mercoledì, aprile 12, 2023

Tre lustri fa.

Quando ho aperto questo blog inizialmente si chiamava Bókè, che magari ricorda la parola *pokè* adesso di moda, ma essendo bókè una parola cinese si legge in tutt'altro modo (diciamo: buo-k), la parola che in cinese significava appunto blog, parola che tra ci è rimasta soprattutto nella sua versione micro: microblog, Weibo. 

Rispolvero per un momento il blog dato che sono passati quindici anni dal 12 Aprile 2008, giorno in cui sono atterrato a Shanghai. 
Ieri il mio collega mi ha chiesto di tutto questo tempo in Cina qual è il mio traguardo, a cosa guardo con più soddisfazione. Lui in questo tempo ha messo su famiglia, avuto due figli, dice che ora i figli sono grandicelli, magari troverà il tempo di riprendere il suo sogno e viaggiare per il mondo, e io? boh?

Comunque dato che siamo qui facciamo un riassuntino delle ultime puntate. 
Da quasi due anni vivo a Bengbu, una città piccola nel centro della Cina, sono venuto qui ad insegnare Italiano (e inglese). Mi stava scadendo il permesso di soggiorno a Shanghai e l'alternativa era tornare in Italia o venire qui e mi sono detto perché no?
In realtà con l'alta velocità Bengbu non è poi così lontana da Shanghai (un paio di ore) all'epoca decisi di venire a visitare la scuola, arrivai e gli studenti erano tutti un po' meravigliati un po' sbalorditi e contenti di vedermi, alla mensa si mangiava gratis e quindi mi son detto perché no.

Ho firmato all'epoca un contratto di due anni che tra un po' volgerà al termine quindi toccherà  pensare di nuovo al da farsi, cosa ci riserverà il futuro? : )


lunedì, ottobre 26, 2020

Periodo blu


Eccoci qua, per l'annuale post che riepiloga lo stato della Maiosfera. 

Dall'approdo a Shanghai è passato un anno e mezzo. Ho lavorato per Trip per 13 mesi. Poi è arrivato il covid e yada yada e un doloroso giorno di giugno mi hanno mandato a casa. Per la terza volta, la terza, faccio il piccolo disoccupato in Cina.
Ho pensato di scrivere un nuovo post in un momento di leggero scoramento: la mia domanda per un posto di lavoro dopo due colloqui non è andata a buon fine e mi sembra che gli annunci online che quotidianamente controllo su linkedin, echinacities e qualche altro sito siano particolarmente stagnanti.  
Questa domanda di lavoro è un po' emblematica di tutta la situazione: l'azienda mi sembrava un posto affidabile, il lavoro stesso non mi attirava particolarmente, gli orari di lavoro (dalle due di pomeriggio alle undici di sera) avrebbero comportato una decisiva opera di riadattamento delle proprie abitudini.
Pur non essendone molto convinto certamente non ero nella posizione di poter rifiutare un'opportunità lavorativa ed alla fine hanno deciso loro al mio posto augurandomi di trovare il lavoro che desidero quanto prima.

E quindi si ricomincia da capo: di solito la mattina cerco annunci di lavoro, poi cucino, poi cazzeggio un pochino guardando qualcosa su youtube, la sera magari vado in palestra per una lezione di zumba o una di yoga. 
Recentemente ho letto un manga "The Blue Period" che parla di uno studente e del suo avvicinamento al mondo dell'arte e alla decisione di provare l'ammissione all'Università delle arti di Tokyo. Come sempre in questi casi, che leggi un manga, o guardi l'anime di tutti in campo con Lotti, Mila e Shiro, Hikaru no go e compagnia ti viene la voglia e pensi "cavolo pure io", pure con l'aggravante che quando lo leggi online ci sono i commenti degli aspiranti artisti che dicono: ma questa è para para la mia vita! mi riconosco tantissimo! che bello avere il supporto dei propri genitori e amici! eccetera eccetera.
Ovviamente la cosa muore lì, giusto il tempo di fantasticare di comprare uno di quei corsi formativi online per imparare a fare due disegnini.
Un altro giorno deve iniziare, si riparte.

mercoledì, luglio 03, 2019

魔都 - Sin City


Oggi modificando le informazioni sul mio profilo twitter (@jiraiya) ho notato che c'era un link a questo blog. Ho pensato: facciamo allora che scriviamo un post nuovo. Per lo sfizio di aggiungere le cose che sono accadute negli ultimi 9 mesi. In breve:

Il 2 novembre scorso ho lasciato il lavoro che avevo da Anker dopo 3 anni e mezzo e qualcosina. Il 5 novembre iniziava la mia piccola gita a spasso per posti della Cina che non avevo ancora avuto la fortuna di visitare. Sono stato a Chongqing, a Chengdu, a Lijiang, Dali, Kunming, a Wuhan, a Hangzhou, a Fenghuang, a Tianjin, a Dalian, a Shenyang. Ho fatto tre o quattro lezioni di Italiano.

Verso gennaio ho fatto un colloquio ed ho ricevuto un offerta di lavoro. Dato che erano passati due mesi dal mio ultimo giorno di lavoro non ho potuto effettuare il cambio di permesso di lavoro (possibile solo entro un mese) ma ho dovuto rifare tutte le carte per il visto (Trauma n°1).
Poi mi sono messo a fare dei pacchi e buttare una quantità imbarazzante di roba in vista del fatto che avrei lasciato il mio appartamento a Changsha (Truama n°2).

A fine febbraio è arrivato mio fratello in Cina e ci siamo fatti due settimane a zonzo tra HK, Guangzhou, Shanghai, Pechino. Mi auguro che si sia divertito e mi dispiace che a Nanchino ci abbiano sequestrato il coltellino svizzero a cui lui teneva molto.

Dopo ho accettato il gentile invito di un mio amico a Nanchino che mi ha offerto di stare da lui mentre completavo le pratiche per il lavoro. Tali pratiche hanno preso molto molto più tempo di quanto mi aspettassi e hanno compreso vari eventi traumatici quali più di tre mesi di attesa per il riconoscimento della mia laurea (il master non vale un fico secco in Cina, beh, neanche in Italia, temo), certificati di casellario giudiziale fatti, rifatti, lauree staccate dalle pareti e spedite in fretta e furia con DHL in Cina. Un supplizio.

E quindi a metà maggio sono approdato a Shanghai. Ho preso un appartamento il cui affitto costa più del triplo di quanto costava quello a Changsha al sesto piano senza ascensore. Poi magari parliamo anche di Shanghai.
Intanto beh, un caro saluto!

venerdì, ottobre 12, 2018

L'età adulta - Parte II. La zuppa di pollo avvelenata.

