mercoledì, aprile 14, 2010

Yushu, Qinghai

La sfiga, puntuale come sempre, fa si che la notizia di oggi pomeriggio non sia particolarmente fausta.

14 aprile - 16:27
青海玉树今发生7.1级地震,此后余震不断,已致300人遇难,8000多人受伤,大量民房倒塌;目前灾区级需挖掘设备,帐篷,被褥等物资

A Yushu, nel Qinghai, si è verificato un terremoto di magnitudo 7,1, in questo momento continuano a verificarsi scosse di assestamento. Si contano 300 morti e più di 8000 feriti. Una grande quantità di abitazioni private è crollata; adesso sul posto c'è bisogno di attrezzi per scavare, tende, coperte e altri beni.

Notizie dalla Cina - News in Chinese

Sono approdato per la prima volta in Cina due anni fa, atterrando a Shanghai. E, col tempaccio (=cielo coperto) che mi ha fatto venire voglia di saltare le prime due ore di lezione, cioè grammatica, vi risparmio il post sulle condizioni di vita del (o di questo) laowai in Cina e inauguro una nuova rubrichetta... che sicuramente durerà mezza puntata però, insomma, finché dura fa verdura, meglio di un calcio negli stinchi, no? La rubrica è dedicata alla traduzione delle notizie che arrivano sul mio cellulare, due volte al dì, consideratela una vendetta per un servizio mai richiesto. eh eh. Suddetta rubrica è offerta gentilmente dal sottoscritto che eserciterà un pochino il suo pessimo cinese con il contributo di sua maestà wenlin. Prendete l'analisi e i commenti col beneficio del dubbio, potrei scrivere un mucchio di fesserie. Ed ora veniamo a noi...

14 Aprile, 8:24
首届核安全峰会闭幕,美俄签署消减武器级钚协议,中国恪守不首先使用核武器政策,承诺无条件不对无核武器国家和地区使用或威胁使用核武器

Si è concluso il primo meeting sulla sicurezza nucleare, gli Stati Uniti e la Russia hanno firmato un accordo sulla riduzione di armi al plutonio, la Cina s'impegna a non intraprendere di propria iniziativa strategie di utilizzo di armi nucleari e accetta senza condizioni di non utilizzare o minacciare l'utilizzo di armi nucleari nei confronti di nazioni o regioni non in possesso di tali armi.

Cose interessanti a prescindere dalla notizia di poco interesse:
La parola 峰会 me l'ero persa, ma in effetti cima+riunione=summit, così come ignoravo 签署, la versione bisillabica di 签, firmare. 署 ad una prima occhiata, ma anche ad una seconda, l'avevo preso per 暑 (calore, calura, famoso in 暑假: vacanze estive), hanno anche l'aggravante di essere omofoni.
Termine rognoso del giorno: 武器级钚. A parte il carattere 钚 che indica il plutonio e sfido chiunque a trovarlo familiare, l'espressione sembra tradursi in inglese con weapons-grade plutonium, siccome questa non è una traduzione pagata (e a volte manco le traduzioni pagate pagano... ma questa è un'altra storia) non mi do la pena di cercare l'equivalente in italiano, fiducioso che in futuro non incontrerò armi al plutonio con grande frequenza.
Questo è quanto per questo primo appuntamento, buona giornata!

domenica, aprile 04, 2010

Relazione semestrale

C'è una vignetta sul sito (impronunciabile) xkcd.com sulla sonda Spirit, mi torna in mente spesso perché rappresenta abbastanza bene come mi sento in questo periodo. Guardate pure. Oggi è Pasqua, dicono (ma anche la ricorrenza dedicata ai morti in cina, pare), stamattina non sapendo bene cosa fare sono andato a fare un giretto alla cattedrale qui sotto e l'ho trovata piena di gente. Sono arrivato sul finale perché c'era una bella fila di persone (bambini compresi) in attesa di ricevere la comunione. Un pezzettino di messa in cinese l'ho sentito però, il mio sporco lavoro l'ho fatto. Aggiungiamo pure che c'era sia l'organo che la banda, davvero non hanno lesinato sugli effetti speciali qui ad hongjialou! complimenti!

