martedì, aprile 29, 2008

5 anni sono passati

Frugando nei cd e nei dvd che mi sono portato dall'Italia affinchè qui in Cina potessi rovistarci dentro nei momenti di apatia ho trovato una foto di 5 anni fa, la cosa interessante è che fa parte della serie 'foto col sundae' che tanto apprezzavo tempo addietro. Ogni posto in cui andavo, ogni mcdonald's era una foto nuova. Ieri sono andato al mcdonald's e ho preso un sundae (sandi) all'ananas. Peccato che la foto l'ho fatta con le patatine e non col gelato. Sarà per un'altra volta.

Le lezioni scorrono tranquille, il pomeriggio è un po' vuoto e, piuttosto che stare a casa e contare sul mio senso di responsabilità che mi porterebbe a fare i compiti ed esercitarmi, preferirei fare qualche lezione anche il pomeriggio sebbene ciò porterebbe la quantità di caratteri nuovi a livelli non sopportabili dalla mente umana, eeheheh.
Comunque dopo aver fatto le spacconate per un paio di settimane e mangiato tutto il mangiabile il mio pancino e le mie budella hanno deciso di allearsi contro di me e farmela pagare, quindi in questi due giorni è un po' un via vai verso il wc.
Domani lezione, quindi oggi pomeriggio si studia, poi per il primo maggio (wu yi) ci sono tre giorni di festa, spero di poterne approfittare per visitare posti e postacci di pechino (mercati, parchi e varie ed eventuali). C'è anche al cinema Kongfu zhi wang (il re del kungfu), detto anche forbidden kingdom, filmone di arti marziali con Cheng Long (aka Jackie Chan) e Li Lianjie (aka Jet Li). Com'è dura ricordarsi questi nomi cinesi...

P.S. dopo una settimana, ho finalmente capito di cosa si parla quando si dice che l'aria è inquinata a Pechino, appena arrivati non c'è parso tutto questo granchè, ma adesso è veramente uno schifo. sigh.

sabato, aprile 26, 2008

amo lo sport amo la salute amo l'università

Sono le cinque del pomeriggio e gli occhi mi si chiudono come saracinesche, gli altri sono andati a fare i minchioni a wangfujing, io ho gentilmente rifiutato: Xin Xin veniva a fare gentilmene le sue ore di tutoraggio ed ho preferito studiare con lei (dirle poi che avevo altro da fare mi sarebbe sembrato semplicemente impensabile) che gigioneggiare in giro per Beijing. Poi come ho appena detto mi sento anche stanco morto, stare a casa spiattellato sul letto mentre cctv 6 rifila un paio di film con andy lau non sarà poi 'sta gran tragedia.
A mensa a pranzo ho provato un uovo d'anatra, di un azzurro pallido come alcune uova di cioccolato ricoperte di zucchero colorato che qualche volta ho visto per la nostra pasqua, ebbene, erano più salate del sale stesso, le umeboshi giapponesi sembrano confetti crispo al confronto, micidiali. Mentre mi accasciavo al suolo implorando acqua come stessi nel gobi xin xin mi spiegava che si mangiano col riso dato il loro sapore tutto peculiare.

Ieri abbiamo avuto una lezione troppo fuori di zucca: chinese martial arts. Seduti tra i nostri banchetti pensavamo che niente potesse tangerci, invece il prof. arrivato dall'università dello sport di pechino appena arrivato ci dice che di teorico ci sarà poco nelle sue lezioni, di lì a cinque minuti saremmo scesi nella hall del palazzo per esercitarci dato che fuori tirava un vento che sradicava gli alberi. Detto fatto un attimo dopo eravamo di sotto a fare esercizi shaolin, posizioni della tigre e del cervo, ginnastica e massaggi del corpo. Favoloso, mi sono divertito da morire, non vedo l'ora di partecipare alla prossima lezione il 4 maggio.
Oggi invece c'era la riunione sportiva annuale allo stadio dell'università, noi partecipavamo in quanto appartenenti al gruppo degli studenti stranieri e avevamo appuntamento stamattina alle sette (ahia) al dormitorio. Come se non bastasse quei pezzi di sterco dei miei compagni di master hanno anche ben pensato di fare una ronda notturna nelle camere tornati da sanlitun alle due di notte, hanno bussato tanto forte da fracassare la porta e mi sono alzato convinto fosse ora di andare al meeting, invece erano solo lì a emanare fumi alcolici e fare foto a noi mezzi addormentati in mutande. sogno vendette alla arancia meccanica.
comunque l'evento sportivo è stato breve e simpatico, ovviamente noi eravamo tutti conciati alla meno peggio mentre gli altri gruppi erano precisissimi e sfilavano sincronizzati al millimetro. tornati al collegio (non prima di aver fatto una capatina alla mensa a mangiare youtiao) abbiamo anche firmato sul nostro striscione e ritirato la colazione che ci hanno offerto. che gentili.
ciao ciao amigos. a presto.
foto: la manifestazione di oggi, si ringrazia elisabetta per la gentile concessione

giovedì, aprile 24, 2008

Matrimonio a kunming

E tardi (00:07 a Beijing, 18:07 in Italia), oggi sono stato in giro e sono stanco, ho maledetto me stesso e le penne che ho comprato che scrivono uno schifo. Sarà meglio fare una dorminita, indi per cui sarò breve.
Ieri ho assaggiato un altro po' di beijing o almeno della sensazione di stare a beijing, ho vissuto otto anni a perugia, dove per me c'erano gli italiani e gli stranieri, adesso in questo paese sono io lo studente straniero, vengo io da fuori a fare domande e abituare goffamente me stesso a ritrovare la fila alla mensa, dov'è il vassoio, dove le bacchette e dove riconsegnare il tutto. E' uno strano smarrimento quello che provo davanti all'idea di essere in terra straniera.