Mi sento stanco.
La signora che dirige il mio dipartimento, Sharon, mi consiglia di farmi degli amici, di trovarmi una fidanzata, la settimana prossima andiamo in gita di due giorni per un'attività di team building mi dice che posso portare qualcuno con me.

Quando ho detto a Sharon che non trovo più interessante il mio lavoro, che non trovo stimolante la vita che sto conducendo in questo momento mi ha detto che devo avere un traguardo, devo pensare a cosa voglio fare e che, stabilito dove voglio arrivare, lei può aiutarmi e darmi i consigli su come arrivarci.

Una mia collega, quando ho saputo che avevo parlato con Sharon ha pensato che sicuramente mi aveva riempito la testa di fesserie, ha detto che le frasi di Sharon sono zuppa di pollo avvelenata (毒鸡汤): un'espressione che indica un discorso che parte che sembra motivazionale e ispirante ma la morale di fondo è invece perversa e stravolta.

Nadine, la mia manager, mi ha chiesto cosa farò. E le ho detto che non lo so.
Le ho detto che non so che fare e, che non avendo altre scelte, scelgo di fare la cosa sbagliata.
Mi ha detto: secondo la mia esperienza quello di cui le persone si pentono è di non aver preso delle decisioni.
E l'ho trovata una frase che un po' mi ha rincuorato.

giovedì, luglio 12, 2018

L'età adulta - Parte I

Dissi a mia madre a proposito della vita in Cina che non mi interessava vivere in Italia perché qua non sai mai cosa accadrà il giorno dopo e invece lo sapevo che a stare in Italia ogni giorno non sarebbe accaduto mai niente.
Passato qualche anno con una certa brutale onestà ho quindi detto a Shirley delle risorse umane che mi rammarica essermi accorto che lavorare qui è diventato quello che mi auguravo di lasciare.
So esattamente cosa accadrà domani. Mi alzo in ritardo, prendo la bici e sono in ufficio, combatto contro la sonnolenza per nove ore davanti al computer, inforco di nuovo la bici e vado in palestra a seguire qualche lezione. E poi a casa di nuovo davanti al pc: il mio supplizio diurno, diventa il mio svago notturno.
Una piccola serie di messaggi, e scusate se questo resta l'unico, sulle cose che sono state.

mercoledì, dicembre 02, 2015

Ciao

Sono ancora intero e alla fine non ci sono finito per strada. stop.
Potremmo anche concluderlo qui il post di oggi.

Continuo a lavorare per Anker (ho un numero abbastanza imbarazzante di batterie in giro per casa), porto sempre al polso un Mi Band che mi conta i passi e le ore di sonno, la bilancia si collega col bluetooth e mi aggiorna sul peso ma questa volta in Cina resto una piccola botte, sarà la vita d'ufficio o il metabolismo rallentato ora che c'ho un età, non saprei.

Uh! Qui sotto parlavo di Hotline Miami 2, a Marzo, non posso crederci sia passato tanto tempo, comunque l'ho comprato due giorni fa e ci sto giocando.

Insomma la vita continua senza grandi sobbalzi. Tra un po' si torna a casa per Natale e non vedo l'ora di riabbracciare Sara.

E insomma così, poi ci risentiamo con calma, tanto grandi aggiornamenti non ne ho e mi faceva piacere riscrivere due righe qui. Un ultimo speciale saluto a mio zio che ci ha lasciati troppo presto e ha lasciato un buco gigantesco nel mio petto. Non mi capacito che non avremo più le nostre chiacchieratine su skype dalla Cina a Catania. Ciao ciao zio Mimmo.

sabato, luglio 04, 2015

On the road

Avrei voluto scrivere un post su Meituan. Un app che ti segnala le promozioni tipo Groupon. Dopo i soliti due salti mortali per autorizzare e confermare i dati della carta sono riuscito ad avere un app che mi segnala le offerte più vicine a me. Arrivo lì, chiedo conferma, compro l'offerta e prendo il codice di promozione col cellulare. Finora ci ho mangiato tre-quattro volte e ho fatto anche un taglio di capelli a 9.9 rmb (quello precedente me ne era costato 50). Però beh, succedono un po' di cose nuove quindi tocca cambiare gli argomenti da trattare.


Succede che Leo all'inizio di questa settimana, poco prima del momento di chiudere il computer e tornare a casa, mi dice che mi vuole parlare. Il mio periodo di prova è finito e a quanto pare non ho raggiunto gli standard che l'azienda si era prefissata. Non me l'aspettavo sinceramente, forse perché una volta che l'azienda mi ha mandato a HK per fare il permesso di lavoro e conseguente permesso di soggiorno avevo dato per scontato che magari mi tenevano. Però, beh, sul contratto c'è scritto tre mesi di prova, il mio contratto era cominciato il 7 aprile. Quindi niente mi sa che lunedì o martedì sono kaput.

Da martedì ad oggi che è sabato credo di aver attraversato le cinque fasi di elaborazione del lutto. A quanto pare si ricomincia. Bisognerà organizzarsi per vedere quanto tempo posso restare in Cina, cercare un nuovo lavoro, vedere come fare con l'affitto, con le cose che ho comprato e non posso riportare a casa ecc ecc.

Questo lavoro mi piaceva, la ditta mi piaceva, l'ambiente i colleghi, c'era certo anche il senso opprimente che il tempo non bastava mai, che facevo poco e male e tornavo a casa stanco giusto il tempo di fare una doccia e dormire e si ripartiva col giorno successivo. Ce l'ho messa tutta ma non ce l'ho fatta (me la farò tatuare da qualche parte questa frase perché ultimamente credo sia il motto della mia vita).
Adesso provo a pensare a qualche idea per una letterina ai colleghi! Alla prossima!

sabato, maggio 09, 2015

Non è andata poi così male...

Eccomi qui a Changsha, patria delle "betel nut" (sto da venti minuti e non ho ancora trovato come si dice in italiano). Che sono le gomme da masticare di Changsha, solo che fanno ingiallire i denti e forse fanno venire il cancro, roba da uomini veri, insomma.
Ci eravamo lasciati un po' così l'ultima volta ci ero rimasto un po' di cacca che prima mi volevano e poi pareva non mi volessero più. Comunque poi hanno deciso che mi volevano quindi io sono partito, anche se sto un po' sul chi va là e mi guardo attorno.