Sono passati sei mesi da quando sono arrivato a Jinan, ne rimangono tre. Il 情绪波动 "movimento ondulatorio dei sentimenti" continua feroce: ho nostalgia di casa, panico di lasciare la Cina, mi sento vuoto e preda degli eventi. Le due settimani di lezione di cinese all'università dello Shandong sono state assai interessanti, mi sento un po' (molto) ridicolo a fare lo studentello quando intorno a te tutti avranno sui 22 anni, però a fare 4 ore di lezione al giorno di cinese si sente la differenza. Dopo un po' sentivo sulla pelle che potevo diventare "più bravo", progressi che nei precedenti due anni in cina ad insegnare l'italiano hanno lasciato a desiderare (a dir poco). Certo, le lezioni, pranzare con i compagnucci non è male, ma senza il lavoro non è lo stesso.
Restando in attesa di buone notizie... mi sento impotente. Buona Pasqua.

domenica, marzo 21, 2010

Beiju, tragedia. Naoju, farsa.

21 marzo, domenica mattina, post-colazione. Ieri mi sono voluto premiare con una serata "sushi a prezzo scontato del supermercato" col risultato che adesso trovo macchie di salsa di soia in giro sul tavolo e a terra, la mia stanza sembra messa anche peggio del solito. Le giornata stanno diventando più belle e il mio umore con esse, peccato che toglieranno i riscaldamenti e il mio bagno non avrà più quel teporino invitante, immagino. C'è una foto sulla mia scrivania da qualche giorno, datata 7 gennaio. La foto ricordo della mia classe dello scorso semestre, ci sono io, 12 dei miei studenti, il personale del mio ufficio. E' una foto che mi piace molto: la cosa che non posso fare a meno di notare è che tutti hanno un'aria abbastanza composta, chi un'espressione seria, chi un sorriso accennato... tra tutti spicco io con una faccia da "time of my life" e una risata marpiona.

历史重复,一次悲剧,一次闹剧 è la versione cinese di una citazione attribuita a Carl Marx. La storia si ripete due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa. Ieri ho ri-litigato con Wilson in chat, avevo bevuto mezza bottiglia di vino, ho passato la serata a piangere come una fontana. In questo periodo così umido e desolato mi trovo ad essere rapinato anche dei miei sogni, la situazione non è dissimile dal post di qualche mese fa, di qui l'idea della citazione marxiana. Ma procediamo con ordine. Le vacanze sono passate abbastanza in fretta, finito il periodo di baldoria/mangiatoria delle feste di capodanno è iniziato un periodo un po' teso: aspettare che si delineasse l'attività di questo semestre, che corso fare? quali sarebbero stati i miei studenti? ero un po' nervoso, l'idea di fare un corso facoltativo e non una full-immersion di italiano avrebbe richiesto un approccio diverso. La settimana scorsa è passata la mia collega, ha portato qualche cd, un libro di italiano, e dei ravioli con la "barba del finocchio", abbiamo discusso un po' del programma delle prime lezioni, intruduzione, fonetica, bla bla. Avevo l'orario, le aule, mi dice che probabilmente gli studenti non saranno molti, l'annuncio del corso di italiano è stato messo con ritardo sul sito dell'università.
Giovedi scorso stavo preparando il mio bel powerpoint, ricalcavo un disegnino di S.Francesco, sarebbe stata una presentazione sull'origine della lingua italiana, dall'indoeuropeo, il latino, il volgare... la mia collega mi contatta e mi dice che gli studenti non sono in numero sufficiente per tenere in piedi il corso, niente lezioni.
Riguardo la foto ricordo di qualche mese fa, oggi cosa mi resta? Senza le lezioni come passerò le mie giornate? Sfoglio il libro di cinese ordinato su amazon, guardo un po' di roba nuova che si trova on-line, film, telefilm eccetera. Mi sento svuotato, le giornate non hanno più significato. Non c'è più niente che giustifichi il presente, nè il futuro. Eppure è tutto sommato una bella giornata, fuori è tutto uguale, il tempo scorre lo stesso, che le giornate abbiano o meno uno scopo passano uguali, che abbiamo o meno un obbiettivo, un sogno, un dio macroscopicamente la nostra (mia?) vita non cambia. E' questa la farsa? Sembra un film girato da qualcun altro, posso solo aspettare che qualcuno compia le scelte per me, sono in attesa delle notizie da parte di collega, del mio capo a Pechino, chissà.