Invece oggi sono andato finalmente a zonzo, grazie a Nan, ci siamo visti guomao in un centro commerciale di dimensioni piuttosto generose (c'era un negozio che vendeva praticamente solo monciccì), l'appuntamento era alla pista di pattinaggio sul ghiaccio ed è venuta una sua amica alta come un palo che fa (ha fatto?) la modella e ha degli ottimi rudimenti di italiano con cui mi ha spiegato il menù del pranzo ("...questo è con pollo, come affumicato, è abbastanza tipico cinese"). Poi montati in macchina (minicooper rossa) abbiamo girato per tian'anmen, wangfujing, il traffico di Beijing, un albergo a sei stelle a bere un mezzo litro di sanpellegrino frizzante (alleluia) al modico prezzo di 4 euri e una scuola di italiano. Ho visto marche italiane a iosa, persino un negozio che vendeva i lampadari di murano di cui abbiamo visto nella fabbrica durante la gita a venezia. E' stato un giorno emozionante da morire (ho anche preso la metro per la prima volta!). Poi abbiamo incontrato una coppia di amici, lui ternano, lei cinese che si sono sposati a kunming e abbiamo cenato in un ristorante buddista vegetariano assolutamente fuori di zucca (foto: la frutta alla fine del pasto) anche se forse più di tutto serberò il ricordo di marco (lui) entusiasta dopo venti giorni di cina e jojo (lei) che al pensiero di ritornare a perugia domani a momenti la fa finita con la vita. E i genitori di lui malfidati pensano pure che l'abbia sposato per il permesso di soggiorno...

martedì, aprile 22, 2008

queshao = lack, be short of...

Dopo great expectations di Dickens arrivano le grandi assenze del sig. Parlato, cioè io (ci sarà una ragione se il blog si chiama così, no?). Oggi ho pensato che magari si può iniziare una serie di post su ciò che assurdamente manca in Cina e non me lo sarei mai aspettato (sono fesso io?), non che abbia molte frecce al mio arco ma sto qui da cinque sei giorni, qualcos'altro in mente certamente mi verrà.

Fermo restante che di scoperte buone comunque se ne fanno un sacco e continueremo a farne, fatta qualche debita eccezione come le zuppe che per me sanno di saponetta e sono raccapriccianti.
Comunque nella categoria disagio a mio insindacabile giudizio metto due assolutamente infondate e scandalose carenze che un paese che si rispetti non può farsi mancare:
- l'acqua frizzante.
non esiste! non la vendono. neanche al carrefour l'ho vista (ma mai dire mai, lì c'è un po' di tutto) che poi se vogliamo dirla tutta la cosa è particolarmente atroce perché qui dell'acqua di rubinetto neanche ti puoi fidare chissà quanto. quindi io praticamente per sfuggire all'angoscia sto vivendo a suon di birra, l'acqua liscia ce l'ho, ma la uso per fare il caffè.
- i quaderni a quadretti
altra fenomelogia dello spirito tutta da capire. ma come scrivono questi? e dire che sto all'università della tecnologia di pechino... e TUTTI i quaderni sono a righe!a quanto pare noi che studiavamo cinese in italia scrivendo sul quaderno a quadretti eravamo dei poveri fessi. se sapevo me lo portavo da casa, uffi.
Le lezioni sono iniziate, per qualche ragione a me ignota i professori pensavano di trovarsi un classe di caproni che non avrebbe mai capito ciò che avessero tentato di spiegare, ma glielo facciamo vedere noi di che pasta siamo fatti, se.
Il resto a domani, che tanto qui tra seguire le lezioni e fare i compiti non è che ogni giorno succeda il finimondo. (manco ho una fotina da allegare, sigh) quindi i dettagli macabri me li rivendo poco alla volta! ciao ciao!

lunedì, aprile 21, 2008

jintian kaixue le! Si inizia, no time for regret!

Primo giorno di lezione. Kouyu, lingua parlata insomma, si chiacchiere, ci si presenta, la prof. sembra simpatica, ha esordito con la storia del suo cognome che pareva un po' sfigato perchè ha appartenuto a villani vari nella storia e nella narrativa. Poi un po' di formalità, giri avanti e indietro per l'università a prendere i libri, carta studentesca, tessera per i mezzi (grazie john), account di internet (fon-da-men-ta-le!) e altro che adesso non mi viene in mente. Con l'inizio della settimana di studio non si contano più gli innumerevoli buoni propositi, speriamo di tradurne in realtà almeno il 40%.