Dicevamo Changsha. È strano riapprodare in Cina, o forse è strano essere qui a Changsha, per due anni e mezzo sono stato a Nanchino e mi ero un po' abituato a quella vita lì. Qui mi sembra tutto diverso: il cielo e il tempo atmosferico (mi sento sempre un po' appiccicoso qua), i prezzi sono più cari (se penso a quando a Jinan svoltavo il pranzo con la frittella della signora grassa a 3,5 yuan mi viene da piangere), attraversare la strada è un impresa, fare il caffè è un'impresa, navigare su internet è un'impresa, ripulire l'appartamento dagli scarafaggi è un'impresa... una faticaccia.
Alla fine siamo arrivati qui, ho fatto il mio primo mesetto in azienda. Per ora non ci sono stati eventi particolarmente eclatanti, anche il lavoro è abbastanza diverso da quello che facevo prima. Si comincia alle nove e si finisce alle cinque e mezza, che ultimamente sono le sei e mezza torno a casa e mi butto sul letto e la giornata finisce così. Sto facendo un mucchio di training che faccio fatica a ricordare, l'ambiente e i colleghi sono belli e simpatici, la sedia comoda, il cibo che rifilano a pranzo buono e poi alle quattro c'è anche la merendina.
Ecco, volevo aggiornare il blog per farvi sapere che sono vivo e vegeto e con un lavoro. Baci baci.

giovedì, marzo 12, 2015

L'offerta di lavoro arriva... e t'incula.

"Complimenti Mario! In due giorni ti invieremo la nostra offerta e gli altri documenti. Facci sapere se hai altre domande."
Dopo un giorno, hanno detto che c'era bisogno di aspettarne qualcun altro. Dopo una settimana gli ho scritto e mi hanno detto che pare che non possano più offrirmi quel lavoro.
E ci avevo creduto perché era da poco passato il capodanno e i cinesi dicono sempre che le aziende assumono ad anno nuovo e pensavo che quest'anno della capra potesse essere un anno un pochino più simpatico dei sue due predecessori. E invece manco per niente.

Quei simpaticoni di Expo mi hanno mandato una mail oggi alle 17:34 per darmi un appuntamento sabato alle 14. C'è anche scritto si prega di confermare entro 48 ore. bah. 
Immagine presa qui. Vi devo un caffè, sorry. 

piccolo aggiornamento, a distanza di qualche giorno.
Ho fatto le ore piccole per giocare a Disgaea, e mi trovo la famigerata offerta di lavoro nella casella di posta.
Non so cosa pensare. 

mercoledì, marzo 11, 2015

Intervallo - Quisquilie


Cose che sono successe ma che per evidenti ragioni non sono diventate un post. Evidenti ragioni tipo insignificanza relativa o pigrizia morbosa.In ordine cronologico, dal più al meno recente.

- È uscito hotline miami 2. Costa 15 euro. Lo voglio tanto.
- Ho visto la prima stagione di Mom
- Mi sono iscritto ad un mini-corso di cucina.
- È uscito il film di Spongebob. Fuori dall'acqua. E non l'ho ancora visto.
- Ho installato l'emulatore psp sul tablet con Disgaea 2 e ci ho giocato un numero imbarazzante di ore.
- Ho visto il gala del capodanno cinese in diretta streaming (auguri!). Ho anche catturato qualche immagine qui e lì pensando di farci un post. Poi, beh, passato il capodanno passato la festa.



Una digressione un pochino più lunga la merita il seguente avvenimento.
- Ho fatto un paio di colloqui. Uno (diviso in due) su Skype per i cinesi, un altro invece da queste parti. 

I cinesi hanno detto che i colloqui sono andati bene, e che tempo tre giorni si sarebbero fatti sentire. Ne sono passati sei e l'attesa mi sta snervando. 
Nel frattempo io, che so come creare false aspettative come non ci fosse un domani ho già fatto le seguenti cose: cercato su google l'eventuale presenza di 85°C, Uniqlo, Ikea, Auchan nelle vicinanze. Postato su facebook il fatto che i colloqui fossero andati bene a detta loro. Fantasticato morbosamente sulle spese da fare appena ritornato in Cina (tipo: un set di tre prodotti xiaomi, ovvero, mi4, mi band e xiaomi yi, la action cam simil gopro in vendita dal 17 marzo), cercato appartamenti in affitto su 58同城 (che sarebbe subito.it o kijiji in versione cinese, per intenderci) nei dintorni dell'ufficio e notato con raccapriccio che quegli annunci che mettono le foto del bagno di solito hanno tutti la turca. Cina io ti amo ma senza il water io ti amo un pochino meno.

venerdì, gennaio 30, 2015

Himitsu - La seconda vita di Naoko

Edizione giapponese vs (orripilante) edizione mmerigana

Autore: Keigo Higashino (e chi sennò!)
Titolo: 秘密 (Il segreto, edizione jap e chn), Naoko (ed. inglese), La seconda vita di Naoko. (ed. italiana! ay senor carramba!)
Pagine: 288 (US), 415 (JP), 432 (IT), 343 (CHN).
Come al solito wikipedia in Cinese fa questi paragoni ricchissimi di ameni dettagli. Qui i cinesi si sono tenuti larghini che è stampato abbastanza grosso. Mi chiedo com'è che l'edizione italiana gli sia lievitata fino a diventare un romanzo russo. boh.
Trasposizioni: Il romanzo è del 1998. Ad oggi contiamo un film giapponese (Himitsu, 1999), un remake del film fatto in Francia in inglese (wut?) con protagonista il tizio che faceva Mulder in X-files (Si j'etais toi, 2007), un drama giapponese in nove puntate del 2010.



