttato là; tutto quello che passava per la testa, cose che a ripensarci due volte non avrei detto, perché poi ponderi ponderi e certe cose non le dici, un po' ti vergogni, un po' non sta bene. Però volevo un po' esorcizzare (e cristallizzare, a futura memoria) quello stato d'animo, e mi sono detto, massì che ti frega. E devo ammettere che quello che mi ha sorpreso all'inizio è stato lo stare piuttosto bene. Dev'essere l'istinto di conservazione: trovare il modo di andare avanti qualsiasi cosa succeda. Le giornate continuano come se nulla di particolare fosse accaduto, dapprima proprio zero, adesso però ogni tanto un po' di malinconia viene.
Per il resto non c'è un granchè da segnalare, fuori è un freddo barbino quindi non ho il coraggio di uscire manco per andare al supermercato, che pizza perà le giornate a casa... il fine settimana è stato dedicato ai serial tv (americani: Alice, cinesi: 蜗居 woju o dwelling narrowness), alle cover musicali, segnalo You spin me round - Dope, è tutto il giorno che l'ascolto! Ho visto anche il film Cloudy with a chance of meatballs (carino). Ah, 蜗居 Il mio primo serial cinese! ne ho visto una puntata e mezza... è un inizio clamoroso. L'ho visto segnalato su qualche sito, con il promettente "un serial sfuggito alle maglie della censura cinese" o qualcosa del genere, e devo dire che è abbastanza affascinante... insomma, dal punto di vista di uno a cui interessano certe tematiche morbose-cinesi, ovviamente.
Questo qui (woju vuol dire "umile dimora") parla di un giovane nucleo familiare alle prese con l'acquisto della casa e i prezzi irragionevoli e folli che il mercato immobiliare sembra aver raggiunto. La spinta ad acquistare pure una mezza catapecchia perché c'è la fila di gente che gioca al rialzo, perché la casa che ieri non abbiamo preso oggi costa 500 euro in più eccetera eccetera. Anche se non ve ne sbatte nulla dovrete ammettere che è alienante forte, eh.
Per ora mi sembra semplice, interessante e poco "artificioso" quindi lo seguo volentieri!

sabato, novembre 28, 2009

La solitudine dei caratteri cinesi

Molto tempo fa ho letto un aforisma. Sosteneva che nella vita i giorni importanti fossero quattro o cinque, gli altri servivano per fare spessore. L'aggiornamento periodico del blog per oggi salta. Questa volta pubblichiamo un nuovo episodio della posta del cuore. Se non lo leggete è meglio, io devo elaborare il lutto quindi eccomi qui, però se passate di qui e in cuor vostro vi sentite di lasciare un commentino, un consiglio (che non potrò pubblicare perché i rapporti tra Cina e Blogspot continuano a non essere idilliaci) in fondo ve ne sarò grato. Credo (male?) che praticamente tutti o quasi siano passati per situazioni simili, i casi di cronaca nera relativamente pochi, quindi è logico dedurre che la stragrande maggioranza ne esce relativamente incolume. Bene, veniamo a noi.

Io di cinesi importanti importanti, per una ragione o l'altra, ne ho conosciuti circa cinque. Quattro di questi in Italia. La gratitudine che provo verso loro è incalcolabile e inesprimibile, senza di loro non starei qui con il mio lavoro, la mia bella stanzetta, i miei studenti e la mia vita. Il cinese che ho conosciuto in Cina è Wilson. Per descrivere Wilson ai miei occhi bastano due citazioni cinematografiche malamente riportate, la prima è di Densha no Otoko quando la protagonista dice "tu rendi nuovo ciò che è banale, rendi ricordi preziosi le cose triviali", la seconda è di 500 days of Summer "da un lato vorrei uscirne fuori. Dall'altro so che è l'unica persona nell'universo che può rendermi felice".
Non è possibile per me immaginare una Cina senza Wilson, è come se ogni carattere cinese, se ogni cosa che ho visto, sentito, detto e fatto in qualche modo fosse
collegata a lui. La condivisione (via chat) di tanti piccoli episodi quotidiani privi di apparente significato si è insinuata leggermente e dolcemente sotto la mia pelle, fino a quando un giorno mi guardo dietro e so che la dipendenza da chiacchieratina supera l'assuefazione delle droghe pesanti.
Il fattore borderline di queste amicizie però le rende difficilmente gestibili: i contorni sfumati dei sentimenti in cui tutto si mescola, a volte è piacevole, a volte doloroso. In queste situzioni che rifuggono ogni etichetta mi sono ritrovato a desiderare di rivederlo senza requie. Ho saputo che il capodanno cinese non si tocca, cicca cicca, la settimana di vacanza è sacra e va trascorsa con la famiglia, poco conta se io magari avrò un mese e rotti di vacanze invernali. Non mi ero ancora rirpeso quando ho saputo che era a Pechino in questo fine settimana prima di partire per gli Stati Uniti. Non sarebbe stato possibile vedersi anche solo per un po' Perché non me l'ha detto? me lo dico e me lo ridico e non me ne faccio una ragione. Ho pensato che più saremmo andati avanti più averlo atteso per sempe mi avrebbe
corroso. Quindi in poche righe ho scritto che di vederci non se ne parlava, al telefono mi sarei vergognato del mio cinese, quindi l'avrei salutato così in chat, è tra le persone migliori che io abbia conosciuto e quindi gli auguro ogni bene per il futuro, mi ha reso felice e non l'avrei mai dimenticato. ciao ciao.
Che cosa cretina che ho fatto. eppure ci ho pensato un po' ed ho creduto che fosse la cosa migliore da fare. il risultato è che passo le giornate a piagnucolare, il sorriso ebete che avevo quando giravo per le strade è sparito, penso e ripenso. e non ho più speranza. non so più la ragione per cui faccio le cose. studiare il cinese,lavorare. se guardo la tv o leggo un libro, se incontro un carattere cinese mi imbatto in un ricordo. i cinesi dicono che una rana a tre gambe è difficile da trovare mentre gli uomini con due sono dappertutto, però il mio corpo è ancora avvelenato da quella dolce assuefazione che l'altro miliardo e rotti di cinesi mi sembrano quelli che fanno spessore, Wilson era il mio giorno importante. la terza
citazione filmica di questo post è quella di Qualcosa é cambiato: "tu mi fai desiderare di essere una persona migliore". Adesso non ho più desideri.