Scena splatter-disgusting-horror della giornata: mentre andavamo a pranzo c'era un topolino sulla strada che credevamo morto, morto non era perché quando un ragazzo ha iniziato a prenderlo a pedate il poveretto ha iniziato a muoversi, a quel punto il demente ha iniziato a tirarlo di qua e di là come un pallone da calcio. che cosa orribile. Sto continuando a mangiare come un maiale, a quanto pare gli altri sono anche calati di peso, ma come fanno che qui a pranzo ogni volta il piatto dove mangiano in 3/4 noi ne ordinaniamo uno a cranio? (la spesa solitamente rientra sempre nei 2/3 euro) adesso col tesserino della mensa proverò a fare del mio meglio e limitarmi un po'. ho detto che il collegio è brutto e deprimente, beh, dopo un po' di giorni devo dire che in effetti non è proprio detto, e poi le persone che lavorano qui sembrano gentili e ospitali, quasi a voler sfatare i miei luoghi comuni sui cinesi malvagi approfittatori, e se penso ai burberi che di solito capitano nei nostri collegi universitari mi sento unto dal signore. oggi una allo spoertello ha fatto la faccia da cane bastonato per chiederci di aspettare dieci minuti. dieci minuti! e per di più le otto mense dell'università della tecnologia qui a pechino hanno un bell'aspetto, beh, non le ho girate tutte, ho visto la terza dove abbiamo preparato il tesserino, provvederò ASAP sperando che al bell'aspetto corrisponda un sapore senza rivali.
Spero anche di iniziare a girare un po' pechino, domenica scorsa l'uscitina è saltata che ha piovuto tutta e dico tutta la giornata! e sabato ho visitato tutto il giorni il carrefour! :D
in foto: la collezione di death note che io e il manager non abbiamo esitato DUE secondi a comprare al secondo giorno a pechino. (l'edicola dell'università sembra piuttosto attrezzata, gongolo!)

sabato, aprile 19, 2008

Beijing

Neanche mi ero ripreso dal trauma del mio primo aereo che è toccato al secondo. Stavolta da Shanghai e partire è sempre un po' morire, non che il viaggio sia stato traumatico o altro, ma insomma, quegli sbalzi, quella sensazione, credo che la fifa dell'aereo non me la scrollerò mai di dosso. Insomma, siamo arrivati a Pechino e come mi ha suggerito Xin Xin ho iniziato a guardarla col cuore. "Yong xin kan" prima per Shanghai, poi per Pechino, per vedere un po' l'effetto che fa. (via, apro le patatine al cetriolo che ho comprato al supermercato) Ma ovviamente il primo effetto è stato tragico: passando da un albergo di shanghai al collegio di pechino poco ci mancava che decidessi di tornare in Italia seduta stante.

Un collegio è sempre un collegio, niente roba a quattro stelle, io speravo almeno nel mio bel bagnetto per fare i miei bisognini ma niente, c'è quello in corridoio con tanto di cestino dove gettare la carta dopo che hai fatto la popò (anatema), e dopo aver visto l'albergo o anche l'aeroporto in cui tutto è lucido e qualcuno strofina sempre un vetro, un seggiolino o un posacenere, i corridoi, le sale comuni e la cucina del dormitorio sembrano guantanamo bay. Mi preme da morire segnalare che i ragazzi cinesi, Xin Xin, fidanzato della suddetta e John, per quanto hanno potuto si sono fatti in quattro per fornirci tutte le spiegazioni, consigliare dove e come comprare il numero del telefono (ho un numero cinese, fatevi avanti autoctoni... anzi fatevi avanti con calma che in Cina ricevere una telefonata costa più che chiamare! e la cosa mi turba non poco), foto, fotocopie, scheda internet (che non ho, quindi quello che scrivo oggi chiss¨¤ quando lo pubblico), scheda lavatrice, quella della mensa... in questo dormitorio sembra esserci una carta per tutto. Dopo esserci sistemati la compagnia delle ragazze è subito corsa a comprare l'impossibile per la pulizia per radere al suolo ogni germe residuo nella stanza (non che i loro sospetti paiano privi di fondamento, anzi), dopo la disinfestazione ognuno si è messo a suo agio e sono andati a mangiare. Io dovevo ancora chiudere i miei conti con il bagno quindi ho gentilmente declinato.
Oggi ho sentito Jessie, che abita nella mia stessa zona, chaoyang, per modo di dire, a me sembra dall'altra parte del mondo, mi ha invitato da lei a vedere il suo bimbo di 5 mesi che io neanche lontanamente immagino quanto possa essere meraviglioso. Spero di andarci presto, o almeno di non perdermi rovinosamente nel tentativo di farlo per non precludermi ogni futura eventualità.
I preparativi sono appena iniziati, c'ho messo pochi minuti per rendere la mia stanza un casino totale, adesso ho un paio di giorni per cercare di renderla un pochino più organizzata e funzionale alla mia vita di studente.