Trama: L'autobus sul quale viaggiano Naoko e Monami, madre e figlia, esce di strada e precipita. Il marito, Heisuke, apprende la notizia alla televisione e accorre in ospedale dove trova moglie e figlia fianco a fianco sul letto, pochi istanti dopo Naoko muore. Monami si risveglia successivamente e rivela a Heisuke qualcosa di incredibile: lei non è Monami ma Naoko.
Ora non vorrei sbagliarmi, ma li ho segnati su douban quindi non dovrei, ma questo è il libro numero dieci che leggo di Higashino! Un giro di applausi per il sottoscritto, grazie!
Incredibile, un libro con un'edizione italiana. Su amazon ci sono persino tre recensioni. Rispetto agli altri che ho letto questo qui è un bestseller! Il libro mi è piaciuto. L'ho trovato molto cupo. Insomma, data la premessa non poteva mica andare a finire bene. Giravo pagina e pensavo: ecco adesso succede il patatrac.
Mi sono anche avvicinato al film (sta pure su youtube), una cosa un po' rischiosa. Brevi considerazioni maturate dopo una ventina di minuti. a) Il protagonista maschile è Kaoru Kobayashi, quello di Shinya Shoukudo, ma una decina di anni prima. Approvato! b) ci dev'essere una legge in giappone che impedisce di assumere liceali nel ruolo di liceali. cioè, nel libro Monami aveva 11 anni, qui sono diventati 16 e ok, l'attrice ne ha 19 (Ryoko Hirosue, vista anche in Okuribito, film giapponese premio oscar) e i suoi compagni di scuola sembrano trentenni vestiti da scolaretti scemi. Ciao ciao aria super pedofila del romanzo. c) nei minuti che ho visto io l'alleggerimento dei toni è impressionante, che è una tragedia ma mi ha fatto anche un po' piacere perché molti dettagli assumono una propria fisicità che nel romanzo non avevo immaginato: l'aria un po' ingenua e simpatica del protagonista, i piatti che stanno a sobbollire in cucina, gli spazi, le luci e i colori. Insomma nella mia testa era tutto il ritratto della disperazione.

martedì, gennaio 13, 2015

Quando c'è sentimento non c'è mai pentimento

TL;DR: del senno di poi sono piene le fosse! cose che avrei dovuto fare e forse non ho fatto, cose che non avrei dovuto fare e mi hanno fatto solo sprecare tempo!

Il buon senso ci dice che non si fa la spesa al supermercato da affamati. Immagino che lo stesso buon senso ci consiglierebbe di non cercare lavoro quando siamo disoccupati. Leggere gli annunci di lavoro in giro per il web mi deprime ancora più che guardare Studio Aperto a pranzo e credo non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non: "ottimo standing"??!? ma è una parola che esiste? a me viene in mente lo standing committee del Partito Comunista Cinese... c'entrerà qualcosa? sarà ottimo quello standing lì?
oggi però scrivo un'altra cosa, non questa roba qui, ho intenzione di stilare un'inutile lista delle cose che mi sono pentito di aver accettato e soprattutto di quelle che mi son pentito di aver rifiutato. ai ripari!


Nonostante mi consideri "Inattivo" più che "Disoccupato" perché mi scoccio un po' (molto più di un po', a conti fatti) nell'ultimo mese qualche tentativo l'ho fatto: ho mandato cv per expo, per poste, ad un'azienda che voleva fare servizio assistenza tecnica in lingua cinese, ad un annuncio dove si cercava un insegnante di italiano a Xiamen. Ovviamente nessun riscontro, zero.

La madre di tutti i rimorsi è ovviamente la solita: la laurea in scienze della comunicazione, laurea inutile, marea di soldi buttati, considerazione agli occhi altri zero e infine diploma di laurea brutto ma così brutto che non posso manco appenderlo che mi vergogno. Tagliamo corto, passiamo oltre.
Poi c'è Umbria incoming, il mio primo lavoro! mi pento di averlo accettato? sì. motivazioni in sintesi: non ho imparato niente, soldi che non bastano, posto di lavoro orribile. la mia salute mentale ne ha risentito. la cosa positiva è che con il contratto co.co.pro ho avuto uno sconto di 200 eur sul mio primo pc. non tutti i mali vengono per nuocere, diceva l'adagio.
Il master all'università di Perugia! mi pento di averlo fatto? assolutamente no. il giorno della consegna dei diplomi dissi in un incerto inglese: quando ho appreso di questo master ne ho parlato con la prof che mi disse "può essere l'occasione di una vita" e ora che finiamo questo percorso posso solo dire che aveva ragione. ho conosciuto un sacco di persone care. ha segnato sicuramente la svolta nel rendermi la persona che sono oggi: disoccupato e amante della Cina!
Shijiazhuang! il mio primo anno da insegnante in Cina! mi pento di averlo accettato? un pochino! è stato un battesimo di fuoco: io, una classe di 40 e rotti studenti e una lavagna. mi sono esaurito ed è facile dire che non è stata una bellissima esperienza. però beh, riconosco che ho avuto quest'occasione, ci sono stati dei bei momenti ma non lo rifarei neanche morto. 
Jinan, niente da dire, è stata una bella esperienza. un po' strana. ma va be'. ok
Nanchino: ho lasciato la scuola e un po' mi dispiace. lo rifarei, dico lasciare la scuola. Però sono anche contento di aver fatto quell'esperienza. Nanchino quindi è ok, un pezzo del mio cuore è ancora lì. 

A Nanchino feci un colloquio al Crowne, poi non se ne fece nulla. Mi dissero che era perché la mia disponibilità oraria probabilmente non si accordava con la loro richiesta, ho il sospetto che sia colpa del fatto che avevo richiesto una paga orara più alta. me ne pento.
Poi pure con Myefox non se n'è fatto più nulla, sempre per via del vile denaro. inoltre ero abbastanza terrorizzato all'idea di passare da insegnante all'università con 8 mesi di lavoro l'anno con 12 ore di lezioni la settimana a impiegato in azienda 6 giorni la settimana tutta la giornata in ufficio con una settimana di vacanza per il capodanno cinese. le prospettive non erano super eccitanti, insomma. si finiva a lavorare in qualche posto tipo a due ore da Shenzhen. Oggi, con un'offerta del genere prenderei l'aereo domani. sono stato choosy e ho sbagliato. devo piangere me stesso, dice l'adagio. e piangiamo, va'. 
Un paio di anni fa mi contattarono per insegnare a Qufu. Anche qui soldi pochini. E di Qufu avevo quell'impressione che sì, carina, ma in un giorno l'avevi vista tutta. Ho preso l'annuncio e l'ho rigirato sulla mia pagina facebook! Stolto Mario, stolto! Un'altra decisione infelice.
Estate 2013: due mesi a Pompei. È stata una bella esperienza. L'avrei rifatto volentieri anche nel 2014 ma non m'hanno chiamato. E va beh, è andata così.
In tutto l'anno scorso sono riuscito a fare giusto l'interprete per quattro giorni. Avrei dovuto farlo o no? Ancora oggi sono indeciso. facciamo 50 e 50, ci sono stati momenti belli e momenti non altrettanto belli, momenti interessanti e altri meno. forse c'è una morale dietro sulla vita che ti dà i limoni e così via, non saprei. 
Ah, nel 2014 è uscito anche il libro sulla Cina che ho tradotto! Amazon dice che è uscito a Novembre, figo! avete presente come adesso su Amazon ci sono scritti nome dell'autore e del traduttore fianco a fianco quasi come l'avessero scritto a quattro mani? Tipo che ne so: La lingua perduta delle Gru di D. Leavitt e D. Vezzoli? Ecco il mio nome non c'è da nessuna parte. volevo mettere un link per dire: guardate l'ho tradotto io! quegli strafalcioni sono miei! e invece niente. Sob