domenica, novembre 08, 2009

L'e-mail del babbo (e sono 28)

Secondo "maggico" appuntamento con la permanenza nello Shandong. tra una lezione e l'altra, cercando di rimediare agli eccessi italiani con un'alimentazione morigerata e regolare. Annodando i fazzoletti per ricordarsi che dare una pulitina alla camera male non farà. Eccoci qua. Sedetevi bene che mi sa che m'è uscita una cosa un po' lunga. Iniziamo con il fattore nostalgia o anche l'angolo "qui lo dico e qui lo nego": quello che mi mancherà di Shijiazhuang. Sembra una vera mission impossible, eppure a voler essere incontentabili qualcosa di Shijiazhuang mi mancherà (a parte, ovviamente, gli amici). La prima è il collegio, che in my humble opinion, se non avesse avuto l'assurda regola di chiudere ogni santo giorno alle dieci sarebbe stato un posto molto più vivibile. L'aspetto figoso, se così si può dire del collegio
è che negli stessi due piani vivevano alcuni (molti se ne sono guardati bene e vivevano altrove) degli insegnanti stranieri, i miei vicini di stanza erano i miei colleghi che insegnavano spagnolo, giapponese, inglese, coreano, arabo.

Un bell'ambiente, poi considerando che facevamo lo stesso lavoro c'era sempre un discreto background di cose da discutere: quanto fossero maligni quelli della
scuola, quanto pigri gli studenti, cosa inventarsi per attirare un minimo la loro attenzione, gioire assieme dei successi, condividere i piccoli, grandi incidenti di percorso. Beh questo, nel condominio di Jinan dove presumibilmente sono l'unico straniero e nel vecchio (carino, per carità) campus dell'Università dello Shandong dove la situazione è pressochè simile, un po' mi mancherà. Gli studenti stranieri stanno all'altro campus che in linea d'aria è poco più di uno sputo ma chi ci passa mai? Un altro punto è stato che l'essere oppressivi ha un suo tornaconto: di positivo c'era la sensazione di essere presi per mano e guidati, qui mi hanno dato un paio di foglietti con scritto vai qui e vai lì e poco altro. L'anno scorso almeno la povera Susan s'era occupata di scarrozzarmi all'ospedale a fare le analisi, è andata a prendere i risultati, forse questo un po' mi manca (sebbene col metodo fai-da-te ho portato il mio passaporto all'ufficio martedì e lo ritiro con il visto il prossimo lunedì, a Shijiazhuang dopo aver consegnato il mio passaporto all'ufficio l'avrò rivisto un mese dopo).
Il tempo ha tirato un tiro mancino non da poco e non solo qui a Jinan, il fine settimana scorso la temperatura è calata precipitosamente, dalle serate in magliette a maniche corte siamo passati a 9 gradi e minacce di neve, a Pechino e a Shijiazhuang ha effettivamente nevicato! Qui un paio di giorni di un freddo abbastanza insopportabile(sono corso a comprare cremine, burridicacai e quant'altro per evitare di aprire faglie tettonice sulla mia faccia) adesso sembra tornato
tutto alla normalità e possiamo goderci le foglie ingiallire e fa tutto autumn in new york. Altrove si è parlato di un atto di manipolazione del tempo (per far venire un po' di pioggerellina a Beijing), chissà cosa sparano in aria (argento? così attiriamo le nuvole e ammazziamo vampiri e lupi mannari?), poi assieme alle nuvole è arrivato anche altro e di qui la bufera di neve che quasi paralizzava Beijing. Ora questa storia delle piogge indotte la dicevamo anche quando ho messo piede per la prima volta in Cina, eravamo in clima di olimpiadi e si diceva che il governo volesse ripulire i cieli di Pechino con giornate programmate di pioggia (in effetti tocca dire che in alcuni giorni l'aria faceva particolarmente schifo, sembrava di stare in mezzo ad una tormenta di sabbia). Però io a queste cose un po' fanta-politiche ci credo sempre poco (sebbene napoletano), per me ha un po' la stessa fondatezza della storia delle scie chimiche. Anche se questa qui nessuno è ancora
andata in giro a sputtanarla quindi magari stavolta è vero, boh.
Comunque l'alone di mistero (specialmente fanta-politico) sui cinese è sempre cheap'n'chic, il primo posto (in assenza di clamorose sviste) spetta indubbiamente a: "il mio insegnate-collega-studente-compagno di classe probabilmente è un informatore/spia del governo". Durante il mio master abbiamo buttato giù tanti di quei sospetti che manco un torneo internazionale di Cluedo!