Passiamo alle notizie liete: è iniziata la quattordicesima stagione di south park, assolutamente in grande stile. Poi ieri Paolo mi ha raccontato della sua proposta di matrimonio a Chiara, con ristorante, fiori, anello, inginocchiamento e tutto quello di cui c'era bisogno. Ah, che emozione! Congratulazioni! Spero di essere un degno testimone per queste nozze...

domenica, marzo 14, 2010

White day


Le vacanze sono quasi finite. Si sono protratte in avanti quasi all'inverosimile. E, stranamente, la cosa mi è dispiaciuta solo un pochino pochino. Eravamo rimasti al pre-capodanno, al pre San Valentino, ma in effetti la summa degli eventi doveva ancora arrivare... con il mistico capodanno Cinese. Quest'anno ho collezionato ben tre diverse visite in tre famiglia cinesi. Pre, durante e after capodanno.

Pre-capodanno, casa della famiglia di Yangyang (ex-studente di medicina, attualmente fa praticantato e attende i risultati dell'esame per fare ricerca). Location: campagna appena fuori Jinan.
La vita nella campagna... tutta un'altra cina. Un po' come ti immaginavi la vita nei siheyuan nella Pechino all'epoca di Mao, ma ai giorni nostri. Tre giorni di freddo bestiale e (bambini chiudete gli occhi e non leggete) senza avere il coraggio di andare in bagno perché io quel buco nel terreno non lo uso, no no no. Siamo andati al mercato inter-villaggetto che si tiene due volte alla settimana, ho comprato caramelline gommose e fette di banana essiccata che ho masticato per tre quarti della giornata e un poster coi caratteri del mio nome scritti tutti colorati, con pescetti e uccellini. Il pranzo con famiglia al completo (comprensiva di sorella molto incinta e cognato) è stato molto gradevole. Altra nota di colore il fatto che la famiglia di Yangyang è cristiana... ho passato un serata a cantare canzoncine da chiesa in cinese.

Capodanno, casa della mia collega all'Università dello Shandong. Location: parte nord di Jinan. Scendo al supermercato sotto casa, mi faccio assemblare un bel cestino di frutta e vado. La casa è tutto sommato piccola ma molto carina. La mamma mi rende partecipe della preparazione dei ravioli e anche io maldestramente ne chiudo qualcuno. Poi, insomma, dopo poco si parte col delirio a base di huoguo, ravioli bollenti che mi ustionano. Programma serale su CCTV del capdanno cinese (春晚, per gli amici, o Spring festival gala, se siete esterofili), spolveratina alle bottiglie di 白酒 (un parente molto stretto della grappa, alcolicamente parlando) e serie piuttosto lunga ma incredibilmente soddisfacente di partitone a mah-jong. Alla fine, finito lo show in tv e rimpinzato ben benino lo stomaco mi riaccompagnano a casa verso le due di notte con tanto di busta con provviste per l'indomani.

After-capodanno, casa di Wang Dong (che, se non ho capito male, fa il grafico per una società che commercia vini francesi, ma non solo, forse). Location: Longkou, svariati chilometri da Jinan. In preda all'ebbrezza delle due precedenti tappe/famiglie, non ho lasciato che il mio amico me lo chiedesse due vole, e il quarto giorno dell'anno nuovo (ah, prodezze del calendario lunare) sono andato alla stazione degli autobus di Jinan e ho preso l'autobus per Huangcheng (che è il nome del posto che non sono riuscito a trovare neanche sul, solitamente, semi-infallibile google maps) che avevo prenotato il giorno prima a telefono. (wow, ho prenotato un biglietto al telefono, sono un asso), cinque ore e rotte di bus e arrivo. La casa della famiglia di Wand Dong è decisamente un bell'appartamento, non ridicolmente grande, comunque io mi sono ritrovato la mia stanzetta con condizionatore e schermo piatto. Si trova nel mezzo di un complesso residenziale fatto di caseggiati tutti uguali che si estendono a perdita d'occhio, wow. Altri due giorni dove non ho fatto altro che mangiare e guardare la tv (e vedere 20 volte la scena della pattinatrice cinese che vince la medaglia d'oro, vomit), con la povera mamma che le tentava tutte per venire in contro ai miei gusti di ospite occidentale. Momenti salienti: io che giro la zona di nanshan con tempi taoisti e, giusto di fronte, un gigantesco budda in cima alla scalinata all'indomani di una serata alcolica iniziata con un po' di vino a casa di Wang Dong e finita a miriade non identificata di bottiglie di birra che io e un suo amico ci siamo scolati perché alla fine presa una cassa s'è scoperto che nessuno a parte noi due beveva.