In conclusione ammetto di essere un bell'impenitente. Per quanto la mia condizione adesso sia piuttosto infelice, non so se sarei riuscito a compiere altre scelte. In effetti il gioco è stato fine a sé stesso, avrò fatto qualche erroretto qui e là, ma non me ne pento. Quello di cui non mi faccio una ragione è com'è che la situazione all'orizzonte sia così grama. Quelli delle poste e dell'expo avranno chiamato giovani belli e rampanti? Com'è che non m'hanno proprio considerato? Quando sono diventato un Paria? boh.
Foto trafugata senza ritegno da Xinhuanet. ; )

venerdì, gennaio 09, 2015

Miracolo al negozio Namiya - Namiya Zakkaten no Kiseki

Taiwan vs Cina ovvero: trova le differenze!
Autore: Keigo Higashino
Titolo*: ナミヤ雑貨店の奇蹟 (Miracle at Namiya General Store, Jap), 解忧杂货店 (Il negozio che toglie le preoccupazioni, Chn).
Pagine: 291 (385 in Giappone, 352 a Taiwan) Il solito potere di sintesi dei cinesi.
Informazioni gentilmente concesse da Wikipedia.


Trama: Atsuya, Shota e Kohei, tre ladruncoli, trovano rifiugio in un vecchio negozio ormai deserto. Decidono di aspettare lì l'alba per poi fuggire. Durante la notte, però, dalla buca nella saracinesca arriva una lettera indirizzata al signor Namiya, il vecchio proprietario del negozio. L'autrice della lettera, che si firma "il coniglio sulla luna", si trova di fronte ad un grande dilemma e si rivolge al vecchio proprietario per chiedere consiglio. Quella di risolvere le preoccupazioni della gente era infatti un'importante attività parallela che il negozio svolgeva. Dopo qualche discussione i tre ragazzi decidono di provare a rispondere e continuare così il lavoro del signor Namiya.

Higashino è un autore molto prolifico di romanzi gialli. Con questo libro uscito nel 2012 in Giappone ed edito nel 2014 in Cina cambia genere e si butta nel realismo magico che tanto ci piace e tanto va di moda di questi tempi. Un romanzo che è un po' una favola di un omino venuto fuori chissà dove che decide di ascoltare i crucci altrui e mette tutto sè stesso per cercare di trovarvi una soluzione. Nei cinque capitoli si susseguiranno diversi "clienti", cerco di rivelare il meno possibile perché è un libro che a me ha sorpreso molto quindi meglio non anticipari certi dettagli e certe rivelazioni. 

Sappiate comunque che sono arrivato a metà del libro, lo stavo leggendo sul treno di ritorno da Napoli e davanti alla storia del miracolo del negozio mi sono messo a piangere come un cretino, nel treno, circondato da signore russe impellicciate. 
L'anima del giallista di Higashino la ritroviamo nelle anticipazioni e negli incastri che via via si susseguono delineando un filo rosso che collega tutti gli avvenimenti. 
Di questo libro ho pensato: "cavolo, bisogna farne un film, quanto mi piacerebbe tirarne fuori un film" e "voglio scrivere anch'io", penso che si tratti di un bel complimento da fare ad un libro. 

È un libro che consiglio senza remore. Le storie sono belle, toccanti e interessanti e mi sono ritrovato a raccontarle a mio fratello. Spero che venga pubblicato in Italia prima o poi. Yao, il mio caro amico santo, l'ultima volta che è tornato dalla Cina mi ha portato questo e "Himitsu" (秘密), che con ogni probabilità sarà la mia prossima lettura. 

*piccola nota: 杂货店 è un negozio che vende generi vari (casalinghi, cartoleria), che in inglese viene tradotto con general store, drugstore o che so io. se vi viene in mente una parola intelligente per dirlo in italiano fatemi sapere, draconianamente ho deciso di ignorare la questione e chiamarlo "negozio".

sabato, novembre 29, 2014

Il quadro mai dipinto, il libro mai scritto


TL;DR: Se uno ti chiede una chiavica di regalo, tu glielo fai?

Ricordo una rubrica, forse su Max, di Asia Argento. Diceva che molte persone le consigliavano Siddharta. Rispondeva che lei l'aveva già letto e elaborato Siddharta, tipo quando aveva 13 anni. E adesso era passata a roba più seria (segue autore di cui non ricordo il nome). Oggi mia sorella se ne esce e mi dice: sai che puoi regalarmi per il mio compleanno? "Il quadro mai dipinto" di Massimo Bisotti.


Anche a me questo famigerato Siddharta l'hanno regalato che avevo 18 anni. L'ho letto quasi cento anni fa, quindi. Lo ricordo malissimo ma nun dubito che sia un bel libro, un libro importante. L'importanza viene dalla sua universalità, un uomo ha tutto, scopre di non avere niente, medita, digiuna, poi fa un figlio. Vado a memoria e senza guardare wikipedia! Qualcosa in cui ritrovarsi, qualche riflessione, a uno facile che scappi durante la lettura. Pensare: ma guarda che stoico questo tipo che non mangia niente... e cose così.
Ora è tipo un pomeriggio intero che mi chiedo, ma dove l'avrà trovato questo libro mia sorella?
Su: libriconsigliatidapersonechetiodiano.com? 
Ovviamente ho fatto quello che fanno tutti: l'ho cercato su amazon. La mia prima impressione è stata: come fa un libro Mondadori ad avere una copertina così brutta? cos'è quello? Osvaldo Paniccia? Un po' di commenti positivi su amazon comunque, magari è una cosa simpatica, mica possiamo dire che un libro è brutto perché il grafico quel giorno era in ferie?
Seconda impressione, ma questo signore qui chi è? Allora faccio quello che fanno tutti: cerco su google il suo nome. Massimo Bisotti. Google, come saprete, sotto il primo risultato suggerisce le immagini relative, e io ci cliccai! Ho aperto il vaso di pandora. Fatelo anche voi.
Sembra di leggere i testi delle canzoni di Biagio Antonacci. Io a questo punto sono disposto a credere che questi libri non siano un'emerita ciofega solo se mi assicurano che le immagini su google sono frutto di una campagna denigratoria nei confronti dell'autore. "Se non si è disposti a pagare meglio non toccare" "Certe persone non si cercano ma non si perdono" "Per quanti passi io abbia fatto ne basterà sempre uno indietro per raggiungerti". Sono sicuramente frasi estrapolate da un contesto in cui stavano benissimo e sembravano cose sensate. 
Io a Giovanna avevo regalato un libro tempo addietro. L'eleganza del riccio. Un libro pieno di haiku e camelie. Gatti con i nomi dei personaggi di Anna Karenina e giapponesi ricchissimi. Un libro che a me era piaciuto un sacco. Come siamo arrivati a questo adesso? Cos'è andato storto?
E soprattutto, devo farmi i fatti miei e farle il regalo che vuole? 

lunedì, novembre 24, 2014

Hashtag, amore e fantasia


TL, DR: Oggi mi è tornata voglia di provare a fare qualcosa col cinese

Le statistiche di blogger sulla mia pagina danno davvero degli strani risultati, che qualcuno legga davvero questi post? Dagli Stati Uniti e dalla Slovenia? Beh, benvenuti! Willkommen!