Se me lo chiedete, tra gli svantaggi di partire per conto proprio e arrivare in terra staniera, rientra quello di patire a volte una micidiale solitudine. Oltretutto quando sto per conto mio più che annoiarmi a morte non riesco a fare, sebbene il posto sia nuovo non ho voglia di perdermi nei meandri della città e visitare i suoi luoghi ameni, preferisco che ci sia occasione di andarci con qualcuno che m'accompagna (eh, lo so, voglio la zuppa bella e preparata), altrimenti è una pizza, dai. Quindi nei primi due giorni mi sono fatto un giro di quello che c'è qui intorno nel raggio di un centinaio di metri e mi sono messo l'anima in pace. Come ho detto nel post precedente c'ho la sala giochi sotto casa, non ho bisogno di indagare oltre.
Una sola cosa in effetti emerge come puro rito individuale, quello dove sei stai per conto tuo praticamente è meglio: fare la spesa al supermercato. E se riesco a vincere la pigrizia devo ammettere che girare tra i banchi del supermercato è un vero e proprio torbido piacere. L'ho pensato quando alla ricerca del mascarpone (il Darunfa ha i savoiardi vicenzi importati dall'Italia ma non il mascarpone... e io mi chiedo, ma questi a chi li vendono i savoiardi? mai sentito parlare di marketing? prodotti complementari? boh) e sono andato al Carrefour per vedere se lì c'era. Esplorare i banchi del supermercato è una caccia al tesoro alla ricerca nuove sensazioni, nuove merendine da provare a colazione, prodotti dal gusto quantomai esotico (segnalo le patatine fritte al gusto mango o mirtillo del darunfa), offerte irrinunciabili. Mi è inoltre piaciuto l'angolo dove in ogni banco del Carrefour vengono messi in evidenza i prodotti nuovi o particolari si chiama qualcosa tipo: hai voglia di cambiare stile di vita? In quello dei liquori c'erano quelli importati, dove ho di nuovo scoperto che i prodotti complementari qui proprio non vanno di moda: vendono bottiglie di gordon's gin (altro caso affascinante di marketing: la bottiglia da 375ml costa meno della metà di quella da 750ml) e non
l'acqua tonica o la lemon soda... vogliono farmi impazzire, lo so!
Comunque dopo aver girato il Darunfa (origine: taiwan) e il jialefu/carrefour (francia) quando ho tempo passo al woerma/walmart (usa) e legou/tesco (uk), spero di trovare tante belle sorprese anche lì.
Un abbraccio virtuale ai miei poveri lettori, soprattutto ai tre intrepidi che mi hanno lasciato un commentino... che chissà se/come/quando riuscirò a pubblicare! Col trucchetto ninja di postare via mail riesco ancora a scrivere qualcosina, ma pubblicare i commenti eh eh, sarà un altro paio di maniche! Un abbraccio al babbo che mi ha mandato un e-mail (che sensazione strana ricevere un e-mail dal babbo) non sentendomi da un po' di giorni e mostrandosi preoccupato per il mio stato di salute.
Comunque oggi, se mai la cosa potesse anche solo minimamente interessarvi è il mio compleanno. Essì, facebook per voi che potete aprirlo ve l'avrà ricordato, immagino. E' stata tutto sommato una giornata, bella, interessante, non spettacolare ma rispecchia abbastanza il trend delle giornate piacevoli vissute a Jinan. Poi magari in questi giorni ci faccio un piccolo post, che qualche aneddoto merita. Che dire, sono felice. A presto.