Questo è quanto per adesso, i miei studenti sono approdati a Perugia, anche io tra un po' ricomincio con le lezioni. Ci sentiamo a presto e intanto vi lascio con un bel refuso-lapsus freudiano di stamattina su Repubblica.

lunedì, febbraio 15, 2010

The big stuff happens in an instant

Si, è iniziato lost. Ma noi facciamo finta di niente e citiamo Grey's anatomy per iniziare il post di oggi, tiè. Proprio vero, cara Meredith, pochi istanti fanno la differenza. Questo sostanzialmente è un post riciclato, roba che avrei voluto scrivere e che non ho pubblicato, poi adesso, col capodanno e altra roba interessante in giro, do una sistematina a tutto e mi rimetto al passo, prometto. Ci sono alcuni momenti che avrei voluto condividere, micro-alterazioni della routine quotidiana, piccole interessanti varazioni sul tema della permanenza cinese. Molte si perdono per strada, per mia noia, per incuria. Il supermercato pieno di gente, i ristoranti che sto provando pescati da un sito internet che consulto prima di uscire per il pranzo, la zuppa di capra di uno di questi. Beh, alcune cose sembrano interessanti, poi per pigrizia sbiadiscono e tralascio di riportarle. Uno di questi microeventi però non posso non affidarlo alla capsula del tempo che è questo blog quindi eccomi qui.

Un mio amico di Pechino mi scrive su QQ che ha intenzione di comprare della cioccolata, possibilmente belga per il S.Valentino ormai alle porte, partono nella mia mente flashback di scene di Eternal sunshine of the spotless mind dove Jim Carey dice che S. Valentino è una festa di merda fatta per sentire ancora più di merda le persone sole e bla bla, anche se ovviamente mi rode non avere nessuno che mi regali cioccolata. Cerco un ristorante di ravioli segnalato del sito di cui sopra che non troverò, ma ok, era tanto per fare quattro passi anche se fuori nevica, mentre questa neve piccola piccola rotola sul mio giubbino come fossero palline di polistirolo mi fermo a prendere del riso saltato a 4 yuan, uno dei miei pranzetti d'asporto preferiti. Mentre il riso salta in padella ricevo una telefonata dal corriere, gli avevo dato il numero di palazzo sballato, che fesso, mi dice: non è che stai al 3? e io: ahem, ora che ci penso credo di si... Dopo cinque minuti lo trovo fuori l'ascensore, mi consegna il pacco e torno in camera con scatola e riso.
Dentro una bella confezione dorata di cioccolatini artigianali, di quelli che all'eurochocolate guardavo un po' sognante. Me li manda Xin Xin, sono il suo regalo per l'anno nuovo. Adesso sono sul tavolo e aspetto qualcuno che li condivida con me. Non mi metterò mica a mangiarli da solo... sono troppo belli e troppo importanti. Per adesso ce ne sono tre in meno (ehm, non ho resistito, povero me).

Visto il successo senza precedenti di Wo ju (sono alla puntata 17) ho allargato i miei orizzonti e iniziato a visionare altre serie cinesi! Per adesso ho visto il primo di 奋斗 (fèndòu), una serie su un gruppetto di neolaureati pechinesi alle prese con il lavoro, la vita e l'amore e il primo di 空镜子 (kōng jìngzi), storie d'amore per due sorelle, sempre a Pechino. Mi sono fatto trascinare dall'entusiasmo dopo aver visto questo thread su chinese forums, con consigli, raccomandazioni, livelli di cinese indicato e glossario degli episodi. insomma un lavoro abbastanza commovente.
Comunque siamo agli sgoccioli, l'anno nuovo incombe, la mia collega mi ha invitato a casa sua per festeggiare e io devo trovare qualcosa da comprare per fare non dico bella figura... ecco... non brutta mi basterebbe. Nel frattempo tanti auguri di buon anno in cinese con questa canzone.