Tempo fa avevo provato a configurare Google Alarm per ottenere degli aggiornamenti automatici sulla situazione del lavoro in Cina. Io sono così, mi sembra da scemi aprire i soliti siti tutti i giorni e fare sempre le solite ricerche, meglio smanettare un attimino e automatizzare il processo. I feed RSS che li hanno inventati a fare? La cosa comunque è stata un fallimento su tutti i fronti: ho registrato delle nuove ricerche ma non ne è mai uscito fuori nulla, mai un risultato, zero. Chissà dove ho sbagliato. 


Ieri ho visto tre puntata di Shinya Shoukudo (stagione 3 episodi 3, 4 e 5) dedicati rispettivamente a 3) taro e seppie stufati, 4) tenpura di beni shoga e 5) insalata di vermicelli cinesi. Ho scoperto che i vermicelli cinesi, in cinese chiamati 粉丝 fěnsī, in giapponese vengono invece chiamati 春雨 Harusame, praticamente pioggia di primavera. Non è un nome fantastico?! 
In ogni caso ho postato questa scoperta su twitter con l'hashtag #cinese e credo che per via dell'hashtag un simpatico ragazzo siciliano mi ha chiesto un'opinione sui suoi video sul cinese. E confesso che anche a me è venuta una certa qual voglia di fare una cosa del genere. Sembra una cosa carina però mi sa che senza un progetto sensato dietro, l'entusiasmo e gli stimoli potrebbe naufragare ancora prima di nascere. In fondo mi ero promesso di fare una cosa del genere con la mia paginetta facebook sulle lezioni inutili di cinese (ho controllato: l'ho aperta 4 anni fa e ne ho parlato qui)... alla fine però non è che sia molto soddisfatto del risultato, mi sarebbe piaciuto che diventasse uno spazio un pelo più collaborativo. Comunque beh, non è che ho molto altro da fare quindi magari beh. 
In ogni caso, prendendola molto alla larga, ho aggiornato immagine del profilo e di copertina della pagina su facebook (massì, rimettiamo l'indirizzo qua), l'immagine del profilo... che voleva rappresentare uno pseudo logo mi è venuta un po' peggio di come mi aspettassi, in testa a me era molto più cool! è fatto con foto che ho riciclato dai miei album di facebook. ho sfogliato tutti gli album dalla Cina e, oltre al solito magone per i cento chili in meno che pesavo, mi sono sorpreso anche per i molti momenti che non ricordavo. Mal di Cina, mal di Cina a carriole.
Per la copertina ho fatto una foto dei libri che stanno sullo scaffale nella mia stanza, come sono belli i miei libri! Li guardo e sono super soddisfatto di me... peccato solo che sono ancora a pagina 40 di Sorgo Rosso e a questo ritmo lo finirò tra cento anni.

domenica, novembre 23, 2014

Bei consigli di merda

TL;DR. È un'abbreviazione molto simpatica che si usa su internet. Sta per Too Long, Didn't Read. Troppo lungo, non ho letto. Serve per fornire al lettore un estrema sintesi di quello che si è scritto in caso non se la senta di sobbarcarsi migliaia e migliaia di caratteri. Ci provo anch'io!
TL;DR: Meglio il buio che certi consigli.


Io ringrazio il cielo perché nessuno dei miei studenti è mai venuto da me chiedendo un cosiglio lavorativo. Che poi lì a Nanguang mi sembravano tutti abbastanza svegli: molti il quarto anno si davano alla macchia e saltavano qualche lezione per via del lavoro, chi in ditte italiane, chi fa la guida, interpreti, piccole attività, gente in gamba. M'avessero chiesto un consiglio avrei sudato freddo, m'è capitato a volte invece il contrario: dietro indicazione sono andato a un paio di colloqui, uno a Suzhou uno al Crowne Plaza. Qualche volta mi hanno chiesto il curriculum che avrebbero poi mandato a qualcuno. Ogni tanto un'altra mi dice: ma vieni qui a Milano, conosco qualche prof dell'istituto Confucio di Milano, magari ci parliamo e vediamo un po'.

Ringrazio il cielo perché insomma, cosa avrei mai potuto dire loro? Io mica ne so molto di come funziona questa cosa del lavoro. Anche il mio amico Yao ha cercato lavoro appena laureato e io non avevo idea di come aiutarlo. I siti internet di ricerca di lavoro mi sembrano una presa in giro, conoscenze altolocate non ne ho, esperienza... lasciamo perdere. 
Se per internet ho gettato la spugna, ho invece una pur moderata fiducia che a conoscere la gente giusta magari qualcosa spunta fuori. 
Bene, capita che tramite amici, zii e conoscenti ho rimediato due chiacchiere con una persona che bazzica nella mia stessa area (la lingua cinese), ho pensato: beh, un po' di saggezza da chi ne sa più di me non mi farà mica male! 
Invece oltre all'evidenza del fatto che sono uscito alle dieci e mezza di casa, sono tornato alle cinque per dieci minuti di chiacchierata, è successo un fenomeno interessante che provo adesso a sintetizzare. 

Mi ha amareggiato. Mi sono sentito svilito, come se finora non avessi fatto niente. Mi è stato proposto di studiare cinese (ancora? studiare ancora? e poi cinese? studio l'unica cosa che già so?). Non è che io non abbia apprezzato le parole dure: lavoro non ce n'è. uno guarda il curriculum e vede un buco, invece vorrebbe vedere una certa continuità. Io capisco la gentilezza, il favore che un amico ha chiesto, ma che me ne faccio dei consigli inutili? 

Uno su tutti: bisogna essere attivi. Mi piacciono questi consigli vaghi. E io che credevo che bastasse stare fermi come un semaforo (cit.) e mi sarebbe piovuto una lettera d'invito addosso (forse do l'impressione di comportarmi come se fosse così, ma ciò non vuole dire che io queste cose non le sappia!). 
Mi sembrano le promesse di mio padre che nei bei tempi andati mi diceva: un computer nuovo? appena vinciamo al gratta e vinci! Mi sembrano i consigli di mia madre che dice: non ti ridurre all'ultimo momento con gli esami.
Ma serviva che mi facevo due ore tra treno e bus per sentirmi dire cose che già so? Dimmi che lavoro non ce n'è e basta e avrei apprezzato l'onestà, a prescindere dalle due ore di viaggio in un senso e due ore in un altro. 

Ho visto uno sketch di un comico americano che diceva più o meno: ho provato ad appassionarmi al golf ma anche quello giocato ai massimi campionati è di una noia mortale. allora mentre provavo a guardarlo in tv mi sono allontanato dicendo che andavo a stendermi un po'. mi sono messo sul letto e ho spento la luce. e ho capito che il buio è meglio del golf.

Certi consigli sono pessimi, inutili. meglio il buio. meglio starsene a casa sul letto con la luce spenta. Ci sono consigli che a ripensarci non seguirei neanche morto. Uno di quelli, sicuramente dato in buona fede, era quello dei miei che dicevano: concentrati prima sullo studio. poi viene il lavoro. col risultato che ho fatto la vita del poveraccio per tutti i (molti e lunghi) anni dell'università. ma non potevo cercarmi un lavoretto, metterci un pochino in più e patire meno la fame?
Alla fine meglio fare di testa propria, che così resto nella cacca ma almeno so che devo prendermela solo con me stesso.

mercoledì, settembre 17, 2014

Un giorno di ordinaria frustrazione

Ora si dà il caso che gravi su di me una grande colpa: sono disoccupato. Ho lasciato la scuola dove insegnavo a Nanchino nell'Agosto del 2012 e da allora questa grave condizione patologica ha continuato ad affliggermi quasi ininterrottamente.
Essere senza lavoro è una cosa poco piacevole, basta aprire la Costituzione che subito comincia dicendo che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, anche chi rimane al primo rigo, come chi del 5 maggio si ricorda solo "Ei fu siccome immobile", ha presente questo concetto. E capisce che qui qualcosa non quadra.


Torniamo a oggi, dove a quasi 33 anni suonati sono stato ripreso perché stavo giocando a Dance Central 3 (e mi stavo anche divertendo, lo confesso), io capisco che non si può ballare davanti al kinect dell'xbox e sembrare uno a cui daresti un lavoro, però sono anche sicuro che stare in ginocchio sui ceci perché sono disoccupato non porterebbe a nulla.

Parallelamente a questo discorso secondo me c'è quello delle aspirazioni. Uno magari sogna di voler fare qualcosa di attinente ai propri studi, o alle proprie aspirazioni. Ma accantoniamolo e ipotizziamo che io farei qualsiasi cosa per il teorema di qualsiasi lavoro è meglio della disoccupazione (cosa secondo mica sempre vera, ma va be', chi sono io per dirlo).
La cosa che mi fa veramente rodere è che, essendo io disoccupato sono colpevole a prescindere. La mia colpa si chiama assume nomi tipo: "non cerco", "non cerco abbastanza", "non chiedo", "non esco a cercare". Alla mia domanda "chiedo a chi?" "cerco dove?" non ho mai ricevuto una risposta.
Io sono sicuro di non aver fatto abbastanza. Riformulando Einstein io sono un pesce, e il lavoro è l'albero da scalare: è evidente che le cose non stanno andando per il verso giusto.
Però sono anche sicuro che anche se non ho fatto "molto", non ho fatto neanche "poco". Ho studiato, ho lavorato, ho fatto cose diverse e interessanti. Mi sono iscritto al collocamento adesso che sono tornato in Italia e il mio curriculum si trova su più di una decina di siti di ricerca di lavoro, dalla camera di commercio italiana in Cina alla domanda per il permesso di vacanza lavoro in Canada. 
Certo, visti i risultati sicuramente non è abbastanza. E in fondo persino io, come i miei, sono convinto che il lavoro lo si trovi se lo si sa cercare. Secondo me, però, spronarmi dicendo "ma tu non cerchi" è una scelta poco felice. Sono sicuro che dare consigli un pochino più mirati produrrebbe risultati maggiormente auspicabili sul lungo termine. 
Ora consideriamo questa cosa. Sono sovrappeso. Eh sì, anche quello. Ora tu ad uno sovrappeso che gli dici? Che è grasso? Che mangia? Questi commenti presuppongono che io non abbia gli occhi, o che non senta il fiatone quando corro, o che non noti che tutti i vestiti che avevo non mi vanno più. Altrimenti forse si farebbe meglio a dare per scontato che so benissimo di essere grasso e a) forse mi sta bene così b) forse vorrei dimagrire ma non ci riesco. 

Ritorniamo al discorso lavoro e osserviamo come l'ipotesi a) non stia in piedi, per le tante possibili argomentazioni tra cui la costituzione. Diamo quindi per scontato che io vorrei trovarlo questo lavoro ma non ci riesco. Quindi che possiamo fare ora: io continuo a cercare a modo mio e probabilmente non lo troverò. Se avete consigli affinché la mia ricerca di lavoro diventi più produttiva, io sono qui per questo, e vi ringrazio infinitamente. Altrimenti, se questi consigli non li avete e volete farmi solo notare ciò che io già so benissimo per conto mio, non dico un po' di pietà, ma una sana indifferenza non sapete quanto mi gioverebbe.

giovedì, settembre 04, 2014

I guanti e la gente scema

Nella puntata finale di Fargo, Lester Nygaard (interpretato da Martin Freeman aka Watson) dice alla poliziotta Molly Solverson (Allison Tolman, una faccia nuova): "non so cosa tu abbia contro di me dal primo giorno, ma io non sono quella persona che tu credi, non sono quel mostro". Molly allora risponde con una storia: "C'era questo tizio che correva per prendere un treno - aveva con sé un paio di guanti. Uno di questi gli cade sul binario, ma non se ne accorge. Solo dopo, mentre sta seduto davanti al finestrino si accorge che gli è rimasto solo un guanto. Ma il treno, insomma, sta già lasciando la stazione. Allora cosa decide di fare? Apre il finestrino, e lancia l'altro guanto sul binario. Così chi troverà il primo guanto avrà anche l'altro".

Ho reagito proprio come Lester, pensando: "Eh?" Poi, grazie a internet, ho letto un'interpretazione che mi ha convinto. Ora, senza addentrarci troppo nella trama di Fargo, il gesto del tizio del treno viene definito un "random act of kindness" (gesto di generosità inaspettata, diciamo), ma possiamo anche tirare fuori la teoria dei giochi: che utilità poteva mai avere un solo guanto per quell'uomo? mai quanto quella generata dal sacrificio del guanto che gli restava e lasciare che qualcun altro trovasse il paio completo.

Al mondo ci sono così persone che nell'istante in cui il treno sta partendo riescono a valutare la situazione e reagire in un modo che trascende il proprio interesse personale, persone appunto generose. Mentre altre, come Lester, come me, probabilmente non appartengono a questo genere di persone, non contemplano quasi l'esistenza di questo tipo di persone e non capiranno neanche la storia dell'uomo e del suo paio di guanti.

L'epifania che credo di aver avuto è quella di arrendermi all'evidenza che esistono persone generose ed altre avare, persone sensibili opposte a quelle rudi, incivili e maleducate. Eppure ce ne aveva messo un po' il professore di Psicologia Generale all'università a convincermi che non erano le persone, ma le relazioni ad essere stupide, maleducate, cordiali eccetera. Ne avevo fatto una mezza filosofia di vita e mi ero convinto che in fondo era così: che tutti si sbagliano quando fanno girare le catene di S. Antonio che hanno l'intento di disprezzare gli altri che non meritano la nostra pazienza, la generosità, il buon cuore (resta sempre da chiedersi questi qui a chi si rivolgono dato che si suppone che gli unici che li leggano siano i loro amici). Dentro di me pensavo: figlio mio, che la condividi a fare questa frase scialba e piena di luoghi comuni? non sono quelli che non ripagano la tua generosità gli stronzi. è la vostra relazione che lo è. quell'uomo che a te sembra ingrato e vile per qualcun altro è un leone.

Ammetto però che la parabola di Fargo mi è sembrata convincente: esistono persone generose, contrapposte a persone avare e grette. Persone stupide e incivili, sciocche e superficiali, che probabilmente lo sono davvero e non solo lo sembrano solo ai miei occhi perché la nostra relazione non è partita con il piede giusto. Continuerò a far comunque tesoro dell'insegnamento del prof. Milella e il beneficio del dubbio verrà sempre assicurato prima di giungere a conclusioni affrettate. Però trovavo l'idea che non esistessero persone sceme molto più romantica. Dovrò arrendermi alla realtà.

E quello che più mi dispiace è che io appartengo a quelli che il guanto se lo sarebbero tenuto, pensando magari di trovare un giorno un altro guanto spaiato, manco fossero calzini.

In foto: guanto che ho chiesto in prestito a mia sorella e ho impietosamente gettato per strada davanti casa per farci una foto. mamma mica ha tutti torti quando dice che non sto bene colla testa.

giovedì, agosto 07, 2014

Libri italiani in Cina - Una ricerca su google

Oggi, tra le diecimila ricerche inutili che faccio su google ogni giorno mi sono chiesto come facciano i libri italiani ad arrivare in Cina. Ricerca nata, come al solito, da qualcuno troppo pigro per usare google che su un gruppo di Baidu (chiamato, giustamente, Italiano) chiede consigli sulla letteratura italiana contemporanea. Ho pensato: beh, cento colpi di spazzola in Cina non l'avranno pubblicato. Ma la solitudine dei numeri primi (质数的孤独) sì. Quindi segnamo un attimo quello. E poi? Va dove ti porta il cuore? Non ti muovere?


Ho guardato su amazon cinese ma l'entusiasmo è morto presto: nella sezione letteratura è possibile cercare per paese d'origine e la scelta comprende: Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Giappone e Altro. Altro comprende: Germania, Russia, Corea, Spagna, Austria, India. Quindi va be', niente. 
Io poi dato che ho lo strano pallino di leggere libri in cinese ne ho qualcuno, in questi anni in Cina ho acquistato: Io non ho paura (有你我不怕 "quando ci sei non ho paura") di Ammaniti e Mio nonno era un ciliegio. Poi è arrivato anche Il corpo umano. 
Comunque ulteriori ricerche su Google e Wikipedia mi hanno dato l'impressione che se non sei Umberto Eco o Italo Calvino la probabilità di avere un tuo libro in Cina sono piuttosto bassine. Alla fine ho trovato il tag "Italia" su Douban libri e ce n'era qualcun altro. Ho così scoperto che tra la pila di pendoli di Focault e nomi delle rose c'era anche Fai bei sogni (孤独的梦中人 "la solitudine dell'uomo che sogna") di Massimo Gramellini. Baricchi, Faletti non ne ho visti in giro. Ah, ce n'è anche uno che si chiama I cinesi non muoiono mai
Mi sembra un campionario piuttosto ristretto. Ce ne sono altri e mi sono sfuggiti? Quali libri bisognerebbe aggiungere a questa magra lista?

venerdì, giugno 06, 2014

Lost in translation


Ho lavorato per quattro giorni. Da quando ho lasciato Pompei a metà settembre. C'è stata quella parentesi interessante per cui sembrava che sarei dovuto andare in Cina per quelli dei gelati ma ci ho rimesso solo un mucchio di soldi per i documenti da produrre e il viaggio a Venezia per incontrare i cinesi. Ho iniziato lunedì pomeriggio a Castellammare ed è finita ieri a Positano. Ho fatto l'interprete (per la prima volta). Tempo fa sull'iPod c'avevo fatto incindere "Le langage est source de malentendus" (Le parole sono una fonte di malintesi), una ragione ci sarà.

Comunque per farla breve si sono alternati momenti di terrore puro, momenti in cui mi sentivo gettato in una vasca di squali, momenti di gloria, momenti di vago relax in cui pensavo: vabbè, una pizza gratis, mica male. Un sacco di sole e passeggiate e, grazie a scelte felici di pianificazione per cui all'inizio ci sono stati gli incontri ultratediosi e poi lo svago, sono arrivate le passeggiate a Capri e momenti di grande relax assaggiando vino bianco nella villa di Zeffirelli a Positano. Sicuramente un'esperienza ricca e interessante. Se dovesse ricapitare ci penserei un po'. Mi auguro di aver fatto una buona impressione. Infine, per la prima volta, mi è capitato di ricevere un bigliettino da visita con richiesta di metterci in contatto perché un interprete non è che si trovi tutti i giorni. A soli sei anni dal master. beh, ho aspettato un pochino ma son comunque soddisfazioni.